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martedì 12 luglio 2016

Sul pagare il Servizio

Una costante del mondo cosiddetto spirituale-olistico è la polemica sul far pagare o meno i propri servizi. C'è chi dice che se si è al Servizio non si può far pagare una prestazione che non è quantificabile in denaro. Intento nobile, ma sotto c'è sempre un giudizio negativo nei confronti dei soldi in sé.
Io aggiungo anche che qualsiasi servizio va pagato perché dietro c'è un lavoro o una preparazione. Provate ad andare da un contadino e dirgli che le sue rape le volete gratis!


Denaro - Foto dell'autrice
Ma quello che sfugge ai più, è che dietro lo scambio servizio-per-denaro c'è una Legge. Il dare-per-avere. Non è una bassa convenzione terrestre se tu mi dai quello io ti do questo. 








Mia nonna era chiaroveggente, cartomante e aveva il dono della taumaturgia, ovvero guariva le persone da blocchi muscolari solo imponendo loro le mani sulla parte dolorante.
Non ha mai voluto lucrare sui suoi doni, infatti faceva la parrucchiera per vivere, ma accettava pagamenti anche solo simbolici alle sue prestazioni perché diceva che il Servizio va sempre pagato. 
Quando io le chiedevo di farmi i Tarocchi, lei mi diceva che alla fine della lettura dovevo prendere una monetina da 10 lire e buttarla in un tombino. Così la prestazione sarebbe stata considerata come pagata.


Moneta - Foto dell'autrice
Ma perché dovevo buttarla in un tombino e non darla a lei? Perché a livello simbolico con quel gesto si riconosce che il Dono non è proprio di chi è al Servizio, ma viene dall'alto e quindi dare il denaro alla terra anziché alla cartomante è comunque una forma di pagamento. E poi ero sua nipote! 

Quindi, chi si mette al Servizio sappia che non ricevere nulla in cambio non porta equilibrio tra il dare e l'avere. Se proprio non si vuole chiedere denaro dovrà comunque esserci uno scambio, ad esempio un dono o un favore. Come detto sopra è una Legge universale.

martedì 21 ottobre 2014

Ringraziare per le bollette

Alzi la mano chi non ha mai imprecato all'arrivo dell'ennesima bolletta da pagare. Assumiamo d'istinto una forma di resistenza, vedendo in esse solo una scocciatura o una condanna a sborsare altri soldi. Pensiamo al nostro dovere come un obbligo imposto dall'alto e non sappiamo vederne i benefici.

Qualche giorno fa ho osservato questo meccanismo accadere in me e di colpo ho compreso quanto questo atteggiamento negativo fosse ingiusto nei confronti delle comodità di cui beneficiamo ogni giorno.
In pratica, abbiamo un tetto sulla testa e lo diamo per scontato, usiamo la luce elettrica per rischiarare la notte, il gas per cucinare i nostri pasti, il riscaldamento per non gelare d'inverno, l'acqua per lavarci, bere, mangiare, il telefono per comunicare, eppure, quando ci viene chiesto il conto per questi servizi, ecco che ci arrabbiamo!

La gratitudine è la porta verso l'abbondanza, e noi non facciamo che sbattercela in faccia da soli.
Foto dell'autrice
Anche se si è un po' al verde, ogni bolletta dovrebbe essere accolta con un GRAZIE perché senza quei servizi, noi umani del XXI secolo, non saremmo in grado di sopravvivere.

Se non siamo disposti a vivere dentro un'umida caverna scaldandoci con un falò fatto di vecchie cassette della frutta, lavarci in un rigagnolo e usare piccioni viaggiatori per mandare messaggi, ringraziamo la vita che ci sta offrendo quei servizi per rendere la nostra vita comoda come nessun umano è mai stato prima. 
Non dare nulla per scontato e ringraziare sempre per i servizi è il primo scalino per vivere nel flusso dell'abbondanza invece che in carenza.