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venerdì 19 maggio 2017

Come un treno in galleria

Il giorno in cui un editore mi ha telefonato per dirmi che avrebbe pubblicato il mio libro (Manuale rock per guerrieri danzanti) e che gli piaceva al punto che non sarebbe stato necessario l'editing, mi sono stupita a non avere una reazione euforica.
Era un sogno che si realizzava dopo anni di tentativi andati a vuoto, eppure quel giorno ho sentito una centratura e un radicamento nel momento presente così forte che nulla è più stato come prima.

Ho cominciato come un bulldozer a organizzarmi le presentazioni, mentre anni fa non avrei saputo organizzare un compleanno per mia figlia, ricevendo solo sì entusiasti. 
Quando stavo per fare la presentazione ufficiale del libro, a un convegno in cui sarei stata relatrice tra altri miei colleghi scrittori, non avevo nessuna emozione negativa. 
Manuale rock - Foto Giulia Covello
Non paura, né agitazione, nemmeno la già citata euforia. Questa cosa stupiva anche me. E' vero che sono abituata a parlare in pubblico, ma essere relatrice a un convegno era per me la prima volta.

La mattina della mia presentazione mi sono svegliata alle 5.30 naturalmente, e mentre ero seduta sul letto dell'albergo a gambe incrociate, sono rimasta a lungo in ascolto. Nessuna emozione negativa, solo centratura, forza interiore, grinta, voglia di esprimere l'energia del libro. 
Mi sentivo come un treno che sta per passare in galleria. Lo fa e basta perché è ciò che deve fare.

Ho capito che questo libro esprime ciò che sono venuta a fare sul pianeta, per questo non c'erano emozioni della personalità. 
Quando senti che stai facendo quello che sei venuto a fare, non c'è spazio per i tentennamenti né per la paura.

C'è solo amore, Fuoco, entusiasmo.
E l'universo risponde. 
Mi sono giunte in pochi giorni varie proposte di collaborazione, cose che mai avrei pensato e altre che desideravo ma da canali inaspettati.

Questa mia testimonianza personale è per dire: Trovate ciò che vi muove dal profondo, ciò che sentite essere la vostra Missione nel mondo e fatelo! 
Non avete idea della Forza che scaturisce dal semplice gesto del donare al mondo il vostro talento con Amore!

mercoledì 30 dicembre 2015

Guerrieri abbattuti, rialzatevi!

Il percorso di ogni guerriero, si sa, è irto di trappole e ostacoli. Che siano prove karmiche o semplici inciampi, in cui si ripiomba nella personalità e nell'identificazione con la macchina sofferente che ci contiene, il guerriero sa d'istinto quando è il momento di prendersi una pausa e cercare di ristabilire equilibrio dentro di sé per ricontattare la propria anima, imparare ad accettare che ci sono momenti difficili in cui i suoi desideri ed obiettivi vengono frustrati. 
Anche questo tempra il guerriero, che osserva la propria mente agitarsi nella negatività. Osservandola, torna prepotente la certezza che è nato per qualcosa di più grande che stare lì a deprimersi e lamentarsi.

In ogni battaglia di vita - così come in quelle sul campo, con le armi in pugno - si può cadere feriti o solo incespicare e finire in ginocchio, ma il vero guerriero sa sempre come rialzarsi, anche quando sente che il carico di difficoltà lo ha reso un po' più lento a riprendersi. Perché rialzarsi è l'unica cosa che abbia un senso, una spinta a tornare in sé e fare il proprio dovere, che sia in battaglia o nel mondo.

E' sempre difficile accettare che una situazione vada diversamente da come la si era immaginata e chiamata nella realtà, ma la non accettazione non fa che chiudere le porte al cambiamento.
Guerriero celta - Foto dell'autrice
Ogni evento ha un inizio e una fine, e l'accettazione di ciò che è, per quanto dolorosa, scioglie nodi come nessun'altra cosa.
La testardaggine della personalità continua a insistere che vuole una cosa, perché non accetta la situazione in cui questa cosa non c'è, considerandola sbagliata, negativa. 

E' proprio questa la chiave del miracolo. 
Non significa arrendersi, al contrario. Si apre una porta.
Lasciando andare le preoccupazioni per ciò che ancora non ha ottenuto, nonostante gli sforzi, e facendosi strumento del Divino, sa che la sola sua intenzione di Servire il Piano divino farà da catalizzatore per realizzare il suo contributo. Che a volte può anche essere diverso da ciò che immaginava o voleva ardentemente.

Il guerriero abbattuto, con un tremendo sforzo di volontà, si rialza, si scrolla il fango e il sangue secco di dosso, si concentra sul respiro, sull'istante presente, sentendo che esiste una Forza che lo collega ad ogni cosa nell'Universo, sta in ascolto, sente che ogni sua cellula è piena di Amore, sente il richiamo della Vita ad andare avanti, riprendere le armi e continuare sul suo sentiero perché nulla ancora è perduto e finché avrà fiato in corpo sarà pronto a dare il proprio contributo. 
Se non lo facesse tradirebbe se stesso, e di conseguenza lo stesso senso della propria esistenza.

martedì 15 dicembre 2015

Riflessione in caso di guerra

La mia riflessione di oggi nasce da una domanda che mi sto ponendo da qualche tempo. 
Parliamo spesso di guerrieri di luce o monaci guerrieri, di questo archetipo che è dentro molti di noi da tempi immemorabili, del lavoro su di sé come eroismo quotidiano, dell'esercitare la Volontà e il Coraggio.

Ma, proprio in questi giorni in cui da una parte esiste una minaccia reale di entrare in una terza guerra mondiale e dall'altra sta per uscire l'attesissimo settimo episodio della saga di Star Wars, mi chiedo: noi - ovvero chi lavora su di sé e sente un certo spirito guerriero dentro - saremmo in grado di creare un "esercito" di guerrieri ribelli? 
Luke e Leia - Rielaborazione foto dell'autrice
Visto che sappiamo bene che la Forza esiste davvero, anche se la chiamiamo in modi diversi, saremmo in grado di coalizzarci ed organizzarci per opporci a tutto ciò che può rappresentare nella nostra realtà collettiva il Lato Oscuro della Forza?

Esiste un modo di agire tutti insieme, con Consapevolezza, ma in tempi di guerra vera?

Mi piacerebbe che questo post aprisse un dibattito, vorrei sapere cosa ne pensate. Voi cosa fareste e come?

venerdì 2 ottobre 2015

La vera Forza sta nel restare

Ci sono momenti in cui ciò che hai desiderato ardentemente accade, finalmente lo hai creato nella tua realtà, ma... dopo un primo momento di Gioia e Gratitudine, ecco che emerge una paura sottile, subdola, un disagio che s'insinua.

E' la paura irrazionale della felicità, e il sole splendente che avevi nel cuore un attimo prima, è oscurato da tinte fosche fatte di dubbi, domande, aspettative in negativo. Si esce di colpo dall'estasi del Qui e Ora per tuffarsi in preoccupazioni che ci allontanano dalla Sacralità del Momento Presente, che è tutto ciò che esiste, la Vera Realtà. 



E' importante riconoscere nel corpo e nella mente il predatore che esce dalla tana e comincia a creare disagio e paura. Solo con la consapevolezza di questo predatore interiore possiamo affrontarlo, guardarlo negli occhi e trovare il Coraggio di restare. 
Questo è il punto. La voglia di scappare lontano non appena la felicità e l'amore si affacciano alla nostra vita è un invito imperioso ad Agire con il Cuore (da cui la parola coraggio). Invece di scappare, abbiamo la grande opportunità di fare un salto evolutivo di coscienza e, guardando il predatore interiore negli occhi con Amore e Gratitudine - perché ci sta facendo un favore - scegliere di restare, anche se siamo terrorizzati.

L'onestà con sé stessi, e nel caso anche con il partner, di ammettere che siamo terrorizzati ma ci stiamo sforzando, da veri Guerrieri di Luce, di restare, di accettare di affrontare anche la paura dell'intimità, del rapporto a due, del confronto e di tutto ciò che ne deriva, è la vera Forza. 

L'altro è uno Specchio. E se restiamo, e ci lasciamo condurre, abbracciare, amare, diventiamo Forza allo stato puro. E non esiste più posto in cui vorremmo scappare. Perché al momento, le braccia dell'altro sono la nostra Casa. Il posto in cui esercitare il Coraggio di amare e lasciarci amare.

giovedì 14 maggio 2015

Come dicevano i Blues Brothers...

Ogni volta che ci troviamo dinanzi a una prova di vita o a una sfida con noi stessi, o a qualcosa che non abbiamo mai fatto e ci spaventa, dovremmo ricordarci di non essere anime che stanno portando avanti un compito.
Se ci viene richiesto di fare un qualcosa, evidentemente è perché siamo in grado di farlo, la nostra anima è pronta per quell'esperienza. Non ci vengono date prove che non possiamo superare. A non sentirsi pronto o adeguato è l'insieme dei corpi, cioè fisico (tremarella), emotivo (ansia), mentale (paura di fallire o fare brutta figura).


Forza interiore - Foto dell'autrice
Ogni volta che ci si presenta una nuova sfida, ricordiamoci che siamo anime e che, come dicevano i Blues Brothers nell'omonimo film, Siamo in missione per conto di Dio.
Perché qualsiasi sia il nostro compito terreno, viene comunque da lì.

Identificandoci con l'anima, non possiamo più temere il fallimento. Perché non esiste. E' solo una percezione distorta piena di giudizio su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, su ciò che è bello e ciò che non lo è. E' timore del giudizio altrui. Della derisione.

Ma nessuna anima fallisce sulla Terra. Anche quando una persona non supera al meglio della sue possibilità una prova, è esperienza.
Fa tutto parte del bagaglio.

Quindi, ogni volta che avete paura di affrontare qualcosa di nuovo o per cui vi sentite inadeguati, ricordatevi che siete un'Anima in Missione sulla Terra. Quale missione non importa. 
Anche se il corpo ha le gambe molli, voi lo osservate con amore, ma non siete quel corpo. Siete un'Anima infallibile in un corpo spaventato.

Questa consapevolezza vi dà un grande Forza interiore.


lunedì 10 novembre 2014

Che cos'è la Forza e come percepirla

Ricollegandomi al precedente articolo sugli archetipi, e in particolare alla citazione di Obi Wan Kenobi, Maestro Jedi in Guerre Stellari, vorrei spiegare cos'è la famigerata Forza citata dai cavalieri Jedi.

Foto dell'autrice
La Forza è l'energia universale, non solo la forza interiore, ma qualcosa che trascende. Nell'Universo l'energia circola senza sosta e permea ogni cosa, vivente oppure no.

Se ci concentriamo sul nostro respiro, possiamo percepire questa Forza entrare dentro di noi e vibrare. Ma ascoltandoci bene, in profondità e nel silenzio mentale, ecco che ci accorgiamo che questa Forza entra in ogni singola cellula del nostro organismo e poi ne fuoriesce con l'espirazione.
Inspirando ed espirando in modo consapevole, possiamo davvero comprendere che questa Forza ci attraversa, entra ed esce da noi con il respiro, e non solo. Viene assorbita anche dal corpo intero attraverso la pelle. Se siamo attenti si attiva ogni volta che entra, vibrando in noi.


Foto dell'autrice
Quando in Guerre Stellari i Maestri Jedi dicono al proprio discepolo di percepire la Forza gli stanno insegnando a diventare permeabile ad essa, cioè all'energia universale che tutto regge e tutto può. Non c'è nulla di fantascientifico. 
Come per processo osmotico, il guerriero deve arrendersi senza paura al Potere cosmico e permettere alla Forza di attraversarlo, permearlo, fino a diventare un tutt'uno con essa. 

A quel punto, ogni cosa è possibile, poiché si diventa canale del Divino. Tra il Divino e la Forza non c'è nessuna differenza. Non esiste Forza senza Dio né Dio senza Forza. 
E un guerriero spirituale senza Forza e senza Dio non può essere tale.