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venerdì 22 dicembre 2017

La strada giusta

A volte qualcuno mi chiede: Come faccio a sapere se la mia decisione è quella giusta, se sono sulla strada giusta?

Uno degli effetti collaterali dell'allineamento con la propria Missione di vita, e con la propria Anima, è la manifestazione nella realtà di segnali chiari sul percorso che stiamo percorrendo. 
Decidi una cosa dal tuo Sé, ti senti allineata tra ideazione e messa in pratica, hai la motivazione giusta... ed ecco che cominci a incappare nelle persone giuste al momento giusto.

Ecco il Monviso - Foto dell'autrice
Ti chiamano come relatore a un convegno e proprio lì, tra gli altri relatori, ecco quello che ti può aiutare a realizzare in modo tecnico la tua idea, poi esci dal teatro e prendi un passaggio da uno degli spettatori e scopri che lui ha le conoscenze di marketing nel settore che fa proprio al caso tuo... 
Ogni giorno o quasi spuntano fuori nuove conoscenze allineate con il tuo intento, anche se tu non hai mai chiesto questo tipo di networking. 

A volte può essere una frase, magari letta su un poster in metropolitana, o su Facebook o Instagram, o detta di sfuggita da un passante.

Sono segni inequivocabili e ignorarli sarebbe sciocco. 
L'Universo risponde sempre, ma sta a noi riconoscere i segnali giusti. Anche nel caso contrario, ovviamente, cioè quando la Vita risponde: NO, non fa per te.
Se hai un intento e la vita risponde SI, allora sei sulla strada giusta. 
La tua. 


mercoledì 4 gennaio 2017

Piccoli atti magici per la carriera

L'ho scritto diverse volte e lo ribadisco: il lavoro lo si crea da dentro, è solo una conseguenza della nostra vibrazione, della  somma di pensieri accumulati, spesso inconsci.
Quello che molti non hanno ancora compreso nel profondo è che se desideri fare un certo mestiere devi far sì che l'universo si allinei con il tuo intento. 
A volte, però, per vincere delle resistenze inconsce, non bastano il solo intento e il gesto di mettersi alla ricerca del modo di realizzare quel desiderio.

Gli atti magici sono strumenti molto potenti, basta non aggrapparsi ad essi come unico mezzo. Se ad esempio vuoi diventare una donna manager, invece di attendere di aver già cominciato a lavorare per prendere un'agenda e un tailleur adeguato, comprali adesso! Comprati l'agenda più bella, la penna migliore, il vestito più figo! Comincia a pensare come una donna manager, cammina e telefona come una donna manager.

Detto così può sembrare vuoto coaching motivazionale basato sull'autoconvinzione della personalità, ma in realtà è molto di più.
Donna manager - Foto dell'autrice 
L'universo si allinea con il tuo intento. 
"Le risorse e il denaro si allineano e prendono le dimensioni del tuo sogno" scriveva Stefano D'Anna nel libro La Scuola degli Dèi.

Se hai il sogno di lavorare come manager d'azienda, e continuo con questo esempio, di certo non potrai creartelo davvero nella realtà se vai in giro a lamentarti della mancanza di soldi e opportunità di lavoro, a sentirti depressa trascinando i piedi e con le spalle curve, fermandoti davanti alle vetrine pensando che quei tailleur sono troppo belli o costosi per te, o che non sei abbastanza magra per starci bene dentro, oppure che non è il tuo genere di vestito.  

Rompi gli schemi di pensiero. Non ti piacciono i tailleur? Puoi sempre indossare una bella giacca sui jeans e con i tacchi alti, oppure puoi comprare un tailleur neutro e ravvivarlo con collane appariscenti o con stivali, oppure anfibi. 

Rompi gli schemi del non è per me, non mi ci vedo veramente, non sono adatta, non me lo merito, non sono abbastanza.

Hai un Sogno? Buttati! Vivilo da oggi in avanti, diventa il tuo Sogno! Coraggio, abbi fede!
Solo diventando ciò che vuoi essere l'universo creerà per te l'occasione giusta. Ama il lavoro che vuoi incarnare nella materia e questo lavoro arriverà, perché l'universo risponde soprattutto all'Amore. E' una Legge!

mercoledì 30 dicembre 2015

Guerrieri abbattuti, rialzatevi!

Il percorso di ogni guerriero, si sa, è irto di trappole e ostacoli. Che siano prove karmiche o semplici inciampi, in cui si ripiomba nella personalità e nell'identificazione con la macchina sofferente che ci contiene, il guerriero sa d'istinto quando è il momento di prendersi una pausa e cercare di ristabilire equilibrio dentro di sé per ricontattare la propria anima, imparare ad accettare che ci sono momenti difficili in cui i suoi desideri ed obiettivi vengono frustrati. 
Anche questo tempra il guerriero, che osserva la propria mente agitarsi nella negatività. Osservandola, torna prepotente la certezza che è nato per qualcosa di più grande che stare lì a deprimersi e lamentarsi.

In ogni battaglia di vita - così come in quelle sul campo, con le armi in pugno - si può cadere feriti o solo incespicare e finire in ginocchio, ma il vero guerriero sa sempre come rialzarsi, anche quando sente che il carico di difficoltà lo ha reso un po' più lento a riprendersi. Perché rialzarsi è l'unica cosa che abbia un senso, una spinta a tornare in sé e fare il proprio dovere, che sia in battaglia o nel mondo.

E' sempre difficile accettare che una situazione vada diversamente da come la si era immaginata e chiamata nella realtà, ma la non accettazione non fa che chiudere le porte al cambiamento.
Guerriero celta - Foto dell'autrice
Ogni evento ha un inizio e una fine, e l'accettazione di ciò che è, per quanto dolorosa, scioglie nodi come nessun'altra cosa.
La testardaggine della personalità continua a insistere che vuole una cosa, perché non accetta la situazione in cui questa cosa non c'è, considerandola sbagliata, negativa. 

E' proprio questa la chiave del miracolo. 
Non significa arrendersi, al contrario. Si apre una porta.
Lasciando andare le preoccupazioni per ciò che ancora non ha ottenuto, nonostante gli sforzi, e facendosi strumento del Divino, sa che la sola sua intenzione di Servire il Piano divino farà da catalizzatore per realizzare il suo contributo. Che a volte può anche essere diverso da ciò che immaginava o voleva ardentemente.

Il guerriero abbattuto, con un tremendo sforzo di volontà, si rialza, si scrolla il fango e il sangue secco di dosso, si concentra sul respiro, sull'istante presente, sentendo che esiste una Forza che lo collega ad ogni cosa nell'Universo, sta in ascolto, sente che ogni sua cellula è piena di Amore, sente il richiamo della Vita ad andare avanti, riprendere le armi e continuare sul suo sentiero perché nulla ancora è perduto e finché avrà fiato in corpo sarà pronto a dare il proprio contributo. 
Se non lo facesse tradirebbe se stesso, e di conseguenza lo stesso senso della propria esistenza.

martedì 1 dicembre 2015

Attenzione a pregare per la Pace!

In questi giorni un po' bui con venti di guerra che lambiscono i nostri pensieri e il vivere quotidiano, si leggono spesso sui social inviti a pregare per la Pace, invocando la Madonna o altre divinità.

Chi conosce le Leggi che reggono la Realtà sa bene che si attira ciò per cui si vibra. Se si teme che la Pace sia in pericolo, se si è angosciati all'idea di un possibile futuro di guerra, si rischia di pregare per disperazione, chiedendo al Divino ciò che si pensa ancora non ci sia.
Si sta riflettendo la propria mancanza di pace interiore e di fiducia, se si dice che là fuori non c'è pace.

Chiesa seicentesca, Chieri - Foto dell'autrice
Esistono molti testi che trattano la preghiera dal punto di vista del Nuovo Paradigma (cioè l'interno è l'esterno, e viceversa). Tutti concordano nel dire chiaramente che la vera preghiera efficace si ottiene concentrandosi solo sull'atto di preghiera fine a sé stesso. 

Invece di chiedere ciò che pensiamo che manchi o di proteggerci da ciò che temiamo possa accaderci di male, bisognerebbe entrare in connessione profonda con la vibrazione della fede e dell'amore e il pregare diventerebbe solo un manifestarsi a parole di questa vibrazione. Senza chiedere. 

Perché se chiediamo, stiamo implicitamente dicendo al Divino che non abbiamo fede nei suoi Piani, per quanto oscuri e spaventosi ci posano sembrare. Inoltre, come detto sopra, tutto ciò che si manifesta nel mondo esteriore è un riflesso di ciò che a livello collettivo l'umanità sta vivendo in forme-pensiero.

Se la forma-pensiero collettiva vibra sul conflitto, la paura e il sospetto, l'unico modo per scioglierla è un atto di preghiera scevro da paura e disperazione.

Quindi, state in guardia!
Se volete pregare per la Pace nel mondo concentratevi sull'atto della preghiera in sé senza richieste né paure o otterrete il contrario.
Perché l'Universo ci restituisce ciò che mandiamo.



lunedì 10 novembre 2014

Che cos'è la Forza e come percepirla

Ricollegandomi al precedente articolo sugli archetipi, e in particolare alla citazione di Obi Wan Kenobi, Maestro Jedi in Guerre Stellari, vorrei spiegare cos'è la famigerata Forza citata dai cavalieri Jedi.

Foto dell'autrice
La Forza è l'energia universale, non solo la forza interiore, ma qualcosa che trascende. Nell'Universo l'energia circola senza sosta e permea ogni cosa, vivente oppure no.

Se ci concentriamo sul nostro respiro, possiamo percepire questa Forza entrare dentro di noi e vibrare. Ma ascoltandoci bene, in profondità e nel silenzio mentale, ecco che ci accorgiamo che questa Forza entra in ogni singola cellula del nostro organismo e poi ne fuoriesce con l'espirazione.
Inspirando ed espirando in modo consapevole, possiamo davvero comprendere che questa Forza ci attraversa, entra ed esce da noi con il respiro, e non solo. Viene assorbita anche dal corpo intero attraverso la pelle. Se siamo attenti si attiva ogni volta che entra, vibrando in noi.


Foto dell'autrice
Quando in Guerre Stellari i Maestri Jedi dicono al proprio discepolo di percepire la Forza gli stanno insegnando a diventare permeabile ad essa, cioè all'energia universale che tutto regge e tutto può. Non c'è nulla di fantascientifico. 
Come per processo osmotico, il guerriero deve arrendersi senza paura al Potere cosmico e permettere alla Forza di attraversarlo, permearlo, fino a diventare un tutt'uno con essa. 

A quel punto, ogni cosa è possibile, poiché si diventa canale del Divino. Tra il Divino e la Forza non c'è nessuna differenza. Non esiste Forza senza Dio né Dio senza Forza. 
E un guerriero spirituale senza Forza e senza Dio non può essere tale.

martedì 27 maggio 2014

Tutto può succedere

Foto dell'autrice
Una cosa importante da tenere presente è restare sempre aperti al nuovo, ma soprattutto alle infinite possibilità che ci si possono presentare.

Avere fiducia nell'Universo, nella Vita, che ci porta sempre qualcosa di inaspettato. Ma invece di temerlo, dovremmo tenere la porta aperta a queste possibilità.

Cosa succederà tra un minuto? 
Cosa c'è dietro l'angolo?
Cosa ha in serbo la Vita per me?

La vita è sacra, sì, ma è anche un gioco.
Un gioco di società in cui ci possono essere imprevisti che ci fermano un attimo, ma anche bellissimi doni.
Foto dell'autrice

L'importante è avere sempre la fiducia incrollabile che ciò che ci viene dato è ciò che è giusto per noi in quel momento.
Qualsiasi cosa sia, non esiste che la Vita sbagli o fallisca.
E nemmeno noi.
Tutto ciò che succede è perché deve succedere.
La nostra personalità non capisce, ma l'anima sì.

Tutto può succedere. E dovremmo dircelo ridendo.

giovedì 20 febbraio 2014

Passare attraverso il fuoco

Nella nostra cultura edonistica, siamo ormai abituati a considerare il dolore qualcosa di negativo, da evitare, a cui sfuggire ogni volta che si presenta alla nostra porta. 


Foto dell'autrice
Se nella vita ci comportiamo come animali reagendo alla paura, ci comporteremo con il dolore o con il rischio di provarlo come un animale selvatico con il fuoco.

Quando tu chiedi all'Universo di guarire, per esempio, dai problemi amorosi, dalla sofferenza connessa all'innamoramento, questo non ti manda la persona che di colpo fa svanire tutto il dolore per magia, come nei cartoni animati.

Al contrario, ti manda uno specchio che rifletterà tutte le tue paure, ossessioni, debolezze, il terrore del fallimento, del rifiuto, dell'abbandono, di non essere amato, di non essere importante, di non avere valore, di restare solo, di rimanere deluso, di venire tradito, di morire di dolore. Il terrore di vagare nella disperazione e nella frustrazione per il resto dei tuoi giorni. 

Tutto questo dolore è paragonabile a un cerchio di fuoco.
Non tutti sono pronti per attraversarlo. 
Di solito lo fai quando non hai altra scelta se non continuare a vagare nell'ombra.

Ci vuole coraggio. Magari alcuni hanno fatto un patto con la vita prima di incarnarsi ed erano destinati a fare il salto.

A un certo punto capisci che l'unica cosa che puoi fare è provare ad attraversare il cerchio di fuoco per toccare con mano cosa davvero c'è al di là, perché conosci troppo bene l'al di qua e sai che questo non ti porterà all'evoluzione. 

I Maestri dicono che il dolore si deve affrontare, osservare, starci dentro finché non passa.
La maggior parte degli umani scappa, lo evita, o ci si perde, ne rimane invischiato.
Around the fire - Foto dell'autrice


Ma se comprendi che tutto il tuo corpo di dolore è come una scorza sotto cui esiste il tuo vero sé, allora puoi passare nel cerchio di fuoco, e tutta quella scorza inutile e pesante che ti trascinavi appresso, identificandoti con essa, si incenerisce. 
E cosa scopri?
Che il tuo vero sé è INVINCIBILE.
Che il tuo vero sé è immortale, nessun fuoco può bruciarlo o danneggiarlo.
Per questo sei ancora vivo.

Solo chi lo ha provato di persona sa come ci si sente. 
Con una freschezza e leggerezza nuova. 


giovedì 13 febbraio 2014

YES MAN: dire sì alla vita

C'è un film di qualche anno fa con Jim Carrey che si intitola Yes Man, che all'apparenza sembra una normale commedia come ce ne sono tante.

In realtà offre un bello spunto di riflessione sul nostro atteggiamento verso la vita.

Nel film il protagonista è un uomo depresso e demotivato, che passa il tempo da solo sul divano dicendo no a tutti gli inviti degli amici, e anche fuori di casa riesce solo a dire no. A chi gli porge un volantino, a chi gli offre delle arance, a chi gli chiede un favore. Il suo no è un lasciatemi in pace. Odio il mondo e odio voi.

Insomma, quest'uomo non vive. Rifiuta ogni opportunità della vita.

Un giorno viene convinto da un amico a partecipare a un seminario con uno speaker motivazionale che dice:

Io voglio che voi invitiate il SI' nella vostra vita, perché il SI' a sua volta vi risponderà SI'. Quando voi dite SI' entrate nella sfera del possibile, fate il pieno di tutte le energie vitali ed espellete le scorie. 

Foto e grafica dell'autrice
Insomma, si sta parlando della Legge di Attrazione.
Se mandi sì nell'Universo, l'Universo non può che farti eco rispondendoti di sì. Stessa cosa con il no. Se dici no, ottieni no.
Se dici sempre di no stai dicendo no alla vita. Se vuoi tornare a vivere, devi dire sì alla vita.

Nel film il protagonista si trova nella condizione di fare un patto con sé stesso e imparare a dire sì tutte le volte che gli viene rivolto un invito.
Essendo una commedia ci sono alcuni risvolti esilaranti, ma la sua vita cambierà, prendendo pieghe inaspettate, scoprendo la vita, la gioia, l'amore.

Certo, sta a noi scoprire se nella nostra vita abbiamo bisogno di imparare a dire più di sì o se invece dobbiamo imparare a dire no, mettendo dei paletti, con fermezza, perché siamo troppo compiacenti e ci sentiamo obbligati a dire di sì anche quando dentro di noi, dal profondo, sentiamo urlare un no.
Foto dell'autrice

Questa commedia è un buon punto di partenza per fare una riflessione sincera su quante volte abbiamo detto di no per paura, per convenzione, per pigrizia, per diffidenza, per opporci a qualcosa o a qualcuno solo per il gusto di farlo.

Eppure, la vita ci porta spesso delle occasioni inaspettate che possono cambiarci, aprirci nuove strade. E la paura di dire sì e buttarsi nell'ignoto rischia di farci perdere treni importanti.


venerdì 13 dicembre 2013

Che cos'è l'Eusentimento?

L'Eusentimento è un termine coniato da Frank Kinslow. 
Esso è la prima manifestazione di pienezza dell'Universo, dalla quale scaturisce tutto ciò che esiste, compresa la materia.

Per usare un sinonimo comprensibile a tutti: è l'amore divino che tutto crea.

Foto dell'autrice
Forse Frank Kinslow ha preferito non usare il termine amore per non confonderlo con l'amore fisico, passionale e possessivo, o con l'apprezzamento, che è una forma di amore più superficiale.

Infatti, l'Eusentimento non è un sentimento come gli altri. 
E' qualcosa di più, che li trascende. Perché i comuni sentimenti hanno anche un contrario: amore-odio, pienezza-mancanza, felicità-infelicità, ecc.
Inoltre, esistono sentimenti condizionati: gelosia, rabbia, paura, eccitazione, ecc., perché nascono da condizioni particolari.

L'Eusentimento è incondizionato, immutabile e immune da restrizioni, contraddizioni, condizioni esterne.

In realtà, secondo Kinslow la nostra mente agogna conoscere l'Eusentimento perché esso la calma, la fa tacere. 
L'Eusentimento è quella sensazione che in qualsiasi condizione di vita, anche la più terribile e drammatica, dentro di noi, in un angolino nascosto, ci sia una madre amorevole disposta ad abbracciarci e a dirci che va tutto bene, che non c'è paura né reale minaccia.

In effetti, noi siamo questo Eusentimento perché esso non è altro che il Sé.  E la condizione naturale del Sé è gioia, pace e amore incondizionato e illimitato.

Foto dell'autrice
Come fare, allora, a provare l'Eusentimento?

Tutte le volte che riusciamo a far tacere la mente e a stare dentro noi stessi, in tranquilla osservazione, senza giudizio, per esempio quando si fa meditazione, ecco che ad un certo punto si sente una gioia e una leggerezza invaderci, un qualcosa di così vasto che quasi ci fa male il cuore, perché sentiamo di non poterlo contenere tutto nella nostra limitatezza materiale.

Quella sensazione di infinito amore e libertà ci pervade, e sentiamo a un tratto di non avere più un corpo ma solo consapevolezza pura. 
Ecco. Quello è l'Eusentimento.

Con un po' di pratica, si può portare questo stato dell'essere nelle nostre attività quotidiane.
Diventeremo persone risvegliate in contatto continuo con il Sé.
Diventeremo amore divino.



giovedì 21 novembre 2013

La camminata spaziale

Sappiamo tutti che camminare fa bene, non solo al fisico, ma rinvigorisce anche lo spirito.
Frank Kinslow propone di applicare le tecniche del silenzio interiore alla camminata con un semplice suggerimento.
Foto dell'autrice

Invece di guardare gli oggetti e il paesaggio intorno a voi, ponete  l'attenzione sullo spazio tra gli oggetti. 
Lo spazio è ovunque, ma noi non lo notiamo mai.

Quando cominciamo a notarlo, la mente rallenta, il corpo si rilassa, il cuore si espande.
Questo perché, nonostante lo spazio non sia vuoto (contiene ossigeno, onde radio, particelle d'acqua, polline e molto altro) alla nostra mente esso appare come tale.
E l'anima sente il richiamo verso la casa madre, il Nulla da cui ogni cosa è creata.

Tutto ciò è armonia delle sfere come scrive Kinslow. La nostra camminata è in sintonia con l'universo intero. Stiamo creando una sinfonia.

L'unico piccolo sforzo che occorre, nella camminata spaziale, è non identificare lo spazio come faremmo con gli oggetti che gli stanno  intorno. Osservando questo spazio con la mente serena e silenziosa sentiremo affiorare una beatitudine, un amore profondo che nasce dal cuore.

Foto dell'autrice
E' per questo motivo che la camminata spaziale permette di praticare meglio il silenzio della mente. Perché quello spazio che osservi tra le cose rappresenta anche i momenti di silenzio in cui riesci a far tacere il chiacchiericcio dei pensieri.

Un altro piccolo gradino verso la consapevolezza.

venerdì 8 novembre 2013

Che cos'è il Satori?

Spesso nei libri che trattano di risveglio spirituale, in particolare di stampo orientale, si parla di Satori.

In genere, viene confuso e usato come sinonimo di Kensho. 
Kensho, però, indica un lampo di illuminazione non permanente.
Un attimo di chiarezza e di unità con il Tutto. Che poi si spegne per farci ripiombare nella solita inconsapevolezza, più o meno accentuata.

Il Satori per il buddismo Zen, è il momento di comprensione totale dell'essenza delle cose e dell'Universo. 
Il soggetto e l'oggetto della contemplazione non esistono più, ma si fondono nella pura consapevolezza. 
Lo stesso osservatore smette di sentirsi separato dalle cose osservate.
Insomma, si ha la chiara e definitiva comprensione della vera natura del Creato.

Questo stato di consapevolezza è profondo e duraturo nel tempo.

Foto dell'autrice
La persona che vive il Satori non si distacca dal mondo come atto di separazione, sarebbe una contraddizione, ma si fa partecipe totalmente delle cose che lo circondano, nella Presenza.

Esempi di questo stato di illuminazione si trovano negli haiku, la forma poetica più rappresentativa dello spirito giapponese.

Un meraviglioso haiku di Shiki (1867-1902) è questo:

Stupore:
una margherita si frange,
suono di mezzanotte.

mercoledì 30 ottobre 2013

Liberarsi dal bisogno di controllo

La mente umana, essendo identificata nella materia, teme il Nulla.
Ha bisogno, complice l'ego, di credere che i nostri gesti possano in qualche modo prevenire eventi che temiamo e ottenere le cose che desideriamo. 

E' il bisogno di controllo.
Il terrore sottile che le cose e le persone ci possano sfuggire, la paura che eventi improvvisi possano metterci in pericolo o annullarci.

Molte persone negano di avere questo problema. Non ne sono consapevoli. Eppure...

Faccio qualche esempio:
se volete a tutti i costi avere risposte alle vostre domande (anche esistenziali), così indagate con le carte, gli oroscopi, i guru, leggete libri per capire a tutti i costi il perché di certe cose;
se fate un sacco di domande riguardo alla soluzione dei vostri problemi agli amici, assillandoli con le vostre preoccupazioni sperando che vi aiutino;
Foto dell'autrice 
se controllate spesso l'orologio o il telefonino;
se siete fidanzati e leggete di nascosto gli sms del vostro partner per indagare le sue attività varie;
se non sopportate che gli altri abbiano idee diverse dalle vostre;
se temete incidenti, disgrazie, e andate in ansia se qualche famigliare è in ritardo...

Beh, cari i miei lettori, se almeno una di queste cose vi appartiene, avete il bisogno di controllo!

Ma la buona notizia è che è perfettamente umano e si può guarire.

Sappiate per prima cosa che il mondo c'era prima e ci sarà anche dopo di voi, quindi rilassatevi. Non è vostro compito far girare il pianeta Terra né tenere vivo il fuoco del Sole.

La seconda cosa da capire, è che ogni volta che temiamo di perdere il controllo di qualcosa e agiamo per riprenderlo, creiamo una barriera tra noi e l'Universo, il Divino.
Perché stiamo implicitamente dicendo che non abbiamo fiducia nel Creato e nella Legge di Attrazione.

Dancing with the Universe - Foto dell'autrice
L'unica cosa da fare è, sempre e comunque, stare nel Qui e Ora, riconnettersi con il Sé, che sa benissimo che ogni cosa è come deve essere.

Il Nulla che tanto temiamo è l'unica cosa reale che c'è. 
Il Divino che tutto crea è il vuoto. 
E al vuoto, al Nulla, torneremo alla fine di questa incarnazione.


Quando smettiamo di esercitare il controllo,  scopriamo che tutto ciò che ci arriva è il meglio. Anche meglio di ciò che speravamo. Perché l'Universo sa cosa è davvero necessario per noi in questa vita.

Quando smettiamo di esercitare il controllo, chiudiamo una porta e ci si spalanca la Vita.

Quindi, relax!




giovedì 3 ottobre 2013

La differenza tra intenzione e ispirazione

La tecnica dell'Ho'oponopono è finalizzata ad azzerare tutte quelle parti di noi che fanno resistenza alla vita, compreso l'Ego.

Prima, nei libri sul pensiero positivo e l'autoaffermazione, si puntava sempre sul concetto di intenzione.
Immaginare cosa vorremmo intensamente, crederci, e ottenerlo dall'Universo.
Poi però si è notato che non sempre questa tecnica funziona. Si è giunti allora alla conclusione che di mezzo c'erano le false credenze autolimitanti e i blocchi emozionali.

Foto dell'autrice
Ma ancora, i conti non tornavano. In fondo, chiedere all'Universo incessantemente per avere ciò che vogliamo è non solo una mancanza di fiducia nei suoi confronti, ma è comunque un prodotto dell'Ego. E non è detto che la cosa desiderata sia davvero per noi.

E allora? 
L'Ho'oponopono funziona proprio dove tutte le altre tecniche falliscono. 
In fondo, noi non abbiamo il controllo totale del nostro inconscio, anzi, non ce l'abbiamo per niente! 
Per questo a volte, nonostante tutte le tecniche di guarigione emozionale messe in pratica, i nostri problemi persistono.

Insomma, possiamo scegliere ma non avere il controllo delle situazioni, e soprattutto, dobbiamo essere distaccati dall'avere alla fine o meno ciò che desideriamo.

Quindi, se l'intenzione è un gioco della mente, azzerando tutto con l'Ho'oponopono che cancella le memorie anche inconsce, diamo spazio all'ispirazione.

Scrive Joe Vitale in Zero Limits: A un certo punto vi arrenderete e inizierete ad ascoltare, piuttosto che chiedere e aspettare.

Foto dell'autrice
Perché l'intenzione è una forma di manipolazione. Se invece azzeriamo il chiacchiericcio della mente, arrendendoci al flusso, avremo la fiducia che l'Universo sa meglio di noi cosa è davvero fondamentale per la nostra vita.
Scopriremo di aver sofferto per cose che erano solo il prodotto dell'Ego.
Se arriviamo a zero limiti ripulendoci, riusciremo a percepire l'ispirazione divina perché non avremo più filtri mentali che ci impediscono di riceverla.

L'intenzione funziona e porta risultati, l'ispirazione funziona e porta miracoli. Quale preferite? - scrive Joe Vitale.

mercoledì 31 luglio 2013

Invocare il cavallo del vento

Secondo alcuni Maestri tibetani, esiste una tecnica per farsi coraggio e conquistare sé stessi chiamata la pratica del cavallo del vento. 
Foto dell'autrice
Essa è fatta per scacciare la depressione e il dubbio. Perché quando invochiamo il cavallo del vento richiamiamo il nostro aspetto vitale di non paura e di fiducia.

Innanzi tutto, il guerriero è tenuto a trovare il proprio posto nel mondo. Inteso come mondo sacro. Bisogna trovare il proprio luogo magico, il posto giusto per noi.
Ovvero, trovare il giusto orientamento nella nostra vita. Non in senso geografico, ovvio.

Inoltre, il guerriero è tenuto ad allestire il trono del sovrano, poiché egli o ella è parte di una società - quella guerriera in senso spirituale - e non può stare del tutto in solitudine.
Diventi quindi il guerriero il sovrano della propria vita, ma come parte di un mandala più ampio.

Quando si trova finalmente il proprio posto nel mondo, la sensazione di benessere è sia fisica che spirituale. Si prova una grande energia, un senso di splendore, che permette al guerriero di sentire che lui è il Grande Sole d'Oriente. 
Foto dell'autrice
Questo lo riconnette alla propria eredità, facendogli capire che ciò è legittimo e doveroso. 

Il cavallo del vento simboleggia tutte quelle energie, i sogni, le speranze e le paure selvagge che vorremmo cavalcare, e domare.

Una volte che il guerriero ha imparato a mantenere una mente gioiosa, libera dal dubbio, sentendo che è sulla vetta del mondo, e ha conquistato se stesso, allora non gli resta che superare i due ulteriori stadi: sentire che sta cavalcando nel presente, nel Qui e Ora, trattenendo l'impazienza di procedere oltre; e liberarsi dalla mente fissa, senza cercare una logica né argomenti a sostegno di questo. Semplicemente, fermare il chiacchiericcio della mente. 

Fatta questa esperienza, che è al tempo stesso fisica, psicologica e spirituale, il guerriero ha conquistato l'universo. Può sentirsi finalmente integro e reale. E scopre che non c'è nient'altro da conquistare. 
Queste, secondo i Maestri tibetani, sono l'autenticità e la non paura.

lunedì 20 maggio 2013

La crisi economica è uno stato mentale

La crisi globale che interessa soprattuto l'economia, viene vista da tutti come qualcosa che avviene fuori da noi, lontano dal nostro controllo, per cui ci sentiamo impotenti, vittime.

Ma se nulla accade fuori, se il mondo è una nostra proiezione inconscia, allora lo è anche questa crisi. 
Tutto è sempre solo uno specchio della nostra interiorità.

Questa crisi è una crisi psicologica, mentale e spirituale, e alla fine anche culturale. 
Foto dell'autrice 
Questa perdita di senso che angoscia le persone nei paesi industrializzati, è il riconoscimento dell'assurdità della crescita a tutti i costi, del nostro stile di vita improntato alla rincorsa estenuante di beni di consumo superficiali, di acquisizione di status symbol che ci facciano accettare dagli altri.

Ma chi sono gli altri?
Non accettiamo noi stessi, tutto qui, e continuiamo a cercare il benessere e la felicità al di fuori, nelle cose materiali.
Di qui la crisi identitaria di una buona fetta di pianeta. 

I nostri valori si sono persi insieme al senso di sacralità, alla spiritualità.
La crisi è lo specchio di un vuoto interiore collettivo.

La mancanza di soldi è solo la manifestazione mentale di ciò che non funziona più. 
Il denaro è abbondanza, ma l'abbondanza viene dall'amore e dalla fiducia.
Se amore e fiducia vengono a mancare, ecco che scatta quel senso di mancanza, di perdita che innesca la crisi economica.

Foto dell'autrice
Più che occuparsi delle ipotesi di complotto, dovremmo individuare il nemico dentro di noi.

Cosa ci fa credere di non meritare più abbondanza?
Cosa ci fa credere che i doni dell'Universo siano limitati?

Il denaro fisico è solo carta. Di per sé non vale nulla.
Ma noi lo investiamo di tutta la nostra energia. 
Ma che tipo di energia è?
Di paura della perdita, paura della povertà, paura della fame. Vergogna, o desiderio di possesso.

Caricandolo di questa energia, non possiamo certo aspettarci ricchezza per tutti!

Esther e Jerry Hicks, autori del libro Chiedi e ti sarà dato (TEA), scrivono:
Invece di guadagnare ricchezza, provate a permettere ricchezza.
Vorremmo che eliminaste il termine "guadagnare" dal vostro vocabolario e dalla vostra mente, e ci piacerebbe che lo sostituiste con "permettere".

Solo permettendo alla nostra interiorità di essere in pace e senza paure, solo vibrando sulla fiducia nell'abbondanza, si può uscire dalla crisi.
Permettendo al denaro di venire a noi, il quale Non è qualcosa per cui dovete battervi o lottare, scrivono gli Hicks, siete tutti essere meritevoli, e meritate quindi il benessere.



lunedì 13 maggio 2013

L'Assegno Magico

Nel libro The Magic (Mondadori), Rhonda Byrne propone l'esercizio dell'Assegno Magico.

Si fotocopia il modello di assegno che compare a  pag.164, si compila con la cifra che vorremmo ottenere per qualche scopo che ci sta a cuore, o perché semplicemente ne abbiamo bisogno. 
Si appone la data. 
Non si firma perché è già firmato dall'Universo, e la banca è quella Universale della Gratitudine.
Foto dell'autrice

Perché dobbiamo capire che la ricchezza dell'Universo è illimitata, e ciò che abbiamo è ciò che siamo riusciti ad attirare. 
Tutto dipende da noi. 
Se abbiamo fede, e ci affidiamo all'Universo, la somma arriverà a noi in qualche modo.
Concentrandoci sulla cifra, non sul come giungerà a noi.

Quindi, una volta deciso quello che vogliamo, e compilato l'Assegno Magico, ringraziamo preventivamente per ciò che ci sarà dato, perché è lì ad attenderci.


Foto dell'autrice
Tenendolo in mano, immaginiamo di ricevere ciò che vorremmo avere con quel denaro. Quella cifra può anche essere uno stipendio per il lavoro che vorremmo.
Sentiamo la gratitudine riempirci il cuore per il dono ricevuto.

Rhonda Byrne consiglia di portarlo sempre con sé oppure di tenerlo bene in vista in casa, e durante la giornata, di  tenerlo in mano almeno un paio di volte ripetendo l'esercizio della gratitudine preventiva.

Come diceva Socrate, Chi non è contento di ciò che ha, non sarà contento di ciò che avrà.




giovedì 9 maggio 2013

Porta l'energia del sole sui tuoi desideri

Un esercizio che mi piace praticare al mattino quando sorge il sole è lasciarmi investire della sua energia esprimendo i desideri che voglio realizzare.

Foto dell'autrice
A occhi chiusi, sentire la luce che mi inonda attraverso le palpebre, respirare a fondo, esprimere chiaramente il desiderio (senza usare il non - ricordate: l'Universo non usa la nostra stessa grammatica!), immaginare di averlo già realizzato provando a sentire l'emozione che proverei.
E poi, abbandonandomi alla gratitudine più sincera.
Dico Grazie più volte che posso prima di finire l'esercizio. 

Provate. Vi darà un sacco di energia e positività, che sono gli ingredienti principali - insieme all'amore e alla gratitudine - per realizzarci nella vita.


venerdì 26 aprile 2013

Metafore della Legge Universale nel Vangelo

La religione ufficiale ci ha insegnato a credere ciecamente nei miracoli di Cristo e dei santi come dogmi imprescindibili.

Ma se guardiamo ai miracoli raccontati nei testi sacri come metafore della Legge Universale, ci accorgiamo che con ogni probabilità questo era il solo modo per raccontare qualcosa di complesso alle masse ignoranti del passato.
Foto dell'autrice

Prendiamo ad esempio solo alcuni dei miracoli più famosi:

La moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Si parla della Legge dell'Abbondanza. Se sei grato per il poco che hai, l'Universo ti manda di più, in abbondanza. 
Mai scoraggiarsi, mai farsi condizionare dal senso di mancanza.

Trasformare l'acqua in vino.
Usare il talento e la fede per trasformare qualsiasi cosa, anche la più piccola, in un capolavoro.
Legge alchemica, con l'amore si può trasformare il piombo in oro.

Cacciare i mercanti dal tempio.
Toglierci i desideri superficiali che ci allontanano dallo scopo e dalla sacralità dei nostri obiettivi primari. 
Togliere il brusio dalla nostra mente, quello che ci allontana dal Qui e Ora e dal nostro vero Sé.
Cacciare via il cinismo dalla nostra vita.

Resurrezione di Lazzaro.
Bisogna far morire delle cose di noi e della nostra vita e risorgere al nuovo. 
Non esiste evoluzione e rinnovamento senza riconoscere il valore del ciclo vita/morte/vita. 

venerdì 19 aprile 2013

L'armonia della creazione

Moltissime religioni e filosofie antiche sostengono che la creazione nasce da un suono o vibrazione.

Nell'Antico Testamento è scritto In principio fu il Verbo - anche traducibile con suono.

Nei Veda e nell'induismo che ne è derivato, il divino, desideroso di manifestare il proprio pensiero di tutte le cose, emette un suono, una vibrazione che ha la natura di un grido.
Questo grido creativo non è altro che il Big Bang.

Light inside of us - Foto dell'autrice
Secondo il Libro cinese dei Riti, curato da Confucio: La musica produce l'unione. (...) La musica proviene dall'interno; i riti agiscono dall'esterno. Provenendo dall'interno, la musica produce la serenità di mente.

Uno studioso confuciano del II secolo a.c. scrive che l'armonia tra cielo e terra e uomo deriva da un accordo sulla stessa nota che produce vibrazioni all'unisono.
Nell'Universo non esiste caso, non esiste spontaneità; tutto è influenza e armonia, accordo che risponde ad accordo.

Tutti ormai sappiamo che nella mistica indiana il suono universale della creazione è detto OHM. 
Per i pitagorici, la nota fondamentale è il LA. 
La cosa curiosa è che un tempo si riteneva che il LA avesse 432 vibrazioni (oggi circa 440), e 432 è un numero che ricorre in diversi testi, dalla Bibbia ai Veda indiani, dai miti sumeri all'Edda di Snorri in Islanda. 
Simphony of the night - Foto dell'autrice
Esso è associato a presunti cicli terrestri, che corrisponderebbero al rinnovamento della terra.

Sarebbe interessante riuscire a capire fino in fondo perché proprio il LA sia ritenuto il suono della creazione. 
Ma che la materia si formi da una vibrazione, e che tutto sia energia - quindi vibrazione - è ormai assodato dalla scienza moderna.
Ancora una volta siamo costretti a inchinarci alla saggezza dei nostri avi, che molto avevano capito delle cose del mondo. 

lunedì 15 aprile 2013

Essere in stato di grazia

Mi è sempre piaciuta l'espressione Essere in stato di grazia.
La grazia. 
Quell'essere allineati con tutto ciò che deve essere, e fare ciò che dobbiamo senza nessuna fatica, anzi, magari con una punta di euforia.
Essere ispirati.
Essere un tutt'uno, l'ispirazione e il braccio.
Lo stato di grazia è una benedizione.

Giardino dei Tarocchi - Foto dell'autrice
In genere non ci si chiede da dove ci arrivi.
Ma sappiamo che a volte ci sentiamo così, in stato di grazia
Quando ci arriva abbiamo solo da cogliere il momento.

Ma io penso che se ci sforzassimo un po' di più a essere allineati con l'Universo, semplicemente fluendo e vivendo il Qui e Ora, sentendo la felicità intrinseca che esiste in ogni attimo vissuto con consapevolezza, senza pensieri sul passato e sul futuro, allora vivremmo sempre più momenti così, in cui la Grazia scende su di noi.

Non è vero che il meglio dell'arte viene dal dolore. Lo dicono in tanti artisti e scrittori perché sono ben pochi quelli che hanno creato dalla gioia. 
Ma noi non siamo nati a cavallo del terzo millennio per seguire sempre il sentiero più battuto.

Lasciamo aperte le porte dell'ispirazione che viene dalla felicità.