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mercoledì 19 ottobre 2016

Meditazione "quantica"

In questi ultimi giorni ho cominciato a fare un esercizio per fare il vuoto mentale, proposto da Erica Francesca Poli in cui si osservano i pensieri vagare per alcuni secondi per poi chiedersi: Chi sta pensando questo? Poiché la mente non può rispondere, essendo meccanica, ecco che si forma un breve collasso della mente stessa, un vuoto momentaneo, indizio del fatto che l'osservatore è al di là della mente, cioè è la Coscienza stessa che osserva i pensieri che non sono suoi.
Questo esercizio serve anche a rigenerare il cervello facendogli fare una pausa dal solito brusio.

Ma ciò che è interessante è ciò che accade dopo, se si sta nel sentire del corpo. Con la mente rigenerata dalla momentanea pausa, ecco che si sente il corpo vibrare di energia, stando sul respiro accade che la vibrazione aumenta, si può sentire forte negli arti, come un formicolio caldo e gradevole. 
Pian piano diventa una pulsazione che disgrega la nostra illusione di essere un corpo fatto di materia. Finalmente sperimentiamo davvero di essere un aggregato di energia e pura coscienza.

Mole Antonelliana - Foto dell'autrice
In questo stato di benessere sovra-mentale, in cui siamo Energia in vibrazione densa, ecco che ci espandiamo verso l'esterno, sentiamo di diventare man mano un tutt'uno con il resto della Realtà che è pura informazione energetica.

A quel punto possiamo davvero sentire forte e chiaro che siamo noi i creatori della nostra vita e che possiamo fare qualunque cosa ci muova nel profondo perché lo meritiamo. 
In quello stato non esiste spazio né tempo, tutto è possibile e si può creare istantaneamente. E' il Regno delle infinite possibilità, è il Regno del Divino.

Consiglio di fare l'esercizio quotidianamente, soprattutto se si sentono dei dubbi riguardo al proprio percorso. Insegniamo così alla mente ad aprirsi alle infinite possibilità nella fiducia. E il nostro Essere si struttura sempre di più come un'entità consapevole di sé stesso e del proprio Potere illimitato.

sabato 9 luglio 2016

Le corna e l'immortalità

Chiunque ormai conosce il famigerato gesto delle corna tipico dei rockettari e delle rockstar, spesso associato alla linguaccia ma quasi nessuno sa da cosa deriva. Nemmeno loro stessi.

Pare che i primi a fare questo gesto siano stati i Beatles, ma chi l'ha reso un'icona è stato Ronnie James Dio ad un suo concerto. Era italoamericano e aveva una nonna che come tante nonne italiane aveva l'abitudine di fare le corna come gesto scaramantico.


Corna - Autoritratto dell'autrice
L'origine di questo gesto si perde nelle nebbie del tempo e ha un significato apotropaico. Cioè scaccia il male. E' collegato all'ancestrale culto del toro, animale associato alla forza virile, ma anche alla Dea Madre, in quanto nel Neolitico sulle tombe veniva inciso il bucranio, ovvero il cranio di toro che secondo l'archeologa Marija Gimbutas assomigliava a un utero con le tube di Falloppio. L'utero era simbolo della rigenerazione continua dalla vita alla morte e di nuovo vita, per cui per estensione era un simbolo di immortalità.

Che dire invece della linguaccia? Se molti nei selfie amano posare con la lingua fuori e l'espressione cattiva per sembrare trasgressivi, sappiate che di per sé fare la linguaccia è un altro gesto apotropaico.
Infatti, molte maschere del sud est asiatico, dell'India e dello Sri Lanka raffigurano dei demoni nell'atto di fare la lingua. Questo perché sono demoni buoni che scacciano gli spiriti maligni e infatti sono spesso appese fuori dalle case e dai templi. Stessa cosa che fanno i gargoyle sulle chiese gotiche d'Europa. E pure i maori alla fine della haka dance simboleggiano questo potere.

Quindi, fare le corna associate alla linguaccia non significa
Maschera tailandese - Foto dell'autrice
semplicemente Guardate quanto siamo cattivi!, ma - specie se fatto con consapevolezza - Io riconosco in me il potere di scacciare i demoni perché sono immortale. 


Per estensione, fare le corna a un concerto rock significa Lunga vita al rock e a chi lo ama! 

Di questi piccoli segreti il rock è pieno e chi volesse approfondire l'argomento dei simboli esoterici può scaricare l'anteprima gratuita del mio libro  Manuale rock per guerrieri danzanti e preordinare il libro non ancora uscito.

venerdì 27 maggio 2016

No-logica

Ci sono momenti in cui la logica va del tutto abbandonata. La logica è quella che mette veti e paletti, che ama costruire ostacoli dove non ci sono per sentirsi utile. La logica è quella che divide le cose in compartimenti stagni e preferisce conservarle in scatole e scatoline etichettate, orgogliosa della propria efficienza e organizzazione.

Ma ci sono momenti magici nella vita in cui l'irrazionale, l'inaspettato, il seme divino compare come dal nulla e la nostra forza e saggezza sta proprio nel lasciare che magia sia, senza intervenire. Né respingendo la Bellezza del momento armati di logica ma nemmeno facendo pressioni perché quella magia si incanali in ciò che vorremmo.

Poppies on a wall - Foto dell'autrice
Perché quel vorremmo è tutta mente e illusione. La vita sa meglio della nostra personalità cosa ci stiamo creando. L'Arte del Mago sta proprio nel non cercare troppo di capire o di veicolare in un certo senso quella magia che si manifesta a lui. 

Il Mago più grande è colui che invita la magia alla danza, al gioco, la assapora, ne gode con gratitudine ma la lascia essere e agire con fiducia. Si lascia trasportare come foglia al vento ma restando ben conscio di essere partecipe e non trascinato senza potere.

Il manifesto di questi momenti sublimi di vita dovrebbe chiamarsi NO-LOGICA  e spalancare le porte al vero sentire di cuore, all'abbraccio della vibrazione del toroide che da esso emana senza interventi. Il cuore, tanto, sa. Sa e basta, non necessita d'altro.

Allora tu e la vita davvero divenite una cosa sola, una danza, e una potenza creatrice di proporzioni cosmiche.

venerdì 29 gennaio 2016

Le forze antagoniste

Una Legge universale dice che quanto più siamo decisi ad andare in una direzione, tanto più ci arrivano delle forze antagoniste a sbarrarci il cammino. 
Invece di arrabbiarci pestando i piedi considerando la cosa ingiusta, visto che non la possiamo cambiare, la cosa più saggia da fare è sfruttare la cosa a nostro vantaggio. 

Intanto, avere una forza antagonista che ci mette il bastone tra le ruote è una bella sfida a comprendere quanto amiamo il nostro percorso di vita, quanto davvero lo sentiamo nostro nell'anima, ma soprattutto ci tira fuori la grinta.
Questo non significa lottare contro la forza antagonista - ne usciremmo sconfitti - ma essere più scaltri di lei, conoscerla, osservarla, scansarla come si fa nelle arti marziali.
Più le diamo importanza e più prende potere, togliendoci energia. 
Se invece la affrontiamo senza timore, centrati, impassibili, si allontanerà da noi. Non le avremo dato nutrimento né con la paura né con la rabbia o l'opposizione aperta. Anzi, una buona dose di ironia è l'arma più letale che ci sia. 

Energia - Foto dell'autrice
In fondo, nulla viene per nuocerci ma per insegnarci qualcosa, nel bene o nel male. Quanto più sentiamo che qualcosa o qualcuno ci respinge, più possiamo stare certi che siamo sul sentiero giusto. Perché andare verso la propria libertà emotiva alle forze antagoniste, chiaramente, non piace per nulla. Gli outsider fanno paura perché non si fanno agganciare dal gruppo/egregora/moda/partito politico, ecc. Che poi alla fine sempre egregore sono, tutti. (Per chi non sapesse cos'è un'egregora sappia che è un'entità formata dall'energia psichica di più persone, in poche parole una forma-pensiero).

La differenza sta, però, nel sapere che non bisogna andare contro solo per partito preso, solo per essere diversi, o non faremo che il gioco delle forze antagoniste che avranno maggiori ragioni per sbarrarci la strada verso noi stessi, il nostro Sé autentico.

Infatti essere guerrieri di luce significa proprio essere centrati e attenti, impassibili e coraggiosi, non sbraitare contro questa o quella forza antagonista cercando di prenderla a pugni.
Molti confondono la figura del guerriero vero, autentico con il rissoso/guerrafondaio, associando il termine guerriero a guerra
Ma i saggi sanno che il vero guerriero ha prima di tutto affossato i propri demoni e solo dalla sua centratura di Cuore può arrivare la Forza interiore che affossa tutte le forze antagoniste. Senza rabbia. Senza muscoli. 


venerdì 27 novembre 2015

Vivere col freno a mano tirato

Scrive Gregg Braden nel libro La Matrix Divina: Il punto focale dei nostri sentimenti diventa la realtà del nostro mondo.

Nonostante sappiamo che le nostre emozioni e paure creano, e di certo creeranno la realtà che non vogliamo, stentiamo a lasciarci andare completamente, con fiducia nella vita ed entusiasmo.
Qualcuno avrà sperimentato la sgradevole e frustrante sensazione di vivere come se avesse il freno a mano tirato. 

I nostri non posso, vorrei ma, non ci riesco, è troppo caro, ho poco tempo, non c'ho testa, non sono dell'umore giusto, non so con chi andare a quel concerto, ho troppi impegni, ecc. sono come una palla al piede che ci trasciniamo dietro inutilmente e che ci impedisce di vivere pienamente le esperienze che entrano nel nostro campo di possibilità. 

Bloccata - Foto dell'autrice
Esiste una sensazione fisica del non posso. E' un blocco interno di cui non si trova la chiave, una chiusura in sé stessi, un'incapacità di vedere oltre la preoccupazione del momento, magari legata alla mancanza di denaro o al senso di solitudine. Sotto sotto, scorre una paura profonda, che gela. E' qualcosa di percepibile chiaramente ma non si comprende fino in fondo che paura sia, in sostanza.
Di lasciarsi andare? Di vivere? Della libertà? Della povertà? Delle conseguenze di un'eventuale errore? Di stancarsi? Di mettersi in gioco? Pigrizia? Codardia? Mancanza di volontà o di autostima?
Magari tutte queste cose insieme?

Non ho una risposta. Ma sicuramente queste paure nascono da una profonda sfiducia nei confronti della vita. E' un blocco psichico/energetico difficile da sciogliere. Probabile che si sia formato nell'infanzia, a causa di condizionamenti parentali ed esperienziali.

Come sempre, l'osservazione permette alla persona di vedere questi schemi che la condizionano nell'azione. E vedendoli, la luce della consapevolezza già li rende meno potenti. 
Ma il vero succo della questione è che chi si sente in qualche modo impedito, impotente, si pensa separato dal mondo dando ad esso un'importanza abnorme. 
Imparando a concepire noi stessi come parte fondante e imprescindibile del mondo, ecco che tutto si ribalta.
Se io e il mondo siamo una cosa sola, allora non esiste una forza esterna a me che mi blocca. Non esiste mancanza di denaro né di tempo, né di condizioni favorevoli per fare ciò che vorrei.

Ogni volta che diciamo non posso in realtà stiamo dicendo, anche se a livello inconscio, non voglio.

giovedì 26 novembre 2015

Sul bisogno fisico

In questi giorni stanno partendo i miei percorsi personalizzati riguardo ai conflitti di coppia e alla sofferenza da abbandono. 
Noto che molte persone che si rivolgono a me per affrontare queste problematiche in base al Nuovo Paradigma (l'esterno è l'interno) lamentano soprattutto la mancanza fisica del partner, nel caso di una rottura nel rapporto. 
La cosa che lascia gelati è l'assenza di coccole, di calore fisico e umano. Senza, ci si sente persi, abbattuti, privi di forze. Almeno all'inizio.

Questa sensazione ha tre origini. 
Una più superficiale è l'attaccamento. Ci si era assuefatti alla presenza di una persona accanto, quel calore umano ci illudeva di riempire i nostri vuoti emotivi e/o esistenziali. 
La seconda è prettamente fisica: tutti i mammiferi hanno bisogno di cure, di intessere rapporti, di calore umano.
La terza ragione è invece animica. Siamo comunque esseri di luce che sperimentano la materia, siamo fatti per stare con gli altri, che sono il nostro Specchio, e senza di loro non possiamo avere una percezione di noi stessi - per quanto illusoria, essendo basata sulla dualità. Guardandoci in quello Specchio, per quanto a volte impietoso, evolviamo. 

Sentire questo vuoto e soffrirne è normale, è umano. Il problema è restarne invischiati.
Stryx - Foto dell'autrice
Il guerriero di luce sa che quel dolore è dato dalla macchina biologica che soffre di un attaccamento, e non cede alla tentazione di tornare con quel partner, di corrergli dietro, implorarlo di restare, solo perché il corpo soffre di un vuoto improvviso.

Quel dolore ci è maestro perché ci fa notare che se da una parte c'è ancora del lavoro da fare su di sé per superare l'attaccamento e la paura della solitudine, dall'altra non dobbiamo nemmeno chiuderci a riccio e mettere una corazza emotiva nel timore di soffrire ancora.
Il Cuore ci sta solo dicendo che, ben consci dei drammi della macchina biologica, siamo anche terribilmente, meravigliosamente umani, e fare gli asceti a tutti i costi non ci aiuterà ad aprirlo all'Amore, alla Vita.

Il Cuore ci dice che, al di là di ogni attaccamento, esiste l'amore che è anche fisico, siamo qui per questo.
Siamo qui per sentire anche i palpiti del cuore, il tocco sublime di una carezza, di un abbraccio. E se non lo sperimentiamo ora, sul piano fisico, con consapevolezza, perdiamo la nostra occasione di viverlo pienamente. 

Ma mai e poi mai rincorrere un partner per sentire di nuovo quel tocco, quel calore!
Meglio soli, sofferenti, ma a testa alta. Elemosinare un rapporto per il bisogno fisico significa perdere il proprio Potere.
Coppia Specchio - Foto dell'autrice



Se volete intraprendere un percorso personalizzato per affrontare in prima persona questa e altre problematiche, scrivetemi a: genavarigana@libero.it






venerdì 17 luglio 2015

Le briciole o il Pane di Vita?

E' un passaggio quasi obbligato quello del passare da relazioni malate, poiché è evolutivo.
La mia riflessione di oggi riguarda ciò che io chiamo accontentarsi delle briciole. Quando si è innamorati, sebbene una parte di noi vede nell'altro la propria Bellezza nascosta, in base alla Legge dello Specchio - se no non ci innamoreremmo - un'altra parte, quella ferita, vede solo ciò che vuole vedere e, spesso, per timore di perdere questo piccolo angolo di Paradiso (illusorio), ecco che si è disposti ad elemosinare briciole di tempo, qualche carezza, un pensiero scritto via sms, un sorriso, un bacio, una notte di sesso.

Ma, appunto, sono solo briciole. Piccole concessioni da parte di chi, in realtà, non ci ama davvero, non è disposto a dedicarsi a noi con il cuore aperto.
Si è così affamati che si va per il mondo a elemosinare qualcosa giusto per non morire di fame, fame d'amore, di attenzione, ma più lecchiamo briciole qua e là più l'appetito aumenta, e la fame diventa insostenibile, ci toglie il sonno. 

Ho visto troppe donne rischiare di morire di fame d'amore perché non capivano di meritare, invece delle briciole, il Pane di Vita. Ogni volta che mi capita di incontrarne una le dico: Sta a te scegliere tra le briciole e il Pane di Vita. Vuoi davvero solo le briciole? 

Pane di Vita - Foto dell'autrice
E' tempo per le donne di riprendersi il Pane di Vita, di allontanarsi dalle briciole elemosinate che a lungo andare sono tossiche, e reclamare ciò che meritano: amore per sé stesse.
Perché il punto sta proprio qui: non amarsi e non riconoscere il proprio Potere femminile. 
Siamo noi che diamo la vita, eppure basta un soffio per perderci dietro mille scuse mentali, dietro la dipendenza affettiva. E alla fine siamo noi a perire.

La tecnica del Risveglio che suggerisce di stare nel dolore è sempre la più efficace. Tanto più ci si sente morire, tanto più bisogna affrontare quel dolore per scoprire che non può ucciderci.

Anni fa ci sono passata anch'io, e quando ho capito che mi stavo ammalando ad elemosinare quelle stupide briciole, ho affrontato le paure insite nel lasciar andare l'attaccamento alla persona che mi risultava tossica, ed ecco la scoperta clamorosa: ERO ANCORA VIVA. ERO PIU' FORTE.
Da allora, quando vedo le briciole, ci soffio sopra per disperderle e sorridendo me ne vado per la mia strada.

Un abbraccio sincero a tutte le mie lettrici in particolare.

mercoledì 27 maggio 2015

Stare nell'emozione

Nel lavoro su di sé si parla di osservazione delle nostre reazioni ed emozioni, non di reprimerle. Finché non le conosciamo bene non riusciamo a dominarle con il ricordo di sé e la forza di volontà.
Ma a volte capita che un'emozione arrivi anche se siamo presenti e consapevoli che quell'emozione non viene da noi (personalità + corpi fisico, mentale ed emotivo).

Emozioni - Autoritratto dell'autrice
In quei momenti si vive una sorta di straniamento: siamo anima che osserva un corpo che si emoziona e trema o si irrigidisce.
Ma il nostro compito è soprattutto quello di osservare distaccati, perché significa continuare a riconoscere che quel corpo è come un abito indossato che a un tratto ci accorgiamo essere stropicciato. Non siamo noi ad aver bisogno di essere stirati!

La pazienza e la volontà di ricordarci di noi stessi in quanto anima - e quindi imperturbabili - farà il resto. Ci può volere una vita intera, perché non sappiamo quanto profonde siano le ferite che mettono in crisi il corpo, spesso sono così ben nascoste che non ne siamo minimamente consapevoli.

Ma ogni volta che il corpo ha timore o è investito da una forte emozione, l'unica cosa da fare è sforzarsi di ricordare che siamo anime in missione sulla Terra, e che se c'è un'emozione forte quella è anche la Chiave per la guarigione. 
Invece di scappare, ci stiamo dentro fino in fondo.
Standoci dentro, a poco a poco svanisce e noi, Anima, abbiamo conquistato lo scettro del potere!

mercoledì 18 marzo 2015

La condivisione femminile

Tempo fa mi è stato regalato un libro sulle cosiddette donne Alfa, ovvero le donne in carriera che sempre più scalano i vertici delle aziende dimostrando di valere quanto - se non più - degli uomini, e restando in equilibrio tra lavoro e famiglia. In questo libro si sbandiera la fine della solidarietà femminile in cambio del potere economico. Insomma, per fare carriera, secondo l'autrice bisogna essere in competizione sia con il sesso opposto sia con il proprio.

Questa opinione per me non ha alcun senso. Prima di tutto, un tempo le donne erano molto più competitive tra di loro per via del fatto che non avendo potere economico erano costrette a lottare per avere un buon matrimonio, e quindi a far di tutto per essere notate dal buon partito di turno.
Femminino - Autoritratto dell'autrice

La vera solidarietà femminile ha radici antiche, non la si può trovare in età moderna, è qualcosa di ancestrale, che risale a quando il femminino era sacro, associato alla Grande Madre. E' quel tipo di solidarietà che si sta riscoprendo e che sempre più sta prendendo piede nelle donne di oggi, di tutte le età.
E' finito il tempo della lotta. E' il momento della condivisione.

Passare dalla consapevolezza femminile significa imparare a conoscerci per ciò che siamo a livello non solo biologico ma soprattutto energetico e simbolico. La donna è il Calice, ovvero l'accoglienza. Non ha senso per una donna diventare competitiva come un uomo. Significa scimmiottare ciò che non ci appartiene.

Nella nuova Era è bene invece portare il femminino, quindi l'accoglienza, l'antica sapienza nel mondo, anche in quello lavorativo. La chiave quindi è essere se stesse e così scardinare i vecchi ruoli lavorativi, non adattarsi. Dimostrare che un altro modo di lavorare e fare carriera - se è questo che una donna sceglie - è possibile.

Guarigione - Autoritratto dell'autrice
La condivisione femminile, quando è fatta all'ottava alta, in gruppi di consapevolezza e di risveglio, ha una potenza inimmaginabile finché non la sperimenti tu stessa.
Quell'energia, oltre a portare guarigione ad antiche ferite (non solo personali ma collettive, presenti nel nostro inconscio da generazioni) ha il potere di contagiare la persone con cui veniamo in contatto - come ha detto la mia amica Daniela Castellani nel suo Cerchio delle Donne avvenuto ieri sera - soltanto con la nostra presenza, senza che facciamo nulla. 
Quell'energia opera a livello sottile, impercettibile all'inizio, ma porta cambiamenti, rivoluzioni interiori, maggiore apertura verso la propria natura femminile ma anche a un'attitudine di Cuore verso gli altri.  

Mi auguro che sempre più donne sentano la necessità di riunirsi periodicamente in una condivisione all'ottava alta. Vi assicuro che il mondo potrà essere un posto migliore, con vibrazioni potenti di guarigione collettiva che contageranno anche il maschile.

giovedì 13 novembre 2014

Guerrieri e cani

Si sa che il sentiero del guerriero spirituale si fonda anche sulla Volontà, sull'allontanamento volontario dalla pigrizia, sull'abbattimento di schemi di comportamento che ci inchiodano nelle abitudini. Il Non c'ho voglia per un guerriero non può esistere!


Erba e cani - Foto dell'autrice
Quindi, un'azione apparentemente banale come portare fuori i cani la sera, con ogni clima possibile, anche il più estremo, nasconde una spinta a uscire dalla tana confortevole per affrontare ciò che si deve. Un cane è un impegno quotidiano, regolare, le sue necessità basilari non possono passare in secondo piano perché fuori piove a dirotto ed è l'una del mattino!
Un cane da portare fuori con un clima estremo è un invito a tramutare il mollusco che è in noi in un essere dotato di Volontà e abnegazione.

Inoltre, gestire un cane significa aver a che fare con una creatura reattiva ed istintiva che va tenuta a bada, condotta, che deve sentire la tua autorità per poterti obbedire.
Un cane lasciato a se stesso farà ciò che vuole, e per naturale inclinazione sarà lui a dominare sul padrone, con conseguenze spiacevoli e a volte potenzialmente pericolose, specie se il cane ha un carattere aggressivo.


Foto dell'autrice
Un cane ti fa da specchio per ciò che riguarda la tua capacità di autorevolezza, il tuo Potere personale, la capacità di condurre e non di venire trascinato. Un cane vivace di costringe alla centratura, un cane dominante ti obbliga a tirare fuori il tuo magnetismo. 
Sei tu che comandi. 
Il tuo cane è lo specchio anche delle tue paure e difficoltà, delle tue debolezze. Un cane che non ti ascolta ti sta dimostrando di non riconoscere la tua autorità, ma non è colpa sua. Sei tu il responsabile di non avere abbastanza Potere e Forza interiore per diventare il naturale capobranco.

lunedì 10 novembre 2014

Che cos'è la Forza e come percepirla

Ricollegandomi al precedente articolo sugli archetipi, e in particolare alla citazione di Obi Wan Kenobi, Maestro Jedi in Guerre Stellari, vorrei spiegare cos'è la famigerata Forza citata dai cavalieri Jedi.

Foto dell'autrice
La Forza è l'energia universale, non solo la forza interiore, ma qualcosa che trascende. Nell'Universo l'energia circola senza sosta e permea ogni cosa, vivente oppure no.

Se ci concentriamo sul nostro respiro, possiamo percepire questa Forza entrare dentro di noi e vibrare. Ma ascoltandoci bene, in profondità e nel silenzio mentale, ecco che ci accorgiamo che questa Forza entra in ogni singola cellula del nostro organismo e poi ne fuoriesce con l'espirazione.
Inspirando ed espirando in modo consapevole, possiamo davvero comprendere che questa Forza ci attraversa, entra ed esce da noi con il respiro, e non solo. Viene assorbita anche dal corpo intero attraverso la pelle. Se siamo attenti si attiva ogni volta che entra, vibrando in noi.


Foto dell'autrice
Quando in Guerre Stellari i Maestri Jedi dicono al proprio discepolo di percepire la Forza gli stanno insegnando a diventare permeabile ad essa, cioè all'energia universale che tutto regge e tutto può. Non c'è nulla di fantascientifico. 
Come per processo osmotico, il guerriero deve arrendersi senza paura al Potere cosmico e permettere alla Forza di attraversarlo, permearlo, fino a diventare un tutt'uno con essa. 

A quel punto, ogni cosa è possibile, poiché si diventa canale del Divino. Tra il Divino e la Forza non c'è nessuna differenza. Non esiste Forza senza Dio né Dio senza Forza. 
E un guerriero spirituale senza Forza e senza Dio non può essere tale.

martedì 28 ottobre 2014

Siete imperatrici!

Ogni donna è un'imperatrice, se solo lo ricordasse! 
Imperatrici - Foto dell'autrice
Dentro ognuna di voi c'è un Centro di Potere unico e sfavillante, ma continuate a sentirvi impotenti, deboli, a criticarvi, non vi lasciate stare. Vi tormentate nel voler essere perfette, ma perfette per chi? Per chi sta là fuori? Ma là fuori non c'è nulla, la mania di perfezione che imputiamo al mondo esterno è solo nostra. 

In realtà siete già perfette, basta ricordarvi del vostro Centro. Siete le imperatrici della vostra vita, delle vostre azioni, del vostro Cuore.
Se cadete, fatelo da imperatrici, con dignità, rialzandovi sempre e comunque, con l'innata eleganza senza tempo della nobiltà d'animo.
Invece di restare a terra piagnucolando come femminucce deboli e senza spina dorsale, un'imperatrice risorge ogni giorno, ogni momento, dalle ceneri dei propri errori. 

Un'imperatrice conscia del proprio Potere sfavillante non mendica
Foto dell'autrice
attenzioni, né amore, né successo all'esterno.

Perché lei E' Amore e Successo. Sa che il mondo è in suo Potere.

In ogni aspetto della vita siate imperatrici, non mendicanti!
Siete qui per riscoprire la vostra vera natura. Siete qui per tirare fuori la vostra forza d'animo. 
Ricordate che ogni sfida che vi trovate ad affrontare è un implicito invito a tornare alla vostra natura di imperatrici.
Qualsiasi cosa capiti, restate nel vostro Centro.


martedì 14 ottobre 2014

Due mele intere!

Mi capita spesso di leggere post sui social network in cui qualcuno si dice felice per avere accanto qualcuno che lo completi. Le frasi tipiche sono Senza di te sarei persa/o, non potrei vivere senza di te, sei tu che mi dai la forza di andare avanti, ecc.
Non è romantico, è folle.

L'ho già scritto più volte e lo ripeto, non si può trovare sicurezza e serenità facendo affidamento all'esterno. 
Se tutto il nostro mondo si regge grazie a una persona, siamo già perduti in partenza. Perché significa che qualsiasi cosa accada - ci lascia, ci tradisce, muore - noi ci troveremmo senza punti di riferimento, senza quell'appiglio cui eravamo aggrappati. 

Immaginatevi un naufragio. Qualcuno sa nuotare, altri no e stanno aggrappati ai pezzi del relitto galleggianti sperando di non stancarsi mai abbastanza da mollare la presa, perché sanno che affogherebbero. Quale delle due opzioni scegliereste? Volete essere quello che sa nuotare o il poveretto che dipende dal galleggiamento del frammento del relitto?

Se sei completo, uno in te stesso, integro, e sai stare da solo come in compagnia, allora non avrai nessun bisogno di aggrapparti a qualcuno. Non rischierai mai di perderti, perché tu graviti intorno al  TUO centro, non a un centro esterno a te.

Dire a qualcuno Non posso vivere senza di te significa trasferire a lui/lei tutto il vostro Potere.


Foto dell'autrice
Se pensate che il vostro partner vi completi, non è perché davvero bisogna cercare la nostra metà mancante, come si crede, ma perché quella mancanza che sentite siete voi stessi! 
Significa che qualcosa in voi sta percependo chiaramente che vi manca qualcosa ed esso è il vostro centro gravitazionale!
Non è sbagliato sentire la mancanza di qualcosa, solo comprendere appieno e una volta per tutte che quel sentire è una splendida spia che vi sta indicando che non siete in contatto con il vostro vero Sé.
Non sapete chi siete. 

Quindi smettetela di credere alla storia della mela tagliata in due che cerca disperatamente la propria metà mancante all'esterno. Solo quando comprenderete che l'altra metà non è mai stata separata da voi ma non la sentivate, tornerete a sentirvi una splendida, succosa, profumata mela intera. 
A quel punto, potrete scegliere di camminare a fianco di un'altra meravigliosa mela integra come voi!


martedì 30 settembre 2014

La sveglia del guerriero di pace

Mattino presto. Suona la sveglia. 

Carnix - Foto dell'autrice
1) Il guerriero apre gli occhi, sorride e ringrazia il nuovo giorno. Ringrazia di esserci. Ringrazia preventivamente per tutti i doni che ha e che riceverà durante la giornata;

2) Scostate le coperte, si sdraia a terra e fa 50 secondi di addominali, per attivare l'ormone della crescita che dà vigore;

3) Si gira sulla pancia e fa 20-40 flessioni sulle braccia, che svegliano il corpo;

4) Si inginocchia, si centra sul respiro e prega. Sia fatta la Tua Volontà.

Se ci provate, in pochi giorni vedrete un cambiamento sostanziale - in meglio - delle vostre giornate. L'energia dentro di voi sarà un vortice. Vi accorgerete di avere più chiarezza, volontà, potere decisionale.
Allora, cosa aspettate a provare?

lunedì 22 settembre 2014

Artisti in Ottava

Foto dell'autrice
Chi ha seguito corsi di Risveglio e conosce la Legge dell'Ottava, sa che ogni cosa può essere fatta e ogni sentimento può essere provato all'ottava bassa alta.
Mi soffermo oggi sul lavoro dell'artista.

Un artista all'ottava bassa è mosso dal proprio Ego e dalla paura di non essere nessuno, dal timore di non venir considerato, di essere uno qualunque, di venire dimenticato alla propria morte. E' spinto a fare arte dal desiderio di emergere, di essere notato in quanto originale. 
Ciò non significa che non abbia in sé il Fuoco Sacro del Talento, che è un dono divino, ma la paura ha il sopravvento. 
Molte rockstar e divi del cinema, per esempio, si identificano a tal punto nel proprio ruolo che vivono nel terrore di deludere i fan, perché finiscono per credere di essere ciò che i mass media dicono di loro. 
Per esempio, se uno è considerato un sex symbol, vivrà nel terrore di perdere questo fascino invecchiando, ed ecco che la star che cade in questa trappola finisce invischiata in un gorgo di droghe, alcol, psicofarmaci, depressione, cure di disintossicazione, suicidio. 
La forma, in queste persone, ha preso il sopravvento sul dono che è stato loro dato. Hanno dimenticato di essere strumento, non il fine!

L'artista all'ottava alta sente, invece, di essere un canale attraverso il quale l'ispirazione giunge dall'alto e il suo talento, che può passare dalle mani, dal corpo intero, dalla voce, ecc., è lo strumento attraverso il quale il divino gioca con la forma e la materia. 
La creatività e l'arte non sono del tutto umane, non potrebbero esistere senza l'ispirazione divina che giunge nella materia per plasmarla in Bellezza.

L'artista all'ottava alta, quindi, smette di temere il non riconoscimento e l'oblio, trascende il capriccio dell'Ego che chiede
Foto dell'autrice
di essere ammirato e vuole sempre di più, comprende appieno l'impermanenza della gloria terrena e fa con entusiasmo ciò che sente di dover fare senza pensare al dopo, a un ritorno di fama, o economico. 

L'artista all'ottava alta si mette al servizio dell'umanità con il suo talento, perché tenerselo solo per sé non avrebbe senso. Viviamo nell'Era della Condivisione e i talenti sono nel mondo per essere condivisi.

Ciò non significa che l'artista deve farlo gratis!  
E' il modo con cui lo si fa che cambia. Se uno lavora gratis per impressionare qualcuno della sua bontà e disponibilità, sta agendo all'ottava bassa.
Se uno invece si fa pagare quanto merita ma condivide la sua arte con il Cuore aperto, la differenza di ottava è abissale. 
Ciò che viene fatto con amore ha successo perché non c'è aspettativa, ma soprattutto la vibrazione con cui l'opera viene creata ha un Potere che non passa inosservato.




mercoledì 16 luglio 2014

Sicuri del proprio valore

Quando si è sicuri del proprio valore non si hanno problemi ad affermare i propri principi, ma soprattutto, lo si vede dal rapporto con il denaro.

Una persona che non sa di valere, troverà difficile se non impossibile chiedere, per esempio, corrispettivi in denaro per delle prestazioni. Troverà difficile far valere i propri diritti, quando ad esempio si ritrova in mano il resto mal contato, e non avrà la forza di farlo notare al negoziante che ha commesso l'errore.

Se senti di non meritarlo, non puoi avere un rapporto sereno col denaro.
Foto dell'autrice

Prima di dare colpa alla crisi economica, dovremmo - come sempre - guardarci dentro e scoprire quale scusa si nasconde sotto di essa. Siamo davvero convinti di essere al verde per colpa della crisi o saremmo stati così anche in pieno boom economico?

Non c'è tanto da indagare. Ci si sente poveri perché si è convinti di non valere, di non avere potere nel mondo. 
Recuperando il senso del proprio valore e del proprio potere personale - e di conseguenza nel mondo - anche le nostre finanze sono destinate a crescere naturalmente.

Quindi, invece di lamentarti della crisi e della disoccupazione, riscopri il tuo valore intrinseco. Tutto il resto verrà da sé.

lunedì 30 giugno 2014

Restare centrati sul proprio Potere

Sarà capitato a tutti di trovarsi con una persona che "ci fa perdere la pazienza", e anche se sappiamo ormai benissimo che gli altri non sono mai fuori di noi, non riusciamo a restare centrati sul nostro Potere personale.
Pochi minuti con quella persona o in quella situazione ed ecco che veniamo proiettati fuori di noi, incapaci di restare focalizzati sul nostro Centro di Gravità Permanente, come cantava Battiato tanti anni fa.

Foto di Isara Graziano
Come fare? Posto che ci vogliono anni e anni di pratica per identificarsi finalmente in modo definitivo con la propria anima, da alcuni giorni sto sperimentando una tecnica. E pare funzioni.

Appena svegli, o il prima possibile al mattino, cercare di stare in contatto con il proprio Sé superiore in silenzio. Seduti, in un posto appartato, fosse anche sull'asse del wc, stare lì ad ascoltarsi, a riconnettersi con la propria anima.
Sentire che essa è dentro il corpo ma non è il corpo, percepire che è immortale, infinita e quindi INVINCIBILE.
Restare il più possibile in quella sensazione di grande forza interiore, di allineamento, sicurezza, fiducia, silenzio della mente.
Sorridere al proprio Sole invincibile interiore.
Quella è la nostra fonte di vita.
Inamovibile.
E ricontattabile ad ogni momento opportuno.

Autoritratto dell'autrice
E' questa la chiave.
Una volta sentito che abbiamo questo centro di forza permanente e invincibile dentro di noi, l'unica cosa da fare nei momenti in cui stiamo per uscire da noi stessi e reagire, è osservare che sta arrivando la reazione e ricordare che quella situazione o quella persona ci sta mostrando che ci sentiamo impotenti.

Ma quel sentirsi impotenti è proprio la chiave per comprendere che non è vero che lo siamo, è solo una percezione errata della realtà.

Tornare al centro, ogni volta, come un mantra. 
E vedrete i risultati in un battibaleno. 

giovedì 26 giugno 2014

Il Fuoco guerriero

Mi è capitato di recente di trovarmi a spiegare il perché una persona dovrebbe metterci così tanto impegno nel lavoro su di sé. Perché passare mesi o anni ad osservarsi, a fare esercizi di presenza, e così via?

La risposta non è soltanto nella volontà di uscire dai propri problemi, dal dolore, dalla sofferenza psichica. Fondamentalmente, ciò che fa davvero la differenza, quello che ti dà la spinta e la grinta maggiore nel lavoro su di te, è il Fuoco guerriero.


Ritratto dell'autrice (autore anonimo)
Se davvero ti vuoi bene, come puoi permettere al disagio che arriva solo da costruzioni mentali, da limiti autoimposti, dalla non conoscenza di sé profonda e dalla paura di guardarsi davvero dentro di gestire la tua vita? 
Preferisci vivere da burattino schiavo degli schemi mentali, lasciandoti vivere, scappando di continuo da te stesso - cosa che non fa che peggiorare il disagio?

Io no. Quando mi sono detta IO NO ho riattivato quella spinta interna a combattere i miei demoni. A guardare in faccia le mie paure fino a vederle svanire come un fuoco di paglia.
Ho avuto tanta paura nella mia vita e tanto senso di disagio profondo, di insoddisfazione, di scollamento.
Ma le mie paure non erano nulla, alla fine, rispetto alla volontà di cavalcare il drago, cioè la mia vita, prendendo le redini della situazione.

Se hai un minimo di amor proprio dentro di te come puoi permettere ai tuoi demoni di manipolare la tua vita? Come puoi continuare a dare la colpa delle tue disgrazie al mondo, alla tua famiglia, alla scuola, alla società, alla politica?
Se pensi sia colpa loro, stai dando loro il potere di schiacciarti come un insetto.

Non esiste paura che non si possa guardare in faccia. Non esiste luogo buio dentro di noi che non si possa illuminare.


Foto dell'autrice
E chi non l'ha provato non sa quale soddisfazione, senso di unità e di allineamento con il proprio Sé superiore, con la propria missione, si prova quando si comprende che i nostri demoni li abbiamo domati. 
Senti finalmente di avere un grande Potere. Lo senti vibrare in ogni cellula del tuo corpo. Lo senti anche nel tuo portamento mentre cammini. 

E' in quel momento che comprendi davvero cosa significhi essere un guerriero spirituale.

giovedì 15 maggio 2014

Azione. Non reazione.

Se fossimo più concentrati sul nostro Sé - cioè sull'anima -osservandoci, invece che sulla nostra mente - identificandoci con la personalità - potremmo decidere delle nostre azioni rimanendo centrati.

Nella vita quotidiana, le nostre sono più che altro reazioni. Pensiamo siano azioni nate da noi per un buon motivo, ma è quello che la mente si racconta da sola per non ammetter di non essere  libera.

Se fossimo davvero liberi, potremmo assistere agli eventi della nostra esistenza senza esserne coinvolti emotivamente, e decidere cosa fare - se agire oppure no - ma anche come agire.  

Foto dell'autrice
Una persona può decidere se intervenire durante uno scippo per mettere in fuga l'aggressore, ma tanto dipende da ciò che prova e da quanto è identificato con l'anima o con la mente.
Se lo fa con rabbia, imprecando contro il ladro, sentendosi paladino del bene, la sua è una reazione.

Se invece decide in base al suo sentire profondo che quella persona che scippa va fermata, senza giudicarla moralmente, allora la sua sarà davvero un'azione

Ogni volta che reagiamo a qualcosa o a qualcuno, stiamo dando potere alla nostra mente, quindi a un dittatore, di fare di noi ciò che vuole.
Se sappiamo di essere qualcos'altro, cioè un'anima incarnata, che va al di là di ciò che appariamo, di ciò che pensiamo, delle emozioni che proviamo, allora sapremo anche distinguere le reazioni automatiche di cui i nostri corpi (mentale, emotivo, fisico) sono schiavi.
Se siamo identificati con la nostra anima, la dittatura non ha più alcun potere su di noi.

Ogni volta che sentiamo emergere l'istinto di reagire, osserviamo. Prendiamo tempo. Stiamo in quel sentire. Solo dopo esserci stati potremo capire qual è la cosa giusta da fare. Potremo intraprendere un'azione consapevole.

Sappiate che quando una persona dice, orgogliosa, di essere un tipo istintivo, quindi vero, senza maschere, è uguale a chi le maschere le indossa più apertamente.
Se sei istintivo, è probabile che tu sia schiavo inconsapevole delle tue emozioni e quindi reazioni.

Bisogna saper distinguere tra istinto ed intuito.

giovedì 10 aprile 2014

Gli altri sono noi

Una delle illusioni più grandi che viviamo è vedere le persone come totalmente al di fuori di noi, come se non ci fosse tra noi e loro nessun legame.

Eppure, la Legge dello Specchio dice chiaramente che tutto, ma proprio tutto ciò che ruota intorno a noi, cose, persone, eventi, ce lo siamo creati - volenti o nolenti. 
Tutto ciò che proviamo verso qualcosa o qualcuno è per forza qualcosa di nostro, se no non potremmo provarlo.

Foto dell'autrice
Un esercizio semplice ed efficace per capire questo concetto, e smettere di vedere gli altri come fuori di noi, è fare due elenchi:
uno in cui scriviamo le tre ragioni per cui ci piacciono tre persone, e per ognuna le tre caratteristiche che più ammiriamo in loro;
il secondo sarà un elenco delle tre persone che più ci stanno antipatiche e dovremo scrivere per ognuna le tre ragioni per cui le troviamo detestabili.

Ebbene, quelle caratteristiche sono anche nostre. Magari non le vediamo perché non ne siamo coscienti, perché non ci siamo osservati abbastanza. Oppure sono qualità ancora non sviluppate ma che abbiamo dentro di noi in potenziale.

Se ammiro una persona perché ha una luce calda che emana dagli occhi, un misto di bontà, profonda umanità e dolcezza, quella cosa la vedo perché ce l'ho anch'io!
Infatti quando ci innamoriamo di qualcuno, proiettiamo sulla persona amata qualità che crediamo di vedere solo in lui/lei e per questo lo vogliamo accanto. In realtà è uno specchio. Riflette ciò che di noi non riusciamo a vedere.

E qui viene il bello! Perché è vero anche il contrario.
Cioè, se detestiamo una persona perché secondo noi è disonesta, dovremmo chiederci obiettivamente in cosa noi siamo disonesti.
Il che non significa necessariamente che se quella persona è disonesta a livello finanziario lo siamo pure noi, ma in che cosa o con chi siamo o siamo stati disonesti noi nella nostra vita? 

Foto dell'autrice
Anche aver mentito a qualcuno che ci stava a cuore può aver radicato in noi un inconscio senso di colpa che ci ha fatto giudicare noi stessi come disonesti. A quel punto, ogni disonesto che vediamo ci dà fastidio. Perché è il nostro specchio impietoso.

E' importante fare questo esercizio perché ci fa capire una volta per tutte che se tutto è creato da me, il mondo non è là fuori. E se il mondo non è là fuori, allora non ha alcun potere su di me.

Quindi, d'ora in avanti, se non troviamo ciò che stiamo cercando nella vita, è dentro che dobbiamo guardarci per capire perché ancora quella cosa non la abbiamo trovata.
Qualsiasi problema: conflitti, incomunicabilità, senso di disperazione, penuria, crisi, non è MAI dovuta alle condizioni esterne.