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venerdì 10 febbraio 2017

L'esclusione è roba vecchia

La tradizione spirituale si fonda su varie discipline, tra cui l'astinenza sessuale in alcune tradizioni, cui si aggiungono l'astinenza da bevande alcoliche e nervine. 
In un mondo popolato di esseri meccanici che hanno bisogno di imparare a dominarsi (anche se spesso diventa un reprimersi) ha senso, quindi si può comprendere perché molte religioni sono così rigide su certi argomenti. 
Le religioni sono nate per controllare la massa di persone inconsapevoli. 
Anche le discipline spirituali non legate alle religioni, pur se non indirizzate alla massa, hanno come scopo quello di insegnare il dominio di sé ai discepoli ancora deboli, quasi privi di volontà.

Ma ha senso l'astinenza quando si è consapevoli? 
Esclusione - Foto dell'autrice
Se ci si conosce e non si è più agiti dai bassi istinti animali, l'astinenza rischia di diventare una esclusione di esperienze che hanno comunque una loro sacralità. 

L'essere consapevole sa distinguere la sacralità di un atto magico come lo hieros gamos, il coito inteso come atto magico, come preghiera, unione spirituale e fisica di due individui alla ricerca della fusione nell'Uno, attraverso l'orgasmo, dal mero soddisfacimento di un desiderio fisiologico.

L'essere consapevole può concedersi un bicchiere di vino perché lo decide lui dal suo Centro di goderne il sapore, le qualità organolettiche, e non lo utilizza come fuga dalla realtà.

L'essere consapevole sa che rinunciare in toto a un'esperienza terrena giudicandola come nociva di per sé è una forma di esclusione.  E l'esclusione come disciplina in sé è roba vecchia.

Lo scopo della consapevolezza applicata alla realtà di ogni giorno è non vedere nulla come separato né come una minaccia alla propria integrità. Perché l'integrità non è una qualità fisica, e non c'è nessun bicchiere di alcolico né sostanza nervina né atto sessuale che possa davvero minacciare qualcosa che Siamo. 

Ogni esperienza terrena è sacra se vissuta con gli occhi amorevoli dell'anima. 

venerdì 29 agosto 2014

La TV secondo E. Tolle

Sapevate che un americano medio sui sessant'anni ne ha passati circa quindici davanti allo schermo televisivo? Non penso che gli europei siano piazzati meglio... 

Eckhart Tolle, nel libro Un nuovo mondo (Mondadori), si sofferma brevemente ad analizzare il perché la tv dia così dipendenza.
Essa induce, in umani inconsapevoli, alla trance, a una passività che succhia energia allo spettatore. Più il programma è superficiale, insensato e più è difficile staccarsi, poiché non induce pensieri che stimolino una ripresa dell'attività logica.


Foto dell'autrice
Erroneamente, le persone guardano la tv per non pensare. Ma è una trappola. Non è come esercitare la Presenza o meditare, cose che inducono davvero a una sospensione dei pensieri, ma con la complicità della consapevolezza. Guardare la tv fa sì smettere l'attività mentale del dialogo incessante, ma è lei a pensare voi!
La passività dello spettatore lo rende più adatto ad assorbire pensieri della mente collettiva, spiega l'autore, quindi opinioni e giudizi non suoi.
Da qui passa la manipolazione della pubblica opinione.

L'illusione di smettere di pensare cercando l'intrattenimento televisivo superficiale viene pagata a caro prezzo: con la perdita della coscienza. Si viene completamente catapultati, assorbiti dal programma perdendo di vista sé stessi, ciò che siamo al di là dei pensieri e delle opinioni. Invece di trascendere il pensiero, perdiamo la nostra vera identità, dimentichiamo di essere anima

Secondo Tolle è questo che la tv ha in comune con le droghe e l'alcol: anestetizza i pensieri, illudendovi così di aver trovato la calma, ma è solo una scappatoia che diventa alla fine un circolo vizioso. Più si è separati dal proprio corpo interiore, dalla propria vitalità, più si ricerca la quiete, ma nel modo sbagliato. Non è riempiendo questo vuoto con un surrogato, o anestetizzando il dolore che questa separazione provoca, a essere la risposta e la 
Foto dell'autrice
soluzione.


Inoltre, è importante avere ben chiaro che nei bambini cresciuti con troppa televisione la capacità di attenzione diminuisce creando deficit di apprendimento e un'incapacità, crescendo, di andare in profondità nelle relazioni e nelle percezioni.
Insomma, la tv guardata in modo inconsapevole crea un mondo di zombie. Siete stati messi in guardia!