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martedì 11 novembre 2014

Esercizio per cuori rattrappiti

Ho sentito diversa gente lamentarsi di non essere in grado di provare vero Amore, di non amare abbastanza. Sentono di avere il cuore chiuso, bloccato, incapace di aprirsi al sentimento più alto. Spesso ci provano a sentire l'amore con tutto il cuore, dicono, eppure sentono che quel muscolo resta chiuso in se stesso. Credono di non esserne capaci, come se fosse qualcosa di irrimediabile.

Come fare, quindi, ad imparare ad aprire il cuore all'Amore?
L'amore nasce dall'apprezzamento, e dall'apprezzamento si passa alla gratitudine. Dalla gratitudine alla gioia di ciò che è, attenti a restare nel non giudizio.

Questo è il primo passo, quindi: soffermarsi sull'apprezzamento, nel profondo, sentendolo in tutto il corpo e anche nel cuore. Portate gratitudine nel cuore per quell'apprezzamento, portateci la gioia. Sentite queste emozioni superiori espandersi come un calore diffuso, che porta luce nelle vostre tenebre. Immaginate il vostro corpo rischiararsi dal di dentro alla luce di questi sentimenti.

Potete passare dalle piccole cose fino a quelle grandi, eventi e persone. 

Il secondo passo è l'accettazione totale, fondamentale. Niente elenchi mentali di ciò che ci piace di una cosa o una persona, solo accettazione per ciò che è.
Cercare di percepire questa accettazione e l'apprezzamento come qualcosa che non ha confini.
Se c'è un confine da qualche parte, il cuore non si può espandere nell'Amore puro. La sensazione del non avere confini porta anche a percepire nettamente che l'Amore non ha nemmeno un corpo, ma è qualcosa che trascende.


Rosa in tazza cinese - Foto dell'autrice
Il terzo passo è immaginare il cuore che si espande, aprendosi dolcemente e con fiducia come una rosa che sta fiorendo.
Respirate, portando questa immagine nel cuore, ad ogni respiro fate sì che la rosa apra un po' di più i suoi petali fino a spalancarsi del tutto. Come un dono che si fa al mondo. Una rosa toccata dalla Grazia divina. 

Certo è difficile, molte persone possono scoraggiarsi, continuare a sentire che, nonostante l'esercizio, il loro cuore continua a essere bloccato. Bisogna avere fede, lasciarsi andare, non preoccuparsi sentendosi incapaci di amare, perché quando si lascia cadere il giudizio su sé stessi ecco che il miracolo accade: un giorno succede qualcosa che vi fa sentire di colpo l'Amore. 
Anche senza un motivo apparente, in maniera del tutto inaspettata, si sente l'Amore in ogni singola cellula del proprio corpo.
Allora, in quel senso di alleggerimento, espansione, luce, chiarezza, profondo apprezzamento e gioia intrinseca, comprenderete che state amando. Avete scoperto di essere perfettamente in grado di provare Amore!

E' qualcosa che va al di là dello spazio, del fisico, del possesso. Semplicemente e in maniera del tutto naturale - cosa sorprendente! - proverete per una persona un amore sconfinato, che permea ogni singola cellula del vostro corpo (non solo fisico, qui si intendono i tre corpi), illuminandovi da dentro. E' luce divina, perché l'Amore non può che essere divino.
E succede alla fine di provare un'immensa gratitudine per il solo fatto in sé di sentirlo davvero.










giovedì 28 agosto 2014

Non maledite

Da principio fu il Verbo
Ovvero, la vibrazione che crea.
La parola crea mondi, lo dicono anche gli sciamani.
Quindi, ogni volta che pronunciate una parola state anche creando, emanando energia che vibra e si fa realtà. La vostra realtà.

Gargoyle - Foto dell'autrice
Ogni volta che usate l'aggettivo maledetto state portando negatività alla vostra vita, poiché ciò che emanate è anche ciò che riceverete in cambio. L'energia è un boomerang.
Dire che c'è un tempo maledetto, o avete un maledetto dolore a una gamba, o vi lamentate del maledetto cane del vicino che abbaia, ecc., non fa che concentrarvi sulla negatività, che è uno stato mentale, non dell'essere.

La vostra realtà è fatta dei vostri giudizi mentali.
Ma la vera realtà è solo ciò che è, e nulla che sia stato creato può essere maledetto. Poiché ciò che esiste non può che essere benedetto, o non sarebbe stato creato. La realtà è Grazia divina che si fa materia.

Non maledite, niente e nessuno. Poiché la vostra realtà è creata da voi stessi (cioè dal divino che alberga in voi), maledire ciò che avete creato è maledire indirettamente la stessa Fonte che ha creato tutto: VOI!

venerdì 14 febbraio 2014

La parabola delle 10 vergini secondo Tolle

Nel libro Il Potere di Adesso di Eckhart Tolle, a pag. 115 viene citata la parabola delle 10 vergini del Nuovo Testamento.

In Matteo 25, 1-13, Cristo racconta che si preparavano a ricevere uno sposo per il corteo nuziale. Tutte dovevano portare una lampada, ma cinque di essere, definite stolte, non portarono abbastanza olio per nutrire la fiamma. Lo sposò tardò, esse si appisolarono, e quando egli arrivò queste non avevano più olio per le loro lampade e il fuoco si estinse.
Foto dell'autrice

Nell'interpretazione canonica, lo sposo è lo Spirito Santo e le lampade con l'olio l'attesa, la preparazione a riceverlo.

Eckhart Tolle offre invece un'interessante interpretazione che riguarda il Qui e Ora.

Le cinque vergini stolte sono persone inconsapevoli, la mancanza d'olio rappresenta l'inconsapevolezza. Le lampade che devono essere tenute accese sono la Presenza e quindi, addormentandosi, le cinque ragazze non sono pronte a ricevere lo sposo ovvero a entrare nell'Adesso. Il banchetto di nozze cui non possono più partecipare è l'illuminazione.

Foto dell'autrice
Nei testi sacri le verità esoteriche vengono nascoste dentro storielle e narrazioni che nel tempo sono state spesso male interpretate o viste in una luce più superficiale e morale rispetto al vero messaggio. Un tempo si pensava che certi concetti spirituali fossero destinati solo a pochi prescelti per l'illuminazione (il termine esoterico significa proprio questo: per iniziati). 

Questa parabola, sia nella versione di Tolle che in quella canonica, è comunque fondamentale per comprendere che per ricevere i doni dell'illuminazione e della Grazia divina dobbiamo essere pronti, rimanere vigili, come un guerriero che veglia la notte con tutti i sensi in allerta - sia all'esterno che all'interno di sé. 
Nulla ti può davvero arrivare se non sei aperto per lasciarlo entrare.




venerdì 17 gennaio 2014

La sacralità del gesto

Poiché questo corpo fisico è un veicolo necessario all'anima per sperimentare la materia, dobbiamo considerarlo sacro.
E ogni gesto compiuto ha una sua sacralità intrinseca.

Foto dell'autrice
Se impariamo a muoverci comprendendo questo nel profondo, non solo ci ameremo di più, ma ci verrà naturale mettere più cura nei gesti, più attenzione. 
Muovere il corpo e compiere semplici gesti con questa consapevolezza, porta grazia ai movimenti e silenzio nella mente, perché ogni nostra cellula sarà impegnata ad amare quel momento in cui il gesto contempla se stesso e la propria meravigliosa importanza.

Un guerriero di luce sa quanto questo sia fondamentale per il suo risveglio, per riprendersi il proprio Potere. 
E un gesto sacro è un gesto silenzioso. I guerrieri non fanno rumore. 
Sono presenti a sé stessi e hanno antenne per sentire lo spazio intorno a loro.

Un esercizio utile è contemplare ogni movimento del nostro corpo come se lo compissimo per la prima volta, come fanno i bambini piccoli, con lo stupore negli occhi.
Se diamo il nostro corpo e i suoi movimenti per scontati, perdiamo la capacità di vedere la nostra meravigliosa macchina biologica come un dono divino. 

E così facendo si corre il rischio di pensare che il nostro corpo fisico sia tutto ciò che c'è, e che con la fine di esso finisca tutto.

giovedì 3 gennaio 2013

Apprezzarsi

What you are - Foto dell'autrice
"Tu sei tutta bella,
amica mia, 
e non vi è difetto alcuno
in te" 

Ho scelto questi versi dal Cantico dei Cantici (4 - 7), per ricordarci che l'apprezzarsi è alla base del fluire sereno nella vita.
Senza l'autostima non c'è Potere personale.
Senza il Potere personale la nostra vita è in altre mani, nelle mani illusorie del fuori da noi, del giudizio altrui.

Il giudizio è sempre illusione in quanto si distacca dal semplice essere delle cose. Le cose sono quello che sono. Il giudizio è nostro. 
Noi siamo quello che siamo e, agli occhi del Divino, tutto ciò che esiste è perché così deve essere, nulla è brutto o sbagliato.

Se poi ci ricordassimo che prima di nascere in questa vita ci siamo scelti tempi, modi, condizioni per venire al mondo, compreso il nostro corpo - il magnifico veicolo per sperimentare la materia - allora potremmo davvero guardarci allo specchio e vederci come siamo davvero: un miracolo.

Anche a livello genetico - l'essere qui fisicamente, aver sfidato i tortuosi meandri della storia, in cui i nostri antenati hanno lottato per tenersi in vita e riprodursi durante guerre, carestie, massacri e migrazioni fino al giorno in cui siamo venuti al mondo - come può non essere visto come un miracolo?

Guardiamoci allo specchio imparando ad amarci di più, a ignorare le critiche che affiorano dentro e fuori di noi, a ignorare i modelli di plastica - inarrivabili perché fuori dalla realtà - proposti in maniera ossessiva dai mass media, ma anche le aspettative comuni.

Non avere rughe - ma abbiamo vissuto, e le rughe ci sono testimoni!
Avere tette enormi - ma chi l'ha detto che la bellezza femminile passa dalle tette? 
I modelli classici e antichi di Bellezza - vedi le statue di Afrodite, ma anche di Iside prima di lei - non contemplavano seni sproporzionati e assurdamente turgidi. 
Solo il mondo contemporaneo ci ha proposto un modello volgare in quanto mero oggetto sessuale. 
Avere il sedere piccolo e muscoloso - eppure, nella maggior parte delle culture la donna è morbida, ha forme generose in quanto simbolo del calice che dona la vita. Simbolo di abbondanza.
Che fine ha fatto la vera femminilità?
Che fine ha fatto la Grazia?

D'ora in poi ricordiamoci che la Bellezza non è un canone e nemmeno una somma di misure astratte.
Crescent - Foto dell'autrice
Una donna che si sente bella è cento volte più bella di una bella che non sa o non crede di esserlo.

Siamo tutte belle perché siamo qui per sperimentare e contemplare la Bellezza. 
Dobbiamo solo sviluppare occhi per vedere e cuore per amare.
E per amarci.