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lunedì 16 ottobre 2017

Oltre i palpiti del cuore

Quando si è innamorati, pieni di desideri, aspettative, fantasie romantiche o erotiche, la cosa migliore che possa capitare è che tutto ciò che vorremmo accadesse non succeda. 
La nostra parte bambina vorrebbe ogni capriccio soddisfatto per il solo fatto di desiderarlo, e i bambini, si sa, non sono bravi ad attendere che le cose accadano naturalmente. 

Ma se ciò a cui aspiri, oltre l'innamoramento momentaneo, è l'amore, un sentimento vero e profondo, allora che i tuoi desideri portati dalle pulsioni delle proiezioni tipiche dell'innamoramento non vengano soddisfatti.  Proverai frustrazione, delusione, amarezza, a volte senso di vuoto e percezione di solitudine. Tutte cose illusorie. Ma necessarie per essere trascese. 
Giardino interiore - Foto dell'autrice 

Soltanto quando l'innamoramento finisce puoi comprendere davvero se l'oggetto del tuo desiderio è vero amore o no. Se non ti interessa più non lo era. Punto.

Se invece permane un senso di pace di cuore verso questa creatura, una completa accettazione della sua libertà, al di là dell'aspettativa di poter un giorno camminare assieme come coppia, ecco che allora abbiamo superato la prova. E' amore.

In un post precedente avevo scritto che l'innamoramento non va demonizzato perché è comunque un modo per aprirsi all'altro e ad avvicinarsi. Ma anche sappiamo quanto sia effimero. Sappiamo che non nutre il cuore, nutre solo le illusioni e va trattato con le pinze.

Allora è davvero una benedizione quando le tue aspettative vengono frustrate, perché lì c'è il seme della pace, dell'interezza. Rinsavisci, torni a te stesso purificato. 
E' una finestra sul tuo cuore, puoi vedere a che punto sei nella tua capacità di amare in modo incondizionato.

mercoledì 4 gennaio 2017

Piccoli atti magici per la carriera

L'ho scritto diverse volte e lo ribadisco: il lavoro lo si crea da dentro, è solo una conseguenza della nostra vibrazione, della  somma di pensieri accumulati, spesso inconsci.
Quello che molti non hanno ancora compreso nel profondo è che se desideri fare un certo mestiere devi far sì che l'universo si allinei con il tuo intento. 
A volte, però, per vincere delle resistenze inconsce, non bastano il solo intento e il gesto di mettersi alla ricerca del modo di realizzare quel desiderio.

Gli atti magici sono strumenti molto potenti, basta non aggrapparsi ad essi come unico mezzo. Se ad esempio vuoi diventare una donna manager, invece di attendere di aver già cominciato a lavorare per prendere un'agenda e un tailleur adeguato, comprali adesso! Comprati l'agenda più bella, la penna migliore, il vestito più figo! Comincia a pensare come una donna manager, cammina e telefona come una donna manager.

Detto così può sembrare vuoto coaching motivazionale basato sull'autoconvinzione della personalità, ma in realtà è molto di più.
Donna manager - Foto dell'autrice 
L'universo si allinea con il tuo intento. 
"Le risorse e il denaro si allineano e prendono le dimensioni del tuo sogno" scriveva Stefano D'Anna nel libro La Scuola degli Dèi.

Se hai il sogno di lavorare come manager d'azienda, e continuo con questo esempio, di certo non potrai creartelo davvero nella realtà se vai in giro a lamentarti della mancanza di soldi e opportunità di lavoro, a sentirti depressa trascinando i piedi e con le spalle curve, fermandoti davanti alle vetrine pensando che quei tailleur sono troppo belli o costosi per te, o che non sei abbastanza magra per starci bene dentro, oppure che non è il tuo genere di vestito.  

Rompi gli schemi di pensiero. Non ti piacciono i tailleur? Puoi sempre indossare una bella giacca sui jeans e con i tacchi alti, oppure puoi comprare un tailleur neutro e ravvivarlo con collane appariscenti o con stivali, oppure anfibi. 

Rompi gli schemi del non è per me, non mi ci vedo veramente, non sono adatta, non me lo merito, non sono abbastanza.

Hai un Sogno? Buttati! Vivilo da oggi in avanti, diventa il tuo Sogno! Coraggio, abbi fede!
Solo diventando ciò che vuoi essere l'universo creerà per te l'occasione giusta. Ama il lavoro che vuoi incarnare nella materia e questo lavoro arriverà, perché l'universo risponde soprattutto all'Amore. E' una Legge!

venerdì 25 novembre 2016

Surfare sulla sincronicità

Tutti abbiamo sentito parlare spesso delle cosiddette coincidenze significative. Ovvero eventi sincronici che si incastrano senza sforzo e ci danno la sensazione di star cooperando con noi per sostenerci in una situazione o una serie di situazioni di vita.

Se impariamo a riconoscerle, sarà più facile affidarsi al loro consiglio, perché alla fine di questo si tratta. Sta a noi decidere di seguirlo oppure fare resistenza e molta più fatica ad ottenere ciò che vorremmo realizzare.
A forza di surfare sulle coincidenze diventiamo dei virtuosi, ed esse arrivano sempre più numerose. Ci affidiamo al Flusso creando la nostra vita con vera e propria magia.

Surfin' in the mirror - Foto dell'autrice
Ma a volte sentiamo che il Flusso si interrompe, ci sentiamo un po' frustrati nel constatare che non sempre funziona, non in tutto ciò che vorremmo. Ci chiediamo perché.

Ci sono tre ragioni principali:
1) l'aspettativa ci mette in una condizione di forte aspirazione, ansia, paura di non realizzare ciò che desideriamo, allontanando così da noi il Flusso, che non ama la resistenza e la paura;
2) non è detto che tutto ciò che desideriamo sia adatto a noi. Magari uno vorrebbe crearsi una Ferrari nella realtà ma la vita, non materializzandola, gli sta dicendo che non saprebbe che farsene, la userebbe per blandire il proprio ego, mentre magari la sua missione è mettersi al Servizio con umiltà;
3) a volte facciamo l'errore madornale di dividere le aspirazioni sincroniche in facili e difficili.

Esempio: magari siamo dei virtuosi nell'attirarci capi d'abbigliamento di un certo tipo o guadagni extra, semplicemente perché abbiamo già verificato che ci riusciamo senza fatica, quindi ci basta lanciare l'intenzione nell'universo e abbiamo fede che presto risponderà. Puntualmente siamo accontentati. Si rafforza quindi in noi la certezza che ciò funziona.
Poi però abbiamo delle aspirazioni di lavoro, o progetti di vita, che sembrandoci più complessi, in cui non solo noi siamo coinvolti, ci danno l'idea che sia più difficile ottenere dei risultati sincronici.
E' qui che casca l'asino!

Sincronic city - Foto dell'autrice
Come spiega bene Deepak Chopra nel libro Le coincidenze per realizzare in modo spontaneo i propri desideri (Sperling & Kupfer Editori), esse sono create dalla cosiddetta mente non-locale che è la Consapevolezza universale, la quale permea ogni cosa.
Essa agisce al di fuori dello spazio, del tempo e della causalità, è intuitiva, creativa, agisce senza energia, è piena di amore, non-algoritmica, e riconosce l'interconnessione acausale.

In poche parole non è soggetta ai principi della fisica classica, cioè al rapporto di causa-effetto, è immediata e non si muove nello spazio dal punto A al punto B. Non riconosce le distanze proprio perché è non-locale. Non esiste in un luogo fisico, ma è ovunque e risponde solo all'intenzione che nasce dalla Coscienza. 

Quindi, come può qualcosa del genere dividere gli eventi sincronici da creare in facili e difficili? Non ha alcun senso! I miracoli sono al di fuori delle tre dimensioni del mondo fisico. Non esiste né troppo grande, né troppo complesso.
Esiste solo affidarsi oppure fare resistenza.

venerdì 20 febbraio 2015

Niente da inseguire

Ogni volta che desideriamo qualcosa, per esempio ottenere un nuovo lavoro, un partner o aumentare la disponibilità economica, ecco che scatta l'illusione automatica del cercare fuori. Pare ovvio pensare che sono lì da qualche parte e che vanno individuati, conquistati.

Ma i Maestri da millenni ci ricordano che nulla è là fuori, quindi, l'unica cosa saggia da fare è lavorare all'interno per permettere a ciò che desideriamo di accadere anche fuori, creandolo nel mondo materiale. Ciò non significa stare lì ad aspettare che qualcosa accada, semplicemente pensandolo. 

Frecce! - Foto dell'autrice
Dobbiamo entrare profondamente nel nostro sentire per individuare ciò che di noi crea all'esterno. Sentire il nostro desiderio come già realizzato perché - ammesso che sia davvero qualcosa per noi, e non un superficiale desiderio che nasce dall'ego - come spiega Gregg Braden, nel mondo dei quanti l'informazione non compie un viaggio per arrivare a destinazione: arriva senza essersi spostata nello spazio dal punto A al punto B. Vuol dire che è la coscienza universale a portare le informazioni, come se fossero già lì. In effetti, lo sono sempre state! Ma per la mente umana, che è duale, ciò è inconcepibile.

Eppure, tutto già esiste in potenziale perché tutto E' già. 
Non c'è nulla da inseguire perché tutto esiste già dentro. Sono solo i nostri blocchi a non permettere di realizzarlo.
Smettiamo di correre dietro alle cose sentendole là fuori, guardiamo dentro e lì troveremo tutte le risposte alle nostre domande e, di conseguenza, le soluzioni ai problemi. 

martedì 13 gennaio 2015

Il vero successo

Il mondo materialista in cui viviamo ha una strana idea di successo. Quasi tutti rischiamo di rimanere vittime di questa percezioni distorta, poiché bombardati di continuo da messaggi che ci incitano a guadagnare di più, diventare famosi, andare in tv, avere una bella macchina e una casa da sogno, e se questo non succede veniamo definiti dei falliti o comunque persone di poco conto.

Ma se potessimo chiedere a chi ha conseguito i successi materiali descritti sopra se si sente felice e sereno, in pace con sé stesso e con il mondo, quanti ci risponderebbero di sì? Probabilmente quasi nessuno.
E soprattutto, la serenità acquisita sarebbe una conseguenza del successo? 
La risposta è ovvia: NO.


Arco di luce - Foto dell'autrice
Chi lavora su di sé ininterrottamente a un certo punto, quando i risultati di una visione verticale del mondo e una consapevolezza espansa si manifestano, comincia a comprendere una cosa fondamentale: che i suoi successi sono quasi impercettibili all'esterno, ma dentro, dentro il guerriero di luce sente finalmente una Gioia intrinseca costante, che mai lo abbandona, come un sottofondo musicale alla sua vita - la sua anima vibra di armonia.

Di colpo, i successi materiali che il mondo si aspetta non hanno più importanza, perché il mondo interiore si sente già realizzato. Non c'è villa con piscina o lavoro da vip che possa competere per come vi sentite ogni mattina al risveglio, quando per prima cosa sorridete alla vita e sentite un tuffo al cuore che significa: un altro magnifico giorno da vivere, con tutti i suoi doni!

I realtà, ad occhi attenti non può sfuggire il vostro cambiamento. Perché chi cambia interiormente emana un'energia diversa, ma non tutti possono percepirla, oppure alcuni ne vengono respinti perché troppo forte per loro.

Pian piano, senza mai abbandonare il lavoro su di sé, pure il mondo materiale cambia in meglio, ma non è più al centro dei nostri pensieri e qualsiasi cosa succeda va bene uguale. Non c'è più la preoccupazione di raggiungere uno standard dato dall'esterno.
Non è detto che si finirà per avere davvero una villa con piscina pur senza averla desiderata come la cosa più importante del mondo, certo a qualcuno può succedere, e se non succede è perché non serve per la nostra evoluzione.

Quindi, una cosa da ricordare sempre e comunque è che il vero successo, quello che fa fare davvero un salto evolutivo e vivere nella Gioia, è l'aver risvegliato la coscienza e lo sforzo continuo per mantenersi desti.




venerdì 29 novembre 2013

Che cosa state difendendo?

L'ego crea un'immagine di noi basata sulle nostre credenze e paure. Noi crediamo di essere ciò che siamo per via di esse.
Ogni convinzione, speranza, desiderio, quindi, fa i conti con ciò che crediamo di essere. 

Ogni volta che ci sentiamo in qualche modo attaccati, minacciati da opinioni, azioni, fatti o timori, dovremmo chiederci: Che cosa sto difendendo?
Foto dell'autrice

Questo è molto importante perché ci permette di fare un passo indietro e, invece di reagire, osservare cosa accade dentro di noi. Cercare di individuare l'essenza del problema. Sentire la falsità delle nostre preoccupazioni, l'inesistenza delle minacce.

Le nostre opinioni non sono noi. Le critiche che riceviamo non sono armi letali. Quindi, cosa abbiamo paura di perdere?

Abbiamo paura di perdere le nostre convinzioni perché significa smontare tutto il nostro mondo. Abbandonare, tralasciare tutto ciò che è illusorio, e alla nostra mente piace tanto creare e sguazzare nei drammi! Il dramma la fa sentire importante.

Il senso di difesa si basa sulla paura della morte, vera o metaforica che sia.  
Cosa stiamo difendendo? Un'identità fittizia, un'etichetta che ci siamo appioppati da soli o che abbiamo accettato da altri come vera.

Le nostre idee ci piacciono a tal punto che lasciarle andare, anche se ci farebbe stare meglio, ci pare impensabile. Significa per noi rinunciare a sogni e speranze, ma anche al dramma che ci fa sentire tutti un po' Calimero bisognoso di compatirsi e di farsi compatire.

Allora ci arrocchiamo nella nostra torre sentendoci continuamente minacciati da un sacco di cose, al punto da irrigidirci e perderci. 
Continuando a stare sulla difesa, a negare ciò che è, perdiamo il nostro Essere.

Quindi, attenzione ad ogni sintomo di difesa. Osservatelo, accettatelo, e sparirà.

giovedì 3 ottobre 2013

La differenza tra intenzione e ispirazione

La tecnica dell'Ho'oponopono è finalizzata ad azzerare tutte quelle parti di noi che fanno resistenza alla vita, compreso l'Ego.

Prima, nei libri sul pensiero positivo e l'autoaffermazione, si puntava sempre sul concetto di intenzione.
Immaginare cosa vorremmo intensamente, crederci, e ottenerlo dall'Universo.
Poi però si è notato che non sempre questa tecnica funziona. Si è giunti allora alla conclusione che di mezzo c'erano le false credenze autolimitanti e i blocchi emozionali.

Foto dell'autrice
Ma ancora, i conti non tornavano. In fondo, chiedere all'Universo incessantemente per avere ciò che vogliamo è non solo una mancanza di fiducia nei suoi confronti, ma è comunque un prodotto dell'Ego. E non è detto che la cosa desiderata sia davvero per noi.

E allora? 
L'Ho'oponopono funziona proprio dove tutte le altre tecniche falliscono. 
In fondo, noi non abbiamo il controllo totale del nostro inconscio, anzi, non ce l'abbiamo per niente! 
Per questo a volte, nonostante tutte le tecniche di guarigione emozionale messe in pratica, i nostri problemi persistono.

Insomma, possiamo scegliere ma non avere il controllo delle situazioni, e soprattutto, dobbiamo essere distaccati dall'avere alla fine o meno ciò che desideriamo.

Quindi, se l'intenzione è un gioco della mente, azzerando tutto con l'Ho'oponopono che cancella le memorie anche inconsce, diamo spazio all'ispirazione.

Scrive Joe Vitale in Zero Limits: A un certo punto vi arrenderete e inizierete ad ascoltare, piuttosto che chiedere e aspettare.

Foto dell'autrice
Perché l'intenzione è una forma di manipolazione. Se invece azzeriamo il chiacchiericcio della mente, arrendendoci al flusso, avremo la fiducia che l'Universo sa meglio di noi cosa è davvero fondamentale per la nostra vita.
Scopriremo di aver sofferto per cose che erano solo il prodotto dell'Ego.
Se arriviamo a zero limiti ripulendoci, riusciremo a percepire l'ispirazione divina perché non avremo più filtri mentali che ci impediscono di riceverla.

L'intenzione funziona e porta risultati, l'ispirazione funziona e porta miracoli. Quale preferite? - scrive Joe Vitale.

martedì 13 agosto 2013

La vita ti risponde. A modo suo.

Sarà capitato a tutti di darsi dei buoni propositi per migliorare la propria vita, il proprio rapporto con gli altri, dicendo, ad esempio: non voglio più arrabbiarmi e litigare con le persone, d'ora in poi non raccoglierò più le provocazioni; non attaccherò più bottone e parlerò meno; non mi lamenterò più; non la prenderò più sul personale; non giudicherò più niente e nessuno.

E, puntualmente, accade che finiamo per litigare con qualcuno che ci provoca, anche se non ce la siamo cercata, o succede qualcosa che ci fa tornare a lamentarci, a prenderla sul personale, ecc.

E' la vita che risponde alla nostra richiesta. 
Foto dell'autrice
Ma noi, inconsapevoli, ci arrabbiamo perché ci illudiamo che esprimere il desiderio di rompere uno schema basti a farlo accadere. Invece la vita ci mette davanti a un esempio, ci offre un'opportunità per mettere in pratica da subito ciò che vogliamo imparare a fare.

Dovremmo ringraziare la vita che ci sta offrendo l'occasione giusta per svegliarci e osservarci mentre sta per accadere ciò che vorremmo evitare: reagire a uno schema assodato. 
Il nostro unico errore è scoraggiarci e prendercela con la vita o con noi stessi, o peggio, con chi ci provoca. 

Guarire da schemi di comportamento è lungo e tortuoso, è una continua sfida con noi stessi.
E' come decidere di andare a pattinare sul ghiaccio e poi prendercela con il ghiaccio stesso che ci ha fatto cadere, o con i pattini.
L'equilibrio si impara poco a poco. Basta non arrendersi. Mai.

mercoledì 19 giugno 2013

La disoccupazione secondo Dio

Molte persone, riguardo alla spiritualità pensano che non ci si possa rilassare, lasciar andare le preoccupazioni e avere fiducia quando hanno perso il lavoro, devono pagare i conti e mantenere i figli.
Sentono che non ci sia spazio per la spiritualità, come fosse una perdita di tempo prezioso mentre si cerca di sopravvivere.

Insomma, più siamo in difficoltà e più ci allontaniamo dal Divino, pensando che non ci stia aiutando, che se abbiamo perso il lavoro, se abbiamo dei debiti, questa è la prova che non c'è nessun Dio o comunque, se esiste, di noi se ne frega e non ascolta le nostre preghiere.
Foto dell'autrice

In realtà, è proprio questo il punto. E' proprio nei momenti di difficoltà che possiamo vedere, se ci mettiamo nell'ottica giusta, quanto in realtà le nostre preghiere sono sempre ascoltate.

Il problema, come al solito, è che non siamo capaci di chiedere nel modo giusto.

Nelle Conversazioni con Dio, il Divino risponde all'autore:
Per l'esattezza, chi credi di essere? In rapporto all'esperienza chiamata disoccupazione, chi pensi di essere? E forse, con più precisione, chi pensi che Io sia? Ritieni questo un problema troppo grande perché Io possa risolverlo?

Insomma, non c'è nessuna prova nella vita.

Voglio per te quello che tu vuoi per te. Niente di più, niente di meno, dice Dio.
Ti dico questo: ottieni sempre quello che crei, e stai sempre creando. Non esprimo un giudizio su quello che crei, Mi limito a fornirti un sempre maggiore potere creativo.

Ora, Mi stavi dicendo di non aver sempre ottenuto quanto desideravi. Eppure Io sono qui per dirti che lo hai invece ottenuto ogni volta senza eccezione.

Praticamente, se ti lamenti che di rado le tue preghiere vengono ascoltate, questo è ciò che avviene. Sei tu a crearlo.

La tua vita è sempre un risultato dei tuoi pensieri su di essa.

Quindi, magari ti senti vittima di aver perduto il lavoro, in realtà tu stesso non avevi più scelto quel lavoro per te. Hai incominciato ad avere paura, hai smesso di esserne felice, di sentirti fortunato, di amare il tuo lavoro. Hai cominciato a sentirti risentito.
Quindi, l'energia del tuo pensiero, delle tue intenzioni in proposito, erano di perdita.

Foto dell'autrice
Cosa intendi dimostrare a te stesso? Che sei una persona povera, sfortunata, che ha una vita di pochezza e non si sente ascoltato nelle preghiere e nei desideri o invece intendi dimostrare Chi Sei Veramente? 
Qual è la tua vera intenzione rispetto alla vita?

Hai dimenticato il tuo progetto, ti sei concentrato sull'illusione che la vita sia sopravvivenza.
Hai dimenticato i tuoi desideri profondi.
Hai paura. 
La paura genera mancanza.

Ti sei allontanato da Te Stesso. Ti sei allontanato dal Divino.
Perché in realtà noi e il Divino siamo una cosa sola.


martedì 18 giugno 2013

L'ErbaVoglio

Ricordate il vecchio detto L'Erba Voglio non esiste neanche nel giardino del re?

Foto dell'autrice
Beh, Neale Donald Walsch, nelle sue Conversazioni con Dio, alla domanda Perché non ho un maggiore successo?, si sente rispondere:

Ho detto che le tue parole sono ordini. Ora le tue parole sono state: "Voglio il successo". E l'universo dice: "Va bene, è così", farai l'esperienza di volere il successo.

In pratica, secondo l'Entità Creatrice, le parole Io sono hanno un potere enorme, poiché sono i comandi della creazione degli eventi.
Io, che sta alla base del Io sono, sommato a voglio (e aggiungete voi qualsiasi cosa vorreste) si manifesterà nella realtà fisica come lo avete pronunciato.

Quindi, avrete l'esperienza di colui che desidera qualsivoglia cosa, non di colui che la ottiene!

L'unico modo per cambiare la realtà è smetterla di pensare in questo modo e, soprattutto, di chiedere in questo modo.

E allora, si chiede Walsch, se già il Divino mi ha detto che non si può fingere di avere preventivamente perché sarebbe un mentirsi e un mentire a Colui che Crea, portando solo illusione alla propria esistenza, come fare?

Se dico a me stesso Ho successo, ho tutto il denaro che ho sempre desiderato per vivere nell'abbondanza, in realtà so che non è vero e anche il Divino lo sa. Che tecnica usare?

Il Divino risponde: Allora formula un pensiero che puoi accettare.
"Il successo sta per arridermi", oppure: "Tutto mi sta conducendo al successo".

Insomma, il succo della questione è che le affermazioni non funzionano se si limitano a essere delle dichiarazioni di quanto tu desideri sia vero.
Le affermazioni funzionano solo con ciò che tu conosci già come vero.

Ora, se esiste qualcosa che hai scelto di sperimentare nella tua vita, non "volerlo", sceglilo, sottolinea il Divino.

Scegli tutto ciò che davvero ti sta a cuore, ma fallo pienamente, senza dubbi, con determinazione e fiducia.





venerdì 7 giugno 2013

Quanta paura vi fa essere Nessuno?

Anthony De Mello, nella sua spietata analisi del nostro egocentrismo e dei nostri falsi miti, propone alcuni interessanti esercizi.

Individuate e osservate le paure e le ansie che si nascondono nelle vostre relazioni.
Dietro ogni ansia si nasconde una pretesa autoimposta.

Autoritratto dell'autrice
Poi, pensate alle cose che vi sono costate fatica e impegno per essere raggiunte.
Pensate che in realtà non avete mai avuto bisogno di queste cose per essere felici.
Immaginate di non avere più paura di vivere senza di esse.
Immaginate di aver perso la paura di essere un Signor Nessuno.

Provate ad eliminare i desideri dalla vostra mente, a comprendere il loro valore limitato.
Provate a immaginare quante persone a questo mondo sono felici anche senza avere quello che voi desiderate così tanto.
Cercate di comprendere che soddisfare i desideri arreca conforto ma non dà la felicità.

Osservate la vostra delusione quando qualcosa non va secondo i vostri piani. 
Pensate alle persone che vi elogiano. Dite a voi stessi che quegli elogi non si riferiscono al vostro Sé, ma al vostro Io.
Pensate anche alle persone che vi criticano. La critica fa male al vostro Io, non al vostro Sé.

Autoritratto dell'autrice
Pensate a tutte le volte che avete cercato l'approvazione degli altri.
Perché avete rinunciato alla libertà in favore della comodità di sentirsi approvati, coccolati?

Lasciate che gli altri siano. Lasciateli liberi di andare e venire dalla vostra vita. 
Dite a un amico che lo lasciate libero di essere ciò che è, di dire e pensare e agire come crede.
Smettetela di manipolare gli altri aspettandovi che agiscano come fareste voi.

Pensate alle persone che conoscete e amate e guardatele come egoiste e folli.
Poi guardate anche persone famose che ammirate come egoiste e folli.
Poi pensate a voi stessi. Siete esattamente egoisti e folli quanto gli altri cui avete pensato.
Non siete migliori.

Non esiste nessun impulso insito nella natura umana di essere importante, scrive De Mello.
L'unico impulso proprio della natura umana è quello di essere liberi, liberi dall'oneroso desiderio di essere importanti e popolari, di avere successo, di riscuotere simpatie.
Essere liberi dal bisogno di essere ricompensati e applauditi è la libertà che ci genera come figli e figlie di Dio; è la libertà degna della nostra condizione.

mercoledì 29 maggio 2013

Sulla sofferenza

Anthony De Mello scrive:
E' un'ottima cosa, l'aver sofferto: solo in questo caso si può essere esasperati dalla sofferenza per smettere di soffrire.

Secondo il Buddha, l'origine principale della sofferenza è il desiderio. Quindi, per eliminare la sofferenza va eliminato il desiderio.

De Mello spiega cosa si intende davvero per desiderio. 
Un fraintendimento tipico è pensare che allora non dobbiamo più avere sogni o obiettivi nella vita.
Non è così.
Per desiderio, Buddha intende ciò che ci fa credere che senza quella cosa o persona non saremo mai felici, cioè la dipendenza dal soddisfacimento di quel desiderio.
Il senso di mancanza.

In effetti, nella nostra cultura dei consumi ciò viene portato al parossismo dalle stesse aziende produttrici di beni, che insistono nel convincerci che non saremo felici finché non avremo acquistato l'ultimo modello di auto, di telefono, o la nuova crema antirughe o un vestito all'ultimo grido.
Non c'è da stupirci se viviamo in un mondo in cui, nonostante ci sia più ricchezza e salute che nei secoli passati, siamo tutti mediamente più infelici.

Invocation - Foto dell'autrice
Crea dei bisogni e avrai gente infelice e dipendente.

Ma la sofferenza, come dice De Mello, a volte può essere la porta che si apre su una nuova visione delle cose.
Quando soffri a tal punto che hai due scelte: morirne o fare il salto di qualità e lasciare andare tutto ciò che stai trattenendo con tutte le tue forze par paura, attaccamento, illusione di averne il controllo.

A quel punto, sei libero.


martedì 7 maggio 2013

Quanto è grande il tuo sogno?

La scrittrice Rhonda Byrne, nel suo libro The Power (Mondadori), riguardo alle convinzioni autolimitanti che ci impediscono di realizzare i nostri sogni, consiglia un esercizio davvero singolare:

Disegna un punto al centro di un grande cerchio e accanto al puntino scrivi quello che desideri.
Foto dell'autrice

Non perché il puntino rappresenti quanto siano irrisori i tuoi bisogni, i tuoi desideri.
E' solo per farti capire che rispetto alla forza dell'Amore Universale, il tuo desiderio è così minuscolo che realizzarlo è semplice come battere le ciglia.

Se non si è ancora realizzato è perché non ci credi abbastanza.
Per questo si consiglia questo semplice esercizio.

Quindi, disegna un cerchio dove vuoi, il più grande possibile. Anche su un muro, se puoi. 
Magari si può realizzare con dello scotch di carta da carrozziere, che non fa danni!
Oppure disegnare col rossetto o un pennarello lavabile sullo specchio. Sì, proprio sullo specchio in cui più ti guardi, così da rammentarti ogni giorno che sei proprio tu, e nessun altro, l'artefice della tua felicità o infelicità, che tutto parte da te. 

E mentre guardi quel cerchio, immagina che sia grande come un cerchio con il diametro lungo quanto un campo di calcio e il tuo desiderio è una capocchia di spillo al centro di un'area così vasta.

Capito?

Non importa se quel cerchio non sarà perfetto, prova a disegnarlo immaginando che quello è l'Amore Universale.
E l'Amore farà il miracolo. Ma ci devi credere.
E già che ci sei, comincia da subito a provare gratitudine per ciò che riceverai.