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sabato 9 luglio 2016

Le corna e l'immortalità

Chiunque ormai conosce il famigerato gesto delle corna tipico dei rockettari e delle rockstar, spesso associato alla linguaccia ma quasi nessuno sa da cosa deriva. Nemmeno loro stessi.

Pare che i primi a fare questo gesto siano stati i Beatles, ma chi l'ha reso un'icona è stato Ronnie James Dio ad un suo concerto. Era italoamericano e aveva una nonna che come tante nonne italiane aveva l'abitudine di fare le corna come gesto scaramantico.


Corna - Autoritratto dell'autrice
L'origine di questo gesto si perde nelle nebbie del tempo e ha un significato apotropaico. Cioè scaccia il male. E' collegato all'ancestrale culto del toro, animale associato alla forza virile, ma anche alla Dea Madre, in quanto nel Neolitico sulle tombe veniva inciso il bucranio, ovvero il cranio di toro che secondo l'archeologa Marija Gimbutas assomigliava a un utero con le tube di Falloppio. L'utero era simbolo della rigenerazione continua dalla vita alla morte e di nuovo vita, per cui per estensione era un simbolo di immortalità.

Che dire invece della linguaccia? Se molti nei selfie amano posare con la lingua fuori e l'espressione cattiva per sembrare trasgressivi, sappiate che di per sé fare la linguaccia è un altro gesto apotropaico.
Infatti, molte maschere del sud est asiatico, dell'India e dello Sri Lanka raffigurano dei demoni nell'atto di fare la lingua. Questo perché sono demoni buoni che scacciano gli spiriti maligni e infatti sono spesso appese fuori dalle case e dai templi. Stessa cosa che fanno i gargoyle sulle chiese gotiche d'Europa. E pure i maori alla fine della haka dance simboleggiano questo potere.

Quindi, fare le corna associate alla linguaccia non significa
Maschera tailandese - Foto dell'autrice
semplicemente Guardate quanto siamo cattivi!, ma - specie se fatto con consapevolezza - Io riconosco in me il potere di scacciare i demoni perché sono immortale. 


Per estensione, fare le corna a un concerto rock significa Lunga vita al rock e a chi lo ama! 

Di questi piccoli segreti il rock è pieno e chi volesse approfondire l'argomento dei simboli esoterici può scaricare l'anteprima gratuita del mio libro  Manuale rock per guerrieri danzanti e preordinare il libro non ancora uscito.

mercoledì 2 ottobre 2013

Ripulire, ripulire, ripulire!

Nel libro Zero LimitsJoe Vitale racconta di un piccolo esercizio simbolico che lo ha aiutato a ripulirsi dei condizionamenti che bloccavano la sua crescita personale.

Il dott. Hew Len, inventore del metodo Ho'oponopono, durante il suo corso consigliò all'autore di picchiettare con la gomma in fondo a una matita gli oggetti che rappresentavano un problema non risolto.

Foto dell'autrice
Joe Vitale lo fece con un libro che aveva pubblicato ma che non stava vendendo bene. Ogni giorno picchiettava un po' sul libro pensando a quel gesto come un simbolo di pulizia di tutte le false credenze autolimitanti che ancora albergavano in lui.
In capo a pochi mesi il libro decollò e vendette moltissimo.

Nel libro si dice che basta anche solo scrivere su un foglio quali sono i problemi da risolvere nella nostra vita e picchiettarli con la gomma in fondo alla matita, immaginando di cancellare il problema.

Sottolineo il fatto che il gesto sia il simbolo di un pensiero finalizzato alla guarigione, quindi non si ha la pretesa di spacciarlo come un gesto magico di per sé.

Foto dell'autrice
Se tutto ciò che accade nella nostra realtà viene da dentro, dalla nostra illusione di ciò che è reale, l'unico posto da cui partire per guarire la sofferenza e i blocchi che non ci fanno avanzare è noi stessi. 

E tutto ciò che dobbiamo fare, costantemente è ripulire, ripulire, ripulire!

venerdì 27 settembre 2013

Perché spesso i rituali non funzionano

A molti sarà capitato di fare dei rituali per ottenere qualcosa. Un desiderio che ci premeva, la casa nuova, un lavoro soddisfacente, la persona giusta in amore...
Sarà anche capitato che alcuni rituali non abbiano funzionato, oppure lo hanno fatto solo in parte; o ancora, hanno funzionato per una cosa e non per l'altra, ecc.

Ebbene, in realtà non sono i rituali in sé ad essere efficaci o meno.
La verità è che a monte si sta usando l'energia sbagliata.

Foto dell'autrice
Se stiamo chiedendo qualcosa alla Fortuna, alla Vita o a qualche divinità, e lo facciamo con energia di supplica, con la paura di fallire, di non ottenere, ecco che il rituale non può funzionare.

Tutto parte da noi. Dipende da quanto crediamo in noi e nel nostro sogno, ma anche da quanto siamo attaccati al risultato. 
Più siamo attaccati all'idea che senza quella cosa o quella persona non saremo mai felici e realizzati, più ce ne allontaniamo.

Con la fiducia incondizionata in noi stessi - ma anche verso la Fonte e ai suoi doni - e con la convinzione che il nostro sogno è lì ad attenderci, ma che potremmo vivere bene anche senza di esso, ecco che il rituale per dare un aiutino ai nostri sogni funziona.

Ma è stata la nostra energia di fiducia a realizzarlo, non il gesto. 
Il gesto è un simbolo, nulla più. Non c'è niente di magico in una serie di gesti o parole focalizzati verso un risultato di qualche tipo.

La Magia è sempre e solo in noi.