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giovedì 9 giugno 2016

La Discesa

Nel post di oggi mi collego ad una riflessione scritta l'altro giorno su Facebook riguardo alla tendenza di molti vegani/vegetariani a credere di essere più spirituali, giusti e compassionevoli rispetto a chi non lo è. In quel post si faceva più che altro riferimento al fatto che ora vada di moda postare in maniera isterica articoli e foto di maltrattamenti sugli animali, specie nei mattatoi e negli allevamenti, per provocare orrore e senso di colpa, ma questo è uno specchio dei sensi di colpa che evidentemente hanno gli stessi che li diffondono.

Invece oggi mi soffermo su un'altra riflessione che mi nasce dall'aver appena letto un articolo in cui un operatore olistico scriveva che gli esseri umani devono al più presto, oltre al lavoro su sé, smettere di mangiare carne e latticini in quanto sporcano le nostre vibrazioni, abbassandole.

Questo è vero solo in parte. In quell'articolo si perde di vista un punto fondamentale: che non tutte le anime sono venute sulla Terra per innalzarsi, altre hanno come compito quello di scendere nella materia perché già evolute, ma proprio per questo rifiutano la discesa totale.

Anni fa una kinesiologa, sciogliendomi dei blocchi cristallizzati nel corpo mi ha detto: Tu sei troppo spirituale. E' come se incarnandoti in questa vita una parte di te abbia rifiutato l'esperienza della materia, perché ha ancora nostalgia di casa. Ecco perché non riesci a concretizzare i tuoi progetti, hai le idee e poi non sai come farle diventar realtà, sei sempre senza una lira.
Come compito mi diede, tra le altre cose, anche quello di mangiare un po' di carne ogni tanto, anche se la digerisco poco. 

Carne all'albese - Foto dell'autrice
Quindi, non tutti hanno bisogno di innalzarsi e purificarsi i Chakra alti, specie se quelli bassi non funzionano e non si è radicati nella materia!
Essere spirituali significa proprio vivere in equilibrio fra alto e basso, tra terra e cielo, tra idee e materia, tra Dio Padre e Dea Madre.

Per prima cosa dobbiamo capire cosa siamo venuti a fare su questo Pianeta, e imparare ad ascoltarci. A quel punto possiamo seguire l'intuito e decidere se mangiare carne o no. 
Restate nel non giudizio. Agite nel sentire e non in base alla morale terrestre del senso di colpa e dell'ingiustizia.

mercoledì 22 luglio 2015

Il discernimento

In moltissime fiabe c'è una fanciulla che a un certo punto della storia è costretta dalla strega di turno a lavorare per lei e separare dei semi da un mucchio di sporcizia. Il compito sembra sempre impossibile da compiere, ma ad intervenire in soccorso della fanciulla c'è sempre qualche magia, o fata, o una bambolina che compie l'atto al suo posto.

Grano - Foto dell'autrice
Questo tipo di fiaba è nata per insegnare il discernimento. Le ragazze, in epoca arcaica,  avevano sempre una donna saggia che si occupava di insegnare loro a usare il proprio intuito e il potere femminile per discernere tra ciò che nutre (i semi buoni) da ciò che è nocivo (la sporcizia). Ciò che nutre viene dall'anima, la sporcizia è tutto ciò che ci impedisce di evolvere. 

La forza magica che viene in soccorso alla fanciulla e fa il lavoro al posto suo è l'intuito, ma anche la razionalità costruttiva. 
Invece di disperarsi nel tentativo di compiere un'impresa che pare impossibile in poco tempo, essa si affida a quella parte di sé che si chiede: Cosa è bene per me? Cosa mi nutre di più? Questa cosa la sento nel cuore oppure no? 

Quando abbiamo un forte dubbio, ecco che dobbiamo attuare questo compito: separare i semi buoni dall'immondizia, ciò che è creativo e viene dal sentire di cuore da ciò che viene dalla parte ferita e che vive ancora nella paura, nelle illusioni.

La voce interiore, come sempre, sa meglio di noi come si fa a discernere e quando è il momento opportuno dobbiamo affidarci ad essa e lasciarla fare.

venerdì 3 luglio 2015

Distinguere tra bisogno e sentire

Quando si cerca di agire in base all'intuito spesso si rischia di scambiare il bisogno istintivo che nasce da paure e ferite per ciò che non è. 
Bisogna conoscersi e essersi osservati abbastanza a lungo per comprendere quando è il Sé interiore a sussurrarci dal profondo che cosa fare, quale decisione prendere, se fidarci di qualcuno oppure no. 
La mente razionale trova sempre scuse, giustificazioni, si lascia condurre da emozioni, da promesse, aspettative che blandiscono il fanciullo insicuro dentro di noi.
Ma il Sé sa. 
Non si può spiegare a parole la sensazione di chiarezza e la spinta ad agire sicuri che provengono dall'intuito.
Sé Superiore - Foto dell'autrice
L'intuito sa cosa è vero e cosa è illusorio.
Discriminare facendo supposizioni, banalizzare in categorie, è allontanarsi da quel certo sesto senso che abbiamo tutti, più o meno sviluppato.

L'intuito è come farsi condurre da un odore, da un profumo. Se senti l'aroma di pizza che si spande nell'aria e lo segui, di certo non ti troverai da un benzinaio! 
La mente razionale, invece, sente il profumo della pizza e ti dice che probabilmente stai sognando, perché non vede nessuna pizzeria nel raggio di tre metri.
Ecco, dobbiamo lasciare all'intuito agire come gli odori. Lasciarci condurre fiduciosi verso ciò di cui davvero abbiamo bisogno. Il perché ne abbiamo bisogno è una domanda razionale e non ci deve interessare. 

mercoledì 17 giugno 2015

Non scendere a compromessi con sé stessi

Le nostre relazioni a volte hanno fondamenta poco solide, come palazzi costruiti sulla sabbia, perché per vari motivi non c'è chiarezza dall'inizio. Pare che agli esseri umani l'essere chiari dall'inizio di un qualsiasi rapporto, anche di amicizia o di lavoro, sia terribilmente difficile. Forse c'è la paura di rendersi ridicoli, ma la mancanza di chiarezza va a minare pian piano la fiducia reciproca, o comunque porta sempre più ombre dove invece potrebbe esserci sempre il sole. 


Notte - Foto dell'autrice
Quando si avverte il disagio profondo verso una situazione non limpida - almeno ai nostri occhi - spesso è lo stesso nostro corpo che ci avverte del sentimento represso. Ci sentiamo nervosi e di cattivo umore, o ci irrigidiamo e ci viene mal di schiena o al collo, o abbiamo bruciori di stomaco, e così via, a seconda di come il nostro inconscio elabora la situazione.  

Chi è sulla Via del Risveglio sa che la cosa cui non potrà mai rinunciare è l'essere fedele a sé stesso, al proprio sentire.
Arriva un momento, lungo il tortuoso cammino, in cui non si è più disposti a scendere a compromessi, che siano per buonismo, per paura di ferire l'altro o per altre ragioni emotive/sentimentali.
Fingere che vada tutto bene non è roba da guerrieri. L'intuito in essi è molto sviluppato e l'ombra della non chiarezza diventa un peso inutile che non si vuole più portare.

Non esiste paura di far arrabbiare l'altro né di restare senza l'amico/compagno che possa essere peggio dello scendere a compromessi pur di avere qualcuno vicino che ci vuole bene. 

Se l'altro reagisce male, è perché qualcosa di vero risuona in lui, abbiamo toccato un nervo scoperto e in realtà lo stiamo aiutando a vedere qual è il vero succo della questione, il problema da risolvere. La reazione, lo sappiamo, è una molla emotiva che tradisce un qualcosa di irrisolto, o anche una maschera, e chi si
Ombra sull'erba - Foto dell'autrice
arrabbia sta inconsciamente protestando per essere stato smascherato.

Non esiste davvero offesa per chi non è schiavo del proprio orgoglio. E l'orgoglio è una delle tante maschere dell'Ego ferito, che strepita gonfiando il petto, alzando il mento, perché non sa vedere che quello che sta accadendo è una liberazione.
Uno dei due ha avuto la capacità di diradare le nubi dense di non chiarezza che facevano ombra, e portavano freddo.

Non scendere a compromessi con sé stessi - perché l'altro è solo uno specchio - è un atto di coraggio e centratura. Stai agendo con il cuore, che ti sta dicendo che quella situazione è un vicolo cieco e tu sei fatto per i pascoli sconfinati.

venerdì 10 aprile 2015

Ascoltare il sesto senso

Quante volte ascoltiamo più la mente che ci dice cosa dovremmo o non dovremmo fare di quella certa sensazione che ci dice che invece? Quasi sempre. 
L'essere umano per sua natura, specie quello contemporaneo, si fida di più dei suoi pensieri e convinzioni, degli schemi autoimposti come fossero i mattoni su cui si fonda il proprio senso di sicurezza che del proprio sentire.
L'intuito non è incasellabile, schedabile, analizzabile al microscopio. E così, l'homo sapiens roboticus preferisce ascoltare ciò che dice la logica, ancora meglio ciò che è scritto in agenda.

Sesto senso (gatto) - Foto dell'autrice
Eppure, posso testimoniare che tutte le volte che ho sentito delle sensazioni inequivocabili davanti a una persona, nello specifico che non vibrava con me (non che fosse negativa) e poi ho ascoltato la mente che mi diceva di non credere alla prima impressione, di non fare la difficile, eccetera, beh, alla fine ho dovuto ricredermi perché l'esperienza mi ha dimostrato che l'intuito è tutto.

Mi è capitato di essere quasi telepatica. Con una persona per cui avevo un forte sentimento è successo più volte che passando davanti a un negozio o camminando per la strada sentivo che quella persone era lì, e subito dopo la incontravo.

Ultimamente mi è capitato di strappare un paio di jeans e pensare che però non avevo tempo da perdere in shopping perché quel giorno mi ero ripromessa di lavorare a una cosa impegnativa a casa.
Eppure, di colpo ho sentito che dovevo assolutamente andare al mercato, anche se nel tempo ho perso l'abitudine di andarci a comprare - di solito la verdura e la frutta.
Ho deciso di ascoltare il mio sentire e solo dopo ho capito perché: quel giorno c'era un banco che aveva jeans di ottima fattura a prezzi stracciati perché in stock. E, indovinate un po'? Ho trovato un paio di jeans della mia taglia (l'unico pezzo sul banco di quella misura!) a un prezzo incredibile.

Questo è seguire il sesto senso. Se qualcosa ti dice che devi fare una cosa, urgentemente, anche se avevi programmato di fare altro, FALLA!