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venerdì 22 dicembre 2017

La strada giusta

A volte qualcuno mi chiede: Come faccio a sapere se la mia decisione è quella giusta, se sono sulla strada giusta?

Uno degli effetti collaterali dell'allineamento con la propria Missione di vita, e con la propria Anima, è la manifestazione nella realtà di segnali chiari sul percorso che stiamo percorrendo. 
Decidi una cosa dal tuo Sé, ti senti allineata tra ideazione e messa in pratica, hai la motivazione giusta... ed ecco che cominci a incappare nelle persone giuste al momento giusto.

Ecco il Monviso - Foto dell'autrice
Ti chiamano come relatore a un convegno e proprio lì, tra gli altri relatori, ecco quello che ti può aiutare a realizzare in modo tecnico la tua idea, poi esci dal teatro e prendi un passaggio da uno degli spettatori e scopri che lui ha le conoscenze di marketing nel settore che fa proprio al caso tuo... 
Ogni giorno o quasi spuntano fuori nuove conoscenze allineate con il tuo intento, anche se tu non hai mai chiesto questo tipo di networking. 

A volte può essere una frase, magari letta su un poster in metropolitana, o su Facebook o Instagram, o detta di sfuggita da un passante.

Sono segni inequivocabili e ignorarli sarebbe sciocco. 
L'Universo risponde sempre, ma sta a noi riconoscere i segnali giusti. Anche nel caso contrario, ovviamente, cioè quando la Vita risponde: NO, non fa per te.
Se hai un intento e la vita risponde SI, allora sei sulla strada giusta. 
La tua. 


venerdì 29 aprile 2016

Stare in agguato

Si sa che la nostra mente usa ogni mezzo per ingannarci e tenerci nel sonno, e al guerriero di pace non resta che imparare a riconoscere le trappole.

La pigrizia ci fa credere di essere stanchi, ci fa procrastinare compiti quasi all'infinito e noi perdiamo tempo ed energia a fare cose inutili a livello evolutivo, e si finisce per perdere sé stessi tra sonnellini e social network, tv e spuntini appaganti solo per il corpo e la personalità. Si perdono occasioni speciali perché obnubilati da una mente pigra e paure immotivate. 
In agguato - Autoritratto dell'autrice
E la vita va avanti senza di noi. Cioè senza la nostra Consapevolezza attiva, tagliata fuori dalla mente ingannatrice che preferisce continuare a ronfare al riparo da minacce alla sua sovranità.

Cadere nelle trappole della mente è così facile che bisogna stare sempre all'erta, proprio come un guerriero. Presenza, accorgimento e volontà sono i tre ingredienti indispensabili per non farsi di nuovo ghermire dagli inganni sonniferi. 
Bisogna imparare a cogliere i segnali, stando sempre in agguato, e solo se ci si è osservati abbastanza a lungo possiamo intercettarli e prendere provvedimenti.

Il Lavoro su di sé è proprio imparare a conoscersi abbastanza da sapere bene quali punti deboli dobbiamo coprire con lo scudo dell'attenzione. Il nostro punto debole allora potrà diventare il nostro alleato, perché sapremo esattamente cosa fare quando la mente sta escogitando un dardo per farci ricadere nel sonno profondo. 

Se conosci le tue stesse trappole alla fine non ci caschi più. Ma se lo fai allora sei connivente, stai collaborando con il tuo avversario, quindi non vuoi veramente svegliarti fino in fondo.
Sappi comunque che ogni momento di Presenza e ricordo di sé non va perduto se dopo un po' ricaschi nelle solite trappole soporifere. Restano impressi nell'anima e si accumulano per sempre, ma questa non è una buona scusa per dormire il resto del tempo!

lunedì 10 marzo 2014

Quando si rompono tante cose finisce un ciclo

A tutti capitano dei periodi in cui pare che le cose si siano messe d'accordo per rompersi una dietro l'altra nell'arco di pochi giorni.
Comunemente la gente dà la colpa alla sfiga.


Foto dell'autrice
Mi è capitato nel periodo sotto Natale che mi si siano rotte diverse cose, piccoli oggetti non di valore economico ma affettivo, oppure di utilità pratica. All'inizio credevo fosse a causa della mia mancanza di attenzione nel maneggiarli ma poi, anche ponendo la massima cura, le cose si rompevano all'improvviso. 

Ne ho dedotto, seguendo l'intuito, che se molte cose si rompono in uno stesso periodo è perché sta finendo un ciclo. 
Tutto ciò che maneggiamo si impregna della nostra energia, e quando ne sono saturi, specie di energia di rabbia, di stanchezza, di  dolore, si spezzano. In fondo, meglio che siano gli oggetti a rompersi piuttosto che un organo del nostro corpo!

Imparando a leggere la vita tramite segnali e simboli, qualcosa che si rompe è un alleggerirsi del nostro bagaglio emotivo, un invito a rinnovarsi. Se ti si rompe una tazza che fai? Ne compri una nuova. 
Nuove energie che entrano a spazzare via quelle vecchie e stantie.
Invece di arrabbiarci, dovremmo accogliere questi momenti come un dono e aprire le porte a un nuovo ciclo.

Inoltre, fare attenzione alla nostra reazione quando qualcosa cui teniamo si rompe, ci permette di osservare i nostri attaccamenti.
Si rompe un vaso della prozia e ci stiamo male. 
La prozia non è in quel vaso. Il suo ricordo non sarà certo cancellato dalla nostra memoria attraverso la rottura di un vaso di cristallo! Eppure, abbiamo bisogno di fissare le cose in concreto.
Foto dell'autrice
Foto, oggetti, vestiti. Temiamo di lasciarli andare. Temiamo l'effimero.

Ma la vita è effimera. 
Attaccarsi agli oggetti ha a che fare con la paura di morire, di non lasciare un segno, di non avere vissuto.
Ma è un'illusione.

Più siamo disposti a lasciare andare le cose, più lo saremo anche con emozioni e sentimenti, perché sono collegati.
Meno bagaglio emotivo, più leggerezza.