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venerdì 26 febbraio 2016

Sul non essere inquadrabili

Qualche tempo fa ero a colloquio in un'agenzia pubblicitaria e il formatore d'azienda con cui stavo parlando mi ha detto:
Lei non è inquadrabile.  Le cose che fa, la sua creatività, l'originalità del suo modo di esprimersi, la rendono difficile da inquadrare in un ambito aziendale.
Per me è stato un grande complimento anche se era solo una constatazione. Ma ho sentito anche un accenno di ammirazione.
Infatti poco dopo mi ha detto: 
Lei è coraggiosa, va avanti per la sua strada anche se scrive cose di nicchia, lei è una che non si arrende mai.
Outsider in the mirror - Autoritratto dell'autrice

Quante persone in questa società si sentirebbero un po' abbattute per non essere inquadrabili in ambito lavorativo? Quante penserebbero di essere sbagliate, incompetenti, illudendosi che quelli inquadrabili abbiano una vita migliore della loro?

Sappiate che meno siete inquadrabili e più saprete sfuggire all'ingranaggio tritatutto del Sistema. Meno siete inquadrabili e più riuscirete a non farvi irretire dal canto delle sirene dei programmi mentali collettivi, e persino le aziende che pagano fior di psicologi per pilotare i gusti dei consumatori non sapranno cosa proporvi. 
Certo, magari avrete all'inizio meno denaro in tasca perché non sarete assunti in un'azienda con uno stipendio fisso mensile.
Ma sarete liberi. 
Liberi di pensare, creare, muovervi, Essere.


venerdì 29 gennaio 2016

Le forze antagoniste

Una Legge universale dice che quanto più siamo decisi ad andare in una direzione, tanto più ci arrivano delle forze antagoniste a sbarrarci il cammino. 
Invece di arrabbiarci pestando i piedi considerando la cosa ingiusta, visto che non la possiamo cambiare, la cosa più saggia da fare è sfruttare la cosa a nostro vantaggio. 

Intanto, avere una forza antagonista che ci mette il bastone tra le ruote è una bella sfida a comprendere quanto amiamo il nostro percorso di vita, quanto davvero lo sentiamo nostro nell'anima, ma soprattutto ci tira fuori la grinta.
Questo non significa lottare contro la forza antagonista - ne usciremmo sconfitti - ma essere più scaltri di lei, conoscerla, osservarla, scansarla come si fa nelle arti marziali.
Più le diamo importanza e più prende potere, togliendoci energia. 
Se invece la affrontiamo senza timore, centrati, impassibili, si allontanerà da noi. Non le avremo dato nutrimento né con la paura né con la rabbia o l'opposizione aperta. Anzi, una buona dose di ironia è l'arma più letale che ci sia. 

Energia - Foto dell'autrice
In fondo, nulla viene per nuocerci ma per insegnarci qualcosa, nel bene o nel male. Quanto più sentiamo che qualcosa o qualcuno ci respinge, più possiamo stare certi che siamo sul sentiero giusto. Perché andare verso la propria libertà emotiva alle forze antagoniste, chiaramente, non piace per nulla. Gli outsider fanno paura perché non si fanno agganciare dal gruppo/egregora/moda/partito politico, ecc. Che poi alla fine sempre egregore sono, tutti. (Per chi non sapesse cos'è un'egregora sappia che è un'entità formata dall'energia psichica di più persone, in poche parole una forma-pensiero).

La differenza sta, però, nel sapere che non bisogna andare contro solo per partito preso, solo per essere diversi, o non faremo che il gioco delle forze antagoniste che avranno maggiori ragioni per sbarrarci la strada verso noi stessi, il nostro Sé autentico.

Infatti essere guerrieri di luce significa proprio essere centrati e attenti, impassibili e coraggiosi, non sbraitare contro questa o quella forza antagonista cercando di prenderla a pugni.
Molti confondono la figura del guerriero vero, autentico con il rissoso/guerrafondaio, associando il termine guerriero a guerra
Ma i saggi sanno che il vero guerriero ha prima di tutto affossato i propri demoni e solo dalla sua centratura di Cuore può arrivare la Forza interiore che affossa tutte le forze antagoniste. Senza rabbia. Senza muscoli.