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martedì 4 novembre 2014

Elogio dell'epica

E' tipico dell'umano dormiente considerare migliore e consigliabile una vita tranquilla senza troppi scossoni o imprevisti, lunga e sempre uguale - praticamente una noia! - piuttosto che una vita magari breve, ma che lascia un segno indelebile nelle coscienze di altri umani.
Omero - Foto dell'autrice

Gli antichi, nelle società guerriere, pensavano che la cosa migliore per un vero guerriero fosse essere ricordato nelle canzoni epiche. 
Se da un punto di vista orizzontale questo può sembrare un mero tentativo di sopravvivere nel ricordo di chi resta vivo e poi dei futuri guerrieri - quindi un sorso di immortalità - dal punto di vista verticale, invece, è un modo per lasciare un esempio da seguire, una traccia netta che altri possano solcare, essere d'ispirazione per grandi imprese future. 

E' uno stimolo a trovare il proprio coraggio, a sfidare sé stessi in imprese che i pavidi addormentati considerano folli, letali.

Con questo non intendo sostenere che uno deve per forza morire in battaglia. Ma chiedetevi per cosa volete essere ricordati.
Quelli che per novant'anni hanno vissuto una vita al riparo da qualsiasi slancio creativo, che non hanno mai osato, che si sono crogiolati nella prudenza e nella banalità quotidiana ripetitiva?
Foto dell'autrice
O volete essere ricordati per aver fatto o detto qualcosa di nuovo, magari non nei contenuti, ma nel modo? Per aver dato il vostro meglio al mondo, con l'esempio? Per essere stati di ispirazione? 

Scegliete voi.

Il mio consiglio è: rendete la vostra vita epica, degna di essere ricordata come esempio da seguire, siate uno stimolo, non una ripetizione in serie di vite incolori.
Chi vive una vita senza rischi non può cambiare il mondo.

martedì 26 agosto 2014

Il Risveglio deve farsi Cultura

Ho scritto ieri che una base fondamentale del cambiamento, oltre alla coscienza di essere responsabili di ciò che creiamo, è dare l'esempio.
Una cosa che ho notato, mutando visione delle cose, è che moltissimi libri e film continuano a narrare storie di perdizione in cui non c'è riscatto, non c'è salvezza, solo mancanza di senso, pessimismo e cecità dei protagonisti. 
Foto dell'autrice
Comprendo che si voglia esplorare il mondo contemporaneo attraverso il senso di disperazione, ma se lo stesso autore - scrittore o regista che sia - non comprende il senso ultimo dell'esistenza e non ne vede la bellezza, continuare a scrivere libri di questo tipo usando uno stile meraviglioso, con protagonisti magari indimenticabili, non porta da nessuna parte.

Il problema del classico intellettuale di professione è che intrappolato nella propria mente egioca come chiunque altro, ma essendo un comunicatore non fa che rafforzare nei lettori e nei fruitori di film (ma anche di arte contemporanea, che non è mai stata così deprimente e intrisa di mancanza di senso come negli ultimi decenni), certe idee di stampo esistenzialista e nichilista che il mondo sia un orrendo e insensato teatro di tragedie in cui siamo condannati a vivere.

Il Risveglio della Coscienza globale deve necessariamente passare parte anche dai libri, dai film, dall'arte, dal teatro, dalla musica, da tutte le manifestazioni dell'umana creatività che in senso generico chiamiamo Cultura. 


lunedì 25 agosto 2014

Essere d'esempio

Sappiamo che lamentarsi di qualcosa che non piace non fa che produrre negatività e le cose non cambiano. Ma interrompere gli schemi di lamentela non basta. 
Se si vuole cambiare qualcosa, bisogna dare per primi l'esempio.

Come può un genitore pretendere che il figlio mangi e apprezzi la verdura se poi è il primo a rifiutarla o a mangiare cibo spazzatura?
Ha senso dire alla propria prole adolescente, mentre si sta fumando, di non fumare perché fa male? 
Sembrano ovvietà, eppure non lo sono. Queste cose accadono tutti i giorni. 

Se si vuole la pace, il silenzio, devono prima partire da noi. Non possiamo pretendere di essere circondati da famigliari calmi e tranquilli se siamo noi i primi a non avere la pace dentro.
E tutto questo si ripercuote su vasta scala.

Vogliamo un mondo meno inquinato eppure molti non fanno la raccolta differenziata, buttano i pacchetti di sigarette dal finestrino dell'auto, portano le lavatrici vecchie e rotte nei boschi, in discariche abusive, invece che alla discarica comunale. 
Foto dell'autrice
E quell'inquinamento che esiste fuori, in realtà è uno specchio dell'inquinamento che si ha dentro. 
Pensieri negativi, frustrazioni, dolore, ossessioni, dialogo mentale incessante, tutto questo viene vomitato di continuo all'esterno attraverso parole, azioni o semplicemente emanando energia negativa a cui qualcuno, prima o poi, si aggancia generando un circolo vizioso da cui non si riesce a uscire.

Qualsiasi cosa vi dia fastidio negli altri è anche in voi. 
La vicina che spettegola è un riflesso di voi, l'abuso di potere che vedete nelle istituzioni è anche in voi, e così via dicendo.
Cominciate da voi. Date il buon esempio interrompendo schemi malati.
Come diceva Gandhi, siate il cambiamento che volete veder nel mondo.