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giovedì 11 maggio 2017

La sindrome di Wonder Woman

Per molti anni, dopo un lungo periodo di passività che mi ha creato grandissime complicazioni, ho imparato ad essere più decisionista, indipendente ed attiva. Sono diventata artemidiana per compensare quella parte dipendente e insicura che manifestavo prima. 

Rielaborazione Wonder Woman (Foto Pekkle) 
Manifestare e usare questo tipo di energia nella vita quotidiana mi è servito moltissimo a imparare a cavarmela da sola, a fare da me, e farlo anche bene, senza sentirmi sola e abbandonata, anzi, godendo anche della mia capacità di gestire la mia vita senza aver bisogno di braccia maschie che mi aiutassero. 

Ho fatto due traslochi da sola, occupandomi del restauro di mobili, del montare bastoni per le tende e mettere tasselli vari nei muri, dipingere pareti, montare librerie, dare il bianco, ho imparato a ricordarmi di far controllare il motore auto ogni tanto, inoltre faccio la mamma single da sette anni. Ogni volta dico a me stessa con orgoglio che non ho bisogno di uomini che mi aiutino a gestire il tutto, so fare da me.

Eppure, durante l'ultimo trasloco che si è concluso la settimana scorsa, mentre davo il bianco alle pareti della cucina col rullo, convinta di poter farcela da sola nonostante la stanchezza, mi sono guardata intorno, ho osservato il soffitto - in cui c'erano toppe dei lavori di muratura appena conclusi, e i muri dell'ingresso - in cui c'erano residui di carta da parati vecchia di decenni, e di colpo mi sono resa conto che non potevo farcela da sola.

E' stata un po' una piccola sconfitta per il mio orgoglio artemidiano e guerriero, ma dall'altra parte ho gettato con piacere i remi in barca e ho ammesso con me stessa che era venuto il momento di lasciar fare a un uomo del mestiere. Dovevo rilassarmi e imparare a delegare. Dovevo re-imparare a fare la donna. Così ho chiamato un imbianchino e ho potuto dedicarmi alle altre mansioni, sempre stancanti ma un po' più femminili.

Ho capito quel giorno di avere la sindrome di Wonder Woman. E' una sindrome tipica delle donne che stanno bene da sole a livello sentimentale, che hanno grinta e spirito di indipendenza e sanno essere multitasking, facendo bene anche i lavori tradizionalmente maschili. 
Wonder Woman (foto Magazine ufficiale)
Ma l'effetto collaterale è il rischio di ammazzarsi di stanchezza, senso di responsabilità, carico di mansioni, e nel mio caso anche il dimagrimento. Qualche lettore penserà che sia una buona cosa, ma non lo è se pesi già 44 chili!

Ho capito allora che ci sono momenti nella vita in cui dobbiamo imparare a rilassarci, a lasciar fare ad altri, a delegare, e occuparci di poche cose alla volta, senza sensi di colpa né orgoglio ferito. 

La cosa più saggia è accogliere la parte femminile che rifiutiamo come se fosse un sintomo di debolezza, stare di più nel sentire la nostra energia per non disperderla nel fare a tutti i costi.

A volte l'eccessiva magrezza è sintomo di una certa rigidità interiore, di un atteggiamento mascolino un po' sfacciato e arrogante che usiamo come maschera, ma una maschera che alla lunga ci prosciuga. La maschera della combattente, dell'indipendente. 
Tutte caratteristiche positive se ben dosate, se equilibrate con la parte che sa sedersi e delegare. Con la parte che non ha paura di farsi aiutare da un uomo, che lo accoglie come aiuto senza sentirsi sminuita o debole.

Ho tirato un sospiro e ho delegato, accettando i miei limiti, e ho potuto dedicarmi alla promozione del mio libro, che stava uscendo proprio in quei giorni e aveva bisogno della mia energia, della mia totale dedizione. 

martedì 1 luglio 2014

Senso della missione e incomprensione

In questi giorni sto leggendo alcuni libri su Giovanna D'Arco perché affascinata dalla sua figura controversa. 
Il piglio guerriero che va a braccetto col misticismo è qualcosa che mi risuona profondamente dentro.

La cosa che più mi avvicina a questa guerriera arsa sul rogo e poi dichiarata santa cinquecento anni dopo è l'inesplicabile senso della missione impellente.
Tanti psichiatri hanno cercato di esplorare razionalmente a livello clinico le supposte visioni della Pulzella, ma se lo hanno fatto è perché non hanno mai avuto esperienze simili - anche solo vagamente.


Foto dell'autrice
Pare un paradosso che una ragazza così profondamente mistica sia entrata in conflitto con la Chiesa, ma non lo è. La Chiesa adora i martiri, ma in pratica tutto ciò che si discosta dal canonico viene guardato con sospetto. Se da un lato questo può essere un mero atto di prudenza, dall'altro ha fatto prendere agli ecclesiastici centinaia di decisioni estreme e profondamente ingiuste, lungo i secoli.

Non si può e non si dovrebbe indagare il perché delle visioni mistiche né la loro sostanza, ma sono convinta che nulla sia mai per caso. Secondo il pensiero degli sciamani siberiani, esistono vari tipi di anime incarnate, ognuno con un ruolo ben preciso da svolgere sulla Terra. Ce ne sarebbero sette tipi: i guerrieri, i messaggeri, i maghi, i maestri, i protettori, i guaritori e gli esecutori.

Non so se sia possibile incarnarne due alla volta, ma Giovanna pare appartenere ai primi due tipi.

Chi non comprende il senso della missione spesso dà un frettoloso giudizio sulle persone che si sentono muovere da una spinta interiore che non possono e non vogliono ignorare, e finisce per definirli degli esaltati o psicolabili.

Ma come spiegare l'inesplicabile? Tentare di spiegare a parole riduce qualcosa di grandioso, incommensurabile, qualcosa che parla di un allineamento con la Fonte, alla banalità di un linguaggio che è troppo limitato per spiegare l'infinito e il Divino.

Chiunque pretenda di farsi dare spiegazione sul senso della missione deve farsene una ragione. Non è possibile se non con la profonda empatia. Solo chi lo ha provato sa di cosa si sta parlando. 

E' come provare a descrivere un orgasmo. Si può parlare dei sintomi fisici, della momentanea pausa della mente, dello sbancamento dei pensieri, della luce che si vede abbagliarci per qualche istante, ma in realtà nessuno è mai riuscito a definire davvero bene ciò che si prova, nemmeno i più grandi scrittori.
Perché è soggettivo, perché è qualcosa che supera i confini limitati del corpo e dei pensieri. 
E' una forma di unione con il Divino, secondo il Tantra, e io ne sono profondamente convinta. Ma ci sarà sempre qualcuno che non ci crede perché lo vive in modo diverso o non l'ha mai provato affatto. Non puoi spiegare davvero un orgasmo a qualcuno che non l'ha mai avuto.

Tornando a Giovanna D'Arco, la bellezza della sua figura sta nella
Foto dell'autrice
chiarezza della propria missione fin dall'inizio, le sue voci le dicono che deve allontanarsi da casa per intervenire nelle questioni di Stato. Il profondo misticismo si affianca a un'ossessione per la guerra che vista da un piano orizzontale può sembrare in conflitto profondo con la Fede cristiana. 

In senso verticale, però, la sua lotta per ciò che ritiene fondamentale - far sì che Carlo VII venga incoronato re e la Francia riunita sotto la stessa bandiera ponendo fine alle lotte intestine per il potere e alla Guerra dei Cent'anni - non è che uno specchio superficiale del senso di lotta interiore che una guerriera vive dentro di sé. 
La lotta contro la separazione tra l'anima e la personalità, tra il mondo spirituale e quello materiale, tra la paura e il coraggio, tra la pulsione di morte e l'amore per la vita, tra odio e amore incondizionato.