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mercoledì 11 maggio 2016

Il Fuoco è contagioso!

Si sa che nulla è fuori di noi e che quindi nessuno può darci qualcosa dall'esterno. Però è vero che ciò che vediamo negli altri e che non pensiamo di avere, in realtà non lo riconosciamo in noi ma esiste. Quindi a volte abbiamo bisogno di circondarci di persone che ci siano da stimolo, pur sapendo che sono solo uno specchio.

Alcuni lifecoach insistono nel dire che chi vuole portare a termine i propri progetti con successo deve frequentare gente di successo. Ma non significa, banalmente, usarle per un'arrampicata sociale o qualcosa del genere. Significa riconoscere che la loro energia vibra già al livello della concretizzazione e del successo. E questo ci aiuta ad entrare in quello stato di coscienza e vibrazione. Ci apre porte verso il nostro obiettivo già per il semplice fatto di stare accanto a loro.

Fuoco dentro - Foto dell'autrice 
Una persona pessimista, che tende a non portare a termine gli obiettivi, pigra, con poca autostima deve assolutamente evitare di frequentare persone con la stessa vibrazione di pessimismo e fallimento. Anche se sono persone cui vuole bene, se vuole uscire dal tunnel dell'inconsistenza, oltre a lavorare su di sé per sciogliere i blocchi, deve sforzarsi di cambiare compagnia, almeno all'inizio. 

Perché il Fuoco è contagioso, ma lo è anche la cenere. E sta a noi scegliere se stare con persone che ci aiutano a riattizzare il nostro Fuoco con la loro torcia interiore, dandoci anche l'esempio, o stare nel nostro cantuccio a piangerci addosso. 
Se in un certo periodo il nostro Fuoco vacilla e si affievolisce, e ci sentiamo demotivati e senza forze, allora sforziamoci di circondarci di persone che ci ricordano che il nostro Fuoco c'è ancora e ci aiutano a farlo risplendere. E questa, lo ribadisco, è una differenza abissale rispetto al credere che gli altri ci possano dare qualcosa di loro dall'esterno.

In più si è nella vibrazione del Fuoco interiore che arde e crea successo, specie se per cause nobili e al Servizio, più si potrà creare una forma pensiero che faccia la differenza, scavando un solco indelebile nelle coscienze.
I portatori di Fuoco devono stare il più possibile in contatto tra loro, e quel Fuoco diverrà un Faro per l'umanità, prima o poi.



giovedì 15 gennaio 2015

La leggerezza

Riprendendo l'ultimo articolo sul vero successo, una delle caratteristiche di questo successo è il sentirsi più leggeri. E' davvero la netta sensazione di aver lasciato andare una zavorra. 
Finalmente non c'è nulla che ci porti a ripiombare nella pesantezza, nel buio più profondo. Ci possono essere momenti un po' più difficili del solito, qualche lieve fastidio, ma tutto è momentaneo e passa subito. Senza lasciare traccia.

Questa è la misura per comprendere quanto buon lavoro abbiamo fatto. Il risultato è evidente: le nuvole passano senza lasciare residui. Non c'è più il mormorio rancoroso nella testa.
Cielo rosa invernale - Foto dell'autrice
Ogni respiro profondo è una porta che si chiude su ciò che abbiamo appena provato per farci vivere nell'adesso. Il respiro dilata lo spazio di silenzio interiore e il senso di leggerezza cresce.
E non ci abbandona mai. 

La leggerezza ci porta a ridere di tutto, noi stessi per primi, a non dare ascolto alle critiche di chi non comprende.
La leggerezza è l'occhio spalancato sulla Bellezza. 
E' la meraviglia del bambino che vede tutto per la prima volta. 
Il senso di critica verso ciò che non ci piace a poco a poco svanisce. Tutto ha una sua bellezza intrinseca.

Leggerezza è sentirsi vivi e grati e sorridere a ogni giorno che comincia. 
Leggerezza è fiducia incondizionata nella vita. 
E' la Gioia dell'esistere. 

martedì 13 gennaio 2015

Il vero successo

Il mondo materialista in cui viviamo ha una strana idea di successo. Quasi tutti rischiamo di rimanere vittime di questa percezioni distorta, poiché bombardati di continuo da messaggi che ci incitano a guadagnare di più, diventare famosi, andare in tv, avere una bella macchina e una casa da sogno, e se questo non succede veniamo definiti dei falliti o comunque persone di poco conto.

Ma se potessimo chiedere a chi ha conseguito i successi materiali descritti sopra se si sente felice e sereno, in pace con sé stesso e con il mondo, quanti ci risponderebbero di sì? Probabilmente quasi nessuno.
E soprattutto, la serenità acquisita sarebbe una conseguenza del successo? 
La risposta è ovvia: NO.


Arco di luce - Foto dell'autrice
Chi lavora su di sé ininterrottamente a un certo punto, quando i risultati di una visione verticale del mondo e una consapevolezza espansa si manifestano, comincia a comprendere una cosa fondamentale: che i suoi successi sono quasi impercettibili all'esterno, ma dentro, dentro il guerriero di luce sente finalmente una Gioia intrinseca costante, che mai lo abbandona, come un sottofondo musicale alla sua vita - la sua anima vibra di armonia.

Di colpo, i successi materiali che il mondo si aspetta non hanno più importanza, perché il mondo interiore si sente già realizzato. Non c'è villa con piscina o lavoro da vip che possa competere per come vi sentite ogni mattina al risveglio, quando per prima cosa sorridete alla vita e sentite un tuffo al cuore che significa: un altro magnifico giorno da vivere, con tutti i suoi doni!

I realtà, ad occhi attenti non può sfuggire il vostro cambiamento. Perché chi cambia interiormente emana un'energia diversa, ma non tutti possono percepirla, oppure alcuni ne vengono respinti perché troppo forte per loro.

Pian piano, senza mai abbandonare il lavoro su di sé, pure il mondo materiale cambia in meglio, ma non è più al centro dei nostri pensieri e qualsiasi cosa succeda va bene uguale. Non c'è più la preoccupazione di raggiungere uno standard dato dall'esterno.
Non è detto che si finirà per avere davvero una villa con piscina pur senza averla desiderata come la cosa più importante del mondo, certo a qualcuno può succedere, e se non succede è perché non serve per la nostra evoluzione.

Quindi, una cosa da ricordare sempre e comunque è che il vero successo, quello che fa fare davvero un salto evolutivo e vivere nella Gioia, è l'aver risvegliato la coscienza e lo sforzo continuo per mantenersi desti.




martedì 28 ottobre 2014

Siete imperatrici!

Ogni donna è un'imperatrice, se solo lo ricordasse! 
Imperatrici - Foto dell'autrice
Dentro ognuna di voi c'è un Centro di Potere unico e sfavillante, ma continuate a sentirvi impotenti, deboli, a criticarvi, non vi lasciate stare. Vi tormentate nel voler essere perfette, ma perfette per chi? Per chi sta là fuori? Ma là fuori non c'è nulla, la mania di perfezione che imputiamo al mondo esterno è solo nostra. 

In realtà siete già perfette, basta ricordarvi del vostro Centro. Siete le imperatrici della vostra vita, delle vostre azioni, del vostro Cuore.
Se cadete, fatelo da imperatrici, con dignità, rialzandovi sempre e comunque, con l'innata eleganza senza tempo della nobiltà d'animo.
Invece di restare a terra piagnucolando come femminucce deboli e senza spina dorsale, un'imperatrice risorge ogni giorno, ogni momento, dalle ceneri dei propri errori. 

Un'imperatrice conscia del proprio Potere sfavillante non mendica
Foto dell'autrice
attenzioni, né amore, né successo all'esterno.

Perché lei E' Amore e Successo. Sa che il mondo è in suo Potere.

In ogni aspetto della vita siate imperatrici, non mendicanti!
Siete qui per riscoprire la vostra vera natura. Siete qui per tirare fuori la vostra forza d'animo. 
Ricordate che ogni sfida che vi trovate ad affrontare è un implicito invito a tornare alla vostra natura di imperatrici.
Qualsiasi cosa capiti, restate nel vostro Centro.


giovedì 29 maggio 2014

Gioite per i successi altrui

Dato che la Legge dello Specchio funziona sempre, tutto ciò che accade agli altri accade anche in noi, è una manifestazione esterna di qualcosa che viviamo all'interno di noi. O una potenzialità.

Quindi, anziché invidiare o criticare chi ha successo, chi ha delle fortune che noi crediamo di non avere, chi raggiunge dei traguardi meritevoli ed importanti, dovremmo rallegrarcene.
Perché il tuo successo è anche il mio.
La tua ricchezza è la mia.


Foto dell'autrice
Esserne invidiosi è respingere il successo e l'abbondanza dalla nostra vita.
E' dire ad essi di no.
Poiché è un non riconoscere che le manifestazioni esterne sono specchio dell'anima.

Il fatto che una forma di ricchezza o successo non siano in nostro possesso vuol solo dire che non siamo riusciti ancora a materializzarli, incarnandoli.
Ma se possiamo vederli manifestati nel mondo è perché da qualche parte esistono anche in noi. O non potremmo vederli.

Ogni successo altrui va celebrato, perché è un meraviglioso dono della vita.
Sentirsi feriti da esso significa che stiamo dicendo alla vita che con noi è ingiusta e così non facciamo che attirare situazioni che ci scontentano.
Ammirare chi ha raggiunto dei traguardi con successo è anche una spinta a fare sempre meglio. Dovrebbe essere visto come un esempio da seguire.

E poi, se davvero vogliamo vivere nella gioia, come potremmo non gioire del successo e dell'abbondanza in sé stessi?


lunedì 28 aprile 2014

Correggere il tiro

Capita spesso nella vita di lavorare per ottenere qualcosa, e poi quella cosa non arriva proprio come vorremmo. O non arriva affatto.

Innanzi tutto, quando sentiamo la delusione emergere per il risultato fallimentare o non soddisfacente, dovremmo chiederci se essa nasce da un giudizio della personalità - per esempio non accettare i nostri limiti - oppure se una parte di noi sa che a livello evolutivo il nostro obiettivo non è necessario raggiungerlo, perché magari non è ciò che davvero fa per noi.

Quando abbiamo stabilito che ce la possiamo fare, che non dobbiamo mollare, allora l'unica cosa sensata da fare è correggere il tiro. Specie dopo più di un tentativo.
Foto dell'autrice

Torno a fare un esempio sul tiro con l'arco perché lo sto sperimentando proprio in questo periodo.

Se una freccia va a piantarsi su un punto basso, di sicuro l'errore è nostro. 
Siamo sempre noi i responsabili.
Non esiste che l'arco scagli le frecce in modo diverso da una volta all'altra. E' uno strumento che funziona su basi meccaniche e riproducibili.

Se l'arco ha un mirino, l'errore può essere dato dalla sua regolazione erronea.
Ogni volta che scagliamo una freccia, oltre a stare attenti ai gesti, alla postura, alla riproducibilità del gesto per far sì che le frecce vadano sempre nella stessa direzione e sullo stesso punto alto (il dieci), dovremo anche essere sicuri che il mirino sia a posto.

Correggere il tiro è mettere a posto ogni cosa, gesti, muscoli, mirino affinché il tiro sia più perfetto possibile.
Foto dell'autrice

Nella vita è la stessa cosa. Se un obiettivo lo manchiamo, dobbiamo chiederci cosa ha fatto sì che lo mancassimo.
Mai dare la colpa all'esterno, a persone o eventi come se fossero fuori dal nostro controllo.

Quale tipo di energia, quali pensieri abbiamo usato per andare verso di esso?
Abbiamo dato il meglio?
Abbiamo fatto tutto il possibile oppure potevamo impegnarci di più?
Avevamo distrazioni?
Non eravamo abbastanza motivati?
Avevamo paura di fallire?
Oppure paura del successo?
Ci sentivamo davvero all'altezza dell'obiettivo o no?
Era l'obiettivo giusto?
E se non fosse l'obiettivo giusto? Cosa vorremmo davvero?

Una volta stabilito qual è stato l'errore, possiamo investire nuove energie, fare nuovi tentativi con una diversa consapevolezza.
Se ogni cosa è fatta nel modo giusto, con l'energia giusta, non possiamo fallire.

lunedì 31 marzo 2014

La caduta come trampolino di lancio

Vivendo in una società malata di arrivismo e competitività ossessiva, che divide il mondo in vincenti e perdenti, che giudica le persone in base ai successi materiali, la caduta è considerata un'onta.

Fin da bambini siamo inconsciamente condizionati a temere il fallimento, al punto che una semplice bocciatura a scuola o un licenziamento paiono qualcosa di insostenibile, un dramma senza soluzione, e qualche persona arriva addirittura ad uccidersi. 
Perché non vede la risorsa intrinseca nella caduta.
Foto dell'autrice

C'è un vecchio detto molto saggio che tutti conosciamo e recita: 
Quando tocchi il fondo, puoi soltanto risalire.
Sembra scontato, eppure, se c'è chi si sente finito quando si trova disteso a terra è perché quella lezione non l'ha ancora metabolizzata.

Se ci immaginiamo tuffarci in una piscina, possiamo visualizzare come arrivando sul fondo, dando un colpo di piede, ecco che abbiamo la spinta necessaria a riemergere.

Alla fine, se non avessimo toccato il fondo, avremmo faticato di più a riemergere, perché avremmo dovuto muovere di più le braccia e le gambe.

E' un po' come tirare con la fionda: più indietro spingi e più vai lontano e velocemente.

E soprattutto, più fardelli ti togli di dosso, più sei leggero e arriverai con facilità in superficie.

La caduta è un'opportunità.
Non è un fallimento, ma un trampolino di lancio.
Foto dell'autrice


Se sai cosa è andato storto, sai anche come trovare la soluzione.
Se comprendi che sei tu ad averlo creato, lo puoi sciogliere.
Non puoi vincere fuori se prima non hai guardato cosa c'è dentro di te. 
Anche in questo è importante toccare il fondo.
Finché non tocchi il fondo della sofferenza non hai la spinta necessaria a scrollartela di dosso.

lunedì 21 ottobre 2013

Non fatevi ingannare: andate oltre!

A tutti noi sarà capitato almeno una volta nella vita di provare ammirazione per una persona.
Di considerarla migliore di noi, per il modo di comportarsi, o per le competenze, l'aspetto fisico, il successo, l'appartenenza sociale, eccetera. 

Cadere nella trappola del sentirsi una schifezza paragonati alla persona che ammiriamo è molto facile. 

Eppure, basterebbe osservarla bene per restituirle la propria umanità e i propri limiti.

Un esercizio molto semplice è notare se la persona in questione ha delle dipendenze o ossessioni.

Se una persona vi fa sentire delle nullità per la sua grande competenza ed efficienza professionale, osservatela. 
Ha una dipendenza dal telefono? Ha una compulsione verso il cibo? Fa spesso ricorso a farmaci o droghe per tenere a bada lo stress?
Foto dell'autrice
Se sì, avete visto la persona per quel che è: perfettamente umana come voi. Con le sue debolezze, con le sue dipendenze.

Se per esempio un'amica molto bella e sempre vestita perfettamente si vanta di essere una fashion victim, di non riuscire a non comprare in modo compulsivo, quello è il suo limite. La sua imperfezione, la sua parte inconsapevole. 
Vorreste davvero essere al suo posto e indebitarvi solo per avere l'ennesimo paio di scarpe costose - magari pure scomodissime - nell'armadio? 

Foto dell'autrice
Questo esercizio non deve portarvi a sentirvi migliori. Sarebbe usare l'Ego in contrapposizione. E la contrapposizione genera conflitti.
Dovete solo imparare a vedere le cose e le persone per ciò che sono. 
Tutto è uno specchio. I limiti degli altri sono i vostri.
Siamo tutti umani.
Nessuno è migliore o peggiore.

E, sorpresa: anche i pregi degli altri sono dentro di voi!
L'efficienza, la sicurezza di sé, l'eleganza, il successo - e via dicendo - che ammirate negli altri sono qualità che avete anche voi.
Le vedete negli altri perché non sapete riconoscerle in voi.

Smettetela di ammirare gli altri sentendovi delle merdacce e tirate fuori ciò che siete davvero!


mercoledì 27 febbraio 2013

Fa' ciò che ami!

Sei venuto al mondo con dei talenti, sei venuto al mondo per esprimere ciò che ami fare.
Sei venuto al mondo per assaporare la Vita.

Non c'è nulla di sbagliato in te. Se c'è qualcosa che ti fa sentire vivo, in armonia con il Creato e in pace con te stesso, fallo! 

Nessuno può dirti cosa devi amare.
Se qualcosa ti riesce bene, cosa aspetti a metterlo in pratica? 
Fosse anche solo fare una torta, fosse anche solo per te stesso.
Se hai quel talento, sei qui per esprimerlo!

Non esiste Non posso, non è il momento, nessuno mi capisce, non ho tempo, non ho gli strumenti giusti, non ho le conoscenze giuste, non ho soldi per realizzarlo. 
Non esiste Non sono poi così bravo.
Non esiste Nessuno se ne accorgerà. 

Autoritratto con libri.
Fa' ciò che ami, stai con chi ami.
Fare ciò che si ama ti porta a esprimere le tue massime potenzialità  e tutto viene da sé. 
Fare ciò che si ama ti porta doni inimmaginabili perché è in sintonia con tutto il Creato, vibra sulle note del cuore e non può che portati bene.

Foto dell'autrice
Chi ha successo in quello che fa è perché lo ama incondizionatamente ed è aperto ai doni che il successo porta.

Quindi, smettila di lamentarti e comincia a fare davvero ciò che ami, con tutto il cuore, e non preoccuparti delle conseguenze.
Fallo senza aspettative, fallo solo perché ti fa stare bene.

A tutto il resto ci pensa l'Universo.