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mercoledì 26 giugno 2013

L'apertura del passaggio misterioso

Secondo il taoismo, esiste una apertura del passaggio misterioso, che non sarebbe da ricercarsi nel corpo, e tuttavia non può nemmeno esistere senza di esso.

Il consiglio dei saggi taoisti è di continuare a cercarla 24 ore su 24,  mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane. 

Ma cos'è questa apertura
Rispondono i Saggi: Ciò che parla e tace, vede e sente.

Autoritratto dell'autrice
Gli Antichi, per indicare l'interiorità parlavano di un Centro. 
E' questo Centro l'apertura del passaggio misterioso.
Ma questo Centro non sta a significare il centro del corpo, un punto mediano, un dentro opposto al fuori.
I buddisti dicono che esso si raggiunge quando non si giudica più in base al concetto di bene-male.
I taoisti dicono che è il luogo dove i pensieri non compaiono.

Dice il Maestro Ziyang: Questa apertura non ha confini né margini, né interno né esterno; è la radice dell'energia spirituale, la valle dell'assoluta non resistenza."

martedì 11 giugno 2013

La diatriba tra azione e non-azione

Come per ogni cosa a questo mondo, anche per quanto riguarda il campo del risveglio spirituale ci sono molto scuole di pensiero. Ma   ho notato che fondamentalmente, ci sono due macrocorrenti di pensiero. 

L'azione e la non-azione. 

I grandi Maestri del passato, sia che fossero buddisti, zen o taoisti, avevano una visione più passiva del risveglio spirituale.
In poche parole, il succo del loro insegnamento verteva sull'abbandono di ogni attaccamento e desiderio della personalità, sul lasciar fluire la vita accettandola per ciò che è, vivendo solo il Qui e Ora.
Foto dell'autrice
Per loro, desiderare qualcosa che non si ha significa concentrarsi sul senso di mancanza e dar retta a un capriccio della personalità, che ci fa credere nel senso di separazione e nell'illusione che ottenere qualcosa che si desidera ci darà la felicità.

La seconda scuola di pensiero, più moderna e di stampo anglosassone, dice che invece, siccome noi siamo i creatori della nostra realtà, tutto ciò che abbiamo o non abbiamo deriva dal nostro porci di fronte alla vita, dai nostri pensieri.
Noi siamo qui per realizzarci come esseri umani e per portare nel mondo i nostri talenti, che sono un dono divino.
I nostri desideri fanno parte di questo progetto di creazione che è insito nella nostra natura.
Quindi, secondo questa teoria, non è il desiderare in sé ad essere sbagliato, ma l'attaccamento al risultato e alla paura di fallire, di non ottenere.
In questo le due scuole sono molto vicine.

Foto dell'autrice
Entrambe dicono che al mondo esistono solo due emozioni: 
L'Amore e la Paura.
Noi creiamo con entrambe, ma a seconda di quanta paura c'è nei nostri pensieri, noi possiamo avere una vita piena e soddisfacente oppure difficile e piena di ostacoli.

Anche per ciò che riguarda il concetto di Qui e Ora le due scuole sono d'accordo, perché soltanto partendo da una condizione di pienezza e felicità in questo momento possiamo creare altre situazioni di felicità.
Pensare che saremo felici solo quando avremo una determinata cosa che desideriamo è un uscire fuori da sé stessi.

A me piace pensare che la verità stia nel mezzo.

Salvatore Brizzi e Alberto Chiara dicono una cosa molto importante: lasciare andare tutto e permettere alla vita di accadere, di fluire senza intervenire come dicono i vecchi Maestri orientali non tiene conto di un problema fondamentale.
Dato che noi ci comportiamo in base a schemi e memorie acquisite a nostra insaputa, che agiscono condizionando i nostro pensieri e le nostre azioni, se non li risolviamo, se non andiamo a scioglierli, noi non saremo mai liberi. 
Anche passando la vita seduti nella posizione del loto, smettendo di desiderare, la nostra vita sarebbe solo un assistere passivi e impotenti a schemi che si ripresentano.

Infatti, Joe Vitale nel libro Zero Limits, conclude dicendo che alla fine, una volta ripuliti i nostri conflitti interiori e i pensieri limitanti, possiamo permettere al Divino di ispirarci, e i nostri desideri saranno allineati con la Sua volontà. Non dovremo più chiedere qualcosa che pensiamo sia fuori di noi, da raggiungere, ma semplicemente, agiremo in base all'ispirazione. 
Saremo allineati.

sabato 15 dicembre 2012

Le Dodici Notti di Steiner

In occasione del Solstizio d'inverno, evento astronomico legato da sempre a livello simbolico al culto del Sole, alla sua vittoria sulle Tenebre (dalla nascita di Mitra al Sol Invictus romano - a Yule per i germani e infine il Natale cristiano), Rudolf Steiner propone una meditazione in due tappe.
Foto dell'autrice
Dal 13 al 24 dicembre invita a una retrospezione nei mesi appena passati dell'anno, per fare un bilancio delle azioni non terminate e delle delusioni; e poi i successi e le soddisfazioni. 
Partendo proprio da dicembre, ogni giorno rappresenta un mese, a ritroso, fino ad arrivare a gennaio, il 24 dicembre.
Dopo la pausa del 25, simbolo di rinascita, si comincia a programmare l'anno in arrivo dal 26 dicembre al 6 gennaio. 
Ogni giorno corrisponde a un segno zodiacale, nel quale sono contenute tutte le energie psichiche da attivare. 
Quindi il 26 dicembre si comincia con l'Ariete, portando nell'azione, per svilupparle, le caratteristiche del segno. 

Dalla potenza del pensiero alle azioni, per risintonizzarci con le energie cosmiche che, secondo l'Antroposofia o Scienza dello Spirito di Steiner, dal 25 dicembre al 6 gennaio permeano con le loro potenti radiazioni di luce divina ogni cosa sulla Terra.
Che vi si creda o no, è bello prendersi un po' di tempo ogni sera per sviluppare l'introspezione facendo un bilancio delle cose in positivo e di ciò che ancora c'è da fare per migliorarci.
Mettere poi in pratica le caratteristiche di ogni segno è un importante stimolo a spronarci a fare quelle cose che ci riescono difficili, ma sono una fondamentale scuola di vita, ad esempio sviluppare la compassione, la pazienza, il distacco, l'autodisciplina e il coraggio.

Calcolando poi che con il 2012 si chiude un ciclo simbolico, credo che ognuno di noi dovrebbe trovare dentro di sé l'onestà e la chiarezza per mettere in gioco nuove energie partendo dalle basi che ci siamo costruiti man mano, specie negli ultimi dodici anni.
Ho potuto toccare con mano quanto davvero le cose siano sempre e solo dentro di noi, e che se cambiamo dentro ecco che anche il mondo esterno cambia. 

Qualsiasi cosa tu voglia dalla vita, è già dentro di te. 
E' una ghianda - per usare le parole di James Hillman - che sta a te far germogliare, perché l'idea dell'albero è già contenuta nella tua anima.
"E' l'albero della quercia che crea la ghianda dal quale nascerà", dice un proverbio buddista.