Visualizzazione post con etichetta Partner. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Partner. Mostra tutti i post

venerdì 20 ottobre 2017

Uno stile di vita monastico

Quando si parla di stile di vita monastico si pensa subito all'austerità, ai sacrifici, alla preghiera continua, ma questa è solo una visione stereotipata.
Intanto, non è qualcosa che ci si può davvero imporre per questioni ideologiche, sarebbe una forzatura. E' che un bel giorno accade che ti rendi conto di vivere una vita quasi monastica senza averla scelta a tavolino.

Per chi è al Servizio del Risveglio, spesso lo stato di coscienza lo porta a non sentire più il bisogno impellente, ad esempio, di uscire tutti i sabato sera con gli amici a fare baldoria, ma senza che questo sia un giudizi negativo nei loro confronti. Semplicemente, ci si dimentica che è sabato, perché magari si è immersi nello studio o nella lettura di qualcosa che ci nutre profondamente, o magari stiamo lavorando a progetti, e distaccarcene per far baldoria sembra uno spreco di tempo. 


Serratura - Foto dell'autrice 
Anche riguardo alle relazioni può accadere che vivendo da single non solo ne apprezziamo i benefici - il silenzio, l'essere indipendenti, i propri spazi vissuti in libertà - ma ci rendiamo conto che non avrebbe più senso allacciare relazioni superficiali volte al sesso fine a se stesso, in quanto questa cosa non ci nutre, ci scarica soltanto. Non è un giudizio nei confronti del sesso occasionale, solo, cambiando stato di coscienza, non sentiamo più il bisogno di uno sfogo meccanico. 
E' ovvio che qualora arrivasse un partner ideale il sesso avrebbe una sfumatura completamente diversa, e decisamente appagante. 

Quindi, molte persone vivono uno uno stato di monachesimo laico senza aver fatto alcun voto né di castità né di frugalità. Ma si finisce per vivere così perché in linea con il nostro stato di coscienza. Anche il cibo non è più un riempitivo, né un'attrattiva di gola, ma qualcosa di sacro, e in questa sacralità ha meno spazio il cibo spazzatura, perché naturalmente sentiamo che non ci nutrirebbe a dovere. Rinunciare alle schifezze non è un sacrificio, non ne siamo più attratti. 

Ovviamente anche quando si tratta di osservare pratiche meditative o volte al Risveglio, e la disciplina della sveglia mattutina di buon'ora, diventa tutto una conseguenza naturale, senza sforzo, ci parrebbe strano il contrario. 

Questo stile di vita porta molto più facilmente alla centratura perché non lasciamo che l'esterno ci influenzi con le aspettative sociali degli altri, ad esempio. Non ci lasciamo sballottare dalla vita frenetica volta al consumo veloce. 
Ma è qualcosa, come ho scritto all'inizio, che nasce in modo spontaneo, un fluire in quello stile di vita come naturale conseguenza di ciò che siamo. 


venerdì 9 giugno 2017

Sull'innamoramento

I  Maestri da sempre ci mettono in guardia dal credere all'innamoramento essendo esso mera illusione, frutto di nostre proiezioni, per quanto belle. Esso è destinato a finire, per sua natura è impermanente.
Il rischio è sempre la sofferenza, l'attaccamento e la delusione. L'innamoramento non ci permetto di vedere l'altro per ciò che è davvero e accettarlo per quello che è.

Cuore di pezza - Foto dell'autrice
Tutto vero. Ma. Senza l'iniziale innamoramento non ci sarebbe la spinta ad avvicinarsi, a conoscere meglio l'altro, ad aprirsi e abbassare le difese, ad accettare la propria fragilità emotiva del momento, a vedere la Bellezza. Non ci sarebbe la spinta verso il desiderio di fusione che è comunque un'aspirazione umana.

Certo, la nostra aspirazione verso la fusione in realtà è verso l'Assoluto, ma come umani limitati ci accontentiamo di trovarne un pezzetto nel partner.

Quello che è importante è non limitarsi allo stato di innamoramento scambiandolo per Vero Amore! E' lì che ci freghiamo da soli!
Ci vuole consapevolezza.
Bisogna ricordarsi ogni volta che ci sentiamo innamorati che tutto ciò passerà, che è un'illusione funzionale al nostro cammino evolutivo e sta a noi guardarci dentro, vedere cosa rappresenta e poi andare oltre.

Ogni innamoramento non è brutto e cattivo ma è una benedizione perché ci parla sempre e solo di noi, del nostro potenziale inespresso, della nostra capacità intrinseca di amare. Solo che noi la riversiamo all'esterno, incapaci di amare per prima cosa noi stessi.

Quando l'innamoramento svanisce ecco che ci troviamo a un bivio. Possiamo comprendere se vale la pena continuare la relazione, se ci sono base solide per portarla avanti, oppure no. 
Lo si può fare dal proprio Centro senza scadere nell'accusa verso l'altro di averci delusi (cosa ridicola, essendo la nostra aspettativa illusoria, mera proiezione inconscia). 
Senza vittime né carnefici. Ecco allora che l'innamoramento smette di avere conseguenze devastanti.
Se ci sono basi solide per continuare, invece, ecco che si entra nell'Amore di coppia. A patto che restino la tenerezza, la complicità, il desiderio di stare fisicamente vicini senza interdipendenza. 

AVI - Foto dell'autrice 
Ho visto coppie amarsi ancora dopo trent'anni insieme, lo si vedeva dalla loro luce negli occhi, da come si guardavano, anche se magari non stavano seduti accanto uno all'altro. Lo si vedeva dal rispetto che si portavano a vicenda, senza gelosia né stupide recriminazioni.

Ho avuto la fortuna di avere due genitori che, sposati entrambi in seconde nozze, si sono amati e rispettati in modo esemplare. Mio padre ha parlato con gli occhi e la voce carichi di amore per mia madre fino all'ultimo giorno della sua vita.
Sarò sempre grata alla Vita per questo meraviglioso esempio, oltre l'innamoramento, dentro l'Amore vero.



giovedì 23 marzo 2017

Sessualità e asessualità consapevoli

Premetto che non rientro nella schiera di chi reputa l'astinenza sessuale necessaria a prescindere per raggiungere stati di coscienza superiori, né credo alla storia della trascendenza che molti guru raccontano quasi come un vanto.

Ma so bene che a volte ci vuole una pausa dalla sessualità. 
Questo accade quando ad esempio si è appena interrotto un rapporto, perché è importante saper stare con sé stessi senza subito buttarsi nelle braccia del primo arrivato. Bisogna fare spazio, stare nel sentire di ciò che è accaduto, non schiacciare il chiodo con un altro chiodo, come si dice.
Quando si sente che un rapporto è fallito perché non in linea con il proprio sentire profondo (magari causando pure disagi fisici quali candida, cistite, ragadi anali), allora è il momento di evitare per un certo periodo gli scambi sessuali.

Gerbera - Autoritratto dell'autrice
Si dice che è sempre meglio evitare di fare sesso con qualcuno che è a un livello di coscienza più basso del nostro, perché se non siamo perfettamente centrati, ciò ci porta giù, ci fa tornare a un livello di coscienza altrettanto basso, tenendo anche conto del fatto che lo scambio di liquidi corporei resta per sempre dentro di noi, diventando parte di noi. 
Dicono i Maestri che bisognerebbe fare sesso solo con chi vorremmo essere. Cioè con qualcuno che è con noi in profonda sintonia spirituale ed emotiva, o a un livello di coscienza che reputiamo superiore al nostro. 

Bisogna tenere anche conto del fatto che qualsiasi scambio sessuale ha un impatto notevole sui nostri corpi sottili, e se quindi il nostro partner non li ha abbastanza puliti ciò interferisce anche con la pulizia dei nostri, insomma, detto brutalmente, li sporca. Ripulirli, poi, sarà un gran lavoro. Soprattutto se non ci sono l'amore e il senso di unità a fare il lavoro di pulizia. 

E' importante sentire bene l'energia che emana dall'altro, prima di fare un sesso indiscriminato.

Per questo, quando si è raggiunto un certo livello di consapevolezza di sé, non ha più senso cedere a un sesso mosso dal puro istinto animale perché scarica energeticamente lasciando un senso di amarezza e vuoto. Tanti sono passati per questa esperienza.

Quando si decide coscientemente di prendersi una pausa dal sesso, si concentra l'energia come un laser dentro di sé, essa diventa una magia potente nelle proprie mani, un concentrato di energia creativa. Ciò aumenta notevolmente la propria consapevolezza e vibrazione, ripulisce i corpi sottili, rende più pura e diretta la volontà in generale. 

Qualcosa che stride - Autoritratto dell'autrice
Chi invece si vede costretto all'astinenza perché non riesce ad attrarre un partner come vorrebbe, sappia comunque che tutto ciò che accade è sempre per il meglio, per il proprio bene supremo, anche se al momento non riesce a comprenderlo e non lo accetta. 

In qualunque caso, se si resta nell'intento, nella fede, concentrando l'energia con questo esercizio di astinenza momentanea, la propria vibrazione non può che aumentare, ed ecco che si attireranno nel proprio campo d'azione potenziali partner che vibrano a quel livello. Per questo è bene comprendere in modo profondo che non bisogna mai lamentarsi della mancanza, ma stare con ciò che c'è e usarlo a proprio favore.

Se non c'è o non c'è più un partner, si può usare questo periodo di astinenza sessuale per ripulirsi e lavorare per aumentare il livello di consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si vuole davvero da una relazione.
E la vita non potrà che rispondere di conseguenza. 



lunedì 20 marzo 2017

Donne in evoluzione e partner ideali

Sento tantissime donne che da anni fanno un percorso di consapevolezza lamentarsi di non aver ancora trovato un partner abbastanza evoluto, che possa capirle e sostenerle nel percorso. 

Comprendo profondamente l'esigenza. 
E' vero che non sempre un uomo che ha fatto percorsi di consapevolezza o che tiene corsi in materia si rivela essere ideale anche nella coppia, così come è vero che anche un uomo che non ha mai fatto nessun percorso può  essere un compagno tenero e stare accanto a una donna in evoluzione, nonostante l'ovvia difficoltà di comprendere nel profondo cosa significa guardarsi dentro.
Ma capisco che avere accanto un compagno che abbia gli stessi obiettivi di vita, e diventare una coppia verticale, al Servizio, sia il sogno di molte.

E allora perché, queste mi chiedono, non riescono a trovarlo?
Intanto non è sempre detto che una donna su questo percorso sia destinata ad avere un rapporto di coppia verticale, per ragioni magari anche di origine karmica, non ci è dato sapere.
Mattino - Foto dell'autrice
Ma soprattutto sono convinta che spesso noi donne siamo così fortemente in evoluzione da cambiare in modo vorticoso di giorno in giorno, e un mese equivale a un anno o più di trasformazione profonda. Per cui è improbabile, finché non raggiungiamo una certa stabilità interiore, riuscire a crearci una storia con qualcuno che riesca a stare dietro a questa crescita esponenziale così veloce.

Infine, a parte le paure inconsce di non essere all'altezza o non meritare un partner evoluto che possono fare resistenza, c'è anche da tenere conto che spesso le donne in evoluzione idealizzano gli insegnanti/maestri che incontrano ai corsi, e si convincono di aver bisogno di stare accanto a un uomo che faccia loro da da maestro, che le aiuti ad evolvere. 
Ma questa è un'illusione pericolosa: significa essere rimaste inconsciamente intrappolate in un ruolo subordinato tipico della vecchia società patriarcale, in cui l'uomo insegna alla donna come vivere, stando in un ruolo simile a quello paterno.

Non c'è nessun uomo che possa svegliarci o insegnarci a vivere meglio, ad essere più consapevoli! 
Il partner non deve essere ricercato o idealizzato in base a un bisogno, quindi partendo da una supposta mancanza.

Nella vera coppia verticale esiste solo la piena consapevolezza di sé e il bastarsi da soli. Solo quando siamo perfettamente in grado di vivere con noi stessi in armonia interiore profonda possiamo crearci fuori una relazione verticale in cui due individui pienamente consapevoli e completi decidono coscientemente di camminare assieme - e non necessariamente per sempre - per il bene comune, per ampliare l'amore che già provano dentro di sé all'esterno, moltiplicandolo. 


La coppia verticale non si può desiderare se non ci sei dentro. O la
Coppia - Foto dell'autrice
crei quando arriva il partner che corrisponde al tuo livello di coscienza espansa, oppure stai con quello che c'è.


Alle donne in evoluzione non posso far altro che ripetere: Cominciate ad amarvi per davvero, in modo incondizionato, cominciate ad accettare totalmente la vostra solitudine come un dono - anche se non la capite. Ma sappiate che è sempre per un bene più grande.

L'uomo ideale - e non è detto che sia ciò che a livello conscio diciamo di volere - verrà nei tempi e nei modi opportuni.  
Continuate a ripulirvi dentro e abbiate Fede.

sabato 2 luglio 2016

Il senso di colpa delle donne

Mi capita spesso di parlare con donne che hanno grossi problemi relazionali con il proprio partner, geloso e  possessivo. Ciò che emerge dai loro racconti ha un filo comune: il sentirsi giudicate colpevoli di volersi allontanare rivendicando i propri spazi o di avere intenzione di tradire. 

Anche quando le accuse di tradimento sono infondate, il problema principale che riscontro è che la donna tende a giustificarsi in maniera ossessiva di non far nulla di male, tradendo un paura inconscia di essere disapprovata.

A quanto pare non basta sapere di non aver nulla di cui farsi rimproverare. Il punto è il rimprovero in sé.
Queste donne hanno la tendenza all'inizio del rapporto a concedere tutto ciò che l'uomo chiede, allontanandosi dalle proprie amicizie, stando alla regole imposte dall'uomo possessivo che teme l'abbandono, generando una sicurezza di averle in pugno che quando esse cominciano a sentirsi soffocare, li manda in crisi.
Disapprovazione - Foto dell'autrice

Non ha importanza che l'uomo stesso debba evidentemente lavorare sulla paura di perdere l'oggetto della sua illusione di possesso, magari per traumi infantili.
Il punto è che le donne dovrebbero imparare a riconoscere la propria paura atavica di disobbedire e quindi di essere rimproverate o disapprovate.

La paura della disapprovazione nell'inconscio femminile è molto radicata dopo millenni di condizionamenti sociali e familiari e sottomissione, per cui la perdita della stima del capofamiglia (anche solo simbolico) significa a livello arcaico essere emarginate.

Il senso di colpa generato da questa paura paralizza molte donne in situazioni sentimentali al limite della sopportazione, in cui ogni angheria viene subita pur di non perdere il senso arcaico di protezione data dalla figura maschile.

A livello alchemico, l'unica cosa da fare per guarire questa paura è stare dentro il terrore paralizzante generato dal senso di disapprovazione e quindi di colpa che ne consegue. 
Senso di colpa - Foto dell'autrice
E' inutile dirsi a livello razionale che non si è fatto nulla di male, se la dipendenza poi continua.
Invece di cercare di scappare dalla situazione rischiando di generare un'altra relazione simile, bisogna avere il coraggio di stare in quel sentire con le gambe che tremano e l'angoscia generata dal confronto con il partner geloso e irragionevole.

Una volta che questa paura viene osservata, ecco che man mano si affievolisce fino a scomparire.
Allora queste donne saranno pronte per alzare la testa e guardare il partner negli occhi. E da quel momento non sentiranno più alcun impulso a giustificarsi.  Saranno diventate libere. Libere di essere sé stesse. 


mercoledì 16 marzo 2016

L'edonismo che porta all'estinzione

Nel post di oggi mi soffermo ancora su quanto sto osservando attorno a me circa l'incapacità di molte persone, specie della mia generazione, di prendersi delle responsabilità e andare oltre il loro piccolo mondo.

Ho notato che moltissimi miei coetanei, anche amici che ho frequentato da ragazza, non solo non si sono costruiti relazioni solide e durature, ma tantissimi non hanno fatto figli. Pochi sono quelli che dicono di volerli, tanti quelli che considerano il diventare genitori un peso troppo grande da portare e un pericolo per la loro libertà.


Edonismo - Foto dell'autrice
E' vero che finalmente le donne di oggi sono libere di scegliere la maternità e non di viverla come un'imposizione sociale e culturale. Ma questo rifiuto quasi massivo mi fa pensare che dietro ci siano paure profonde di crescere e soprattutto di perdere la propria centralità. Cioè, se diventiamo genitori è ovvio che nei primi anni di vita del bambino i nostri bisogni edonistici dovranno essere messi in secondo piano. Ma si tratta solo di un periodo. E poi, questi nostri bisogni sono davvero così fondamentali?

Eppure, sempre più gente pare incapace di costruirsi un futuro, di investire sulle generazioni a venire, quasi che il proprio pessimismo cosmico li facesse sentire colpevoli di mettere al mondo figli in una realtà percepita come ostile e senza speranza. E allora ecco che si preferisce vivere spinti dal proprio ego smisurato aborrendo ogni responsabilità e tutto ciò che viene percepito come una gabbia: relazioni e figli in primis. 

Non mi soffermerò a cercare le cause di questo pensiero sempre più dominante dando la colpa ai propri genitori, ma così facendo si rischia un'estinzione di proporzioni bibliche. La nostra generazione sta abortendo il proprio futuro. E' ovvio che per mettere su famiglia e fare figli bisogna trovare il/la partner giusto/a. Ma per molti questa obiezione non vale perché magari la persona giusta accanto ce l'hanno già. Allora adducono scuse come la mancanza di soldi. Eppure, ai tempi dei nostri avi i bambini si facevano anche se c'era poco denaro e anche in tempo di guerra.

Alla nostra generazione manca la capacità di pensare in grande, di approcciarsi al futuro in modo costruttivo e con coraggio, sfidando i tempi difficili. Si preferisce farsi coccolare dalle false lusinghe del consumismo ma poi cosa lasceremo? Nulla, non avremo nessuno cui lasciare la nostra eredità morale e culturale. Le nostre famiglie si estinguono in nome del vivere (fintamente) spensierati spremendo tutto il falso succo della vita.
Tenerezza - Foto dell'autrice

Ma siete sicuri che il vero succo della vita sia nel consumare, godere dell'effimero, essere sempre al centro del proprio mondo?

Anche a livello culturale rischiamo di lasciare l'Italia e l'Europa a chi non ha i nostri stessi valori, la stessa educazione all'uguaglianza tra uomo e donna, l'amore per la cultura che ci hanno fatti grandi e irripetibili nel mondo. 
Considerando il fatto che gli italiani dimostrano di essere sempre più illetterati e incapaci di apprezzare l'arte - i musei in genere sono snobbati dai ragazzi  e le librerie indipendenti stanno morendo - che ne sarà di tutta l'immensa, commovente, divina Arte che i nostri avi hanno creato e che ci hanno lasciato in eredità? 

Prima di dare la colpa al mondo del lavoro che non permette alle madri di lavorare e occuparsi della prole insieme - anche se è in parte vero - bisognerebbe rivedere la propria scala di valori.  Chiedetevi cosa vi spinge davvero a non diventare genitori. Se si trova un blocco creato dalla paura, allora scegliete di affrontare quella paura, e abbiate il coraggio di diventare genitori anche in tempi difficili e anche se il vostro ego pesta i piedi. 
Solo così potremo diventare adulti responsabili e salvarci dall'estinzione. Inoltre, solo quando hai dei figli comprendi cos'è l'Amore incondizionato.
Non c'è cosa più triste del vedere un'intera generazione estinguersi per puro edonismo. 

martedì 2 febbraio 2016

Contro il buonsenso comune

Ci hanno inculcato fin da piccolissimi che la logica del buonsenso comune è quella che ci deve guidare nella vita e che le scelte vanno sempre fatte basandosi sulla razionalità.

Il buonsenso comune è quello che dice che se hai un marito che ti mena devi solo cambiare partner, trovarne uno migliore. Senza tener conto del fatto che sono le tue distorsioni interne ad aver creato una realtà in cui il tuo uomo ti mena e non è certo cambiando le condizioni esterne che la cosa migliora. Ne troverai sempre comunque uno disfunzionale che vibra al livello delle tue distorsioni finché non le vedi e le guarisci.
Cupgarden - Autoritratto dell'autrice

Il buonsenso comune dice che se sei disoccupato da tempo devi insistere a mandare curriculum a tutto spiano, in modo ossessivo. Certo, così le probabilità di trovare un impiego aumentano, ma in questa logica orizzontale non si tiene conto del fatto che è il senso di mancanza interno che genera mancanza all'esterno, specie se è ripetuta nel tempo. 
Inoltre, non è mendicando un impiego qualunque che faremo colpo sul datore di lavoro che potrebbe assumerci per fare il mestiere dei nostri sogni. 
Oppure, se ci interessa solo tirare avanti senza aspirare a un lavoro ideale, le probabilità di trovarne uno decente si riducono sempre di più. E' una logica fallimentare in partenza. Perché è la logica del fallito, dello schiavo che va in giro a mendicare qualcosa che pensa di non possedere: il potere di creare una realtà migliore partendo da dentro di sé.

Il buonsenso dice che i figli devono obbedire sempre ai genitori, pena punizioni di vario genere. Ma è solo disobbedendo che si manifesta la propria libertà di pensiero e se essa non viene rispettata, anzi viene usata come leva per scatenare senso di colpa nei bambini, ecco anche avremo creato il perfetto servo del sistema, un essere meccanico che obbedisce pur di venire approvato. 

Ci sono centinaia di esempi che ci dovrebbero far riflettere su quanto sia pernicioso cedere alla logica del buonsenso.
Specie quando siamo a un bivio, dobbiamo fare una scelta che potrebbe cambiarci la vita e noi pensiamo a livello razionale ai pro e contro, ci facciamo la lista mentale (e a volte pure scrivendola su un foglio) delle molte ragioni per cui quella scelta è vantaggiosa.
Tè e me - Foto dell'autrice
Ma il cuore? Chi lo ascolta? L'istinto profondo, quello che viene dall'anima, quel guizzo che ci mette il dubbio, quello chi lo lascia emergere?
Ci hanno insegnato a soffocare quel piccoli gridi d'allarme che arrivano del Sé profondo, che creano un lieve disagio, perché si dà troppa importanza alla razionalità, mettendo la mente al primo posto. Ma si sa, la mente mente!

Questo post vuole essere un monito per tutti.
Prima di cedere alla logica del buonsenso comune, ascoltatevi. E lasciate perdere i consigli di amici e parenti che vi dicono di essere razionale. Solo il vostro Sé sa di cosa avete davvero bisogno.
Lasciate spazio all'intuizione.

giovedì 26 novembre 2015

Sul bisogno fisico

In questi giorni stanno partendo i miei percorsi personalizzati riguardo ai conflitti di coppia e alla sofferenza da abbandono. 
Noto che molte persone che si rivolgono a me per affrontare queste problematiche in base al Nuovo Paradigma (l'esterno è l'interno) lamentano soprattutto la mancanza fisica del partner, nel caso di una rottura nel rapporto. 
La cosa che lascia gelati è l'assenza di coccole, di calore fisico e umano. Senza, ci si sente persi, abbattuti, privi di forze. Almeno all'inizio.

Questa sensazione ha tre origini. 
Una più superficiale è l'attaccamento. Ci si era assuefatti alla presenza di una persona accanto, quel calore umano ci illudeva di riempire i nostri vuoti emotivi e/o esistenziali. 
La seconda è prettamente fisica: tutti i mammiferi hanno bisogno di cure, di intessere rapporti, di calore umano.
La terza ragione è invece animica. Siamo comunque esseri di luce che sperimentano la materia, siamo fatti per stare con gli altri, che sono il nostro Specchio, e senza di loro non possiamo avere una percezione di noi stessi - per quanto illusoria, essendo basata sulla dualità. Guardandoci in quello Specchio, per quanto a volte impietoso, evolviamo. 

Sentire questo vuoto e soffrirne è normale, è umano. Il problema è restarne invischiati.
Stryx - Foto dell'autrice
Il guerriero di luce sa che quel dolore è dato dalla macchina biologica che soffre di un attaccamento, e non cede alla tentazione di tornare con quel partner, di corrergli dietro, implorarlo di restare, solo perché il corpo soffre di un vuoto improvviso.

Quel dolore ci è maestro perché ci fa notare che se da una parte c'è ancora del lavoro da fare su di sé per superare l'attaccamento e la paura della solitudine, dall'altra non dobbiamo nemmeno chiuderci a riccio e mettere una corazza emotiva nel timore di soffrire ancora.
Il Cuore ci sta solo dicendo che, ben consci dei drammi della macchina biologica, siamo anche terribilmente, meravigliosamente umani, e fare gli asceti a tutti i costi non ci aiuterà ad aprirlo all'Amore, alla Vita.

Il Cuore ci dice che, al di là di ogni attaccamento, esiste l'amore che è anche fisico, siamo qui per questo.
Siamo qui per sentire anche i palpiti del cuore, il tocco sublime di una carezza, di un abbraccio. E se non lo sperimentiamo ora, sul piano fisico, con consapevolezza, perdiamo la nostra occasione di viverlo pienamente. 

Ma mai e poi mai rincorrere un partner per sentire di nuovo quel tocco, quel calore!
Meglio soli, sofferenti, ma a testa alta. Elemosinare un rapporto per il bisogno fisico significa perdere il proprio Potere.
Coppia Specchio - Foto dell'autrice



Se volete intraprendere un percorso personalizzato per affrontare in prima persona questa e altre problematiche, scrivetemi a: genavarigana@libero.it






lunedì 9 novembre 2015

Uomo giusto = per sempre? Un mito da sfatare

Molte donne lamentano di non trovare l'uomo giusto, continuano ad aspettare, a scremare, a dannarsi pensando Perché non lo incontro?
Si è ancora schiave del paradigma uomo giusto = uomo da fiaba e per sempre. 
Siccome noi creiamo la nostra realtà in base alle vibrazioni che emaniamo, soprattutto a livello inconscio, non esiste un uomo che possa essere sbagliato. E' perfetto per ciò che le nostre vibrazioni emanano. Se non ci va bene, possiamo passare oltre e continuare a lavorare su di noi, ma quel partner sarà stato comunque perfetto per il momento in cui era accanto a noi.


Lovers - Foto dell'autrice
E' la Legge dello Specchio. L'altro ci fa vedere delle cose di noi da risolvere e viceversa: noi siamo entrati in risonanza con lui perché aveva bisogno di vedere alcuni suoi limiti. 

Con questo, non significa accettare tutto ciò che ci arriva indiscriminatamente, però tutto ciò che arriva contiene in sé un messaggio per noi. Che ci piaccia o no, che lo cogliamo o no.
Ma se lo cogliamo, evolviamo e non avremo più a che fare con quelle problematiche.

Dovremmo riconsiderare sogni, canoni, idealizzazioni, aspirazioni irraggiungibili e accettare il fatto che il Divino sa meglio di noi di cosa necessitiamo in questo momento.
Un errore comune è preoccuparsi che un uomo con cui ci sono dei problemi non vada bene come partner per sempre.  Ma chi dice che deve essere per sempre? Le fiabe ci hanno rovinate!

Qualcuna obietterà che se non sente le farfalle nello stomaco allora non ne vale la pena, però sappiate che quel tipo di innamoramento fa parte delle emozioni negative, perché deriva da un'idealizzazione che avrà di sicuro un down che seguirà all'up, per effetto della spietata Legge di Compensazione. Non esiste che si tocchi sempre il cielo con un dito, prima o poi si cadrà nell'inferno della delusione, del rancore, delle recriminazioni. E' una Legge.

E se smettessimo di sognare un amore romantico da farfalle nello stomaco e imparassimo di più a stare nel sentire delle vibrazioni? Se un uomo è per noi, con lui ci sentiremo a nostro agio, in qualche modo a Casa.
Amanti - Foto dell'autrice

E vi assicuro che non c'è sensazione più bella del non dover fingere di essere migliori di ciò che siamo con l'innamorato di turno. E' rilassante avere la sensazione che è tutto naturale, che si sta bene insieme e basta. Senza finzioni, senza aspettative né batticuori. 

Se poi non dura, quel partner per noi è stato comunque quello giusto in quei momenti, quando era accanto a noi.




venerdì 2 ottobre 2015

La vera Forza sta nel restare

Ci sono momenti in cui ciò che hai desiderato ardentemente accade, finalmente lo hai creato nella tua realtà, ma... dopo un primo momento di Gioia e Gratitudine, ecco che emerge una paura sottile, subdola, un disagio che s'insinua.

E' la paura irrazionale della felicità, e il sole splendente che avevi nel cuore un attimo prima, è oscurato da tinte fosche fatte di dubbi, domande, aspettative in negativo. Si esce di colpo dall'estasi del Qui e Ora per tuffarsi in preoccupazioni che ci allontanano dalla Sacralità del Momento Presente, che è tutto ciò che esiste, la Vera Realtà. 



E' importante riconoscere nel corpo e nella mente il predatore che esce dalla tana e comincia a creare disagio e paura. Solo con la consapevolezza di questo predatore interiore possiamo affrontarlo, guardarlo negli occhi e trovare il Coraggio di restare. 
Questo è il punto. La voglia di scappare lontano non appena la felicità e l'amore si affacciano alla nostra vita è un invito imperioso ad Agire con il Cuore (da cui la parola coraggio). Invece di scappare, abbiamo la grande opportunità di fare un salto evolutivo di coscienza e, guardando il predatore interiore negli occhi con Amore e Gratitudine - perché ci sta facendo un favore - scegliere di restare, anche se siamo terrorizzati.

L'onestà con sé stessi, e nel caso anche con il partner, di ammettere che siamo terrorizzati ma ci stiamo sforzando, da veri Guerrieri di Luce, di restare, di accettare di affrontare anche la paura dell'intimità, del rapporto a due, del confronto e di tutto ciò che ne deriva, è la vera Forza. 

L'altro è uno Specchio. E se restiamo, e ci lasciamo condurre, abbracciare, amare, diventiamo Forza allo stato puro. E non esiste più posto in cui vorremmo scappare. Perché al momento, le braccia dell'altro sono la nostra Casa. Il posto in cui esercitare il Coraggio di amare e lasciarci amare.

giovedì 4 dicembre 2014

La paura della gabbia

L'altra faccia della paura della solitudine è la paura della gabbia. 
Ci sono molti uomini e donne indipendenti che, proprio per questa loro caratteristica, temono di restare imprigionati in una relazione che toglierà loro spazio per sé, libertà di movimento o semplicemente libertà di essere sé stessi.

Questo sentimento nasce indubbiamente da ferite non rimarginate, dal timore di cascare di nuovo nella trappola, ma il nocciolo della questione è che se temi la gabbia - dato che nulla si manifesta fuori che non sia uno specchio di ciò che è dentro - allora vuol dire che sei tu stesso a crearla nei rapporti.
La gabbia è aperta - Foto dell'autrice
Nessuno ti può imprigionare se non tu stesso.

Il tuo timore di restare imprigionato in una relazione soffocante con un partner geloso, esigente, ossessivo, inquisitorio, è il timore di manifestare fuori di te qualcosa che ancora tieni nascosto, nel lato oscuro della tua coscienza.

Quella paura è anche un dono: ti sta mostrando ciò che ancora devi sanare, l'acqua torbida che devi andare a purificare, l'antro buio da rischiarare con la semplice consapevolezza, portando Amore a quella parte ferita che preferisce scappare piuttosto che lasciarsi coinvolgere e rischiare. 

Disegna una gabbia con la porta aperta. Tieni quell'immagine in vista. Quella gabbia l'hai disegnata tu, e soltanto tu hai la chiave. Concentrati sulla porta aperta. E' sempre stata aperta! 

martedì 14 ottobre 2014

Due mele intere!

Mi capita spesso di leggere post sui social network in cui qualcuno si dice felice per avere accanto qualcuno che lo completi. Le frasi tipiche sono Senza di te sarei persa/o, non potrei vivere senza di te, sei tu che mi dai la forza di andare avanti, ecc.
Non è romantico, è folle.

L'ho già scritto più volte e lo ripeto, non si può trovare sicurezza e serenità facendo affidamento all'esterno. 
Se tutto il nostro mondo si regge grazie a una persona, siamo già perduti in partenza. Perché significa che qualsiasi cosa accada - ci lascia, ci tradisce, muore - noi ci troveremmo senza punti di riferimento, senza quell'appiglio cui eravamo aggrappati. 

Immaginatevi un naufragio. Qualcuno sa nuotare, altri no e stanno aggrappati ai pezzi del relitto galleggianti sperando di non stancarsi mai abbastanza da mollare la presa, perché sanno che affogherebbero. Quale delle due opzioni scegliereste? Volete essere quello che sa nuotare o il poveretto che dipende dal galleggiamento del frammento del relitto?

Se sei completo, uno in te stesso, integro, e sai stare da solo come in compagnia, allora non avrai nessun bisogno di aggrapparti a qualcuno. Non rischierai mai di perderti, perché tu graviti intorno al  TUO centro, non a un centro esterno a te.

Dire a qualcuno Non posso vivere senza di te significa trasferire a lui/lei tutto il vostro Potere.


Foto dell'autrice
Se pensate che il vostro partner vi completi, non è perché davvero bisogna cercare la nostra metà mancante, come si crede, ma perché quella mancanza che sentite siete voi stessi! 
Significa che qualcosa in voi sta percependo chiaramente che vi manca qualcosa ed esso è il vostro centro gravitazionale!
Non è sbagliato sentire la mancanza di qualcosa, solo comprendere appieno e una volta per tutte che quel sentire è una splendida spia che vi sta indicando che non siete in contatto con il vostro vero Sé.
Non sapete chi siete. 

Quindi smettetela di credere alla storia della mela tagliata in due che cerca disperatamente la propria metà mancante all'esterno. Solo quando comprenderete che l'altra metà non è mai stata separata da voi ma non la sentivate, tornerete a sentirvi una splendida, succosa, profumata mela intera. 
A quel punto, potrete scegliere di camminare a fianco di un'altra meravigliosa mela integra come voi!


venerdì 13 giugno 2014

Presenza orgasmica

Le fantasie sessuali sono spesso incoraggiate dagli stessi sessuologi per stimolare le persone ad affrontare il sesso con maggiore trasporto, per aggiungere un pizzico di piccante a rapporti che rischiano di cadere nella routine.


Foto dell'autrice
Questo è senz'altro vero, ma è altrettanto vero che il rischio, alla lunga, è di non vivere il momento dell'atto sessuale con la giusta Presenza.
Chi ha molta fantasia rischia di rifugiarsi in fantasie erotiche anche nel momento in cui è con il proprio partner, ma tenendole per se stesso è come se facesse sesso virtuale, con un partner immaginario.

Conosco donne che usano questo espediente per evitare di dover davvero guardare un partner con cui non hanno più nulla da spartire, in relazioni morte da tempo.

Nessuno, o quasi, invece incoraggia le coppie a vivere intensamente ogni singola sensazione provata durante la copula, a stare concentrate sul respiro, sull'odore, sulle sensazioni tattili, sul piacere nelle zone erogene.

Si parla sempre più spesso di esercitare la Presenza nella vita quotidiana ma si rischia di dimenticarla durante il sesso, che invece può essere un grande esercizio di consapevolezza del Qui e Ora.

Se si prova ad evitare di vivere film mentali con le nostre fantasie
Foto dell'autrice
erotiche più sfrenate - che paiono stimolarci all'inizio ma ci portano fuori dal corpo - e ci si concentra sulla pura sensazione corporea, tutto cambia: il sesso diventa più profondo, il piacere più intenso e l'orgasmo più soddisfacente.


A quel punto non è più il nostro Io erotico a fare sesso con qualcuno, ma il nostro Sé che lo sperimenta attraverso la nostra macchina biologica.