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sabato 28 ottobre 2017

Generazione Anni di Piombo

Anni fa, intorno ai primi 2000, guardandomi intorno, facendo il punto della situazione riguardo alla mia leva, ho avuto la sgradevole sensazione che la nostra, la generazione nata negli anni '70, fosse una generazione di falliti. Mi sono anche chiesta cosa ci fosse di sbagliato in noi, quali errori avessero commesso i nostri genitori per aver sfornato un branco di degenerati che a trent'anni ancora non avevano realizzato i Sogni di gioventù, e che sovente vivevano ancora a casa di mammà. 

Ma invece, una decina di anni dopo, ecco che ho dovuto ricredermi - con mio grande sollievo! 
Ci sono anime che non si attivano subito, o comunque anche quando hanno un obiettivo chiaro fin da giovanissimi non sempre riescono nel loro intento in poco tempo. Restano nell'ombra per molto tempo, fino a quando i tempi dentro e fuori di loro sono maturi per uscire allo scoperto e dedicarsi al Servizio. 

Negli ultimi anni ho potuto constatare come tanti miei coetanei si siano messi con successo al Servizio diventando punti di riferimento nell'ambito olistico. 
My generation - Foto dell'autrice 
Daniel Lumera, Erica F. Poli, Salvatore BrizziMarcello Mondello, il compianto Roberto Senesi - per citarne solo alcuni - sono tutti  nati nei cosiddetti Anni di Piombo, ed è bello vederci anche un destino alchemico: siamo venuti al mondo negli anni rappresentati dal Piombo per diventare Oro. 
Un Oro alchemico che risplende nella notte della Coscienza collettiva. 

Ogni generazione ha un destino collettivo perché la Missione comune è collettiva. E' stato così per i poeti maledetti nella Parigi dell'800, per gli scrittori della Beat Generation in America a metà '900, per i cantanti rock degli anni '60-'70 nei Paesi anglosassoni, per gli stilnovisti nella Firenze del '200, e ora in Italia ci sono anime al Servizio che hanno scelto di nascere una quarantina di anni fa per ritrovarsi oggi, negli anni '10 del nuovo secolo, per portare la Consapevolezza nella massa critica, e soltanto in un'epoca di social network questa cosa è possibile. Vent'anni fa sarebbe stato più difficile, un processo molto più lento.

Questo ci dà anche la misura per comprendere che nulla è per caso. Invece di guardare al lato oscuro dei social, guardiamo a come stanno cambiando le dinamiche di interazione al Servizio della divulgazione spirituale. 
Una massa sempre più critica di persone si sta connettendo ad altre per aiutare questo processo di evoluzione coscienziale collettivo.
Non si può che provare immensa gratitudine per essere oggi partecipi di questo miracolo.

lunedì 23 ottobre 2017

Quando tutto pare andare a rotoli

Di solito, quando siamo da lungo tempo in un percorso di Risveglio, di Consapevolezza, ci illudiamo che il peggio sia ormai passato, grazie alle tecniche acquisite, o alla sola consapevolezza espansa.
Quindi siamo convinti che sicuramente la strada sarà in discesa, perché ormai sappiamo bene che... ecc, ecc.

Ma quando chiediamo a lungo di svegliarci, il Risveglio prima o poi arriva, ma mai in modo dolce e rassicurante!
La Vita risponde alle nostre richieste, specie se vengono dal profondo del cuore, ma ti mette anche davanti ai tuoi limiti, alle tue illusioni, ai tuoi ultimi demoni, quelli che si nascondono più in profondità e magari nemmeno sapevi di avere.
Oppure credevi che gli ultimi rimasugli di problemi che volevi risolvere, per il solo fatto di esserne consapevole, prima o poi sarebbero svaniti nel nulla, visto che è tanto che ci lavori su...

E invece, ecco che ti arriva la mazzata, quella che ti fa cadere a faccia in giù nel fango, e ti rovina pure i vestiti cui tenevi di più... 
Allora in quei momenti, se non siamo lucidi, se ricaschiamo nella lamentela e nel vittimismo, vedremo solo la sfiga, ci chiederemo perché, nonostante tutto il lavoro di consapevolezza su di noi, siamo ancora caduti, per l'ennesima volta - anzi, magari questa volta è più dura delle altre, e rialzarci ci costerà una fatica che ci apre immane, quasi impossibile. 
Villa Moglia - Foto dell'autrice
Se viviamo ancora nell'illusione della separazione ci identificheremo nel solito sfigato che non riesce a combinarne una giusta, facendo degli inutili e deleteri paragoni con chi secondo noi è più sveglio, più realizzato, più arrivato di noi. 

In realtà, quando stiamo vivendo quella sensazione di star sprofondando sempre più in basso, restando consapevoli possiamo comprendere che la Vita ci sta facendo un grandissimo favore. Ci sta mettendo alle strette per spazzare via e in modo definitivo gli ultimi rimasugli di blocchi che ci condizionano e non ci permettono ancora di svegliarci davvero. Traumatico ma efficace. 
La sfida non è mai più potente dello sfidato, credetemi. E' lì per ricordagli che è davvero e aiutarlo a tirare fuori le sue risorse. Mentre prima tentennava, dormicchiava, ora è pronto per aprire davvero gli occhi e il cuore.
Ma deve innanzitutto fidarsi. 



martedì 1 agosto 2017

10 canzoni consapevoli per l'estate

L'estate porta note di canzoni sulle ali del vento, sulle spiagge le  radio dei baretti accompagnano i bagnanti tutto il giorno, in viaggio si sente musica con le cuffie, si canta in coro in auto o in pullman - se si crea lo spirito giusto in compagnia...

La musica è l'energia più immediata, quella che arriva subito dritta al cuore, quella che ti resta in mente per giorni, che canticchi sotto la doccia o cucinando. In auto, al supermercato, nei film, in tv, su internet la musica è onnipresente.

Allora, chiediamoci se i messaggi che le canzoni popolari contengono sono edificanti. 
Non lo sono, in genere. Siamo cresciuti sentendo canzoni in cui pare normale struggersi per il partner in fuga o fedifrago. L'amore è visto come sofferenza romantica, essere amati da qualcuno è dare senso alla propria esistenza, e se si viene lasciati il senso decade.
Manuale rock in vacanza - Foto dell'autrice

Chi scrive queste canzoni ha una grande responsabilità, come ho scritto nel mio libro Manuale rock per guerrieri danzanti (LeDueTorri ed.). 
Per fortuna c'è qualche cantante/gruppo musicale che ha ricevuto ispirazione a scrivere canzoni con testi più consapevoli, e non solo d'amore. Canzoni che parlano dello stato meditativo, della gratitudine, di momenti estatici, del silenzio interiore, ad esempio. 

Anche in Italia stanno nascendo sempre più cantautori - anche rock - che hanno intrapreso un percorso di Risveglio e hanno pensato di inserire messaggi di questo tipo nei loro testi. Sono al Servizio attraverso la musica, come Serena N. Baratti, Roberto Gerardi, Ale De Rosa. 

Tra gli autori/gruppi più famosi ne ho selezionate 10:


  1. Corner of the Earth, Jamiroquai - parla dello stato meditativo
  2. Thank U, Alanis Morissette - sulla Gratitudine
  3. Nel covo dei pirati, Edoardo Bennato - sul potere femminile e la Legge dello Specchio
  4. Il mio canto libero, Lucio Battisti - sull'esperienza estatica
  5. Redemption song, Bob Marley - sulla liberazione dalla schiavitù mentale
  6. Enjoy the Silence, Depeche Mode - sul silenzio interiore
  7. Beginning to see the light, The Velvet Underground - sull'uscita da un momento difficile
  8. Beautiful day, U2 - sul vedere la Bellezza della vita
  9. Freebird, Lynyrd Skynyrd - sulla libertà dai vincoli
  10. Nothing's real but love, Rebecca Ferguson - sulla consapevolezza che l'Amore è l'unica vera Realtà

giovedì 13 aprile 2017

Strappare il Velo di Maya

Sappiamo di vivere dentro proiezioni, che tutto ciò che ci piace e non ci piace è comunque filtrato da ciò che noi stiamo proiettando all'esterno. Che sia innamoramento o odio, tutto parla di noi, ed è pura illusione.

Velo di Maya #1 - Autoritratto dell'autrice
Ma l'errore che si commette facilmente, quando ci si rende conto di una nostra proiezione - bella o brutta che ci appaia - è quello di volerne uscire, di chiedere a noi stessi di smettere di proiettare fuori di noi quell'illusione in cui siamo caduti.

La consapevolezza e la risoluzione non passano dall'accantonare le cose, solo dall'integrarle.
Stiamo vivendo l'illusione dell'innamoramento, ad esempio?
Bene, stiamoci dentro sentendola tutta. Godiamoci il film sapendo che è solo luce proiettata su uno schermo bianco, che non c'è nulla di vero, non c'è nulla di reale, ma può insegnarci molto di noi dal modo in cui ci facciamo coinvolgere.

E' tutta vita che accade. Stiamo pure nel sentire il frullo del cuore, stiamo pure nel desiderio di un bacio appassionato, ma senza attaccamento all'aspettativa che accada realmente, senza la pretesa di essere ricambiati dello stesso sentimento, seppur passeggero.

La Bellezza sta nel sentire che tutto ciò è manifestazione di noi. 

Se si sta male per un sentimento non ricambiato, basta starci dentro con coraggio, sentendolo tutto, percependo le viscere torcersi, fluendo nelle lacrime, lasciando che il nodo in gola faccia male, che lo struggimento ci laceri dentro. Se si sosta abbastanza a lungo in quel sentire, ecco il miracolo: è solo vita che accade, e pian piano porta via quel dolore proiettato all'esterno per essere guarito. 

Mai giudicarsi per un sentimento doloroso che si sta vivendo. Perché è una spia rossa di qualcosa che vuole essere riparato, ma lo si può fare solo accogliendo il segnale senza giudizio, amando quella parte ferita di noi che chiede amore. 
L'amore che guarisce il nostro dolore può soltanto venire da noi stessi, mai da fuori. Non c'è nessun là fuori!
Velo di Maya #2 - Autoritratto dell'autrice

Amate quell'illusione come parte di un Piano più grande per evolvere, senza illusione non c'è trasmutazione in consapevolezza. Senza piombo non abbiamo oro da trasmutare. 

Il Velo di Maya non va strappato a forza. Si scioglie da solo quando impariamo ad amare tutte le nostre parti ombra. Quando ci accogliamo totalmente e impariamo a vedere la nostra Bellezza intrinseca. 

Quando l'innamoramento per qualcuno lo integriamo fino in fondo, ecco che entriamo nell'Amore. Per noi stessi.

giovedì 23 marzo 2017

Sessualità e asessualità consapevoli

Premetto che non rientro nella schiera di chi reputa l'astinenza sessuale necessaria a prescindere per raggiungere stati di coscienza superiori, né credo alla storia della trascendenza che molti guru raccontano quasi come un vanto.

Ma so bene che a volte ci vuole una pausa dalla sessualità. 
Questo accade quando ad esempio si è appena interrotto un rapporto, perché è importante saper stare con sé stessi senza subito buttarsi nelle braccia del primo arrivato. Bisogna fare spazio, stare nel sentire di ciò che è accaduto, non schiacciare il chiodo con un altro chiodo, come si dice.
Quando si sente che un rapporto è fallito perché non in linea con il proprio sentire profondo (magari causando pure disagi fisici quali candida, cistite, ragadi anali), allora è il momento di evitare per un certo periodo gli scambi sessuali.

Gerbera - Autoritratto dell'autrice
Si dice che è sempre meglio evitare di fare sesso con qualcuno che è a un livello di coscienza più basso del nostro, perché se non siamo perfettamente centrati, ciò ci porta giù, ci fa tornare a un livello di coscienza altrettanto basso, tenendo anche conto del fatto che lo scambio di liquidi corporei resta per sempre dentro di noi, diventando parte di noi. 
Dicono i Maestri che bisognerebbe fare sesso solo con chi vorremmo essere. Cioè con qualcuno che è con noi in profonda sintonia spirituale ed emotiva, o a un livello di coscienza che reputiamo superiore al nostro. 

Bisogna tenere anche conto del fatto che qualsiasi scambio sessuale ha un impatto notevole sui nostri corpi sottili, e se quindi il nostro partner non li ha abbastanza puliti ciò interferisce anche con la pulizia dei nostri, insomma, detto brutalmente, li sporca. Ripulirli, poi, sarà un gran lavoro. Soprattutto se non ci sono l'amore e il senso di unità a fare il lavoro di pulizia. 

E' importante sentire bene l'energia che emana dall'altro, prima di fare un sesso indiscriminato.

Per questo, quando si è raggiunto un certo livello di consapevolezza di sé, non ha più senso cedere a un sesso mosso dal puro istinto animale perché scarica energeticamente lasciando un senso di amarezza e vuoto. Tanti sono passati per questa esperienza.

Quando si decide coscientemente di prendersi una pausa dal sesso, si concentra l'energia come un laser dentro di sé, essa diventa una magia potente nelle proprie mani, un concentrato di energia creativa. Ciò aumenta notevolmente la propria consapevolezza e vibrazione, ripulisce i corpi sottili, rende più pura e diretta la volontà in generale. 

Qualcosa che stride - Autoritratto dell'autrice
Chi invece si vede costretto all'astinenza perché non riesce ad attrarre un partner come vorrebbe, sappia comunque che tutto ciò che accade è sempre per il meglio, per il proprio bene supremo, anche se al momento non riesce a comprenderlo e non lo accetta. 

In qualunque caso, se si resta nell'intento, nella fede, concentrando l'energia con questo esercizio di astinenza momentanea, la propria vibrazione non può che aumentare, ed ecco che si attireranno nel proprio campo d'azione potenziali partner che vibrano a quel livello. Per questo è bene comprendere in modo profondo che non bisogna mai lamentarsi della mancanza, ma stare con ciò che c'è e usarlo a proprio favore.

Se non c'è o non c'è più un partner, si può usare questo periodo di astinenza sessuale per ripulirsi e lavorare per aumentare il livello di consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si vuole davvero da una relazione.
E la vita non potrà che rispondere di conseguenza. 



lunedì 20 marzo 2017

Donne in evoluzione e partner ideali

Sento tantissime donne che da anni fanno un percorso di consapevolezza lamentarsi di non aver ancora trovato un partner abbastanza evoluto, che possa capirle e sostenerle nel percorso. 

Comprendo profondamente l'esigenza. 
E' vero che non sempre un uomo che ha fatto percorsi di consapevolezza o che tiene corsi in materia si rivela essere ideale anche nella coppia, così come è vero che anche un uomo che non ha mai fatto nessun percorso può  essere un compagno tenero e stare accanto a una donna in evoluzione, nonostante l'ovvia difficoltà di comprendere nel profondo cosa significa guardarsi dentro.
Ma capisco che avere accanto un compagno che abbia gli stessi obiettivi di vita, e diventare una coppia verticale, al Servizio, sia il sogno di molte.

E allora perché, queste mi chiedono, non riescono a trovarlo?
Intanto non è sempre detto che una donna su questo percorso sia destinata ad avere un rapporto di coppia verticale, per ragioni magari anche di origine karmica, non ci è dato sapere.
Mattino - Foto dell'autrice
Ma soprattutto sono convinta che spesso noi donne siamo così fortemente in evoluzione da cambiare in modo vorticoso di giorno in giorno, e un mese equivale a un anno o più di trasformazione profonda. Per cui è improbabile, finché non raggiungiamo una certa stabilità interiore, riuscire a crearci una storia con qualcuno che riesca a stare dietro a questa crescita esponenziale così veloce.

Infine, a parte le paure inconsce di non essere all'altezza o non meritare un partner evoluto che possono fare resistenza, c'è anche da tenere conto che spesso le donne in evoluzione idealizzano gli insegnanti/maestri che incontrano ai corsi, e si convincono di aver bisogno di stare accanto a un uomo che faccia loro da da maestro, che le aiuti ad evolvere. 
Ma questa è un'illusione pericolosa: significa essere rimaste inconsciamente intrappolate in un ruolo subordinato tipico della vecchia società patriarcale, in cui l'uomo insegna alla donna come vivere, stando in un ruolo simile a quello paterno.

Non c'è nessun uomo che possa svegliarci o insegnarci a vivere meglio, ad essere più consapevoli! 
Il partner non deve essere ricercato o idealizzato in base a un bisogno, quindi partendo da una supposta mancanza.

Nella vera coppia verticale esiste solo la piena consapevolezza di sé e il bastarsi da soli. Solo quando siamo perfettamente in grado di vivere con noi stessi in armonia interiore profonda possiamo crearci fuori una relazione verticale in cui due individui pienamente consapevoli e completi decidono coscientemente di camminare assieme - e non necessariamente per sempre - per il bene comune, per ampliare l'amore che già provano dentro di sé all'esterno, moltiplicandolo. 


La coppia verticale non si può desiderare se non ci sei dentro. O la
Coppia - Foto dell'autrice
crei quando arriva il partner che corrisponde al tuo livello di coscienza espansa, oppure stai con quello che c'è.


Alle donne in evoluzione non posso far altro che ripetere: Cominciate ad amarvi per davvero, in modo incondizionato, cominciate ad accettare totalmente la vostra solitudine come un dono - anche se non la capite. Ma sappiate che è sempre per un bene più grande.

L'uomo ideale - e non è detto che sia ciò che a livello conscio diciamo di volere - verrà nei tempi e nei modi opportuni.  
Continuate a ripulirvi dentro e abbiate Fede.

martedì 14 marzo 2017

Mettersi a nudo con sé stessi

Anni passati a seguire corsi di consapevolezza e tecniche varie, leggere libri in materia, fare esercizi, meditazione, mantra, eccetera, eppure molti di noi ancora faticano a mettersi davvero a nudo con sé stessi. 
Quando emergono nodi ancora non sciolti, così grossi che non li si può più ignorare, ci rendiamo conto che nonostante la buona volontà, l'intento di lasciar andare zavorre antiche, una parte di noi è rimasta in ombra, ben nascosta, incapace di mettersi sotto il riflettore.

Questa parte di noi è così nuda, si sente così disarmata e fragile che teme la luce della consapevolezza più di ogni altra cosa. Non è libera dal giudizio di sé.  
A nudo - Autoritratto dell'autrice
Mettersi a nudo con sé stessi fa male perché dobbiamo fare i conti con ciò in cui ci identifichiamo. 
Mettersi a nudo è vedere le proprie miserie per ciò che sono, senza interpretazioni, giustificazioni, scuse. 
Significa guardarsi in maniera imparziale, come davanti a uno specchio in cui vengono sottolineate tutte le rughe che negavamo di avere, i difetti che più ci infastidivano e minimizzavamo. 

Ci vuole coraggio, ma nel coraggio è nascosta la parola magica: Cuore. Una volta che ci siamo visti davvero, spogliati delle scuse e delle illusioni, nella nostra inerme nudità più profonda, ecco che subentra l'Amore. Ci guardiamo con gli occhi dell'Amore che tutto guarisce. 

La ricompensa per l'essersi messi a nudo con sé stessi in modo spietato e lucido, è sempre l'Amore. Per il fatto di esserci e basta. Per essere ciò che siamo in tutte le sfumature. Per celebrare l'esperienza di un'anima nella materia, sempre un miracolo commovente.

giovedì 9 marzo 2017

Respirare nel dolore

Nonostante tutto ciò che viene letto, ascoltato e studiato nei corsi di Risveglio, sui libri in materia e sui siti internet dedicati, molte persone ancora faticano ad applicare la pratica dello stare nel dolore.

In teoria basterebbe osservarlo in silenzio, sforzandosi di non giudicarlo, né giustificarlo o agganciarsi ad esso con la mente sentendosene vittima. 

Ma ancora, molti chiedono: Come si fa? Non ci riesco.

Allora provate a respirare nel dolore. Respirate il dolore. Con ogni boccata d'ossigeno sentitelo pulsare, far male. E sentite la vostra consapevolezza carezzarlo con ogni respiro. Andate a toccarlo con i vostri polmoni pieni di aria, e poi espiratelo. Fate questo per un po'. 

L'ossigeno porta luce, l'atto in sé di respirare intenzionalmente porta presenza. Il dolore pian piano, dopo essere stato toccato, svanisce. 

Nel dolore - Autoritratto dell'autrice
Il respiro espande ciò che noi stiamo contraendo, trattenendo. Una cattiva respirazione porta a ripetere gli stessi schemi di pensiero.

Può darsi che si abbia bisogno di farlo più volte, magari a distanza di tempo, quando il dolore tende a riemergere. Se è vecchio e incrostato dentro di noi non basterà una volta sola, ma per esperienza posso testimoniare che il respirare dentro il dolore porta chiarezza, distacco, lasciar andare fino al dissolvimento totale.

giovedì 16 febbraio 2017

La Gioia ringiovanisce le cellule

Si sa che le persone felici, gioiose, che si sentono realizzate emanano una luce senza tempo, a volte sembrano più giovani, altre paiono avere un'età indefinita.

Quando ho compiuto quarant'anni ho sentito che finalmente avevo trovato me stessa e mi sono resa conto di sentirmi più giovane, gioiosa e leggera di quando ne avevo venticinque. 
Allora mi sentivo tutto il peso del mondo sulle spalle, ero triste, ansiosa, irrequieta, insoddisfatta, paurosa. 
I trent'anni sono stati una discesa agli Inferi, cosa abbastanza comune. I trenta sono un giro di boa, rappresentano la prima grande ricapitolazione. In molti hanno vissuto una crisi esistenziale importante a trent'anni. 

Non dico che non abbia ancora cose da vedermi e da sciogliere, come tutti non si finisce mai di osservare sé stessi, è un'arte che applicheremo a vita, ma ho capito che maggiore centratura e leggerezza dai pesi psicologici innalzano l'energia al punto che sembriamo più giovani della nostra età biologica e ci sentiamo più giovani anche dentro il nostro corpo.
Quando penso che sto entrando nei quarantatré anni mi stupisco da sola. Non me li sento affatto!

Quarantadue - Autoritratto dell'autrice
La Gioia di vivere e l'entusiasmo che esprimo ora sono conseguenze di un ricontatto con il mio Sé. E non importa se ci sono comunque giorni un po' difficili, con piccoli e grandi intoppi, l'importante è come li vivo. Li guardo da un punto di vista consapevole e distaccato, senza lasciarmi travolgere, sapendo che è tutta una creazione della mia parte Ombra. Continuo a osservare e a portare luce dove non è ancora arrivata, ma la Gioia intrinseca di vivere non viene mai meno perché viene da dentro.

Allora il tempo si ferma, anzi, a volte rallenta, pare tornare indietro come un film sulla bobina. Perché la Gioia di vivere, la consapevolezza profonda di essere Vita vengono dalla mente non-locale, quindi da quella parte dell'esistenza che si esprime fuori dallo spazio-tempo, è infinita ed eterna. 
E la luce emanata da questa consapevolezza non-locale si vede, illumina ogni singola cellula dal di dentro.

Diventate Gioia e sentirete il tempo fermarsi, sentirete che è pura illusione.

venerdì 10 febbraio 2017

L'esclusione è roba vecchia

La tradizione spirituale si fonda su varie discipline, tra cui l'astinenza sessuale in alcune tradizioni, cui si aggiungono l'astinenza da bevande alcoliche e nervine. 
In un mondo popolato di esseri meccanici che hanno bisogno di imparare a dominarsi (anche se spesso diventa un reprimersi) ha senso, quindi si può comprendere perché molte religioni sono così rigide su certi argomenti. 
Le religioni sono nate per controllare la massa di persone inconsapevoli. 
Anche le discipline spirituali non legate alle religioni, pur se non indirizzate alla massa, hanno come scopo quello di insegnare il dominio di sé ai discepoli ancora deboli, quasi privi di volontà.

Ma ha senso l'astinenza quando si è consapevoli? 
Esclusione - Foto dell'autrice
Se ci si conosce e non si è più agiti dai bassi istinti animali, l'astinenza rischia di diventare una esclusione di esperienze che hanno comunque una loro sacralità. 

L'essere consapevole sa distinguere la sacralità di un atto magico come lo hieros gamos, il coito inteso come atto magico, come preghiera, unione spirituale e fisica di due individui alla ricerca della fusione nell'Uno, attraverso l'orgasmo, dal mero soddisfacimento di un desiderio fisiologico.

L'essere consapevole può concedersi un bicchiere di vino perché lo decide lui dal suo Centro di goderne il sapore, le qualità organolettiche, e non lo utilizza come fuga dalla realtà.

L'essere consapevole sa che rinunciare in toto a un'esperienza terrena giudicandola come nociva di per sé è una forma di esclusione.  E l'esclusione come disciplina in sé è roba vecchia.

Lo scopo della consapevolezza applicata alla realtà di ogni giorno è non vedere nulla come separato né come una minaccia alla propria integrità. Perché l'integrità non è una qualità fisica, e non c'è nessun bicchiere di alcolico né sostanza nervina né atto sessuale che possa davvero minacciare qualcosa che Siamo. 

Ogni esperienza terrena è sacra se vissuta con gli occhi amorevoli dell'anima. 

mercoledì 1 febbraio 2017

La ribellione del corpo emotivo

Quando si fa un lavoro davvero profondo su di sé, andando a toccare corde delicate, emozioni cristallizzate da eoni, con coraggio e determinazione, ecco che nel corpo si scatena l'inferno!

Il lavoro di perdono con i protocolli LDF (Life Designer in Forgiveness) che si mette in atto alla ISF (International School of Forgiveness) fondata da Daniel Lumera è così profondo che smuove energie che nemmeno si pensava di avere.
La mia esperienza personale mi ha portato a sperimentare livelli di movimento emotivo davvero forti.

Quando vai a ripulire strati di incrostazioni emotive antiche, molto sedimentate nel subconscio, ecco che il corpo si ribella, scatena sintomi inimmaginabili, fastidiosi, invadenti. Non li puoi ignorare.

E' il tuo dolore che grida, ma si sta liberando. Finché c'era silenzio pensavi che tutto fosse sotto controllo, ma poi il tuo corpo smentisce le tue illusioni che sia tutto ok.

SOS - Foto dell'autrice
Ecco il dono: il corpo in rivolta. La nausea quasi insostenibile, il rifiuto per il cibo, l'insonnia, l'agitazione di ogni singola cellula che pare vibrare per evolvere a un livello di coscienza superiore. Nonostante il dolore.

L'energia dell'amore, della luce che mettiamo nel lavoro di perdono spazza via le incrostazioni portando il corpo a uno stress necessario perché il dolore sedimentato si stacchi per sempre. Come la terapia a onde sonore che scioglie i calcoli.

Non bisogna scappare. La tentazione di sfuggire dalla nausea e dal disagio fisico è naturale, ma con la volontà, l'intento e la profonda consapevolezza di sé si arriva a voler sostare in quel sentire, anche a costo di sentirsi morire.
Si deve fare, se si vuole andare oltre.

Ci vogliono un coraggio e una determinazione da leoni a stare nella nausea, nel dolore che scatena l'inferno nella pancia, nel cuore che accelera, nel pianto, nell'insonnia. 

Ma lì è la via d'uscita dagli Inferi.
L'emozione è piombo che chiede solo di essere trasmutato in oro.
Solo l'amore, il perdono come atto di donare luce a ciò che brancola nel buio dentro di noi, possono trasmutare quel piombo in oro.


mercoledì 21 dicembre 2016

Smettila di cercare!

Oggi è il solstizio d'inverno, e questo massimo picco di buio ci è d'esempio. Gli antichi, più saggi dell'uomo contemporaneo, sapevano bene che al massimo buio può seguire solo la luce. Per questo celebravano questo giorno come un dono. Non restavano nello scoramento per il freddo e gli alberi spogli, ma ben sapevano che l'inverno è preparazione, tornare dentro di sé per stare.  Non stare nell'attesa della primavera, vivendo di speranza, ma stare nel buio come passaggio obbligato per tornare alla luce. 
Xmas lights - Foto dell'autrice

Il viaggio dell'eroe mitico ha sempre un passaggio agli Inferi, solo così egli può tornare alla luce vittorioso dopo aver sconfitto i propri demoni. Ma quella sconfitta non è nata da una lotta. Non è allontanando da sé l'oscurità che si torna alla luce. La vittoria nasce dall'aver illuminato di amore i propri demoni.

Oggigiorno vediamo sempre più gente che parla di pensiero positivo, di allontanare il negativo, cercando la luce sempre, costantemente fuori di sé. 
La cerca seguendo corsi, yoga, meditazione, osservazione di sé, ma è tutto vano. Tutta pura illusione.
Se pensi che la luce si debba trovare fuori, in una tecnica, in una filosofia o religione, in un guru, allora sei caduto in una trappola mentale. 
Rivolgerti verso la luce come se fosse fuori di te e negare il buio che hai dentro ti porta solo frustrazione. 
Sei Luce - Autoritratto dell'autrice

Smettila di cercare! Quella luce che cerchi sei tu! Ti arde dentro come un fuoco ma non riesci a vederla, a sentirla. 
Stando nel buio ti accorgi che puoi rischiararlo solo con la consapevolezza. E quella non la trovi fuori di te.

Tu sei la luce che cercavi. Fermati in ascolto. Stai nel cuore. Nessun buio ti farà più paura perché è una parte di te ancora non rischiarata dal tuo stesso amore. 


venerdì 25 novembre 2016

Surfare sulla sincronicità

Tutti abbiamo sentito parlare spesso delle cosiddette coincidenze significative. Ovvero eventi sincronici che si incastrano senza sforzo e ci danno la sensazione di star cooperando con noi per sostenerci in una situazione o una serie di situazioni di vita.

Se impariamo a riconoscerle, sarà più facile affidarsi al loro consiglio, perché alla fine di questo si tratta. Sta a noi decidere di seguirlo oppure fare resistenza e molta più fatica ad ottenere ciò che vorremmo realizzare.
A forza di surfare sulle coincidenze diventiamo dei virtuosi, ed esse arrivano sempre più numerose. Ci affidiamo al Flusso creando la nostra vita con vera e propria magia.

Surfin' in the mirror - Foto dell'autrice
Ma a volte sentiamo che il Flusso si interrompe, ci sentiamo un po' frustrati nel constatare che non sempre funziona, non in tutto ciò che vorremmo. Ci chiediamo perché.

Ci sono tre ragioni principali:
1) l'aspettativa ci mette in una condizione di forte aspirazione, ansia, paura di non realizzare ciò che desideriamo, allontanando così da noi il Flusso, che non ama la resistenza e la paura;
2) non è detto che tutto ciò che desideriamo sia adatto a noi. Magari uno vorrebbe crearsi una Ferrari nella realtà ma la vita, non materializzandola, gli sta dicendo che non saprebbe che farsene, la userebbe per blandire il proprio ego, mentre magari la sua missione è mettersi al Servizio con umiltà;
3) a volte facciamo l'errore madornale di dividere le aspirazioni sincroniche in facili e difficili.

Esempio: magari siamo dei virtuosi nell'attirarci capi d'abbigliamento di un certo tipo o guadagni extra, semplicemente perché abbiamo già verificato che ci riusciamo senza fatica, quindi ci basta lanciare l'intenzione nell'universo e abbiamo fede che presto risponderà. Puntualmente siamo accontentati. Si rafforza quindi in noi la certezza che ciò funziona.
Poi però abbiamo delle aspirazioni di lavoro, o progetti di vita, che sembrandoci più complessi, in cui non solo noi siamo coinvolti, ci danno l'idea che sia più difficile ottenere dei risultati sincronici.
E' qui che casca l'asino!

Sincronic city - Foto dell'autrice
Come spiega bene Deepak Chopra nel libro Le coincidenze per realizzare in modo spontaneo i propri desideri (Sperling & Kupfer Editori), esse sono create dalla cosiddetta mente non-locale che è la Consapevolezza universale, la quale permea ogni cosa.
Essa agisce al di fuori dello spazio, del tempo e della causalità, è intuitiva, creativa, agisce senza energia, è piena di amore, non-algoritmica, e riconosce l'interconnessione acausale.

In poche parole non è soggetta ai principi della fisica classica, cioè al rapporto di causa-effetto, è immediata e non si muove nello spazio dal punto A al punto B. Non riconosce le distanze proprio perché è non-locale. Non esiste in un luogo fisico, ma è ovunque e risponde solo all'intenzione che nasce dalla Coscienza. 

Quindi, come può qualcosa del genere dividere gli eventi sincronici da creare in facili e difficili? Non ha alcun senso! I miracoli sono al di fuori delle tre dimensioni del mondo fisico. Non esiste né troppo grande, né troppo complesso.
Esiste solo affidarsi oppure fare resistenza.

venerdì 7 ottobre 2016

Sul cambiamento

Mi è capitato spesso di sentire persone scettiche, disilluse dire: "Tanto non cambierà mai nulla, il mondo non si può cambiare." Oppure: "Tutte le generazioni sognano di cambiare il mondo ma fino ad ora nessuno ci è riuscito."
Certo, se pensiamo ad un cambiamento radicale, a un totale sovvertimento nell'arco di un nanosecondo è alquanto improbabile. Anche se la fisica quantistica dice che il cambiamento di coscienza può sovvertire la realtà in modo istantaneo è anche vero che pochi sono in grado di raggiungere uno stato di coscienza che si connetta al campo quantico. 

Ma se pensiamo al mondo come lo conosciamo dal Paleolitico ad oggi, come si fa a dire che non si può cambiare il mondo?
Rollercoaster, Gardaland - Foto dell'autrice
Se non viviamo più nelle caverne cacciando con il giavellotto con la punta di selce per nutrirci, evidentemente, generazione dopo generazione, molti sognatori sono riusciti a creare qualcosa di nuovo che ha reso il mondo un posto vieppiù sofisticato e complesso, e nello stesso tempo con più comodità e scoperte tecnologiche che hanno cambiato radicalmente la vita umana.

Certo, i meccanismi dell'addormentamento esistono tuttora, ma quelli che hanno saputo pensare in grande e hanno creato qualcosa di nuovo sono riusciti a modo loro a sovvertire un po' la realtà in cui vivevano.
Pensiamo a chi ha inventato il treno, l'elettricità, la fotografia, gli aerei. Sognatori che hanno avuto una nuova visione del mondo e, mettendola in pratica, lo hanno cambiato, eccome! Magari i loro contemporanei li deridevano, come è successo a chi per primo ha scoperto l'esistenza dei batteri o ha inventato il televisore. Nonostante tutto sono andati avanti e il mondo si è adattato alle loro scoperte. Lo hanno indubbiamente cambiato.

Quindi non credete mai che il mondo non si possa cambiare.
Street food lorry - Foto dell'autrice
Noi abbiamo oggi il compito di sovvertire il vecchio modo di vedere la realtà a livello meccanicistico, duale, basato su rapporti da causa-effetto ed entrare nel Nuovo Paradigma, in cui noi siamo creatori della nostra realtà. Questa non è fatta di oggetti solidi separati da spazi vuoti ma da energia e vibrazioni, e anche molti scienziati e medici, finalmente, stanno entrando in questa visione. 
Un nuovo modo di pensare ed agire che non è separato dalla Coscienza universale, per questa ragione la tecnologia oggi sta facendo passi da gigante e così la consapevolezza dell'uomo, perché nel campo quantico tutto è possibile e non è soggetto alle leggi del Tempo.

Connettetevi al campo quantico della consapevolezza Universale e contribuirete a cambiare il mondo secondo il vostro Sogno!


lunedì 20 giugno 2016

Il mondo al rovescio: il Nuovo Paradigma

Più si entra nel Nuovo Paradigma più si comprende quanto chi non ci è già entrato stenti a comprenderci. Quando provi a parlarne ti prendono per matto, è normale, e ci si abitua.
In un mondo in cui fin dalla culla ci dicono che il mondo è là fuori, pretendendo di averne anche le prove basate sull'esperienza e ciò che dice la scienza ufficiale, che ci sei tu da una parte e gli altri dall'altra, è difficile svegliarsi e sentire nel profondo che non c'è niente di vero, che è tutta pura illusione.


San Gimignano in blu - Foto dell'autrice
Un giorno comprendi nel profondo che davvero sei tu il creatore di tutto il tuo mondo. Che davvero i soldi non sono là fuori nelle banche, in mano a pochi ricchi e potenti o fortunati, che davvero non c'è nessun posto di lavoro che ti attende fuori né un partner adatto in stand-by.

Quel giorno senti dal profondo di te, con ogni cellula, che tu puoi realizzare ciò che ami perché lo stai decidendo tu. E' un imperativo.
Non esiste più lamentela né richiesta di qualcosa o qualcuno che ti aiuti dall'esterno a trovare il lavoro giusto o i soldi necessari o che ti dia l'amore che cerchi - anche se magari non lo pensi a livello conscio.

Di colpo, invece che affannarti a pensare razionalmente - e con un po' d'ansia - a come uscire dalla penuria economica, come trovare un lavoro per pagare le bollette, come realizzare il tuo sogno di una vita, cominci ad agire
Ma agisci sapendo di essere in un mondo al contrario rispetto a quello del resto dell'umanità che non lavora su di sé e non conosce il paradossi insiti nella verità degli Antichi Misteri.

Così finisce che ti diverti perché sai di essere un Mago che agisce con consapevolezza da dentro di sé, usando il proprio potere, mentre tutti gli altri si affannano tra lamentele e speranza di arrivare indenni alla fine del mese.
Upside down - Foto dell'autrice 


Tu agisci dal tuo mondo al rovescio, in cui nulla è all'esterno, in cui gli altri sono Te, in cui il lavoro lo crei tu e il denaro ne è solo una conseguenza, in cui una malattia non è una maledizione o una sfida ma può essere una benedizione perché è un segnale d'allarme e porta sempre consiglio. 
Tu agisci partendo dalla tua Visione. Immaginare deriva da un'espressione che significa: in me il Mago agisce. 
E amandola, la tua Visione, comprendendone il perché, non potrai far altro che crearla nella tua realtà.



mercoledì 8 giugno 2016

Compassione verso i terrestri

Ieri stavo leggendo la seconda parte del libro di Draco Daatson, Il regno del fuoco, di www.salvatorebrizzi.com e finalmente sono riuscita a provare un profondo moto di compassione per i terrestri.
In che senso?, vi chiederete, e tu non sei terrestre?

Senza entrare in dettagli tecnico-esoterici (vi rimando alla lettura di entrambi i volumi), ho compreso finalmente, con il Cuore, che esistono creature umane che non sono destinate a evolversi a livello di coscienza e a rivoluzionare la propria vita svegliandosi dal sonno perché i loro ruolo nella Creazione è essere totalmente meccanici. 
Sono schiavi e programmati per questo. Ma ciò non mi fa sentire né migliore né superiore a livello morale o spirituale. 

E' proprio questo il punto. Fino a poco tempo fa, nonostante sapessi che ci sono persone che non sono pronte per svegliarsi né sentono il bisogno di uscire dall'illusione della Matrix per essere libere, a volte parlando con loro non potevo nascondere un moto di rabbia, fastidio, intolleranza verso la loro incapacità di vedere al di là del proprio naso.

Schiavitù nella Matrix - Foto dell'autrice
Sapevo bene che esistono persone che sono davvero convinte che l'anima non esista né uno spirito divino che tutto pervade (chiamatelo pure Dio); sapevo bene che molti scambiano il nostro sentire la presenza dell'anima e del Divino dentro di noi come mero bisogno di conforto spirituale, ma pensavo fossero solo molto cerebrali e troppo immersi nel loro sogno e spaventati per lasciarsi andare a una nuova visione della realtà, senza pregiudizi o condizionamenti.

Ma da ieri ho compreso che ci sono creature che proprio non sono state programmate per evolversi fino ad identificarsi con l'anima.  E quindi è inutile irritarsi per la loro pochezza. Sarebbe come irritarsi perché un gatto ferito si lamenta e non ne vuole sapere di stare presente nel suo dolore. E' un gatto, e mai potrà raggiungere la consapevolezza del momento presente, né stare nel suo sentire potrà farlo evolvere a livello di coscienza.

So che qualcuno inorridirà e considererà questo post una specie di dichiarazione razzista che divide gli umani in schiavi terricoli e umani "elfici" destinati a svegliarsi per creare un mondo migliore, ma è sostanzialmente così. 

Come ho scritto sopra non si tratta di sentirsi superiori ma proprio aprire il Cuore a qualcosa di struggente come una creatura che si dibatte nel fango delle proprie emozioni di pancia e che non potrà mai capire la nostra missione rigeneratrice.

Anche il fango e i terricoli hanno una loro Bellezza intrinseca. Mi viene voglia di abbracciarli tutti e dire loro: ora vi capisco.

venerdì 29 aprile 2016

Stare in agguato

Si sa che la nostra mente usa ogni mezzo per ingannarci e tenerci nel sonno, e al guerriero di pace non resta che imparare a riconoscere le trappole.

La pigrizia ci fa credere di essere stanchi, ci fa procrastinare compiti quasi all'infinito e noi perdiamo tempo ed energia a fare cose inutili a livello evolutivo, e si finisce per perdere sé stessi tra sonnellini e social network, tv e spuntini appaganti solo per il corpo e la personalità. Si perdono occasioni speciali perché obnubilati da una mente pigra e paure immotivate. 
In agguato - Autoritratto dell'autrice
E la vita va avanti senza di noi. Cioè senza la nostra Consapevolezza attiva, tagliata fuori dalla mente ingannatrice che preferisce continuare a ronfare al riparo da minacce alla sua sovranità.

Cadere nelle trappole della mente è così facile che bisogna stare sempre all'erta, proprio come un guerriero. Presenza, accorgimento e volontà sono i tre ingredienti indispensabili per non farsi di nuovo ghermire dagli inganni sonniferi. 
Bisogna imparare a cogliere i segnali, stando sempre in agguato, e solo se ci si è osservati abbastanza a lungo possiamo intercettarli e prendere provvedimenti.

Il Lavoro su di sé è proprio imparare a conoscersi abbastanza da sapere bene quali punti deboli dobbiamo coprire con lo scudo dell'attenzione. Il nostro punto debole allora potrà diventare il nostro alleato, perché sapremo esattamente cosa fare quando la mente sta escogitando un dardo per farci ricadere nel sonno profondo. 

Se conosci le tue stesse trappole alla fine non ci caschi più. Ma se lo fai allora sei connivente, stai collaborando con il tuo avversario, quindi non vuoi veramente svegliarti fino in fondo.
Sappi comunque che ogni momento di Presenza e ricordo di sé non va perduto se dopo un po' ricaschi nelle solite trappole soporifere. Restano impressi nell'anima e si accumulano per sempre, ma questa non è una buona scusa per dormire il resto del tempo!

martedì 26 aprile 2016

Seminario di trasmutazione alchemica

Dopo tanti post, negli anni, in cui ho scritto della nostra rabbia, che necessita di essere osservata con la luce della Consapevolezza, che come una torcia sconfigge l'ombra, e che in linguaggio alchemico viene definita piombo insieme a tutte le emozioni negative, i blocchi e le paure, ed è lì per essere tramutata in Oro, ecco che nasce un seminario apposito.

La Gioia Selvaggia è un seminario di un giorno che permette ai partecipanti di venire in contatto con la propria rabbia in modo schietto e di acquisire gli strumenti per trasmutarla in Gioia, proprio un lavoro da alchimisti!

E' tempo di chiudere i libri pieni di belle teorie e testimonianze altrui di come le tecniche funzionino davvero e di spiccare il salto verso la pratica. Vedrete a differenza!


La Gioia Selvaggia - Foto dell'autrice
Siete tutti invitati, quindi, a partecipare al seminario condotto da me e Yvonne Pizzigati, formatrice, il 7 maggio a Pino Torinese, sulla magnifica collina di Torino, via Maria Cristina 26, dalle 10 alle 17. 
Per informazioni ed iscrizioni potete scrivere a genavarigana@libero.it

martedì 12 aprile 2016

Quando lasci andare

Ci sono momenti in cui per qualche ragione siamo più disposti a lasciar andare la presa su pensieri, emozioni, persone e ricordi. E' come se scattasse qualcosa, grazie alla consapevolezza acquisita, che ci permette di mollare l'attaccamento a ciò che fino a poco prima non riuscivamo proprio a lasciar andare via da noi.
Un bel giorno siamo disposti a lasciare che sia, e sentiamo dentro a noi come un click, come un interruttore che ci apre alla vita e permette che ciò che non ci serve più se ne vada per la sua strada, quale essa sia.

Certe volte è molto doloroso, ma se siamo disposti a non cadere nella trappola del giusto o sbagliato, giudicando secondo un metro miope ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere, ecco che permettiamo alla vita di fare pulizia, di arieggiare i nostri antri polverosi e di fare un passo avanti verso la nostra libertà interiore.

Nuvole in blu e rosa - Foto dell'autrice
Di colpo sentiamo come una ventata di aria fresca emanare da dentro di noi per espandersi all'esterno ed ecco che percepiamo nettamente l'universo prendere strade nuove e venirci incontro. 
La struttura invisibile delle cose si mette in moto per asservire al nostro intento, come se aprissimo una serratura nascosta, ed ecco che si spalanca il Portale dei cambiamenti degli eventi perché stiamo accedendo a linee di vita nuove, più allineate con la nostra anima, e quindi più in accordo con il Piano del Venerabile Reggitore del nostro Sistema Solare.

In quei momenti non solo sentiamo davvero che esiste un mondo quantico in continuo movimento e che dai nostri pensieri dipende, ma anche quando il lasciar andare parte da un accadimento per noi doloroso, in fondo sentiamo un alleggerimento terapeutico. 
Ecco che abbiamo saputo mollare inutili fardelli e siamo diventati oltre che più liberi anche un poco più saggi.

martedì 15 dicembre 2015

Riflessione in caso di guerra

La mia riflessione di oggi nasce da una domanda che mi sto ponendo da qualche tempo. 
Parliamo spesso di guerrieri di luce o monaci guerrieri, di questo archetipo che è dentro molti di noi da tempi immemorabili, del lavoro su di sé come eroismo quotidiano, dell'esercitare la Volontà e il Coraggio.

Ma, proprio in questi giorni in cui da una parte esiste una minaccia reale di entrare in una terza guerra mondiale e dall'altra sta per uscire l'attesissimo settimo episodio della saga di Star Wars, mi chiedo: noi - ovvero chi lavora su di sé e sente un certo spirito guerriero dentro - saremmo in grado di creare un "esercito" di guerrieri ribelli? 
Luke e Leia - Rielaborazione foto dell'autrice
Visto che sappiamo bene che la Forza esiste davvero, anche se la chiamiamo in modi diversi, saremmo in grado di coalizzarci ed organizzarci per opporci a tutto ciò che può rappresentare nella nostra realtà collettiva il Lato Oscuro della Forza?

Esiste un modo di agire tutti insieme, con Consapevolezza, ma in tempi di guerra vera?

Mi piacerebbe che questo post aprisse un dibattito, vorrei sapere cosa ne pensate. Voi cosa fareste e come?