Visualizzazione post con etichetta Amare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amare. Mostra tutti i post

lunedì 16 ottobre 2017

Oltre i palpiti del cuore

Quando si è innamorati, pieni di desideri, aspettative, fantasie romantiche o erotiche, la cosa migliore che possa capitare è che tutto ciò che vorremmo accadesse non succeda. 
La nostra parte bambina vorrebbe ogni capriccio soddisfatto per il solo fatto di desiderarlo, e i bambini, si sa, non sono bravi ad attendere che le cose accadano naturalmente. 

Ma se ciò a cui aspiri, oltre l'innamoramento momentaneo, è l'amore, un sentimento vero e profondo, allora che i tuoi desideri portati dalle pulsioni delle proiezioni tipiche dell'innamoramento non vengano soddisfatti.  Proverai frustrazione, delusione, amarezza, a volte senso di vuoto e percezione di solitudine. Tutte cose illusorie. Ma necessarie per essere trascese. 
Giardino interiore - Foto dell'autrice 

Soltanto quando l'innamoramento finisce puoi comprendere davvero se l'oggetto del tuo desiderio è vero amore o no. Se non ti interessa più non lo era. Punto.

Se invece permane un senso di pace di cuore verso questa creatura, una completa accettazione della sua libertà, al di là dell'aspettativa di poter un giorno camminare assieme come coppia, ecco che allora abbiamo superato la prova. E' amore.

In un post precedente avevo scritto che l'innamoramento non va demonizzato perché è comunque un modo per aprirsi all'altro e ad avvicinarsi. Ma anche sappiamo quanto sia effimero. Sappiamo che non nutre il cuore, nutre solo le illusioni e va trattato con le pinze.

Allora è davvero una benedizione quando le tue aspettative vengono frustrate, perché lì c'è il seme della pace, dell'interezza. Rinsavisci, torni a te stesso purificato. 
E' una finestra sul tuo cuore, puoi vedere a che punto sei nella tua capacità di amare in modo incondizionato.

venerdì 23 dicembre 2016

Trascendere l'Osservatore

Nel periodo natalizio si parla tanto di sentimenti d'amore e apertura del cuore, che paiono solo banalità. Ma questo parlare di amore mi porta a una riflessione che nasce dalla mia esperienza personale. Quando si lavora a lungo su di sé osservandosi di continuo, instancabilmente, si finisce per irrigidirsi un po'.
Tutta la nostra attenzione va a ciò che la macchina fa, e anche se cerchiamo di guardarci con distacco, ecco che rischiamo di finire per sviluppare un Io irrigidito che dà importanza solo all'attenzione.

Continuiamo a notare l'addormentamento della macchina, le pulsioni, i fastidi e osservarli ci aiuta a distaccarcene, di sicuro ci identifichiamo di più con l'osservatore, quindi con l'anima.
L'osservazione è anche un paradosso perché per poter diventare Uno con l'anima dobbiamo prima distaccarci dai nostri meccanismi.
Questo è fondamentale e sacrosanto, non si potrebbe passare alla consapevolezza di essere Uno senza prima la fase del distacco, dell'osservazione esterna.

Ma dopo anni e anni così bisogna trascendere o il lavoro su di sé resterà in stallo, in una fase incompleta. Rischi di restare diviso. Tu osservatore da una parte e corpo fisico/emotivo/mentale dall'altra.
Cuore per Amare - Foto dell'autrice
E' qui che entra in gioco l'apertura del cuore. Se nel frattempo, dopo tanto osservare, ancora non ami i tuoi meccanismi e gli specchi esterni che ti crei attraverso le persone che hai intorno, allora significa che non hai sviluppato davvero occhi per Vedere e Cuore per Amare.

Quando invece, finalmente, riesci ad amare, donarti, stare nella gioia, commuoverti vedendo la Bellezza anche di chi fino a poco tempo prima ti infastidiva, allora comprendi che non ha più importanza stare attentissimo al gesto, al respiro, ricordarti di te mentre passi sotto una porta o sei seduto sul wc. Non ha più importanza se magari parlando ti infiammi e dimentichi di stare sul respiro e attento alle pause.

Prima passavi più tempo ad osservarti in un cantuccio e pensavi solo a te stesso, alla tua evoluzione personale. Aprendo il cuore cominci a chiederti cosa puoi fare per gli altri. 
Perché se sei nell'Amore, se senti il tuo cuore espandersi e hai voglia solo di donarti, di abbracciare il prossimo, di essere d'aiuto, allora sei diventato già Essenza.

Allora davvero diventi Uno, perché sei Uno con il tuo cuore, Uno con la tua anima. E solo diventando Uno con la tua anima puoi fare un vero lavoro al Servizio delle coscienze. 

martedì 13 dicembre 2016

Sulla forgiving economy

Premetto che di economia non ho mai capito un tubo. Ma una cosa che ormai sta diventando ogni giorno più evidente è che il nostro sistema economico è destinato a fallire per una ragione molto semplice: è basato sul prendere per sé, arraffare, accumulare, competere per autoaffermarsi e non sul donare, mettersi a disposizione degli altri, cooperare, lavorando in squadra prima e poi in rete. 
A parte il fatto che a lavorare con l'energia della competizione e dell'autoaffermazione a lungo andare ci si ammala - vedi le molteplici malattie legate allo stress - a che pro accumulare successi e guadagni se non li puoi condividere con il cuore? A che pro faticare tanto per ritrovarsi in un deserto affettivo, in assenza di vita vera?


Forgiving  - Autoritratto dell'autrice
Ma quello che in realtà ho scoperto per esperienza, non è nemmeno tanto il fatto di cambiare modo di lavorare. E' qualcosa che sta a  monte. E' il fatto che non è il lavoro ben retribuito, rispettato o dei sogni che ti rende felice. E' il contrario. E' il tuo essere felice che crea lavori, opportunità, partner aziendali, colleghi, collaboratori ideali. E' la felicità in sé a creare il tuo business. 
Non il bisogno né di certo la disperazione!

Come puoi pensare di trovare il lavoro dei tuoi sogni se passi la vita a lamentarti della crisi, della mancanza di posti di lavoro, della disonestà degli imprenditori?
E poi come si fa a trovare qualcosa che non è là fuori?
Il lavoro non si trova, non ci puoi inciampare dentro come se fosse un sasso lungo la strada. Il lavoro lo crei con la tua stessa vibrazione.

Qui si torna alla felicità, al darsi. Solo chi è felice si dona volentieri, senza recriminare troppi diritti per il suo piccolo sé. 
Più ti doni, più ricevi, perché è amore in circolo.
Più sei disponibile più creerai una rete di gente disponibile attorno a te, senza fatica. 
E' la vibrazione che conta, lo ripeto. Se non sei soddisfatto di ciò che ti stai creando allora devi solo essere più felice, amare di più, donarti di più. Anche se credi di avere poche risorse.

Qualcuno si chiederà cosa c'entra la parola forgiving con il lavoro e l'economia. Perché perdonare? 
Il senso è donati e lascia andare le zavorre. Ama e affidati. 

Come spiega Daniel Lumera nel libro I 7 passi del perdono (Macro ed.), la parola perdono è il superlativo di donare. Nulla a che vedere con colpe ed espiazioni. 
Solo persone libere da attaccamenti ed identificazioni, che vivono nell'apertura del cuore possono concepire e ridefinire un intero sistema economico e lavorativo basandoli sul donare, o meglio, fare dono di sé al mondo. 
Nella gioia che ne deriva c'è il segreto per crearsi il lavoro che si ama.
Daniel Lumera (InBusiness Incitement Italy) - Foto di Carlotta Bruno


Qualche lettore penserà che è solo bella teoria, ma se lo fa cade in un inganno. Un esempio è il movimento Incitement, nato in Malesia pochi anni fa e portato con successo in Italia da alcuni sognatori pragmatici. Alla base di questo movimento c'è il business sociale, il dono di sé e delle proprie competenze all'interno di una rete di cooperazione internazionale, di gioia condivisa e supporto tecnico e morale verso tutti quelli che decidono di lanciarsi nel mondo del business. 
Perché il business non deve più essere associato all'arraffare e all'atteggiamento da squali. Come dice lo stesso fondatore Zikry Kholil, in un mondo in cui le religioni e la politica ancora dividono, il business unisce. E lui, che è musulmano, ne sa qualcosa.  




lunedì 12 ottobre 2015

Uomini che si credono svegli

Oggi mi soffermo su una considerazione che mi è nata in questi giorni, riguardo all'atteggiamento degli ormai molti uomini che popolano i gruppi di Risveglio, specialmente virtuali.

Chi davvero sviluppa Consapevolezza, Ricordo di Sé e Magnetismo personale non ha bisogno di scrivere continuamente commenti o messaggi privati banali, specie alle amiche dell'altro sesso. I miei amici virtuali su Facebook non me ne vogliano, anzi, li ringrazio per avermi ispirato questo post.

 Il Risvegliato - Foto dell'autrice - MAO Torino
Il punto è che non basta interessarsi a queste tematiche se poi non si applicano in sostanza. Purtroppo l'illusione di essere già svegli solo perché si frequentano gruppi e corsi è una trappola mortale e in tanti ci cascano. E sono tante le donne che si lasciano fuorviare dal semplice fatto che uno metta dei post sulla Consapevolezza o segua il tal maestro/guru/lifecoach, o faccia yoga, meditazione o qualsiasi cosa rimandi alla "spiritualità".

Noto anche che spesso questi uomini che si credono svegli non stanno attenti ai segnali o li ignorano volutamente. Se una tua amica su Fb cui scrivi ogni giorno delle banalità (o saluti che hanno senso solo se detti a voce e non su una piattaforma digitale) non ti risponde per giorni, e questo accade sistematicamente, allora sei sveglio e in considerazione esterna quanto un cane che vede un osso al di là di una porta a vetri e si ostina a leccare il vetro. 

Il punto è che spesso, le donne che fanno un percorso di Risveglio, rimpiangono di non avere un uomo accanto sulla Via come loro. Ma siamo sicure che tutti quelli che si dicono sulla Via lo siano davvero? Mi sto accorgendo che non è detto che una coppia non possa stare bene insieme anche se uno dei due dorme di più e non gliene frega molto di evolvere. Perché il Punto della questione, alla fine, è la capacità di Amare. E se un uomo non sulla Via ci dimostra di saperlo fare, vale più di tutti i sedicenti risvegliati.


venerdì 2 ottobre 2015

La vera Forza sta nel restare

Ci sono momenti in cui ciò che hai desiderato ardentemente accade, finalmente lo hai creato nella tua realtà, ma... dopo un primo momento di Gioia e Gratitudine, ecco che emerge una paura sottile, subdola, un disagio che s'insinua.

E' la paura irrazionale della felicità, e il sole splendente che avevi nel cuore un attimo prima, è oscurato da tinte fosche fatte di dubbi, domande, aspettative in negativo. Si esce di colpo dall'estasi del Qui e Ora per tuffarsi in preoccupazioni che ci allontanano dalla Sacralità del Momento Presente, che è tutto ciò che esiste, la Vera Realtà. 



E' importante riconoscere nel corpo e nella mente il predatore che esce dalla tana e comincia a creare disagio e paura. Solo con la consapevolezza di questo predatore interiore possiamo affrontarlo, guardarlo negli occhi e trovare il Coraggio di restare. 
Questo è il punto. La voglia di scappare lontano non appena la felicità e l'amore si affacciano alla nostra vita è un invito imperioso ad Agire con il Cuore (da cui la parola coraggio). Invece di scappare, abbiamo la grande opportunità di fare un salto evolutivo di coscienza e, guardando il predatore interiore negli occhi con Amore e Gratitudine - perché ci sta facendo un favore - scegliere di restare, anche se siamo terrorizzati.

L'onestà con sé stessi, e nel caso anche con il partner, di ammettere che siamo terrorizzati ma ci stiamo sforzando, da veri Guerrieri di Luce, di restare, di accettare di affrontare anche la paura dell'intimità, del rapporto a due, del confronto e di tutto ciò che ne deriva, è la vera Forza. 

L'altro è uno Specchio. E se restiamo, e ci lasciamo condurre, abbracciare, amare, diventiamo Forza allo stato puro. E non esiste più posto in cui vorremmo scappare. Perché al momento, le braccia dell'altro sono la nostra Casa. Il posto in cui esercitare il Coraggio di amare e lasciarci amare.

martedì 5 maggio 2015

Rilassiamoci un po'!

Il rischio dell'osservarsi di continuo senza una vera apertura del Cuore porta a giudicarsi di continuo, a bacchettarsi per non esserci stati - cioè non essere stati presenti - in determinate occasioni, o per non essere riusciti a mantenere la calma, per esserci lamentati, eccetera.
Quindi, a volte il risultato è un irrigidirsi per il timore di lasciarsi andare non ricordandosi di sé, gesticolare, chiacchierare senza sosta, al posto dell'essere semplicemente vigile.


Sbarre - Foto dell'autrice
Osservarsi non è difficile, ma farlo nel non giudizio a volte pare un'impresa impossibile. Eppure, accorgersi di ciò è già guarigione, perché l'amore inespresso dentro di noi ci sta mostrando in cosa non ci stiamo ancora amando.
Confondiamo il non bacchettarci da soli con il lassismo. Pensiamo che se non siamo implacabili con noi stessi finiremo col lasciarci andare nel Lavoro su di sé fino metterlo in secondo piano o a passare sopra alle mancanze.

Ma senza l'Amore misericordioso verso quelle parti dormienti di noi ci stressiamo inutilmente, rischiamo di stancarci perché la rigidità alla fine pesa come un macigno. E la paura di essere giudicati come ancora troppo dimentichi di sé ci immobilizza invece che aiutarci ad avanzare fiduciosi nel mondo.

Le gabbie che cerchiamo di aprire cambiano veste ma sono sempre gabbie. Occhio, quindi, a non diventare le istitutrici svizzere di noi stessi!
Bacchettarci non è amarci. Essere inamovibili riguardo al nostro percorso di Risveglio e vigili non deve diventare un tribunale
Rocca - Foto dell'autrice
interno.


La stessa cosa vale per tutte le scelte di vita, dal diventare vegetariano allo scegliere la medicina alternativa a quella tradizionale. Se ti irrigidisci in una categoria e giudichi sbagliato ciò che fanno gli altri stai ancora dormendo, perché è sveglio chi ama e comprende, non chi condanna puntando il dito.

Amate i vostri nemici significa proprio "amate ciò che di voi non vi piace". Pregate per i vostri persecutori significa farlo per noi stessi, perché i giudici più implacabili siamo proprio noi!

mercoledì 11 marzo 2015

L'autoabbraccio terapeutico

Le persone soffrono perché non si amano abbastanza, fondamentalmente, e tutto quello di cui avrebbero bisogno è un abbraccio. Ma questo abbraccio non può essere davvero terapeutico se arriva da fuori, da qualcuno.
Amarsi - Foto dell'autrice
Certo, è un bel gesto e infonde calore, comprensione, coraggio, accettazione. Ma la vera guarigione avviene quando ad abbracciarci siamo noi stessi.

Immaginiamo di essere ancora il bambino spaventato, confuso, insicuro, piangente che siamo stati, da cui derivano le nostre paure e frustrazioni più profonde. Nessuno lo sta confortando, nessuno lo sta amando. E chi se non noi stessi possiamo amarlo, accettarlo, coccolarlo, farlo sentire davvero a casa e perdonato? 

La gente si odia perché non sa perdonarsi. Di qualsiasi cosa dobbiamo perdonarci, lasciamo stare la mente che giudica e classifica e apriamo il Cuore. Allarghiamo le braccia e poi lasciamoci avvolgere da un vero abbraccio, non visualizzandolo, ma proprio facendolo davvero. 
Autoabbraccio - Foto dell'autrice
Quante persone si abbracciano da sole? Praticamente nessuna.

Eppure, questo semplice gesto scioglie un sacco di blocchi. Vedrete che dopo esservi abbracciati, avrete più voglia di abbracciare le persone, diventerete meno schivi, più calorosi.
L'autoabbraccio permette a voi stessi di amarvi davvero e di essere, per Legge di Attrazione, amati anche dagli altri.




mercoledì 4 febbraio 2015

La falsa accoglienza

Si sente parlare spesso di accoglienza, ma mai della qualità di essa, della sua spontaneità. 
Sia che si tratti di accogliere qualcosa nella nostra vita, oppure altri popoli sul nostro territorio, di sentimenti autentici ce ne sono davvero pochi. 


Carloforte - Foto dell'autrice
Si confonde un gesto che viene dall'anima da quello che viene dalla personalità e teme il giudizio. Se si accoglie qualcuno, ad esempio, per paura di essere giudicati razzisti se non lo facessimo, questa è ipocrisia.
Peggio ancora, quando si assumono costumi altrui per far sentire più a casa propria uno straniero. Questo è un uscire dal proprio centro, non si tratta più di semplice gentilezza spontanea e senza secondi fini, ma paura di non far sentire le persone accettate. 
Ma questa paura viene tradita proprio dallo sforzo di andare incontro all'altro solo per non essere giudicati in modo negativo.

La cosiddetta tolleranza, poi, è tutt'altro che accoglienza. Tollerare implica uno sforzo per sopportare un fastidio.

Stare nell'apertura senza giudizio è un altro pianeta. Anche per accogliere sentimenti nuovi, o difficili, ci vuole semplice apertura
Elefante - Foto dell'autrice
di cuore. Non puoi sforzarti di accogliere. E' come sforzarti di amare. Lo sforzo, in questo caso, implica finzione, resistenza.

Non c'è una formula per imparare ad accogliere, così come per imparare ad amare.

O ci riesci o no, ma in ogni caso è importante prendere atto del fatto che non provare un certo sentimento non significa che siamo incapaci di provarlo. Stando nel sentire e nell'osservazione, pian piano possiamo abbattere quelle resistenze tipiche del senso di separazione per entrare in un nuovo regno: l'amore incondizionato di cui l'accoglienza vera è fatta.

martedì 11 novembre 2014

Esercizio per cuori rattrappiti

Ho sentito diversa gente lamentarsi di non essere in grado di provare vero Amore, di non amare abbastanza. Sentono di avere il cuore chiuso, bloccato, incapace di aprirsi al sentimento più alto. Spesso ci provano a sentire l'amore con tutto il cuore, dicono, eppure sentono che quel muscolo resta chiuso in se stesso. Credono di non esserne capaci, come se fosse qualcosa di irrimediabile.

Come fare, quindi, ad imparare ad aprire il cuore all'Amore?
L'amore nasce dall'apprezzamento, e dall'apprezzamento si passa alla gratitudine. Dalla gratitudine alla gioia di ciò che è, attenti a restare nel non giudizio.

Questo è il primo passo, quindi: soffermarsi sull'apprezzamento, nel profondo, sentendolo in tutto il corpo e anche nel cuore. Portate gratitudine nel cuore per quell'apprezzamento, portateci la gioia. Sentite queste emozioni superiori espandersi come un calore diffuso, che porta luce nelle vostre tenebre. Immaginate il vostro corpo rischiararsi dal di dentro alla luce di questi sentimenti.

Potete passare dalle piccole cose fino a quelle grandi, eventi e persone. 

Il secondo passo è l'accettazione totale, fondamentale. Niente elenchi mentali di ciò che ci piace di una cosa o una persona, solo accettazione per ciò che è.
Cercare di percepire questa accettazione e l'apprezzamento come qualcosa che non ha confini.
Se c'è un confine da qualche parte, il cuore non si può espandere nell'Amore puro. La sensazione del non avere confini porta anche a percepire nettamente che l'Amore non ha nemmeno un corpo, ma è qualcosa che trascende.


Rosa in tazza cinese - Foto dell'autrice
Il terzo passo è immaginare il cuore che si espande, aprendosi dolcemente e con fiducia come una rosa che sta fiorendo.
Respirate, portando questa immagine nel cuore, ad ogni respiro fate sì che la rosa apra un po' di più i suoi petali fino a spalancarsi del tutto. Come un dono che si fa al mondo. Una rosa toccata dalla Grazia divina. 

Certo è difficile, molte persone possono scoraggiarsi, continuare a sentire che, nonostante l'esercizio, il loro cuore continua a essere bloccato. Bisogna avere fede, lasciarsi andare, non preoccuparsi sentendosi incapaci di amare, perché quando si lascia cadere il giudizio su sé stessi ecco che il miracolo accade: un giorno succede qualcosa che vi fa sentire di colpo l'Amore. 
Anche senza un motivo apparente, in maniera del tutto inaspettata, si sente l'Amore in ogni singola cellula del proprio corpo.
Allora, in quel senso di alleggerimento, espansione, luce, chiarezza, profondo apprezzamento e gioia intrinseca, comprenderete che state amando. Avete scoperto di essere perfettamente in grado di provare Amore!

E' qualcosa che va al di là dello spazio, del fisico, del possesso. Semplicemente e in maniera del tutto naturale - cosa sorprendente! - proverete per una persona un amore sconfinato, che permea ogni singola cellula del vostro corpo (non solo fisico, qui si intendono i tre corpi), illuminandovi da dentro. E' luce divina, perché l'Amore non può che essere divino.
E succede alla fine di provare un'immensa gratitudine per il solo fatto in sé di sentirlo davvero.










martedì 6 maggio 2014

La Legge di Attrazione secondo Dante

Chi di noi non ricorda il celeberrimo verso del Canto V della Divina Commedia:

Amor, ch'a nullo amato amar perdona (…)?

Dante ha scritto quel verso con due letture possibili. La prima, più drammatica, è riferita all'amore fuori dal matrimonio, che i due innamorati, Paolo e Francesca, non potrebbero consumare e per cui vengono uccisi; la seconda ha a che fare con la famosa Legge di Attrazione, che evidentemente il Sommo Poeta conosceva bene.

Quello che Dante vuole esprimere è: non esiste che un essere che ama non sia a sua volta riamato. 
Quell'amato sta per amante, nel senso letterale: colui che ama.
Foto dell'autrice
Perché se amore dai, amore ricevi. E' una Legge universale.

Certo, non è detto che la persona oggetto del tuo amore corrisponda per forza, ma se tu sei Amore, l'Amore viene da te.
In qualunque forma. Prima o poi arriva. 
Perché il tuo Amore è una calamita.

Sii tu stesso l'Amore che cerchi.
E l'Amore risponderà.

Impara per prima cosa ad amare te stesso.
Perché se non ti ami, non puoi certo trovare l'amore fuori di te, da parte di qualcuno che sta all'esterno.

Come dentro, così fuori, dice una vecchia massima.
Amore dentro, amore fuori.




lunedì 14 aprile 2014

Senza condizioni

Una delle principali disfunzioni dell'essere umano, in amore, è provare il sentimento a condizione che.

L'amore condizionato è quello che porta le persone a ricattare il proprio partner per paura dell'abbandono, del tradimento, di contrariarlo.
E' quello che fa dire a un partner che non può frequentare quella persona o fare quella cosa perché il soggetto non vuole o ci sta male.

Ma l'Amore, quello vero, si basa sulla fiducia e sulla libertà.
Non si può amare qualcuno solo perché fa ciò che ci aspettiamo.

Foto dell'autrice
L'amore condizionato è quello che crea guai di continuo nella coppia, perché si nutre di gelosia, sospetto, scontentezza, aspettative deluse, insicurezza, senso di possesso e a volte ossessione.

Chi cede al ricatto è debole, e dice sì perché teme di essere abbandonato o comunque disapprovato dal partner.
Ma anche il partner che ricatta è altrettanto debole, perché la paura sta parlando attraverso di lui.

Un cuore che ama, ama. Non può cedere alla paura perché sa che l'amore è a prescindere.

Non esiste abbandono, né distanza, né gelosia. Perché l'Amore vero è qualcosa di così grande che trascende il senso di appartenenza e possesso.
Chi ama davvero, è anche disposto a lasciar andare.
Se il tempo della coppia è finito, per qualsiasi ragione, il cuore che ama continua ad amare anche oltre la coppia. Anche quando l'altro se ne va perché così deve essere.

L'Amore vero non può che essere incondizionato

mercoledì 12 febbraio 2014

Il luogo comune Animali vs Uomo

C'è un luogo comune che serpeggia tra gli umani amanti degli animali, una trappola in cui siamo caduti tutti, nessuno escluso.
Pensare che gli animali siano meglio degli uomini.

La prima reazione a questa lettura, lo so già, sarà snocciolare il perché un animale è meglio.

1) L'animale è se stesso
2) Non ti tradirebbe mai, specie i cani
3) Non si lamenta
4) Ti ama incondizionatamente
Foto dell'autrice
5) Non parla a vanvera e non ti manda affanculo come un figlio adolescente
6) Ha bisogni primari e non richieste assurde piene di aspettative come un partner
7) E' un essere indifeso in un mondo pieno di pericoli, specie di umani crudeli con gli animali

Ma se conosciamo la meravigliosa Legge dello Specchio, tutto ciò che amiamo in qualcuno rispecchia una qualità della nostra anima - qualcosa che in potenziale c'è già dentro di noi - se no, non la vedremmo. 
La stessa cosa vale per ciò che detestiamo.

Se detestiamo la falsità, la meschinità, le lamentele, le aspettative, l'egoismo e la mancanza di amore e compassione degli umani verso le creature indifese, anche quella parte è nostra!

Pensiamo che gli umani siano essere abietti perché questo è un giudizio che abbiamo sviluppato. 
Guardiamo il mondo attraverso gli occhi del giudizio e non con gli occhi di Dio.

Tutto esiste per essere sperimentato, osservato, accettato e poi amato.
Se non accetti queste qualità nell'essere umano non vedi che sono aspetti necessari della personalità, perché non può esistere, nella materia, il giorno senza la notte, l'alto senza il basso.


Foto dell'autrice
Gli animali sono creature meravigliose e io li adoro, amo i  miei due cani come fossero figli miei. 
Ma ho compreso che a noi umani è stata data l'opportunità unica a livello animino di sperimentare la vita con un corpo e una mente umana per imparare a vedere.
A farci delle domande, a fare un lavoro su di noi per scoprire che tutto è come deve essere.

Finché non amiamo gli esseri umani non amiamo noi stessi, e se non amiamo noi stessi non capiamo la nostra natura divina.
Ovviamente, anche gli animali sono divini, ma sono gli altri esseri umani lo Specchio più crudo e spietato in cui guardarci. 




mercoledì 20 novembre 2013

Il terrore di amare

Tutti cercano l'amore, lo sognano, anche se magari non sono disposti ad ammetterlo nemmeno con sé stessi.
Ma che cos'è davvero l'amore? 

Foto dell'autrice
I Maestri ci insegnano che l'amore nasce dove c'è conoscenza.
Cioè, solo quando riusciamo a vedere una persona per ciò che è realmente, e ad accettarla così com'è. 
Solo quando riusciamo a non proiettare nulla di noi sull'altro, a non avere illusioni che filtrano la realtà in base a ciò che siamo o vorremmo essere.

Se non siamo capaci di questo, ecco che l'altro rimane un oggetto di desiderio che non è reale. Non è vero amore. Amiamo l'idea della persona, non essa.

E' per questo che la maggior parte di noi teme l'amore, ne è terrificato. 
Non è davvero una questione di legami, sofferenza o responsabilità.
Foto dell'autrice
Questo è solo ciò che ci piace raccontarci perché ci fa stare meglio, ci fa credere di essere razionali e indipendenti.

In realtà, come spiega Padre Anthony De Mello nel libro Chiamati all'amore (Oscar Mondadori), amare è vedere, e vedere è morire. (...) Perché nella morte dell'io si trovano la libertà e la pace, la serenità e la gioia.

Per amare dobbiamo spogliarci dei pregiudizi, delle discriminazioni che facciamo su ogni cosa, dobbiamo imparare ad accettare incondizionatamente. 

Prima di tutto imparando a guardare chi non ci piace e affrontare i nostri pregiudizi. Poi, guardando chi ci piace con la consapevolezza che quell'attaccamento è solo schiavitù e inutile sofferenza, e che senza di esso saremmo davvero liberi di fluire nel mondo e nella vita.

L'amore vero è visione consapevole e non attaccamento.


lunedì 18 novembre 2013

I Quattro Accordi di Don Miguel

Per ritrovare il nostro potere personale, dobbiamo rompere i vecchi schemi e imparare nuovi codici che ci permettano di vivere in armonia con noi stessi e con il mondo.

Don Miguel Ruiz, nel suo libro I Quattro Accordi (Edizioni Il Punto d'incontro) spiega quali sono e perché.


Foto dell'autrice
Primo Accordo:
Sii impeccabile con la parola

Sappiamo che le parole creano mondi, che ci possono ferire in profondità, se le crediamo vere.
La parola è uno strumento potente che il più delle volte viene usato a sproposito creando conflitti di ogni tipo.

Don Miguel paragona la parola a uno strumento magico, tramite cui possiamo fare incantesimi o subirli, senza esserne consapevoli.
Ma diventando responsabili delle nostre parole possiamo fare la differenza. 
Possiamo smetterla di ferire gli altri, ma soprattutto noi stessi. Ci diciamo un sacco di cose negative, ci critichiamo, ci giudichiamo in continuazione. E finiamo per credere alle nostre stesse bugie. 

Dire la verità è un buon inizio.

Secondo Accordo:
Non prendere nulla in modo personale

Ricorda: se qualcuno ti insulta e ti senti ferito, la stai prendendo sul personale, ma sappi che chi insulta o giudica, lo sta facendo in base al proprio filtro, ed è probabile che inconsciamente stia parlando di se stesso!
Quindi, mettiti l'anima in pace, giudizi e critiche non sono mai davvero indirizzati a te. Ognuno vede le cose a modo suo, e suo soltanto.
Le ferite che senti dolere c'erano già prima, il giudizio le ha solo toccate. Il giudizio, non il giudicante. 

Terzo Accordo:
Non supporre nulla

Le supposizioni sono tra le maggioro cause di fraintendimenti,
Foto dell'autrice
conflitti e illusioni/delusioni.


La nostra tendenza a discriminare le cose fa sì che noi vediamo e sentiamo solo ciò che vogliamo. Preferiamo abbellire la realtà delle cose con le nostre illusioni, filtrandola con i nostri sogni, oppure peggiorandola con le nostre paure, con le angosce.

Ogni volta che accade qualcosa, sia in positivo che in negativo, ecco che cominciamo a ricamarci su, supponendo questo o quello, peggio ancora quando qualcosa non lo capiamo.

Tutte le relazioni, di qualsiasi genere, entrano in crisi e spesso finiscono per via delle supposizioni e del nostro orgoglio che ci impedisce di chiedere direttamente delucidazioni per fugare i nostri dubbi. 
Preferiamo restare nel nostro cantuccio a fare supposizioni, finendo per crearci film mentali di cose inesistenti. 

Viviamo di aspettative, che puntualmente vengono deluse perché non capiamo che ciò che noi diamo per scontato non lo è per gli altri.
E la nostra relazione di amicizia, di amore o di lavoro si crepa o fallisce del tutto. 

Quarto Accordo: 
Fai sempre del tuo meglio

Questo accordo riguarda la messa in atto dei primi tre.

Fate sempre del vostro meglio in ogni cosa che fate, anche quelle che non vi piacciono tanto. 
Se fate le cose solo perché dovete, considerandole quasi una condanna, di certo non darete il meglio di voi.

Amate ciò che fate e fatelo perché lo amate, non per averne qualcosa in cambio, per una ricompensa o tornaconto personale.
Amando ciò che fate la vostra vita sarà la vita migliore che potrete vivere, perché sarà autentica e in linea con ciò che siete venuti a fare sulla Terra.






giovedì 25 luglio 2013

Dio è morto se TU sei morto

Noi contemporanei, spesso abbiamo una visione della religione come qualcosa di triste, di falso, che genera repulsione o rabbia.
Secondo Osho, non abbiamo tutti i torti! Perché le nostre religioni hanno il volto triste e lugubre, le chiese sanno di morto.
E questo perché le religioni hanno perso la Gioia suprema: la capacità di danzare, di cantare, di celebrare col cuore, di amare. 

La religione è diventata teologia e la teologia è un cadavere.
E' mente, non cuore.

La vera religione si fonda sullo stupore, sulla meraviglia. Sul mistero. 
Osho ci invita ad aprire gli occhi e a togliere la polvere dalla religione, e a guardare con occhi ripuliti la magnificenza dal creato, la Bellezza che ci circonda.

Perché non danzi? E perché non ridi?, chiede Osho.

Dà ragione a Nietzsche: Dio è morto... perché i teologi lo hanno ucciso.
Foto dell'autrice
Dio è vivo quando danziamo, è morto quando un teologo cerca di dimostrarne l'esistenza; Dio è vivo quando due persone si innamorano, quando ci perdiamo a contemplare le stelle, quando siamo commossi dalla bellezza di un fiore.

DIO E' VIVO QUANDO TU SEI VIVO!

Se tu non sei vivo, come puoi sapere che Dio è vivo?
Il tuo Dio ti assomiglia: se sei morto, il tuo Dio è morto, se sei vivo il tuo Dio è vivo.
Pertanto, se vuoi conoscere cos'è Dio, diventa più vivo.
Se vuoi conoscere cos'è Dio, diventa più divino.


mercoledì 10 luglio 2013

Correre il rischio

Siamo sicuri di saper rischiare davvero? 
Noi pensiamo che il rischio sia qualcosa di fisico, come andare troppo veloci in auto o senza casco in moto, o scalare una montagna, e spesso crediamo che sia coraggioso chi sfida i pericoli potenzialmente mortali.
Foto dell'autrice
Ma che dire del rischio di farsi coinvolgere sentimentalmente, del rischio di farsi vedere fragili?
In questo siamo tutti molto più fifoni.

Come scrive Fred Buscaglia nel famoso libro Vivere, amare, capirsi (Mondadori), magari pensiamo che a ridere ci sia il rischio di apparire sciocchi. Eppure gli sciocchi si divertono un mondo.
A piangere c'è il rischio di essere definiti sentimentali, ma noi siamo sentimentali, più di quanto siamo disposti ad ammettere.
A stabilire contatti con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere. Ma noi, in realtà, sotto sotto, amiamo da pazzi l'idea di farci coinvolgere. 
Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti. Ma non si ama per questo. Si ama per amare. Perché è nella nostra natura.
In fondo, conclude ironicamente Fred Buscaglia, a vivere c'è il rischio di morire! 
Ma se passiamo la vita a valutare i rischi e a farci frenare da essi, temendo il fallimento, non avremo davvero vissuto.
Incatenarsi alle proprie certezze non ci porta a nulla di nuovo.
Non rischiare significa non combinare nulla, rinunciare alla libertà.
Solo la persona che si mette in gioco e rischia è veramente libera.

O volete restare tutta la vita a sguazzare nel vostro brodo insipido?

giovedì 6 giugno 2013

Imparare ad osservarsi

I Maestri spirituali ci dicono che dentro ognuno di noi esiste un Osservatore Silenzioso, che ci osserva agire senza giudicare.
E' un essere pieno di consapevolezza, presente. E' il Sé Superiore.

Ma noi, identificati come siamo nei nostri corpi, nella nostra mente, nei nostri pensieri, negli schemi di comportamento pieni di reazioni automatiche e memorie, preoccupati di aderire a un qualche modello - esterno, condizionato dagli altri o proveniente dai nostri ideali di perfezione che sia - ce ne dimentichiamo.
Lo mettiamo a tacere.

Spesso ci tormentiamo con giudizi, aspettative, bilanci di vita che ci angosciano perché quasi mai corrispondono a ciò che vorremmo. Finiamo per chiederci dove stiamo sbagliando, cosa potremmo fare per migliorare le cose.

I Maestri, dicono che tutto ciò che dobbiamo fare per diventare consapevoli e uscire dagli schemi che ci imbrigliano, che non ci permettono di essere davvero noi stessi, di realizzare il nostro Sé - che non corrisponde ai desideri dell'Ego - è OSSERVARE.

OSSERVARSI.
Senza giudizio. Senza fare bilanci. Senza reagire in modo automatico agli eventi e alle persone.

Difficile. Ma non impossibile. 
Ma ne vale la pena, perché ci rende liberi. Spezza le catene.
Foto dell'autrice

Provate per un giorno intero, se potete, ad osservarvi facendo un passo indietro. Come se davvero poteste arretrare un pochino dalla vostra maschera - la personalità.

Siate un osservatore silenzioso. Lasciate che la vostra vita accada senza provare a tirare le redini.
Sforzatevi di astenervi dal giudizio, dai programmi, dal senso del dovere. Astenetevi dalla paura del giudizio degli altri.
Siate e basta.

Apprezzatevi per quello che siete.

Non siete una persona. Siete un'entità che abita un corpo.

Guardatevi vivere. Semplicemente.
Smetterete di lamentarvi, di sentirvi sbagliati, di criticarvi.
Comincerete ad accettarvi.
E ad amarvi.


mercoledì 8 maggio 2013

Essere come il cielo

Come dice Eckhart Tolle, noi non siamo ciò che accade, ma lo spazio in cui le cose accadono.

Ogni volta che siamo angosciati, turbati, nervosi, ansiosi, dovremmo ricordarci di fare questo semplice esercizio:
Essere come il cielo.

Foto dell'autrice
Immaginiamo di essere i semplici spettatori di ciò cha accade nella nostra vita come il cielo fa con le nuvole.
Il cielo non agisce, non crea né distrugge le nuvole. 
Esse lo attraversano senza lasciare traccia del loro passaggio quando il cielo è sereno.

Essere spettatori di ciò che è, questo è il segreto per lasciare andare le emozioni che ci fanno star male.

Foto dell'autrice
E, come ci ricorda anche Joe Vitale, qualsiasi cosa tu voglia dalla tua vita, devi partire da qui, da questo momento, da te stesso.
Il cielo è sempre presente, impassibile. 
E' nel Qui e Ora e osserva senza giudicare.

Sii come il cielo che osserva e ama le sue nuvole, le sue tempeste.
Sii presente a te stesso sapendo che ogni cosa parte da qui. Ora.
Il cielo è al presente. Vivi al presente. 
E ama. Ama tutto ciò che accade. 
Perché è parte di te.


mercoledì 20 marzo 2013

"Ama il tuo nemico". Perché è dentro di te.

Ama il tuo nemico, diceva Cristo. 
E tutti noi abbiamo pensato almeno una volta nella vita Sì, come no, sono mica scema! Roba da masochisti!

La Morte - Giardino dei Tarocchi - Foto dell'autrice
Ma siccome tutto ciò che è esiste già dentro di noi, siccome siamo uno specchio che riflette ciò che davvero proviamo, il nemico non è mai esterno.

Ama il tuo nemico significa riconoscere che siamo noi a farci del male, anche quando pensiamo non dipenda da noi.
I nostri pensieri e schemi mentali - spesso acquisiti dalla nostra famiglia oltre che dalla società - creano la nostra realtà e possono essere il nostro peggiore nemico. 

L'unico modo per annientarlo è amarlo.
L'appeso - Giardino dei Tarocchi - Foto dell'autrice
L'amore è l'ingrediente alchemico per trasformare il nemico in alleato. Per trasmutare il piombo in oro.

Amare il proprio nemico significa riconoscere che è una parte di noi che non si ama e che chiede solo di essere accettata e compresa, accolta senza giudizio e amata incondizionatamente.

L'unico modo per illuminare i nostri lati bui è inondarli della luce del nostro amore.

lunedì 11 marzo 2013

Sentirsi liberi

La libertà non è uno stato fisico.
Dicono i grandi Maestri che puoi sentirti libero anche nella cella buia di una prigione. 
La libertà è una condizione dell'anima.
La nostra anima è illimitata. Non si può imprigionare.

Foto dell'autrice
Eppure, noi siamo bravissimi ad autolimitarci, a sentirci in trappola, a sentirci soli anche in mezzo a una folla. A dire Non posso, non ce la faccio, è impossibile. 

Il contrario di libertà non è restrizione ma Paura.
In assenza di paura noi riconosceremmo la nostra condizione originaria di libertà e illimitatezza.
Foto dell'autrice

Sentirsi liberi di agire, di esprimerci, di sognare, di cambiare, di amare, è togliersi qualsiasi giogo autoimposto.
E' cominciare a vivere davvero.
Dato che le catene ce le siamo costruite da soli, noi e soltanto noi possiamo spezzarle.