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venerdì 9 dicembre 2016

La natura fuori di sé

Oggigiorno va di moda ascoltare suoni della natura su spotify o youtube, come canti d'uccelli nella foresta equatoriale, il rumore delle onde del mare o della pioggia. Persino il canto delle balene. 
La ragione è etologica: siamo comunque parte del regno animale e vivere avulsi dal mondo naturale con i suoi ritmi lenti e suoni armoniosi ancestrali ci scolla dalla nostra calma interiore.

Così ce la raccontiamo, in realtà. 
Poppies in town - Foto dell'autrice 
E' tutto vero, siamo avulsi dalla natura, molti di noi la temono perché viviamo in scatole di cemento in cui insetti e altre bestioline difficilmente entrano, e fin da piccoli ci viene insegnato che la terra è sporca e se piove non bisogna bagnarsi o si prenderà un raffreddore. 
Ma se, da una parte, la necessità di ascoltare suoni della natura in cuffia ci riporta al nostro perduto equilibrio con il mondo naturale, dall'altra è per sempre una scappatoia da ciò che c'è.

L'unico modo per stare bene con sé stessi nel qui e ora è stare. Esserci, respirare, ascoltarsi.  Ascoltare suoni della natura in cuffia è solo un palliativo, perché finito il brano, togliendoci le cuffie, sentiremmo di nuovo emergere lo stress e il fastidio per i rumori urbani, il vocio, e tutto ciò che ci disturba nella città. 
Non è di immersione virtuale nei suoni naturali che abbiamo realmente bisogno. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è ritornare a noi stessi nell'adesso, senza fuggire dal fastidio.

giovedì 9 giugno 2016

La Discesa

Nel post di oggi mi collego ad una riflessione scritta l'altro giorno su Facebook riguardo alla tendenza di molti vegani/vegetariani a credere di essere più spirituali, giusti e compassionevoli rispetto a chi non lo è. In quel post si faceva più che altro riferimento al fatto che ora vada di moda postare in maniera isterica articoli e foto di maltrattamenti sugli animali, specie nei mattatoi e negli allevamenti, per provocare orrore e senso di colpa, ma questo è uno specchio dei sensi di colpa che evidentemente hanno gli stessi che li diffondono.

Invece oggi mi soffermo su un'altra riflessione che mi nasce dall'aver appena letto un articolo in cui un operatore olistico scriveva che gli esseri umani devono al più presto, oltre al lavoro su sé, smettere di mangiare carne e latticini in quanto sporcano le nostre vibrazioni, abbassandole.

Questo è vero solo in parte. In quell'articolo si perde di vista un punto fondamentale: che non tutte le anime sono venute sulla Terra per innalzarsi, altre hanno come compito quello di scendere nella materia perché già evolute, ma proprio per questo rifiutano la discesa totale.

Anni fa una kinesiologa, sciogliendomi dei blocchi cristallizzati nel corpo mi ha detto: Tu sei troppo spirituale. E' come se incarnandoti in questa vita una parte di te abbia rifiutato l'esperienza della materia, perché ha ancora nostalgia di casa. Ecco perché non riesci a concretizzare i tuoi progetti, hai le idee e poi non sai come farle diventar realtà, sei sempre senza una lira.
Come compito mi diede, tra le altre cose, anche quello di mangiare un po' di carne ogni tanto, anche se la digerisco poco. 

Carne all'albese - Foto dell'autrice
Quindi, non tutti hanno bisogno di innalzarsi e purificarsi i Chakra alti, specie se quelli bassi non funzionano e non si è radicati nella materia!
Essere spirituali significa proprio vivere in equilibrio fra alto e basso, tra terra e cielo, tra idee e materia, tra Dio Padre e Dea Madre.

Per prima cosa dobbiamo capire cosa siamo venuti a fare su questo Pianeta, e imparare ad ascoltarci. A quel punto possiamo seguire l'intuito e decidere se mangiare carne o no. 
Restate nel non giudizio. Agite nel sentire e non in base alla morale terrestre del senso di colpa e dell'ingiustizia.

giovedì 16 aprile 2015

Il mondo si sta svegliando

Ho avuto modo di constatare che sempre più persone sono pronte per intraprendere un cammino di risveglio. 
Mi capita sempre più spesso di incontrare gente che parlando del più e del meno mi fa capire che si sta interessando all'evoluzione della propria coscienza, anche se magari la chiama genericamente spiritualità.
Qualcuno mi dice che da alcuni mesi gli capita di incontrare persone che si occupano di risveglio, e quindi confessa di aver capito che qualcosa gli sta dicendo che è il percorso giusto per lui; altri dicono di aver sperimentato di persona la Legge dello Specchio senza nemmeno sapere bene cos'è, ma hanno toccato con mano che funziona; c'è chi si avvicina al reiki seppure con scetticismo; altri sentono il bisogno di tornare a fare arti marziali dopo aver tralasciato gli allenamenti magari per anni e anni...
Se si sono creati questa realtà è perché hanno davvero bisogno di vivere a un'ottava superiore. 

Infatti, tutto ciò non può essere per caso perché il caso non esiste! Ogni incontro è voluto dall'anima che sta chiedendo di più, e anche il corpo comincia a vibrare a un livello che si attira gente giusta per quel nuovo sentiero.
Risveglio della Terra - Foto dell'autrice

La Terra è in fermento, stanno giungendo le energie giuste perché il sentire di molta gente sul pianeta è una certa insoddisfazione per le cose materiali, stanchezza nel provare sempre fastidi e dolori, e un richiamo impellente per imparare a vedere le cose da un altro punto di vista. Insomma, molte anime stanno chiedendo ai corpi che le rivestono di svegliarsi!
Il tempo per un nuovo salto in avanti di coscienza collettivo è giunto e non si può restare indietro. E' un imperativo animico.
Se sentite un richiamo verso il cammino del risveglio seguitelo!

giovedì 11 settembre 2014

Lo strano senso dell'inutile

Talvolta, guardando un prato per lungo tempo incolto venire scavato per costruirci un immobile o cementificato per far posto a un parcheggio, mi fermo a riflettere sulla strana idea che gli umani hanno dell'utilità di un pezzo di terra.
Foto dell'autrice


Pare che ai nostri contemporanei l'idea di lasciare un campo inutilizzato, non sfruttato paia una pecca. L'umano moderno è incapace di concepire che la terra possa essere lasciata lì a sé stessa, per rigenerarsi, ma anche soltanto per esistere in quanto campo in cui brulicano differenti forme di vita.

Si guarda al campo incolto come a un qualcosa di inutile, di incompleto, a un vuoto da colmare senza capire che non c'è nessun vuoto che chiede di essere riempito.


Foto dell'autrice
La folle mania dell'utilità a tutti i costi tipica dell'umana mentalità non fa che produrre mostri. Non si riesce a guardare al mondo senza pensare a qualche scopo utilitaristico. Nonostante questo ancora la gente si stupisce ogni volta che la pioggia battente sul cemento - che non la assorbe - si trasforma in alluvione o che il sole a picco aumenta a dismisura il calore delle città trasformandole in un immenso forno a cielo aperto. 
Si parla di cambiamenti climatici su vasta scala e non si riesce a comprendere che nel nostro microcosmo ogni piccolo cantuccio d'erba che potrebbe assorbire la pioggia e rinfrescare le estati, e che invece viene annientato, può fare la differenza.

Ogni piccolo spiazzo d'erbacce o terreno incolto, dimenticato, che continua a esistere è un miracolo e una benedizione.
Lasciamo la terra inselvatichita essere ciò che è. Benediciamo la Bellezza di un campo che resta fine a sé stesso. 
Perché dovrebbe avere uno scopo altro dall'essere ciò che è?




mercoledì 30 ottobre 2013

Liberarsi dal bisogno di controllo

La mente umana, essendo identificata nella materia, teme il Nulla.
Ha bisogno, complice l'ego, di credere che i nostri gesti possano in qualche modo prevenire eventi che temiamo e ottenere le cose che desideriamo. 

E' il bisogno di controllo.
Il terrore sottile che le cose e le persone ci possano sfuggire, la paura che eventi improvvisi possano metterci in pericolo o annullarci.

Molte persone negano di avere questo problema. Non ne sono consapevoli. Eppure...

Faccio qualche esempio:
se volete a tutti i costi avere risposte alle vostre domande (anche esistenziali), così indagate con le carte, gli oroscopi, i guru, leggete libri per capire a tutti i costi il perché di certe cose;
se fate un sacco di domande riguardo alla soluzione dei vostri problemi agli amici, assillandoli con le vostre preoccupazioni sperando che vi aiutino;
Foto dell'autrice 
se controllate spesso l'orologio o il telefonino;
se siete fidanzati e leggete di nascosto gli sms del vostro partner per indagare le sue attività varie;
se non sopportate che gli altri abbiano idee diverse dalle vostre;
se temete incidenti, disgrazie, e andate in ansia se qualche famigliare è in ritardo...

Beh, cari i miei lettori, se almeno una di queste cose vi appartiene, avete il bisogno di controllo!

Ma la buona notizia è che è perfettamente umano e si può guarire.

Sappiate per prima cosa che il mondo c'era prima e ci sarà anche dopo di voi, quindi rilassatevi. Non è vostro compito far girare il pianeta Terra né tenere vivo il fuoco del Sole.

La seconda cosa da capire, è che ogni volta che temiamo di perdere il controllo di qualcosa e agiamo per riprenderlo, creiamo una barriera tra noi e l'Universo, il Divino.
Perché stiamo implicitamente dicendo che non abbiamo fiducia nel Creato e nella Legge di Attrazione.

Dancing with the Universe - Foto dell'autrice
L'unica cosa da fare è, sempre e comunque, stare nel Qui e Ora, riconnettersi con il Sé, che sa benissimo che ogni cosa è come deve essere.

Il Nulla che tanto temiamo è l'unica cosa reale che c'è. 
Il Divino che tutto crea è il vuoto. 
E al vuoto, al Nulla, torneremo alla fine di questa incarnazione.


Quando smettiamo di esercitare il controllo,  scopriamo che tutto ciò che ci arriva è il meglio. Anche meglio di ciò che speravamo. Perché l'Universo sa cosa è davvero necessario per noi in questa vita.

Quando smettiamo di esercitare il controllo, chiudiamo una porta e ci si spalanca la Vita.

Quindi, relax!




martedì 8 ottobre 2013

Il Tempo è Mente

La nostra mente non concepisce il momento presente. Se non come vaga coscienza di qualcosa che stiamo facendo.
Per tutto il resto del tempo, la mente oscilla tra passato e presente.

Secondo Eckhart Tolle, Tempo e Mente sono inscindibili.
Solo gli animali e le piante sanno per istinto primordiale che l'unico tempo che esiste è questo momento.


Foto dell'autrice
Per noi umani, il passato è la nostra identità, per questo abbiamo così paura di lasciarlo andare e di agire senza più prenderlo in considerazione. Per noi sarebbe un po' come morire. Annullare le nostre identificazioni basate sul vissuto personale.

Il futuro ci pare fondamentale per continuare a creare quella idea di noi che ci fa illudere di avere il controllo delle situazioni e di poter continuare a esistere come identità. 
Non preoccuparci del futuro ci fa temere di andare a rotoli. 

Ansia, impazienza, fretta, preoccupazione non sono la realtà. Derivano dal senso del Tempo creato dalla Mente.

Ma come si può smettere di dipendere dal concetto di Tempo?

Dicendo sì ad ogni cosa che accade nel presente.
Perché ciò che è nell'Adesso
Foto dell'autrice
è tutto ciò che abbiamo, solo questo.

E fare resistenza a ciò cha accade ora è dire no alla vita stessa.
E' come dire no al fatto che viviamo sulla Terra. 
Non possiamo dire no alla Terra. E' l'unico posto in cui possiamo vivere!

Ci saranno dei momenti dolorosi o difficili da accettare per ciò che sono, ma farne nostri alleati, dice Tolle, farà sì che a un certo punto sarà la vita stessa a lavorare per noi invece che contro di noi.

Non vi resta che provare...






sabato 23 marzo 2013

Dove siete in questo momento?

Dove siete in questo momento? Ehi, dico a voi che leggete.
Smettetela di pensare a cosa cucinerete per cena o a quante calorie aveva quel dessert, o a cosa starà facendo il vostro amore in questo momento.

Perché voi, invece, cosa state facendo? Siete proiettati nel futuro o nel passato. Non importa se immediato o lontano.
Il problema è che non siete qui.
Autoritratto dell'autrice
La vita è qui. Ma se non vivete adesso, facendo ciò che dovete o volete fare, quando lo farete? Quando sarete morti?

Vi svelerò un segreto:
uno dei compiti dell'esistenza è ESSERCI!
Sembra un paradosso ma non lo è.

Respirare e camminare, mangiare e dormire non significa esserci davvero. Se vi state chiedendo da anni perché non riuscite a concludere nulla, una delle ragioni, sappiatelo, è che non riuscite a stare nel tempo presente.
Ma come pensate di creare qualcosa dal passato o dal futuro?
E' impossibile. 
L'azione è nel presente. Tutto il resto è illusione. Non esiste. E' solo un prodotto della mente.

Esercizio:
Autoritratto dell'autrice
MEDITARE SUL CORPO. NEL QUI E ORA.

Sedetevi in terra. Fate un respiro profondo e chiudete gli occhi.
Ascoltate il mondo attorno a voi. Ascoltate il vostro respiro regolare, i gorgoglii del vostro corpo.
Portate l'attenzione sul vostro corpo, partendo dalla testa, scendendo fino alle braccia e alle gambe. Ai piedi.
Rilassate i muscoli. 
Pensate al vostro corpo e a tutto il vostro essere in questo momento. 
Siate grati al vostro corpo di essere qui al vostro servizio.
Sentite le vibrazioni della terra sotto di voi.
Immaginate di assorbirle, immaginate di mettere radici.
Immaginate di avere un cordone rosso che dalla terra sale lungo il vostro midollo fino a raggiungere il cielo.

Ecco, ora siete nell'adesso. Siete qui. Sulla Terra.

venerdì 21 dicembre 2012

Affrontare il mondo a mani vuote - una lezione aborigena

In questo giorno di Solstizio d'inverno, dopo tutte le polemiche, le paure e i dubbi che hanno regnato sovrani negli ultimi tempi, a causa della cosiddetta fine del mondo, mi sono fermata a riflettere su un aspetto che molti hanno tralasciato.

A parte il fatto che nelle profezie si parlava della fine di un mondo, ovvero un modo di agire e pensare, non del mondo fisico,
il mio pensiero è andato alla nostra civiltà ipertecnologica, completamente dipendente dall'energia elettrica e dai computer.
Se ci fosse un qualsiasi cataclisma, anche solo un'intensa eruzione solare, ecco che proprio noi così evoluti, scopriremmo di non saper nemmeno accendere un fuoco per scaldarci. 
Allora chi è davvero evoluto su questo pianeta?

Anni fa è uscito un libro molto bello, uno di quelli che ti lasciano un segno indelebile.
Si intitola ...E venne chiamata due cuori, di Marlo Morgan.
Medico americano, Marlo Morgan andò in Australia per un programma sanitario entrando in contatto con gli aborigeni, e grazie a un rito iniziatico che questi celebrarono per lei, la donna ebbe modo di sperimentare personalmente le straordinarie conoscenze e le doti di questa popolazione.
Foto dell'autrice


Il libro inizia con una poesia dell'autrice, sul nascere e morire a mani vuote e contemplare la pienezza della vita a mani vuote.
Perché è questo che fanno gli aborigeni: vivere senza nulla.
Affidarsi completamente ai doni della natura e all'istinto infallibile sviluppato proprio perché a così stretto contatto con i pericoli di un ambiente ostile come l'Outback australiano.

Marlo Morgan testimonia delle capacità telepatiche degli aborigeni, della straordinaria invenzione delle vie dei canti per orientarsi nel deserto sconfinato, inventando una sorta di radar ante litteram. 
Della capacità di comunicare con gli animali e, ad esempio, far uscire dei coccodrilli da una pozza d'acqua con un canto specifico per potersi bagnare a loro volta senza conseguenze, del talento innato dell'individuare l'acqua anche nei posti più aridi, riuscendo a percepirne l'odore.

I coloni australiani li hanno disprezzati per secoli, interpretando il loro rifiuto di costruire case e capanne come una forma di rozzezza estrema. Ma gli aborigeni hanno fatto una scelta culturale che ai bianchi pare assurda.
Se la Terra è la nostra Madre, dicono, allora dobbiamo esserne i custodi e sforzarci di conservarla esattamente come ci è stata data fin dagli albori dei tempi. Quindi, ecco che ogni traccia di bivacco e di permanenza in un luogo viene cancellata.
Se noi pensiamo al nostro egocentrismo occidentale, lasciare un segno sempre e comunque, del nostro passaggio, del nostro potere temporale e spirituale, prendere a piene mani dalla Terra senza dare in cambio per mantenere l'equilibrio, ecco che la cultura aborigena acquista un senso. Diventa preziosissima.
La salvezza. 

Non dico che dovremmo cominciare a vivere con nulla come loro, ma di sicuro rivedere le cose da un altro punto di vista.
Noi siamo solo i custodi della Terra, non i suoi padroni.
Sarebbe bello cominciare una nuova Era dell'umanità prendendo esempio da loro, a mani vuote.
Senza i pesi del passato, senza la schiavitù dalla tecnologia che ci illude di essere più al sicuro ma che in realtà ci rende fragili più che mai.
C'è stato un tempo in cui i talenti e la consapevolezza degli aborigeni erano anche i nostri. Ma li abbiamo perduti.
Forse era un percorso necessario - allontanarsi dal Tutto per scoprire che siamo una cosa sola e tornarvi alla fine.
Ma ora che siamo giunti a un punto di non ritorno a livello di equilibrio naturale ed ecologico, vorrei tanto che i bambini a scuola avessero un'ora al giorno di Cultura Aborigena.
Gli Aborigeni sono in nostri Maestri di Vita.