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martedì 25 ottobre 2016

Il ricordo passa dal cuore

Tempo fa, curiosando tra i vecchi libri letti da ragazza che restano a casa di mia madre, ho scoperto con perplessità che molti di quelli che sapevo di aver letto nel periodo tra il liceo e l'Università e che avevo apprezzato - e persino sottolineato - non li ricordavo più nel modo più assoluto. Sbirciavo tra le pagine e non ricordavo nulla né della trama né dei personaggi. 
Mi chiedevo come fosse possibile non aver trattenuto nulla di romanzi che avevo apprezzato al punto di sottolinearli.

Poco tempo fa, grazie a un'intuizione improvvisa, ho compreso che ciò che davvero ci nutre l'anima resta scolpito a fuoco in essa e non si può dimenticare. Magari non saranno frasi letterali ad essere  ricordate, ma l'essenza sì.
Perché ricordare deriva dal latino cor, cordis: cuore. Quindi: ricondurre al cuore.


Bouquet - Foto dell'autrice
Troppo spesso a livello intellettuale siamo influenzati dalla cultura dominante e da ciò che chi ammiriamo ci consiglia o dice di amare, cosicché perdiamo di vista ciò che il cuore vorrebbe assorbire, ciò di cui preferirebbe nutrirsi.
Nutrendo solo la mente con speculazioni intellettuali, ecco che il cuore resta a digiuno, ragione per cui a un certo punto ci rendiamo conto di non aver trattenuto in noi l'essenza di tanti libri letti. Abbiamo letto ciò che in realtà per noi era vuoto di cuore, ottenendo un vuoto.

martedì 26 agosto 2014

Il Risveglio deve farsi Cultura

Ho scritto ieri che una base fondamentale del cambiamento, oltre alla coscienza di essere responsabili di ciò che creiamo, è dare l'esempio.
Una cosa che ho notato, mutando visione delle cose, è che moltissimi libri e film continuano a narrare storie di perdizione in cui non c'è riscatto, non c'è salvezza, solo mancanza di senso, pessimismo e cecità dei protagonisti. 
Foto dell'autrice
Comprendo che si voglia esplorare il mondo contemporaneo attraverso il senso di disperazione, ma se lo stesso autore - scrittore o regista che sia - non comprende il senso ultimo dell'esistenza e non ne vede la bellezza, continuare a scrivere libri di questo tipo usando uno stile meraviglioso, con protagonisti magari indimenticabili, non porta da nessuna parte.

Il problema del classico intellettuale di professione è che intrappolato nella propria mente egioca come chiunque altro, ma essendo un comunicatore non fa che rafforzare nei lettori e nei fruitori di film (ma anche di arte contemporanea, che non è mai stata così deprimente e intrisa di mancanza di senso come negli ultimi decenni), certe idee di stampo esistenzialista e nichilista che il mondo sia un orrendo e insensato teatro di tragedie in cui siamo condannati a vivere.

Il Risveglio della Coscienza globale deve necessariamente passare parte anche dai libri, dai film, dall'arte, dal teatro, dalla musica, da tutte le manifestazioni dell'umana creatività che in senso generico chiamiamo Cultura.