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giovedì 22 giugno 2017

L'autodisciplina mattutina

Da un po' di tempo ho deciso di alzarmi tutte le mattine alle 6.15 - sabato e domeniche comprese, non importa a che ora vado a letto - per mettere in pratica un'autodisciplina. Per stare con me stessa, nel silenzio interiore, nel respiro. Non una semplice pratica di meditazione, ma stare - sostare - in uno stato di coscienza più elevato. A tu per tu con il Sé.

Alle anime ribelli come me non è mai piaciuto sentirsi imporre le cose, non avrei mai accettato che qualcuno mi obbligasse a fare questa scelta. Infatti, per anni l'autodisciplina per me è stata molto difficile, specie l'alzarsi al mattino presto.

Ma nel percorso di Risveglio della Coscienza, specie nella Via del Guerriero di Pace, essere disciplinati è fondamentale per assoggettare i corpi che fanno i capricci e diventare noi, Anima, il condottiero. 
Vivere l'intento in modo integro, qualsiasi cosa i nostri corpi vogliano fare, ci porta a concentrare la nostra energia come un laser, a usare il Fuoco in modo consapevole e attivo.

Sostare nell'Essere - Autoritratto dell'autrice
Non è importante che ci siano subito risultati. Non ha senso preoccuparsi se un giorno i pensieri continuano ad abitare la nostra mente facendo rumore, né scoraggiassi se a volte non riusciamo ad entrare in uno stato di coscienza superiore, tipo un profondo senso di beatitudine. Non è nell'inseguire i risultati il senso di questo stile di vita - perché di questo si tratta. Farlo per farlo, invece, porta la mente al presente perché non c'è aspettativa né l'illusione di un'illuminazione futura.

L'intento è il pilastro dell'autodisciplina, non una forma di rigidità. Significa portare un Fuoco direzionato, nella tua vita, che ti permette di centrarti moltissimo. 
Chi ha autodisciplina ha maggiori capacità di resilienza, e minore tendenza allo scoraggiarsi facilmente. Non permette ai corpi di riprendere il potere sulle emozioni e sulle decisioni. 

E lasciando andare l'aspettativa o la paura di non raggiungere stati di coscienza elevati, paradossalmente, a un tratto essi accadono. Senza sforzo. Magari per poco, ma accadono. 

I benefici arrivano come effetto collaterale. Uno dei più banali, comunque, è quello di poter godere della mattina presto e avere l'intera giornata davanti, puoi fare più cose a ritmo più lento. Puoi godere del silenzio in strada quando tutti dormono. Perdi la frenesia del fare tutto di corsa perché senti di avere poco tempo. 
Smette di esistere quel conflitto interno tra la parte che vorrebbe avere più tempo e quella che vorrebbe passare più ore a letto, finendo per farti sentire quel certo senso di colpa. 

L'autodisciplina, per essere efficace, deve essere davvero sentita da noi stessi come necessaria, come passo evolutivo successivo. A un tratto diventa l'unica strada che abbia un senso percorrere. Per questo quando suona la sveglia ogni mattina non ti viene nemmeno in mente di dire: Cheppalle!!! Ma sei grato del giorno che nasce, perché anche tu, in fondo, stai rinascendo.
E la pratica meditativa diventa, in fondo, un ringraziamento per esserci



venerdì 19 maggio 2017

Come un treno in galleria

Il giorno in cui un editore mi ha telefonato per dirmi che avrebbe pubblicato il mio libro (Manuale rock per guerrieri danzanti) e che gli piaceva al punto che non sarebbe stato necessario l'editing, mi sono stupita a non avere una reazione euforica.
Era un sogno che si realizzava dopo anni di tentativi andati a vuoto, eppure quel giorno ho sentito una centratura e un radicamento nel momento presente così forte che nulla è più stato come prima.

Ho cominciato come un bulldozer a organizzarmi le presentazioni, mentre anni fa non avrei saputo organizzare un compleanno per mia figlia, ricevendo solo sì entusiasti. 
Quando stavo per fare la presentazione ufficiale del libro, a un convegno in cui sarei stata relatrice tra altri miei colleghi scrittori, non avevo nessuna emozione negativa. 
Manuale rock - Foto Giulia Covello
Non paura, né agitazione, nemmeno la già citata euforia. Questa cosa stupiva anche me. E' vero che sono abituata a parlare in pubblico, ma essere relatrice a un convegno era per me la prima volta.

La mattina della mia presentazione mi sono svegliata alle 5.30 naturalmente, e mentre ero seduta sul letto dell'albergo a gambe incrociate, sono rimasta a lungo in ascolto. Nessuna emozione negativa, solo centratura, forza interiore, grinta, voglia di esprimere l'energia del libro. 
Mi sentivo come un treno che sta per passare in galleria. Lo fa e basta perché è ciò che deve fare.

Ho capito che questo libro esprime ciò che sono venuta a fare sul pianeta, per questo non c'erano emozioni della personalità. 
Quando senti che stai facendo quello che sei venuto a fare, non c'è spazio per i tentennamenti né per la paura.

C'è solo amore, Fuoco, entusiasmo.
E l'universo risponde. 
Mi sono giunte in pochi giorni varie proposte di collaborazione, cose che mai avrei pensato e altre che desideravo ma da canali inaspettati.

Questa mia testimonianza personale è per dire: Trovate ciò che vi muove dal profondo, ciò che sentite essere la vostra Missione nel mondo e fatelo! 
Non avete idea della Forza che scaturisce dal semplice gesto del donare al mondo il vostro talento con Amore!

mercoledì 21 dicembre 2016

Smettila di cercare!

Oggi è il solstizio d'inverno, e questo massimo picco di buio ci è d'esempio. Gli antichi, più saggi dell'uomo contemporaneo, sapevano bene che al massimo buio può seguire solo la luce. Per questo celebravano questo giorno come un dono. Non restavano nello scoramento per il freddo e gli alberi spogli, ma ben sapevano che l'inverno è preparazione, tornare dentro di sé per stare.  Non stare nell'attesa della primavera, vivendo di speranza, ma stare nel buio come passaggio obbligato per tornare alla luce. 
Xmas lights - Foto dell'autrice

Il viaggio dell'eroe mitico ha sempre un passaggio agli Inferi, solo così egli può tornare alla luce vittorioso dopo aver sconfitto i propri demoni. Ma quella sconfitta non è nata da una lotta. Non è allontanando da sé l'oscurità che si torna alla luce. La vittoria nasce dall'aver illuminato di amore i propri demoni.

Oggigiorno vediamo sempre più gente che parla di pensiero positivo, di allontanare il negativo, cercando la luce sempre, costantemente fuori di sé. 
La cerca seguendo corsi, yoga, meditazione, osservazione di sé, ma è tutto vano. Tutta pura illusione.
Se pensi che la luce si debba trovare fuori, in una tecnica, in una filosofia o religione, in un guru, allora sei caduto in una trappola mentale. 
Rivolgerti verso la luce come se fosse fuori di te e negare il buio che hai dentro ti porta solo frustrazione. 
Sei Luce - Autoritratto dell'autrice

Smettila di cercare! Quella luce che cerchi sei tu! Ti arde dentro come un fuoco ma non riesci a vederla, a sentirla. 
Stando nel buio ti accorgi che puoi rischiararlo solo con la consapevolezza. E quella non la trovi fuori di te.

Tu sei la luce che cercavi. Fermati in ascolto. Stai nel cuore. Nessun buio ti farà più paura perché è una parte di te ancora non rischiarata dal tuo stesso amore. 


martedì 25 ottobre 2016

Il ricordo passa dal cuore

Tempo fa, curiosando tra i vecchi libri letti da ragazza che restano a casa di mia madre, ho scoperto con perplessità che molti di quelli che sapevo di aver letto nel periodo tra il liceo e l'Università e che avevo apprezzato - e persino sottolineato - non li ricordavo più nel modo più assoluto. Sbirciavo tra le pagine e non ricordavo nulla né della trama né dei personaggi. 
Mi chiedevo come fosse possibile non aver trattenuto nulla di romanzi che avevo apprezzato al punto di sottolinearli.

Poco tempo fa, grazie a un'intuizione improvvisa, ho compreso che ciò che davvero ci nutre l'anima resta scolpito a fuoco in essa e non si può dimenticare. Magari non saranno frasi letterali ad essere  ricordate, ma l'essenza sì.
Perché ricordare deriva dal latino cor, cordis: cuore. Quindi: ricondurre al cuore.


Bouquet - Foto dell'autrice
Troppo spesso a livello intellettuale siamo influenzati dalla cultura dominante e da ciò che chi ammiriamo ci consiglia o dice di amare, cosicché perdiamo di vista ciò che il cuore vorrebbe assorbire, ciò di cui preferirebbe nutrirsi.
Nutrendo solo la mente con speculazioni intellettuali, ecco che il cuore resta a digiuno, ragione per cui a un certo punto ci rendiamo conto di non aver trattenuto in noi l'essenza di tanti libri letti. Abbiamo letto ciò che in realtà per noi era vuoto di cuore, ottenendo un vuoto.

mercoledì 8 giugno 2016

Compassione verso i terrestri

Ieri stavo leggendo la seconda parte del libro di Draco Daatson, Il regno del fuoco, di www.salvatorebrizzi.com e finalmente sono riuscita a provare un profondo moto di compassione per i terrestri.
In che senso?, vi chiederete, e tu non sei terrestre?

Senza entrare in dettagli tecnico-esoterici (vi rimando alla lettura di entrambi i volumi), ho compreso finalmente, con il Cuore, che esistono creature umane che non sono destinate a evolversi a livello di coscienza e a rivoluzionare la propria vita svegliandosi dal sonno perché i loro ruolo nella Creazione è essere totalmente meccanici. 
Sono schiavi e programmati per questo. Ma ciò non mi fa sentire né migliore né superiore a livello morale o spirituale. 

E' proprio questo il punto. Fino a poco tempo fa, nonostante sapessi che ci sono persone che non sono pronte per svegliarsi né sentono il bisogno di uscire dall'illusione della Matrix per essere libere, a volte parlando con loro non potevo nascondere un moto di rabbia, fastidio, intolleranza verso la loro incapacità di vedere al di là del proprio naso.

Schiavitù nella Matrix - Foto dell'autrice
Sapevo bene che esistono persone che sono davvero convinte che l'anima non esista né uno spirito divino che tutto pervade (chiamatelo pure Dio); sapevo bene che molti scambiano il nostro sentire la presenza dell'anima e del Divino dentro di noi come mero bisogno di conforto spirituale, ma pensavo fossero solo molto cerebrali e troppo immersi nel loro sogno e spaventati per lasciarsi andare a una nuova visione della realtà, senza pregiudizi o condizionamenti.

Ma da ieri ho compreso che ci sono creature che proprio non sono state programmate per evolversi fino ad identificarsi con l'anima.  E quindi è inutile irritarsi per la loro pochezza. Sarebbe come irritarsi perché un gatto ferito si lamenta e non ne vuole sapere di stare presente nel suo dolore. E' un gatto, e mai potrà raggiungere la consapevolezza del momento presente, né stare nel suo sentire potrà farlo evolvere a livello di coscienza.

So che qualcuno inorridirà e considererà questo post una specie di dichiarazione razzista che divide gli umani in schiavi terricoli e umani "elfici" destinati a svegliarsi per creare un mondo migliore, ma è sostanzialmente così. 

Come ho scritto sopra non si tratta di sentirsi superiori ma proprio aprire il Cuore a qualcosa di struggente come una creatura che si dibatte nel fango delle proprie emozioni di pancia e che non potrà mai capire la nostra missione rigeneratrice.

Anche il fango e i terricoli hanno una loro Bellezza intrinseca. Mi viene voglia di abbracciarli tutti e dire loro: ora vi capisco.

mercoledì 11 maggio 2016

Il Fuoco è contagioso!

Si sa che nulla è fuori di noi e che quindi nessuno può darci qualcosa dall'esterno. Però è vero che ciò che vediamo negli altri e che non pensiamo di avere, in realtà non lo riconosciamo in noi ma esiste. Quindi a volte abbiamo bisogno di circondarci di persone che ci siano da stimolo, pur sapendo che sono solo uno specchio.

Alcuni lifecoach insistono nel dire che chi vuole portare a termine i propri progetti con successo deve frequentare gente di successo. Ma non significa, banalmente, usarle per un'arrampicata sociale o qualcosa del genere. Significa riconoscere che la loro energia vibra già al livello della concretizzazione e del successo. E questo ci aiuta ad entrare in quello stato di coscienza e vibrazione. Ci apre porte verso il nostro obiettivo già per il semplice fatto di stare accanto a loro.

Fuoco dentro - Foto dell'autrice 
Una persona pessimista, che tende a non portare a termine gli obiettivi, pigra, con poca autostima deve assolutamente evitare di frequentare persone con la stessa vibrazione di pessimismo e fallimento. Anche se sono persone cui vuole bene, se vuole uscire dal tunnel dell'inconsistenza, oltre a lavorare su di sé per sciogliere i blocchi, deve sforzarsi di cambiare compagnia, almeno all'inizio. 

Perché il Fuoco è contagioso, ma lo è anche la cenere. E sta a noi scegliere se stare con persone che ci aiutano a riattizzare il nostro Fuoco con la loro torcia interiore, dandoci anche l'esempio, o stare nel nostro cantuccio a piangerci addosso. 
Se in un certo periodo il nostro Fuoco vacilla e si affievolisce, e ci sentiamo demotivati e senza forze, allora sforziamoci di circondarci di persone che ci ricordano che il nostro Fuoco c'è ancora e ci aiutano a farlo risplendere. E questa, lo ribadisco, è una differenza abissale rispetto al credere che gli altri ci possano dare qualcosa di loro dall'esterno.

In più si è nella vibrazione del Fuoco interiore che arde e crea successo, specie se per cause nobili e al Servizio, più si potrà creare una forma pensiero che faccia la differenza, scavando un solco indelebile nelle coscienze.
I portatori di Fuoco devono stare il più possibile in contatto tra loro, e quel Fuoco diverrà un Faro per l'umanità, prima o poi.



mercoledì 23 dicembre 2015

Auguri a tutti

Riparto da me si ferma per riprendere fiato durante le feste di Natale. Che la Gioia sia in voi! State accanto a chi amate, godete del calore dei vostri cari, delle fiamme del fuoco - che siano di candela o di un camino. In questi giorni la Luce vincerà sulle tenebre. Un caloroso abbraccio a tutti i miei lettori. Grazie di esistere, a presto!

lunedì 11 maggio 2015

Fedeli alla propria missione

Capita spesso che chi ha una forte vena artistica o sente di avere una missione spirituale sembri incapace di adattarsi a un impiego ordinario. 
Daimon - Foto dell'autrice
Le ragioni sono principalmente due: prima di tutto c'è una ragione animica, cioè quando si è un'anima evoluta si fa più fatica a stare nella materia, a impastarsi con essa, trovandosi a proprio agio nella vita pratica. Guadagnarsi da vivere con un mestiere è una delle cose più pratiche che possiamo sperimentare. La seconda è la conseguenza del senso della propria missione, poiché se questa ci impegna totalmente, se proviamo per essa abnegazione, non c'è più spazio per un impiego ordinario, soprattutto se è di quelli impegnativi a livello mentale o emotivo. 

Non è un caso che, ad esempio, Jack London abbia fatto un sacco di lavoretti, magari impegnativi a livello fisico, ma per sua stessa ammissione mai troppo stancanti per la mente perché non avrebbe più avuto ispirazione per scrivere, dato che il suo scopo era diventare uno scrittore professionista.

In un certo senso, per alcune di queste persone creative o molto spirituali trovare un impiego per sopravvivere è quasi un tradire la propria missione, è uno scendere a compromessi. A volte è necessario, ma presto quell'impiego sarà lasciato perché il daimon continua a richiamarli alla loro vera natura, al suo obiettivo, che è lo stesso dell'anima.
Questa è al grande sfida per queste anime.
Scendere a compromessi ma imparando anche a gestire la materia oppure avere fede che solo inseguendo la propria realizzazione, anche a costo di rischiare la fame, si potrà davvero compire la
Anima - Autoritratto dell'autrice
missione che ci è stata affidata?


Non c'è una risposta per tutti. Ma penso che la sfida più grande sia  proprio non temere la povertà, perché se hai un Fuoco dentro non puoi permetterle di distruggerti. 
Alla fine, credo che realizzarsi nella propria missione riuscendo anche a viverci - quindi a monetizzarla - sia la più alta realizzazione ma anche la prova della fede nella vita e in sé stessi. Che poi è la stessa cosa, perché noi e la vita non siamo separati! 

venerdì 9 gennaio 2015

La vita procede per tasselli

Il fatto che la vita si svolga lungo un nastro che porta dal punto A al punto B è, ovviamente, un'illusione. In realtà la vita può esistere solo qui, in questo preciso istante.
Ma la nostra tendenza a pensarci su una strada che conduce verso noi stessi, verso la nostra integrità, è più forte e in fondo non c'è nulla di male a sentirci sul sentiero. 

Nel nostro sforzo di migliorarci, uscendo dalla sofferenza, dagli schemi che ci condizionano, dai meccanismi di pensiero che ci impediscono di espanderci alla vita, passiamo attraverso periodi diversi. 
C'è il periodo in cui siamo più inclini allo studio di certi nostri fenomeni e leggiamo libri, ci osserviamo, stiamo nel sentire. 
In altri momenti sentiamo il bisogno di partecipare ad eventi di gruppo che ci aiutino a fare un salto di qualità, la nostra energia è attratta da un certo tipo di metodo di guarigione che implica una partecipazione di più persone. 


Specchio a quadri - Foto dell'autrice 
In altri momenti sentiamo che il nostro corpo ci chiede di agire, di muoversi, di sperimentare la materia e siamo attratti dagli sport, impariamo che si può bypassare la mente vivendo nel Qui e Ora anche in movimento, sentiamo l'energia crescere, il Fuoco interiore accendersi. Ci scopriamo più vivi che mai.

Magari ci troviamo a vivere periodi in cui la nostra energia è più maschile, più yang, più imperiosa, in altri momenti ecco che emerge l'energia femminile, più yin, più dolce.

Questo succede perché in realtà, nel tentativo di ritrovare l'unità con noi stessi, procediamo per tasselli, a seconda dei bisogni evolutivi dell'anima, e di quanto siamo pronti per affrontare una prova, o qualcosa di nuovo.

Ciò è bellissimo perché ad un certo punto, guardandoci indietro, si comprende che abbiamo messo insieme un bellissimo, coloratissimo e unico puzzle! Noi siamo quel puzzle di tentativi, metodi, momenti di energia diversa. 
Ma il risultato è esserci ritrovati. La strada verso Casa a volte è lunga e tortuosa ma il disegno che ne viene fuori è un capolavoro!

Gioite per il vostro unico e irripetibile puzzle!

martedì 23 dicembre 2014

Il raccoglimento

L'inverno che comincia e la festa del Natale invitano a stare in raccoglimento.
Il senso del raccoglimento è stare con sé stessi, nel silenzio, raccogliere le forze spirituali che a volte disperdiamo a causa del mentale, ma anche ri-accogliersi, ri-accogliere qualcosa di noi che si è allontanato e rischia di venire dimenticato.


Christmas candle - Foto dell'autrice
Il raccoglimento è una parentesi, una pausa per stare lì ad ascoltarsi. Ad ascoltare l'energia vibrante che alberga in noi farsi più chiara, più palpabile.
Non può esistere pace interiore senza prendersi dei momenti di raccoglimento. Perché la pace viene solo dall'interno.

Il buio delle notti invernali, che calano presto, è l'invito ancestrale a stare accanto al fuoco, alla luce. E il Fuoco, la Luce ce l'abbiamo dentro. Le candele e le luminarie che si accendono nel periodo natalizio non sono che un simbolo.
Quando la notte cala, bisogna stare accanto alla luce, non perderla di vista, non lasciarla spegnere. Per non morire congelati il fuoco va ravvivato spesso.

Il raccoglimento serve proprio a questo: a ravvivare il Fuoco, a non perdere di vista il nostro Faro nella notte.

mercoledì 26 novembre 2014

Arco e Combat = Yin & Yang

Una cosa che sto sperimentando in questo periodo è che ci sono sport che paiono opposti e magari inconciliabili, perché troppo diversi - apparentemente - per tipo di energia e movimento, che invece si rivelano complementari.

Farò l'esempio del tiro con l'arco e il combat in generale. Il primo si può definire uno sport molto yin, piuttosto statico, silenzioso, meditativo, in cui non si richiede molta forza fisica - se non nelle braccia, oltre a un certo numero di libbre - né resistenza alla fatica.
Guantoni Muay Thai- Ritratto dell'autrice
Tutti gli sport di combattimento, invece, sono decisamente yang, con una forte carica di energia, richiedono resistenza alla fatica, contatto fisico con l'avversario, velocità d'azione. Sono di sicuro più rumorosi, sudati, insomma, più maschili.

Quindi, si direbbe che se una persona si sente portata per l'uno non può certo apprezzare l'altro... Non è vero!
Proprio perché il primo è statico, non è raro vedere arcieri in sovrappeso o che lamentano una pigrizia fisica, e sul lungo termine si nota che l'energia sviluppata da una sessione di tiro con l'arco è minore rispetto a uno sport più dinamico in genere.
D'altra parte, chi pratica sport di combattimento rischia - se non ben equilibrato di per sé - di incarnare solo aggressività e testosterone.

Se il simbolo del Tao è fatto di due parti complementari, lo Yin e lo Yang, è proprio perché l'equilibrio supremo si fonda su entrambi. C'è un po' di Yin nello Yang e un po' di Yang nello Yin.
Arciera outdoor - Ritratto dell'autrice

Se la riflessività e il silenzio interiore dell'arciere vengono portati nel combat, e il coraggio della sfida del fighter nel tiro con l'arco, ecco che il combattimento porta un tocco di sensibilità femminile, e il fuoco bruciante del combattente può smorzarsi un po' in sensibilità lunare; d'altro canto la staticità dell'arciere si tramuta in un fuoco indirizzato verso un bersaglio, e il suo ergersi sulla linea di tiro diviene più autorevole.

Guerrieri spirituali di tutto il mondo, trovate il vostro equilibrio!

giovedì 26 giugno 2014

Il Fuoco guerriero

Mi è capitato di recente di trovarmi a spiegare il perché una persona dovrebbe metterci così tanto impegno nel lavoro su di sé. Perché passare mesi o anni ad osservarsi, a fare esercizi di presenza, e così via?

La risposta non è soltanto nella volontà di uscire dai propri problemi, dal dolore, dalla sofferenza psichica. Fondamentalmente, ciò che fa davvero la differenza, quello che ti dà la spinta e la grinta maggiore nel lavoro su di te, è il Fuoco guerriero.


Ritratto dell'autrice (autore anonimo)
Se davvero ti vuoi bene, come puoi permettere al disagio che arriva solo da costruzioni mentali, da limiti autoimposti, dalla non conoscenza di sé profonda e dalla paura di guardarsi davvero dentro di gestire la tua vita? 
Preferisci vivere da burattino schiavo degli schemi mentali, lasciandoti vivere, scappando di continuo da te stesso - cosa che non fa che peggiorare il disagio?

Io no. Quando mi sono detta IO NO ho riattivato quella spinta interna a combattere i miei demoni. A guardare in faccia le mie paure fino a vederle svanire come un fuoco di paglia.
Ho avuto tanta paura nella mia vita e tanto senso di disagio profondo, di insoddisfazione, di scollamento.
Ma le mie paure non erano nulla, alla fine, rispetto alla volontà di cavalcare il drago, cioè la mia vita, prendendo le redini della situazione.

Se hai un minimo di amor proprio dentro di te come puoi permettere ai tuoi demoni di manipolare la tua vita? Come puoi continuare a dare la colpa delle tue disgrazie al mondo, alla tua famiglia, alla scuola, alla società, alla politica?
Se pensi sia colpa loro, stai dando loro il potere di schiacciarti come un insetto.

Non esiste paura che non si possa guardare in faccia. Non esiste luogo buio dentro di noi che non si possa illuminare.


Foto dell'autrice
E chi non l'ha provato non sa quale soddisfazione, senso di unità e di allineamento con il proprio Sé superiore, con la propria missione, si prova quando si comprende che i nostri demoni li abbiamo domati. 
Senti finalmente di avere un grande Potere. Lo senti vibrare in ogni cellula del tuo corpo. Lo senti anche nel tuo portamento mentre cammini. 

E' in quel momento che comprendi davvero cosa significhi essere un guerriero spirituale.

giovedì 20 febbraio 2014

Passare attraverso il fuoco

Nella nostra cultura edonistica, siamo ormai abituati a considerare il dolore qualcosa di negativo, da evitare, a cui sfuggire ogni volta che si presenta alla nostra porta. 


Foto dell'autrice
Se nella vita ci comportiamo come animali reagendo alla paura, ci comporteremo con il dolore o con il rischio di provarlo come un animale selvatico con il fuoco.

Quando tu chiedi all'Universo di guarire, per esempio, dai problemi amorosi, dalla sofferenza connessa all'innamoramento, questo non ti manda la persona che di colpo fa svanire tutto il dolore per magia, come nei cartoni animati.

Al contrario, ti manda uno specchio che rifletterà tutte le tue paure, ossessioni, debolezze, il terrore del fallimento, del rifiuto, dell'abbandono, di non essere amato, di non essere importante, di non avere valore, di restare solo, di rimanere deluso, di venire tradito, di morire di dolore. Il terrore di vagare nella disperazione e nella frustrazione per il resto dei tuoi giorni. 

Tutto questo dolore è paragonabile a un cerchio di fuoco.
Non tutti sono pronti per attraversarlo. 
Di solito lo fai quando non hai altra scelta se non continuare a vagare nell'ombra.

Ci vuole coraggio. Magari alcuni hanno fatto un patto con la vita prima di incarnarsi ed erano destinati a fare il salto.

A un certo punto capisci che l'unica cosa che puoi fare è provare ad attraversare il cerchio di fuoco per toccare con mano cosa davvero c'è al di là, perché conosci troppo bene l'al di qua e sai che questo non ti porterà all'evoluzione. 

I Maestri dicono che il dolore si deve affrontare, osservare, starci dentro finché non passa.
La maggior parte degli umani scappa, lo evita, o ci si perde, ne rimane invischiato.
Around the fire - Foto dell'autrice


Ma se comprendi che tutto il tuo corpo di dolore è come una scorza sotto cui esiste il tuo vero sé, allora puoi passare nel cerchio di fuoco, e tutta quella scorza inutile e pesante che ti trascinavi appresso, identificandoti con essa, si incenerisce. 
E cosa scopri?
Che il tuo vero sé è INVINCIBILE.
Che il tuo vero sé è immortale, nessun fuoco può bruciarlo o danneggiarlo.
Per questo sei ancora vivo.

Solo chi lo ha provato di persona sa come ci si sente. 
Con una freschezza e leggerezza nuova.