Visualizzazione post con etichetta Satori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Satori. Mostra tutti i post

venerdì 17 ottobre 2014

Nel silenzio dell'alba

Oggi mi voglio soffermare su un piccolo satori  provato nel silenzio che precede l'alba. 
Mi sveglio alle 6.15, faccio gli esercizi della sveglia del guerriero (vedi articolo di martedì 30 settembre), apro la finestra e fuori è ancora buio. Fa fresco, l'autunno avanza e la notte appena passata ha lasciato un residuo frizzante e umido nell'aria. 
Ascolto per qualche attimo il silenzio, il fruscio di qualche auto lontana, un cane abbaia in lontananza, un gallo nel pollaio del vicino si sta destando.


Percepisco allora un intenso spazio di presenza e attesa insieme, come complementari. Uno spazio di silenzio che si dilata per alcuni secondi dentro e fuori di me. 
Foto dell'autrice
E' la sensazione splendida del nuovo inizio giornaliero, dove tutto può accadere, ogni cosa è possibile. 

Benedico questo momento, ringrazio la vita che si espande lentamente in quei minuti in cui il sole ancora non è sorto, quasi si stesse stiracchiando.
Una volta detestavo alzarmi col buio, mi metteva tristezza. Ora invece ho imparato a vedere Bellezza anche nell'oscurità che precede l'aurora. E a ringraziarla.

venerdì 8 novembre 2013

Che cos'è il Satori?

Spesso nei libri che trattano di risveglio spirituale, in particolare di stampo orientale, si parla di Satori.

In genere, viene confuso e usato come sinonimo di Kensho. 
Kensho, però, indica un lampo di illuminazione non permanente.
Un attimo di chiarezza e di unità con il Tutto. Che poi si spegne per farci ripiombare nella solita inconsapevolezza, più o meno accentuata.

Il Satori per il buddismo Zen, è il momento di comprensione totale dell'essenza delle cose e dell'Universo. 
Il soggetto e l'oggetto della contemplazione non esistono più, ma si fondono nella pura consapevolezza. 
Lo stesso osservatore smette di sentirsi separato dalle cose osservate.
Insomma, si ha la chiara e definitiva comprensione della vera natura del Creato.

Questo stato di consapevolezza è profondo e duraturo nel tempo.

Foto dell'autrice
La persona che vive il Satori non si distacca dal mondo come atto di separazione, sarebbe una contraddizione, ma si fa partecipe totalmente delle cose che lo circondano, nella Presenza.

Esempi di questo stato di illuminazione si trovano negli haiku, la forma poetica più rappresentativa dello spirito giapponese.

Un meraviglioso haiku di Shiki (1867-1902) è questo:

Stupore:
una margherita si frange,
suono di mezzanotte.