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lunedì 2 gennaio 2017

Sullo stare da soli

La solitudine è una delle cose che agli umani fanno più paura. Un po' perché siamo animali sociali, ma soprattutto perché per l'umano medio star da solo significa stare con uno sconosciuto: sé stesso. 
Ci sono persone che invece amano la solitudine intenzionale ma in genere, negli avvenimenti sociali più importanti, la tentazione di stare in compagnia è forte. 

Questi avvenimenti sono in genere il Natale e il Capodanno. Moltissime persone trovano triste starsene da soli durante queste celebrazioni. Queste sono però occasioni utili per guardarsi dentro e comprendere quanto siamo tentati di stare in compagnia per la paura dell'isolamento e quanto invece festeggiamo per vero piacere di farlo, di stare con le persone cui vogliamo bene.

Questo ultimo Capodanno l'ho organizzato in anticipo con amici per non arrivare al 30 dicembre senza sapere bene che fare, anche se ho sempre trovato qualche occasione all'ultimo momento. Eppure, anche questa volta al 30 ancora non sapevo bene che fare perché non avevo voglia di baldoria in discoteca né di festeggiare all'aperto, visto il clima rigido - come mi era stato proposto.


Solitudine - Foto dell'autrice
A un tratto mi sono detta: e se per una volta stessi a casa da sola, a scrivere o meditare? Tisana calda e lavoro. Perché no?
Ho osservato quelle che una volta erano le mie paure: stare da sola a Capodanno significava essere una specie di sfigata. Ma questa volta non c'erano più. Ho sentito che potevo prendermi del tempo per me facendo qualcosa di rivoluzionario: non festeggiare.
Ho vissuto un anno magnifico, pieno di doni e di nuovi inizi, di certo non mi sarei sentita isolata solo per non essere in mezzo alla folla a fare baldoria.

Nel momento in cui ho cominciato ad assaporare la gioia intima di stare con me stessa senza pretese di divertimento e compagnia a tutti i costi, ecco che mi sono arrivate due proposte alternative per celebrare il Capodanno, né in discoteca né all'aperto.
Ho accettato la proposta di un'amica che non vedevo da tempo, una cena tra amici in tavernetta, una cosa tranquilla. 
In quel momento, ricevendo la telefonata, ho compreso che le cose migliori accadono quando smetti di temere il loro contrario.

Se temi la solitudine ottieni solitudine, se temi di restare senza soldi ottieni povertà, se temi di crearti storie d'amore insoddisfacenti le otterrai. 

Quando lasci andare, il meglio per te arriva. E' una Legge.

mercoledì 23 dicembre 2015

Auguri a tutti

Riparto da me si ferma per riprendere fiato durante le feste di Natale. Che la Gioia sia in voi! State accanto a chi amate, godete del calore dei vostri cari, delle fiamme del fuoco - che siano di candela o di un camino. In questi giorni la Luce vincerà sulle tenebre. Un caloroso abbraccio a tutti i miei lettori. Grazie di esistere, a presto!

sabato 12 dicembre 2015

Le forme pensiero al supermercato

Recentemente, ho notato che nei supermercati vagano forme pensiero decisamente pesanti. Se prima era più facile sentire la loro presenza nei discount, ora si sono insediate anche nei supermercati comuni.
Le forme pensiero, per chi non lo sapesse, sono entità autonome create dall'energia dei nostri pensieri fissi, oppure da una nostra concentrazione volontaria. Possono essere sia benefiche che malefiche, o pesanti, come preferisco definirle. 
Centro commerciale - Foto dell'autrice
Quelle pesanti vengono da pensieri ossessivi carichi di paura, rabbia, giudizio, senso di impotenza, frustrazione, gelosia, desiderio di vendetta e tutto quanto di negativo la nostra mente può produrre. 

Se in un ambiente le persone provano un certo tipo di pensiero ricorrente, la sua energia crea una forma pensiero che aleggia lì dentro, insinuandosi nelle menti perché bisognosa di nutrimento. Un individuo che lavora su di sé riesce a notarla, mentre chi dorme non lo nota neppure oppure lo imputa a uno stato emotivo proprio.

Come dicevo all'inizio, ho notato che in questo periodo i carichi emotivi che aleggiano nei centri commerciali sono particolarmente molesti. Credo che a causa della crisi economica la gente si senta abbattuta, demotivata o frustrata, ossessionata dalla paura di non farcela ad arrivare alla fine del mese, e il periodo natalizio acuisce questa sensazione, dato che le campagne pubblicitarie invitano a comprare regali e cibi per il pranzo di Natale in un'atmosfera di falsa gioia e bontà d'animo.

Il problema è che, come già accennato sopra, la gente non sa che queste preoccupazioni creano forme pensiero che si insinuano nelle menti appena varcata la soglia del supermercato.
Sono stata visitata anch'io da queste entità, ma conoscendole le ho osservate senza farmi invischiare. 
Supermarket - Foto dell'autrice
Appena entrata per fare la spesa ho sentito un peso schiacciante addosso, doloroso, pieno di tristezza, invece di essere attratta dai prodotti variopinti sugli scaffali e blandita dalla musica in sottofondo, come gli psicologi esperti di marketing si aspetterebbero. Ho capito che stavo sentendo su di me tutto il peso della paura e il senso di penuria che aleggia in questo periodo storico in Italia.

Si deve stare in guardia, essere molto presenti quando si entra a fare compere o se ne resta influenzati. Solo così ci si accorge della pesantezza di quelle sensazioni, dei pensieri negativi che  ci attraversano.
Riconoscerle è già una difesa. Bisogna restare in stato di Veglia il più possibile, sforzandosi di ricordare che quelle sensazioni sgradevoli, quel senso di depressione che ci piomba addosso non è nostro, non siamo noi a provarlo.
E' un'entità autonoma e solo distaccandocene in presenza possiamo tenerla lontana.


martedì 23 dicembre 2014

Il raccoglimento

L'inverno che comincia e la festa del Natale invitano a stare in raccoglimento.
Il senso del raccoglimento è stare con sé stessi, nel silenzio, raccogliere le forze spirituali che a volte disperdiamo a causa del mentale, ma anche ri-accogliersi, ri-accogliere qualcosa di noi che si è allontanato e rischia di venire dimenticato.


Christmas candle - Foto dell'autrice
Il raccoglimento è una parentesi, una pausa per stare lì ad ascoltarsi. Ad ascoltare l'energia vibrante che alberga in noi farsi più chiara, più palpabile.
Non può esistere pace interiore senza prendersi dei momenti di raccoglimento. Perché la pace viene solo dall'interno.

Il buio delle notti invernali, che calano presto, è l'invito ancestrale a stare accanto al fuoco, alla luce. E il Fuoco, la Luce ce l'abbiamo dentro. Le candele e le luminarie che si accendono nel periodo natalizio non sono che un simbolo.
Quando la notte cala, bisogna stare accanto alla luce, non perderla di vista, non lasciarla spegnere. Per non morire congelati il fuoco va ravvivato spesso.

Il raccoglimento serve proprio a questo: a ravvivare il Fuoco, a non perdere di vista il nostro Faro nella notte.

venerdì 22 marzo 2013

Il sincretismo - spiritualità del futuro

Foto dell'autrice
Sempre più persone abbandonano le religioni ufficiali pur rimanendo credenti
Cioè credono nel divino, hanno sete di spiritualità ma detestano dogmi e imposizioni. Si sono guardati intorno, hanno letto,  sperimentato e hanno raccolto ciò che di buono c'è in diverse religioni, scartando ciò che non condividono.

Anche le religioni tradizionale cominciano ad ammorbidirsi nel rapporto con le altre. La Chiesa stessa si apre sempre più al dialogo.
Non credo sia solo una questione politica, di interessi spiccioli riguardo al numero di fedeli. Credo che sia sempre più evidente in un mondo globalizzato che non ci si può più arroccare in difesa dei propri dogmi con la pretesa di un'unica verità in mano, o di una presunta superiorità.

D'altronde, si posso spendere fiumi di parole riguardo al sincretismo anche nel passato. In Brasile gli dèi locali si sono mescolati con il cristianesimo, e così in tutto il Centroamerica.
Il voodoo ne è un esempio lampante.

Anche in Europa, comunque, il cristianesimo si è formato su culti pagani locali, a partire dal 25 dicembre giorno della nascita di Mitra, l'albero di Natale sacro ai Germani, la Madonna Nera simbolo di fertilità pagana - nonché associata in un secondo momento a Iside - e infine alla Vergine madre di Gesù.

Quindi, in un'epoca di ricerca di una spiritualità vicina al proprio sentire, grazie anche ai mezzi di informazione che ci avvicinano a discipline come il buddismo, induismo e taoismo - da cui nascono i principali concetti fondanti i corsi di risveglio - ecco che nella case si mescolano le divinità.

Essere concettualmente vicini al buddismo, per esempio, nulla toglie al cristianesimo, e sono molte le persone che pur non rinunciando a quest'ultimo tengono in casa statuette del Buddha venerato con incenso e candele.
In fondo, c'è chi sottolinea anche il buddismo è quasi più una filosofia che una religione.

Foto dell'autrice
Poi ci sono i neopagani, i wicca, e quelli vicino allo sciamanesimo. Persone attratte dal volto femminile di Dio, alla ricerca di una spiritualità più vicina alla natura, ai suoi elementi, a cerimonie antiche come il mondo che ancora subiscono una fascino indiscusso. Come l'uso di tamburi sciamanici o la sacralità di un falò intorno al quale danzare, magari durante un solstizio.

E che dire del simpatico Ganesh, il dio indù cha porta fortuna ed elimina tutti gli ostacoli? Vorremmo mica dimenticarlo, nel nostro pantheon, proprio lui che simboleggia la lotta contro le avversità della vita per raggiungere la felicità e l'appagamento? 

In fondo, tutto è Uno. Quindi, ogni dio, con le sue caratteristiche, in sostanza non è che una piccola sfaccettatura dei molteplici volti di un'unica Divinità creatrice.

sabato 15 dicembre 2012

Le Dodici Notti di Steiner

In occasione del Solstizio d'inverno, evento astronomico legato da sempre a livello simbolico al culto del Sole, alla sua vittoria sulle Tenebre (dalla nascita di Mitra al Sol Invictus romano - a Yule per i germani e infine il Natale cristiano), Rudolf Steiner propone una meditazione in due tappe.
Foto dell'autrice
Dal 13 al 24 dicembre invita a una retrospezione nei mesi appena passati dell'anno, per fare un bilancio delle azioni non terminate e delle delusioni; e poi i successi e le soddisfazioni. 
Partendo proprio da dicembre, ogni giorno rappresenta un mese, a ritroso, fino ad arrivare a gennaio, il 24 dicembre.
Dopo la pausa del 25, simbolo di rinascita, si comincia a programmare l'anno in arrivo dal 26 dicembre al 6 gennaio. 
Ogni giorno corrisponde a un segno zodiacale, nel quale sono contenute tutte le energie psichiche da attivare. 
Quindi il 26 dicembre si comincia con l'Ariete, portando nell'azione, per svilupparle, le caratteristiche del segno. 

Dalla potenza del pensiero alle azioni, per risintonizzarci con le energie cosmiche che, secondo l'Antroposofia o Scienza dello Spirito di Steiner, dal 25 dicembre al 6 gennaio permeano con le loro potenti radiazioni di luce divina ogni cosa sulla Terra.
Che vi si creda o no, è bello prendersi un po' di tempo ogni sera per sviluppare l'introspezione facendo un bilancio delle cose in positivo e di ciò che ancora c'è da fare per migliorarci.
Mettere poi in pratica le caratteristiche di ogni segno è un importante stimolo a spronarci a fare quelle cose che ci riescono difficili, ma sono una fondamentale scuola di vita, ad esempio sviluppare la compassione, la pazienza, il distacco, l'autodisciplina e il coraggio.

Calcolando poi che con il 2012 si chiude un ciclo simbolico, credo che ognuno di noi dovrebbe trovare dentro di sé l'onestà e la chiarezza per mettere in gioco nuove energie partendo dalle basi che ci siamo costruiti man mano, specie negli ultimi dodici anni.
Ho potuto toccare con mano quanto davvero le cose siano sempre e solo dentro di noi, e che se cambiamo dentro ecco che anche il mondo esterno cambia. 

Qualsiasi cosa tu voglia dalla vita, è già dentro di te. 
E' una ghianda - per usare le parole di James Hillman - che sta a te far germogliare, perché l'idea dell'albero è già contenuta nella tua anima.
"E' l'albero della quercia che crea la ghianda dal quale nascerà", dice un proverbio buddista.