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venerdì 13 ottobre 2017

Ricapitolando

I Maestri di Saggezza da millenni dicono che quando chiedi ardentemente di svegliarti, il modo in cui questo Risveglio avverrà nella tua vita potrebbe non essere ciò che ti aspettavi, ed essere traumatico e doloroso. Ma nulla viene per nuocere, ovviamente. 
Dobbiamo essere pronti a svegliarci nelle condizioni che si creano. 

A volte, dopo un periodo in decollo, quando tutto pareva funzionare alla grande, quando c'erano segnali positivi di rinascita e nuovi accadimenti miracolosi, ecco che inciampiamo. Di colpo tutto pare andare a rotoli velocemente e ci troviamo stesi a terra. 
La prima cosa che ci chiediamo è come sia potuto succedere. Perché proprio in quel momento?

Chitarra scordata - Foto dell'autrice 
A volte può essere che quel momento positivo vissuto poco prima fosse stato carico di esaltazione - quindi di un'emozione negativa perché proveniente dall'ego, cui deve necessariamente seguire un Down (è una Legge) - oppure quel periodo rosa era una chiara indicazione di dove andare, di quale percorso seguire ma, avendo ancora qualche blocco in proposito, ecco che l'infinita saggezza universale ha creato le condizioni per farci capire che c'era ancora qualcosa fuori posto, qualche meccanismo inceppante. 

Allora la caduta è una vera benedizione, un Aiuto all'ottava alta. Perché solo cadendo possiamo trovare in noi le forze necessarie per risalire. Solo con la faccia nella polvere possiamo vedere le cose da un'altra prospettiva, più matura, più obiettiva e lucida. 

Ricapitolare è un Dono iniziatico ed evolutivo preziosissimo. 
Invece di imprecare, dovremmo ringraziare. Perché vuol dire che siamo pronti per fare un salto di ottava.

mercoledì 1 febbraio 2017

La ribellione del corpo emotivo

Quando si fa un lavoro davvero profondo su di sé, andando a toccare corde delicate, emozioni cristallizzate da eoni, con coraggio e determinazione, ecco che nel corpo si scatena l'inferno!

Il lavoro di perdono con i protocolli LDF (Life Designer in Forgiveness) che si mette in atto alla ISF (International School of Forgiveness) fondata da Daniel Lumera è così profondo che smuove energie che nemmeno si pensava di avere.
La mia esperienza personale mi ha portato a sperimentare livelli di movimento emotivo davvero forti.

Quando vai a ripulire strati di incrostazioni emotive antiche, molto sedimentate nel subconscio, ecco che il corpo si ribella, scatena sintomi inimmaginabili, fastidiosi, invadenti. Non li puoi ignorare.

E' il tuo dolore che grida, ma si sta liberando. Finché c'era silenzio pensavi che tutto fosse sotto controllo, ma poi il tuo corpo smentisce le tue illusioni che sia tutto ok.

SOS - Foto dell'autrice
Ecco il dono: il corpo in rivolta. La nausea quasi insostenibile, il rifiuto per il cibo, l'insonnia, l'agitazione di ogni singola cellula che pare vibrare per evolvere a un livello di coscienza superiore. Nonostante il dolore.

L'energia dell'amore, della luce che mettiamo nel lavoro di perdono spazza via le incrostazioni portando il corpo a uno stress necessario perché il dolore sedimentato si stacchi per sempre. Come la terapia a onde sonore che scioglie i calcoli.

Non bisogna scappare. La tentazione di sfuggire dalla nausea e dal disagio fisico è naturale, ma con la volontà, l'intento e la profonda consapevolezza di sé si arriva a voler sostare in quel sentire, anche a costo di sentirsi morire.
Si deve fare, se si vuole andare oltre.

Ci vogliono un coraggio e una determinazione da leoni a stare nella nausea, nel dolore che scatena l'inferno nella pancia, nel cuore che accelera, nel pianto, nell'insonnia. 

Ma lì è la via d'uscita dagli Inferi.
L'emozione è piombo che chiede solo di essere trasmutato in oro.
Solo l'amore, il perdono come atto di donare luce a ciò che brancola nel buio dentro di noi, possono trasmutare quel piombo in oro.


martedì 12 luglio 2016

Sul pagare il Servizio

Una costante del mondo cosiddetto spirituale-olistico è la polemica sul far pagare o meno i propri servizi. C'è chi dice che se si è al Servizio non si può far pagare una prestazione che non è quantificabile in denaro. Intento nobile, ma sotto c'è sempre un giudizio negativo nei confronti dei soldi in sé.
Io aggiungo anche che qualsiasi servizio va pagato perché dietro c'è un lavoro o una preparazione. Provate ad andare da un contadino e dirgli che le sue rape le volete gratis!


Denaro - Foto dell'autrice
Ma quello che sfugge ai più, è che dietro lo scambio servizio-per-denaro c'è una Legge. Il dare-per-avere. Non è una bassa convenzione terrestre se tu mi dai quello io ti do questo. 








Mia nonna era chiaroveggente, cartomante e aveva il dono della taumaturgia, ovvero guariva le persone da blocchi muscolari solo imponendo loro le mani sulla parte dolorante.
Non ha mai voluto lucrare sui suoi doni, infatti faceva la parrucchiera per vivere, ma accettava pagamenti anche solo simbolici alle sue prestazioni perché diceva che il Servizio va sempre pagato. 
Quando io le chiedevo di farmi i Tarocchi, lei mi diceva che alla fine della lettura dovevo prendere una monetina da 10 lire e buttarla in un tombino. Così la prestazione sarebbe stata considerata come pagata.


Moneta - Foto dell'autrice
Ma perché dovevo buttarla in un tombino e non darla a lei? Perché a livello simbolico con quel gesto si riconosce che il Dono non è proprio di chi è al Servizio, ma viene dall'alto e quindi dare il denaro alla terra anziché alla cartomante è comunque una forma di pagamento. E poi ero sua nipote! 

Quindi, chi si mette al Servizio sappia che non ricevere nulla in cambio non porta equilibrio tra il dare e l'avere. Se proprio non si vuole chiedere denaro dovrà comunque esserci uno scambio, ad esempio un dono o un favore. Come detto sopra è una Legge universale.

venerdì 22 maggio 2015

Cogliere i frutti dalle piante

Siamo talmente avulsi dalla realtà e dalla natura che non riusciamo più  stupirci davanti a un albero carico di frutti. O lo si dà per scontato o nemmeno si nota.
Ciliegie - Foto dell'autrice
La cosa che trovo assurda del mondo contemporaneo è che molte persone lascino marcire la frutta che cresce sugli alberi del proprio giardino senza mangiarla o, nel caso non la apprezzi, regalarla a chi la mangerebbe. 
Si preferisce mangiare mele gonfiate di chissà cosa e lucidate a cera del supermercato e si disprezzano le meline selvatiche asprigne e croccanti - che io invece trovo deliziose - un po' per pigrizia nel raccoglierla e un po' perché siamo abituati da decenni a frutta innaturalmente grossa e senza imperfezioni (ma insipida).

Quando vado in campagna a passeggiare con i miei cani mi piace soffermerai sotto un albero carico di frutti, sentire il ronzio delle api intorno nel silenzio dei campi, mi piace allungare una mano e - ringraziando - cogliere un frutto e poi assaporarlo lì sul posto, appena staccato dal suo ramo.
Intanto, a livello energetico e vitaminico un frutto appena colto è molto più nutriente, e poi essere consapevoli del Dono che Madre Natura ci sta facendo dovrebbe riempirci il cuore di gratitudine.

Cogliere i frutti dai rami è un esercizio di Abbondanza, un atto psicomagico. Perché stiamo apprezzando e accettando un Dono della Natura assolutamente gratuito. 
Fragole - Foto dell'autrice
Mangiare sul posto senza riempirsi le tasche per portare a casa - che sarebbe un atto di mancanza di fiducia nell'Abbondanza e quindi vanificherebbe l'atto psicomagico - è qualcosa che ci riconnette alla Vita, alla Fonte, ma in senso fisico.

Invito tutti i lettori a provare questo esercizio, mantenendo un'energia di gratitudine mentre si mangiano i frutti, e Presenza.

Nel caso si abitasse in un centro urbano lontano dalla campagna basta coltivare piccoli frutti sul bancone.



mercoledì 29 ottobre 2014

Farsi testimoni

Quando si parla del Risveglio della coscienza si rischia di mettere in pratica gli insegnamenti unicamente per il proprio bene, per uscire dalla sofferenza e fluire più sereni nella vita. 
In realtà, ogni persona che intraprende questo percorso di consapevolezza è chiamato a farsi testimone di quanto avviene in lui, per il bene comune, per dare alla collettività una spinta evolutiva anche a livello dell'inconscio collettivo, dando il proprio personale contributo.

Farsi testimone, però, non significa necessariamente divulgare come fanno Maestri, scrittori, giornalisti, life coach, a volte i cantanti,
Concerto in viola - Foto dell'autrice
eccetera.

Significa fare ciò che siamo venuti a fare e ci riesce meglio in modo verticale, testimoniare il Risveglio agendo in maniera differente.
Potete essere insegnanti a scuola, in una palestra di fitness, cuochi, fotografi, stilisti, agenti di commercio, avvocati o quant'altro, ma il vostro essere verticali, donando al mondo la vostra energia di consapevolezza, farà la differenza a livello planetario. 

Vi assicuro che un piatto cucinato con amore e consapevolezza è più buono, un'abito cucito da una persona consapevole è più bello e  attirerà più acquirenti. Un insegnante sveglio non potrà che
Foto dell'autrice
influenzare positivamente i propri studenti.


Anche se in questo modo l'energia di consapevolezza arriva in modo quasi subliminale - ma ciò non toglie che un cuoco spieghi a parole come essere un cuoco consapevole - non ha senso tenersi la propria esperienza di consapevolezza solo per sé, perché significa comportarsi in modo egoico, quindi chiuso. La consapevolezza finirebbe con noi, entro i nostri limiti. Ma se ne facciamo dono, essa circola, e facciamo un favore all'umanità intera, che ne ha più che mai bisogno.
E' un atto d'amore.

lunedì 22 settembre 2014

Artisti in Ottava

Foto dell'autrice
Chi ha seguito corsi di Risveglio e conosce la Legge dell'Ottava, sa che ogni cosa può essere fatta e ogni sentimento può essere provato all'ottava bassa alta.
Mi soffermo oggi sul lavoro dell'artista.

Un artista all'ottava bassa è mosso dal proprio Ego e dalla paura di non essere nessuno, dal timore di non venir considerato, di essere uno qualunque, di venire dimenticato alla propria morte. E' spinto a fare arte dal desiderio di emergere, di essere notato in quanto originale. 
Ciò non significa che non abbia in sé il Fuoco Sacro del Talento, che è un dono divino, ma la paura ha il sopravvento. 
Molte rockstar e divi del cinema, per esempio, si identificano a tal punto nel proprio ruolo che vivono nel terrore di deludere i fan, perché finiscono per credere di essere ciò che i mass media dicono di loro. 
Per esempio, se uno è considerato un sex symbol, vivrà nel terrore di perdere questo fascino invecchiando, ed ecco che la star che cade in questa trappola finisce invischiata in un gorgo di droghe, alcol, psicofarmaci, depressione, cure di disintossicazione, suicidio. 
La forma, in queste persone, ha preso il sopravvento sul dono che è stato loro dato. Hanno dimenticato di essere strumento, non il fine!

L'artista all'ottava alta sente, invece, di essere un canale attraverso il quale l'ispirazione giunge dall'alto e il suo talento, che può passare dalle mani, dal corpo intero, dalla voce, ecc., è lo strumento attraverso il quale il divino gioca con la forma e la materia. 
La creatività e l'arte non sono del tutto umane, non potrebbero esistere senza l'ispirazione divina che giunge nella materia per plasmarla in Bellezza.

L'artista all'ottava alta, quindi, smette di temere il non riconoscimento e l'oblio, trascende il capriccio dell'Ego che chiede
Foto dell'autrice
di essere ammirato e vuole sempre di più, comprende appieno l'impermanenza della gloria terrena e fa con entusiasmo ciò che sente di dover fare senza pensare al dopo, a un ritorno di fama, o economico. 

L'artista all'ottava alta si mette al servizio dell'umanità con il suo talento, perché tenerselo solo per sé non avrebbe senso. Viviamo nell'Era della Condivisione e i talenti sono nel mondo per essere condivisi.

Ciò non significa che l'artista deve farlo gratis!  
E' il modo con cui lo si fa che cambia. Se uno lavora gratis per impressionare qualcuno della sua bontà e disponibilità, sta agendo all'ottava bassa.
Se uno invece si fa pagare quanto merita ma condivide la sua arte con il Cuore aperto, la differenza di ottava è abissale. 
Ciò che viene fatto con amore ha successo perché non c'è aspettativa, ma soprattutto la vibrazione con cui l'opera viene creata ha un Potere che non passa inosservato.




martedì 15 aprile 2014

Mettersi al servizio

Ognuno di noi nasce con uno o più talenti. A volte non sono prettamente manifesti fin da bambini, dobbiamo svilupparli o perfezionarli.

Ma quel che conta è che non serve solo a noi stessi svilupparli. 
Foto dell'autrice
Una volta che li abbiamo manifestati dando il meglio di noi che ce ne facciamo?
Dobbiamo farne dono alla collettività.
Ciò che di bello abbiamo è fatto per essere donato, condiviso.

Questo è Amore. Amare il mondo come un luogo che necessita del nostro contributo. Se siamo qui è perché dobbiamo esserci. E dare ciò che abbiamo da donare. 
Il dono, cioè il talento, proprio perché è un dono non può rimanere a lungo solo nelle nostre mani. Così come ci è stato dato, noi dobbiamo farne dono al mondo intero.

Questo è essere al servizio.
Che tu sia bravo a creare pasticcini, a insegnare, a vincere la coppa del mondo di sci, a cantare o a vendere prodotti, mettendo a disposizione il tuo talento ti metti al servizio.
Non c'è nulla di più nobile.

giovedì 7 novembre 2013

La crisi come opportunità

In un articolo del 20 maggio scorso, ho affrontato la questione della crisi come stato mentale, proiezione di un senso di vuoto e sfiducia collettivo. Il 19 giugno, invece, ho scritto delle ragioni inconsce che ci portano a perdere il lavoro.

Oggi vorrei fare una piccola riflessione sulla grande opportunità che questa crisi ci può dare.
Una volta, chi aveva una passione un po' fuori dal comune, magari artistica, tipo diventare un pittore o una ballerina, veniva consigliato da famiglia e amici a scegliere un impiego sicuro, il classico posto fisso. "Così ti sistemi", era la classica frase.
Insomma, la passione o velleità che fosse poteva la massimo diventare un hobby e nulla più.
Foto dell'autrice

Oggi sappiamo tutti che il posto fisso è diventato un miraggio a causa delle politiche economiche e del lavoro contemporanee.
Sempre più persone sono costrette ad accettare lavori precari, e spesso le donne che si sono licenziate dal loro impiego per la maternità faticano a tornare sul mercato. 

MA...

La grande opportunità della crisi consiste nel poter, finalmente, fare davvero ciò che abbiamo sempre sognato!
Poiché non abbiamo più nulla da perdere.

Sei disoccupato, le aziende assumono sempre meno, e magari il lavoro che hai sempre fatto per campare ti faceva pure schifo?
Perfetto!
Magari potresti rispolverare la chitarra con cui da ragazzo sognavi di diventare una rockstar e trovarti un lavoro come musicista nei pub. Adori cucinare e sei bravissima a fare torte? Puoi sempre cominciare a venderle nei bar. Sai cucire bene, avresti voluto fare la stilista? Che ne dici di provare a confezionare graziosi cappottini per cani con stoffe di recupero?

A volte le risposte sono lì dietro l'angolo ma non sappiamo vederle.

E' il momento di creare un mondo nuovo partendo da ciò che
Foto dell'autrice
davvero amiamo fare. Usare i nostri talenti. 

E' finito il mondo vecchio in cui devi sgobbare come un mulo e vivere come un automa per sopravvivere e rinunciare al tuo dono più grande: il talento.

Onoriamo ciò che ci è stato dato dal Divino.
Diventiamo noi stessi la nostra Leggenda Personale.

Se fai le cose con amore, senza l'angoscia per la paura di non farcela con il denaro, affidandoti al tuo dono, i soldi saranno una naturale conseguenza. 

Arriveranno, abbi fede.

Anche questa cosa l'avevo già scritta in un vecchio articolo:
FA' CIO' CHE AMI.