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mercoledì 16 marzo 2016

L'edonismo che porta all'estinzione

Nel post di oggi mi soffermo ancora su quanto sto osservando attorno a me circa l'incapacità di molte persone, specie della mia generazione, di prendersi delle responsabilità e andare oltre il loro piccolo mondo.

Ho notato che moltissimi miei coetanei, anche amici che ho frequentato da ragazza, non solo non si sono costruiti relazioni solide e durature, ma tantissimi non hanno fatto figli. Pochi sono quelli che dicono di volerli, tanti quelli che considerano il diventare genitori un peso troppo grande da portare e un pericolo per la loro libertà.


Edonismo - Foto dell'autrice
E' vero che finalmente le donne di oggi sono libere di scegliere la maternità e non di viverla come un'imposizione sociale e culturale. Ma questo rifiuto quasi massivo mi fa pensare che dietro ci siano paure profonde di crescere e soprattutto di perdere la propria centralità. Cioè, se diventiamo genitori è ovvio che nei primi anni di vita del bambino i nostri bisogni edonistici dovranno essere messi in secondo piano. Ma si tratta solo di un periodo. E poi, questi nostri bisogni sono davvero così fondamentali?

Eppure, sempre più gente pare incapace di costruirsi un futuro, di investire sulle generazioni a venire, quasi che il proprio pessimismo cosmico li facesse sentire colpevoli di mettere al mondo figli in una realtà percepita come ostile e senza speranza. E allora ecco che si preferisce vivere spinti dal proprio ego smisurato aborrendo ogni responsabilità e tutto ciò che viene percepito come una gabbia: relazioni e figli in primis. 

Non mi soffermerò a cercare le cause di questo pensiero sempre più dominante dando la colpa ai propri genitori, ma così facendo si rischia un'estinzione di proporzioni bibliche. La nostra generazione sta abortendo il proprio futuro. E' ovvio che per mettere su famiglia e fare figli bisogna trovare il/la partner giusto/a. Ma per molti questa obiezione non vale perché magari la persona giusta accanto ce l'hanno già. Allora adducono scuse come la mancanza di soldi. Eppure, ai tempi dei nostri avi i bambini si facevano anche se c'era poco denaro e anche in tempo di guerra.

Alla nostra generazione manca la capacità di pensare in grande, di approcciarsi al futuro in modo costruttivo e con coraggio, sfidando i tempi difficili. Si preferisce farsi coccolare dalle false lusinghe del consumismo ma poi cosa lasceremo? Nulla, non avremo nessuno cui lasciare la nostra eredità morale e culturale. Le nostre famiglie si estinguono in nome del vivere (fintamente) spensierati spremendo tutto il falso succo della vita.
Tenerezza - Foto dell'autrice

Ma siete sicuri che il vero succo della vita sia nel consumare, godere dell'effimero, essere sempre al centro del proprio mondo?

Anche a livello culturale rischiamo di lasciare l'Italia e l'Europa a chi non ha i nostri stessi valori, la stessa educazione all'uguaglianza tra uomo e donna, l'amore per la cultura che ci hanno fatti grandi e irripetibili nel mondo. 
Considerando il fatto che gli italiani dimostrano di essere sempre più illetterati e incapaci di apprezzare l'arte - i musei in genere sono snobbati dai ragazzi  e le librerie indipendenti stanno morendo - che ne sarà di tutta l'immensa, commovente, divina Arte che i nostri avi hanno creato e che ci hanno lasciato in eredità? 

Prima di dare la colpa al mondo del lavoro che non permette alle madri di lavorare e occuparsi della prole insieme - anche se è in parte vero - bisognerebbe rivedere la propria scala di valori.  Chiedetevi cosa vi spinge davvero a non diventare genitori. Se si trova un blocco creato dalla paura, allora scegliete di affrontare quella paura, e abbiate il coraggio di diventare genitori anche in tempi difficili e anche se il vostro ego pesta i piedi. 
Solo così potremo diventare adulti responsabili e salvarci dall'estinzione. Inoltre, solo quando hai dei figli comprendi cos'è l'Amore incondizionato.
Non c'è cosa più triste del vedere un'intera generazione estinguersi per puro edonismo. 

venerdì 4 dicembre 2015

Ci meritiamo il meglio

Siamo cresciuti in famiglie in cui si dividevano gli oggetti in da tutti i giorni e per le grandi occasioni. Generazioni di nonne hanno avuto un salotto buono in cui nessuno poteva mettere piede se non ospiti di riguardo o parenti in visita.
Vecchie cose preziose - Foto dell'autrice
Ci siamo ritrovati con centinaia di piatti e tazzine in preziosa porcellana, posate d'argento e bicchieri di cristallo che non fanno che prendere polvere nelle vetrinette del salotto o muffa in cantina - nel peggiore dei casi. 
Li lasciamo lì un po' perché temiamo di rompere quei bei servizi irripetibili, un po' perché pensiamo di tenerli, come dicevano le nostre nonne, per gli ospiti.

Ma sotto sotto c'è come un timore reverenziale per le cose preziose, come se pensassimo di non meritare di bere il tè in tazze di porcellana, o cenare con posate d'argento.

Ma perché destinare sempre il meglio per gli altri, per fantomatici ospiti che un giorno verranno a trovarci e saranno degni dei nostri servizi? Regolarmente, quando organizziamo cene con gli amici finiamo per usare piatti e bicchieri di plastica così non si devono lavare e il servizio è tutto uguale, dato che oltre le 12 persone non avremmo più piatti dello stesso servizio disponibili. 
O almeno questo capita per le generazioni più giovani, che di solito organizzano portando ognuno qualcosa e a volte si sta tutti in piedi servendosi a buffet per mancanza di spazio e di sedie.

Quindi, perché negarci il piacere sottile di usare il meglio per noi, nel quotidiano?
Ci meritiamo il meglio e dobbiamo imparare a concedercelo, invece che lasciare tutto lì a ristagnare per anni in previsione di eventi futuri. Ma quali eventi futuri se esiste solo l'adesso?
Vasi di famiglia - Foto dell'autrice
Domani potrebbe non arrivare mai e non avremo goduto delle nostre posate d'argento, belle e solide, nemmeno per mangiare un banale piatto di pasta.
Che strane idee ci hanno inculcato le nostre nonne!

Tirate fuori le tovaglie di fiandra, le lenzuola ricamate del corredo nuziale mai usate per non sciuparle, le tazzine di caffè di nonna Ermelinda e i bicchieri a calice di cristallo di Boemia della prozia Giselda e godetevi il viaggio!


martedì 22 settembre 2015

Respiri e sospiri nel Qui e Ora

Le coccole, i baci, l'intimità di coppia sono un Portale meraviglioso per entrare in uno stato di intensa Presenza.
Nel silenzio intervallato solo dai respiri (e sospiri), nel calore sprigionato dai corpi a contatto tra loro, nelle sensazioni tattili delle carezze, nell'odore dell'altro, si cela una grandissima opportunità:
vivere il momento stando nel Qui e Ora.

Senza pensieri declinati al futuro che possano generare aspettative o ansia, né al passato, che possano in qualche modo distrarci dall'attimo che si sta vivendo.
Senza domande mentali su chi è la persona che abbiamo tra le braccia - nel caso di una nuova relazione appena cominciata. Domandarci del suo passato significa restare nella forma e ragionare per giudizi e categorie che nulla hanno a che vedere con la Realtà. Queste domande inutili non fanno altro che creare una spaccatura nel fluire del presente.

Sublime - Foto dell'autrice
Vivere questi momenti in Presenza porta a toccare davvero le vette del Sublime. Un istante intenso e senza tempo in cui due esseri si trovano a contatto con i loro corpi terreni. Essi sono anime che per varie ragioni - spesso misteriose - si sono trovate a vibrare all'unisono.

Gioia profonda e Gratitudine per il dono del momento sono le Porte che permettono all'esperienza vissuta di restare eternamente scolpita nell'anima, portandola a fare un salto evolutivo.
L'anima evolve ogni volta che siamo un tutt'uno con il momento Presente. L'anima evolve ogni volta che siamo in uno stato di Amore fine a sé stesso. Ogni volta che stiamo lì in ciò che accade, in totale apertura, senza cedere a preoccupazioni l'anima registra. Per sempre.
E nulla sarà mai più come prima.

giovedì 22 maggio 2014

Prenderla come viene

Sembrerà banale dire che le cose andrebbero prese come vengono, ma è esattamente il contrario di ciò che siamo abituati a fare.

Se chiediamo qualcosa e quel qualcosa si presenta nella nostra vita, non è comunque abbastanza (e aggiungete voi: bello, divertente, culturale, sportivo, soleggiato, nutriente, dietetico, ecc…).

Arriva un nuovo amico ma presto ci rendiamo conto che uscire con lui non è divertente come immaginavamo, arriva un partner coinvolto ma magari continuiamo a pensare che non tutto di lui ci va a genio, arriva un nuovo lavoro ma non ci piacciono i colleghi o presto ci viene a noia, andiamo in vacanza nel luogo a lungo sognato e non siamo soddisfatti dell'alloggiamento o del cibo e ci manca casa… 

Foto dell'autrice
Spesso poi cominciamo a precorrere i tempi, la mente si proietta nel futuro e passiamo il tempo a preoccuparci di: come scaricare l'amico che giudichiamo noioso, cercare di cambiare il partner in base alle nostre aspettative, ad angosciarci perché vorremmo lasciare il lavoro che non ci soddisfa ma temiamo di restare senza soldi e quindi di finire sotto un ponte, protestare con l'agenzia di viaggi che reputiamo responsabile delle nostre vacanze deludenti.

E' FOLLIA!

Invece di goderci i momenti per ciò che sono, quando ci sono, scappiamo sempre in avanti, vogliamo di più, ci lamentiamo di non avere mai abbastanza, di essere delusi, insoddisfatti.
E' un circolo vizioso da cui non si esce se non restando nel Qui e Ora.
La Presenza nel momento, il prendere tutto come un dono, come un attimo che non torna più e sarà per sempre perduto se non lo viviamo intensamente, assaporandolo con l'anima, la gratitudine per l'essere vivi e per essere lì a fare quell'esperienza sono l'unica salvezza.

Quanti attimi della nostra vita ci siamo persi perché troppo preoccupati di qualcosa al di fuori di quel momento?

Foto dell'autrice
Ogni volta che facciamo resistenza al momento presente non solo non viviamo e soffriamo, ma dovremmo considerarla una sorta di  bestemmia.
Stiamo insultando la Vita che ci sta offrendo se stessa!
Stiamo dicendo di no alla Vita!

Prendere ogni attimo come viene è VIVERE davvero.
Quello che c'è dietro l'angolo non lo sappiamo.
L'unico momento per vivere è ADESSO.

E ben presto, quando si prende coscienza di questo, si scopre che ci si sta divertendo un mondo e davvero si vede ogni attimo come perfetto. E la Gioia fa capolino dentro di noi per non lasciarci più.

giovedì 24 aprile 2014

Preoccuparsi

Nella nostra mente razionale che necessita di darsi spiegazioni logiche per ogni cosa - anche quando la logica non c'è - siamo portati a pensare alla preoccupazione come qualcosa di normale, addirittura necessario.

Pensiamo che preoccuparsi sia un prepararsi ad ogni eventualità futura, specie se negativa e spiacevole.
Crediamo così di essere molto realistici e organizzati, invece stiamo vivendo ancora una volta troppo lontano dal presente.

Pre-occuparsi, lo dice la parola stessa, significa occuparsi prima.
Ma prima di cosa? E come possiamo occuparci di qualcosa che ancora non esiste?

Eppure, nella nostra follia lucida di umani nevrotici pensiamo sia ovvio!

Foto dell'autrice
Ma se noi ci occupiamo prima di qualcosa che potrebbe succedere - ma anche no - non facciamo altro che scappare dal momento presente e dalla relativa beatitudine che ne deriva per star male occupando spazio mentale. Ci affolliamo la mente di pensieri di cose che ancora non ci sono, organizzando una fuga in un futuro ipotetico.

Anzi, spesso le nostre angosce si trasformano in realtà proprio perché abbiamo dato troppa energia alle nostre paure, e noi creiamo nel mondo fisico ciò che pensiamo.

Quindi, vale davvero la pena di vivere i momenti per come sono, e se qualcosa ci lascia un dubbio o ci porta a provare una certa paura, l'unica cosa veramente saggia da fare è starci dentro.
Vivere quell'emozione fino in fondo. E allora si scioglie e la soluzione viene da sé. Magari scopriamo pure che il nostro problema non era affatto un problema. E se un problema non è tale, la soluzione non serve!


giovedì 31 ottobre 2013

Abbandonare la speranza

Per cultura, siamo abituati a pensare che la speranza sia qualcosa di positivo. Un sentimento che ci aiuta ad andare avanti e a pensare in positivo. 
Per noi abbandonare la speranza sarebbe un po' come rinunciare a vivere.

Foto dell'autrice
Persino la religione cristiana ha fatto della speranza un punto fermo: per esempio nella speranza della resurrezione, cosa che i sacerdoti dicono sempre durante la messa funebre.

Ma poi arriva un tizio come Frank Kinslow che dà una mazzata alle nostre certezze culturali costringendoci a cambiare idea.

La speranza allontana la mente dal presente - dov'è la pace - scrive nel suo libro Il Segreto della Vita Quantica (Macro edizioni), inducendola a dimorare nel futuro. La speranza, come il futuro, è un'illusione. 

In effetti, se ci riflettiamo su, scopriamo che è vero. 
La speranza è una coperta calda che ci mettiamo addosso per dormire in attesa di qualcosa che verrà e sarà certamente meglio di ciò che c'è ora. 
ILLUSIONE.

Come dice anche il buon vecchio Eckhart Tolle: Ogni momento è il migliore.

Ciò che temiamo di più è il non avere il controllo delle situazioni.
Non abbiamo fiducia nel presente, lo allontaniamo rifugiandoci nel futuro. 
Ma se ogni momento è il migliore, è da lì che dobbiamo partire.
Anzi, da qui. Qui e Ora.

Foto dell'autrice
Apprezzando ed accettando ogni momento per ciò che è, smettiamo di fare resistenza, permettendo alla vita di essere vissuta davvero.

Respingendo il presente e proiettandoci nel futuro non viviamo.
Ciò non significa che non dobbiamo fare progetti, ma non dobbiamo usare il nostro presente come mezzo per obiettivi futuri.

La vita è Adesso.

Concludendo con un'altra frase di Tolle: La gratitudine per il momento presente e la pienezza della vita adesso è la vera prosperità. 


giovedì 10 ottobre 2013

Tre esercizi per l'Adesso

Chi ha provato qualche volta a porre attenzione al momento presente nell'ambito della vita quotidiana sa quanto sia difficile mantenerla, se non per pochi secondi.

La nostra mente non sa stare in silenzio, e sappiamo bene che è sempre proiettata o nel passato o nel futuro.

Per riuscire a porre attenzione ci sono dei trucchetti. Ce ne sono molti, ma io personalmente ne sto sperimentando tre.

1) Quando mi accorgo di essere altrove, mi dico:
    Dove sei? Qui.
    Che ora è? Adesso.
    Che cosa sei? Questo momento.

Questo dialogo è preso dal film La forza del campione, a sua volta tratto dall'autobiografia di Dan Millman, maestro spirituale americano, che vi consiglio di vedere.
(Potete trovarlo su YouTube per intero.)


Foto dell'autrice
2) Porre attenzione alle cose che mi circondano. Se sto camminando su un selciato grigio mi dico Selciato grigio. Se vedo un vaso di fiori rossi mi dico Fiori rossi.  Se entro in un ambiente e noto le tende bianche mi dico Tende bianche, e così via.

Questo serve a far sì che l'attenzione si ponga davvero sulle cose. Se mi limito ad osservarle è facile che io stia fingendo di osservarle mentre la mente sta facendo altro, in genere parlando incessantemente con se stessa. 

Dico pietre grigie e di colpo mi rendo conto che hanno varie sfumature di grigio, non ce n'è una uguale,ognuna ha una ruvidità diversa.
Dico fiori rossi e mi accorgo della forma particolare dei petali e che le foglie sono pelose, e su di una c'è una goccia di rugiada.
Dico tenda bianca e mi accorgo che la stoffa ha una trama interessante, non l'avrei mai notata altrimenti.
This is the garden - Foto dell'autrice


Più particolari noti più sei nell'Adesso.

3) Porre attenzione a quante volte al giorno mi scopro nel passato e quante nel futuro.  Registrare senza giudizio a livello conscio che in quel momento sono nel passato o nel futuro. 
Che significa anche semplicemente pensare ancora ad una cosa accaduta cinque minuti fa.

Questo esercizio mi aiuta a prendere coscienza dei meccanismi di fuga della mente dal presente.

Ora non vi resta che provare a vedere se funzionano anche con voi!

mercoledì 9 ottobre 2013

Né passato né futuro: è sempre Adesso

Per cultura e forma mentis, siamo portati a credere con convinzione quasi ottusa che passato e futuro siano entità temporali. Che siano reali.

Guardiamo una cicatrice sul nostro corpo e pensiamo che se il passato non esistesse quel segno indelebile non esisterebbe, quindi esso è la prova dell'esistenza del passato.


Foto dell'autrice
Ci attacchiamo all'idea che sia importante programmare tutto in previsione del futuro per essere pronti a viverlo.

Ma Eckhart Tolle, nel magnifico libro Il Potere di Adesso (Armenia ed.), scrive una cosa disarmante, perché inconfutabile:

Niente è mai avvenuto nel passato; è avvenuto nell'Adesso. (...)
Quando arriva il futuro, arriva sotto forma di Adesso.
Quando voi pensate al futuro, lo pensate adesso.

Resta altro da aggiungere?

martedì 8 ottobre 2013

Il Tempo è Mente

La nostra mente non concepisce il momento presente. Se non come vaga coscienza di qualcosa che stiamo facendo.
Per tutto il resto del tempo, la mente oscilla tra passato e presente.

Secondo Eckhart Tolle, Tempo e Mente sono inscindibili.
Solo gli animali e le piante sanno per istinto primordiale che l'unico tempo che esiste è questo momento.


Foto dell'autrice
Per noi umani, il passato è la nostra identità, per questo abbiamo così paura di lasciarlo andare e di agire senza più prenderlo in considerazione. Per noi sarebbe un po' come morire. Annullare le nostre identificazioni basate sul vissuto personale.

Il futuro ci pare fondamentale per continuare a creare quella idea di noi che ci fa illudere di avere il controllo delle situazioni e di poter continuare a esistere come identità. 
Non preoccuparci del futuro ci fa temere di andare a rotoli. 

Ansia, impazienza, fretta, preoccupazione non sono la realtà. Derivano dal senso del Tempo creato dalla Mente.

Ma come si può smettere di dipendere dal concetto di Tempo?

Dicendo sì ad ogni cosa che accade nel presente.
Perché ciò che è nell'Adesso
Foto dell'autrice
è tutto ciò che abbiamo, solo questo.

E fare resistenza a ciò cha accade ora è dire no alla vita stessa.
E' come dire no al fatto che viviamo sulla Terra. 
Non possiamo dire no alla Terra. E' l'unico posto in cui possiamo vivere!

Ci saranno dei momenti dolorosi o difficili da accettare per ciò che sono, ma farne nostri alleati, dice Tolle, farà sì che a un certo punto sarà la vita stessa a lavorare per noi invece che contro di noi.

Non vi resta che provare...






lunedì 30 settembre 2013

Come trovare pensieri freschi

Sappiamo ormai molto bene quanto la nostra mente frenetica ci condizioni. 
Viviamo immersi in un costante brusio fatto di flusso di pensieri vecchi, condizionamenti e convinzioni stratificati nel tempo, ossessioni inconsce.

Foto dell'autrice
Quindi, le nostre forme-pensiero non hanno nulla di originale, anzi, è probabile che non siano nate nemmeno da noi. Le abbiamo agganciate dall'esterno e fatte nostre perché vibravano della nostra stessa energia di quel momento, ma una volta acquisite diventano parte della nostra forma mentis e non riusciamo più a liberarcene. Principalmente perché non le vediamo nemmeno!

Ci identifichiamo con le nostre forme-pensiero acquisite e pensiamo questo sono io, sono fatto così.

Per liberacene e finalmente avere dei pensieri nuovi, freschi, davvero nostri e autentici, possiamo osservarci.

In meditazione, ma anche in altri momenti della giornata, osserviamo i nostri pensieri stando nel presente. Poniamo l'attenzione sull'interno del nostro corpo, sulle sensazioni, sulla nostra energia, e lasciamo che il flusso di pensieri scorra davanti a noi come un fiume.

Immaginiamo di essere un osservatore tranquillo che siede ad osservare lo scorrere di un fiume. Vedrà i rami trascinati dalla corrente, i gorghi, il fango, la schiuma passare davanti a sé, apprezzando quella visione, senza giudizio.
Non esiste un fiume brutto o cattivo, c'è solo il fiume con il suo scorrere incessante.

Foto dell'autrice
Stando nel presente sganciamo la mente, che è sempre nel passato o nel futuro. Solo il corpo è sempre e solo nel presente. Osserviamo la mente stando appoggiati nel corpo.

A poco a poco scopriremo che la mente si sta rilassando e abbandonando i vecchi pensieri ossessivi che bloccavano la nostra energia vitale in schemi rigidi senza sbocco.
Da questa mente rilassata riusciranno a nascere pensieri nuovi, creativi, prima inimmaginabili. 


lunedì 9 settembre 2013

La vera illuminazione

Molte persone, erroneamente, pensano che l'Illuminazione sia qualcosa che appartiene al futuro.
Quando saremo più sereni, quando avremo compreso, trovato il Maestro giusto, la tecnica giusta. 
Quando avremo più tempo da dedicare a noi stessi e al lavoro spirituale...
Foto dell'autrice

Eckhart Tolle, ci richiama alla semplice realtà delle cose, ricordandoci che l'Illuminazione è sempre e solo ADESSO.

Non è per forza uno stato permanente in cui ci comportiamo come guru. Spesso la raggiungiamo per brevi istanti.

Quando riusciamo a essere tutt'uno con un tramonto, nel silenzio della sera. 
Quando riusciamo a far tacere i pensieri che ci assillano.
Quando ci sciogliamo nel vedere il sorriso di un bambino o ci incantiamo a osservare un animale che ci fa tenerezza.
Quando sentiamo che non c'è da aver paura, che c'è solo fiducia, e Amore incondizionato.
Quando sentiamo, anche solo per un istante, di essere eterni e illimitati. Chi pratica la meditazione lo avrà sperimentato.

Insomma, tutte le volte che sentiamo il nostro cuore espandersi e siamo nel presente, senza preoccuparci per quello che faremo domani o per le notizie di guerra che vengono dal mondo, quella è Illuminazione.

L'illuminazione non è qualcosa di misterioso, e soprattutto non è nel futuro, spiega Eckhart Tolle. Lo stato di illuminazione non è distante, è qui.



sabato 23 marzo 2013

Dove siete in questo momento?

Dove siete in questo momento? Ehi, dico a voi che leggete.
Smettetela di pensare a cosa cucinerete per cena o a quante calorie aveva quel dessert, o a cosa starà facendo il vostro amore in questo momento.

Perché voi, invece, cosa state facendo? Siete proiettati nel futuro o nel passato. Non importa se immediato o lontano.
Il problema è che non siete qui.
Autoritratto dell'autrice
La vita è qui. Ma se non vivete adesso, facendo ciò che dovete o volete fare, quando lo farete? Quando sarete morti?

Vi svelerò un segreto:
uno dei compiti dell'esistenza è ESSERCI!
Sembra un paradosso ma non lo è.

Respirare e camminare, mangiare e dormire non significa esserci davvero. Se vi state chiedendo da anni perché non riuscite a concludere nulla, una delle ragioni, sappiatelo, è che non riuscite a stare nel tempo presente.
Ma come pensate di creare qualcosa dal passato o dal futuro?
E' impossibile. 
L'azione è nel presente. Tutto il resto è illusione. Non esiste. E' solo un prodotto della mente.

Esercizio:
Autoritratto dell'autrice
MEDITARE SUL CORPO. NEL QUI E ORA.

Sedetevi in terra. Fate un respiro profondo e chiudete gli occhi.
Ascoltate il mondo attorno a voi. Ascoltate il vostro respiro regolare, i gorgoglii del vostro corpo.
Portate l'attenzione sul vostro corpo, partendo dalla testa, scendendo fino alle braccia e alle gambe. Ai piedi.
Rilassate i muscoli. 
Pensate al vostro corpo e a tutto il vostro essere in questo momento. 
Siate grati al vostro corpo di essere qui al vostro servizio.
Sentite le vibrazioni della terra sotto di voi.
Immaginate di assorbirle, immaginate di mettere radici.
Immaginate di avere un cordone rosso che dalla terra sale lungo il vostro midollo fino a raggiungere il cielo.

Ecco, ora siete nell'adesso. Siete qui. Sulla Terra.

sabato 16 marzo 2013

Cancellare le memorie

Foto dell'autrice
Ci spiega Alberto Chiara che tutto il nostro sentire è l'insieme delle nostre memorie registrate nella vita.

Il nostro corpo nasce già con circa 2000 memorie registrate e a noi trasmesse dai nostri genitori e avi.

Se la nostra mente da piccoli va spesso su un'emozione, si carica di quella memoria per sempre.

L'invecchiamento è il corpo che continua a caricare memorie fino ad esserne sopraffatto, il dolore lo fa invecchiare, lo piega avvicinando l'ora della morte.
Le malattie sono una somma di memorie, anche familiari.

Ma come si cancellano le memorie?
Per prima cosa, portando la sensazione del rilassamento dentro la memoria. Restare in uno stato di abbandono fisico dentro la memoria di un evento della nostra vita. 
Creando così un nuovo sentire.
Rivivere la memoria ma con il piacere del rilassamento. Come se all'epoca il nostro corpo non fosse contratto dall'emozione ma rilassato.
Riuscire ad avere una mente che non produce più sensazioni. 
Se non piacevoli, aggiungo io.

Quando cambiamo le nostre memorie, noi cambiamo subito, nel nostro presente. 

Tuttavia, anche quando non siamo in un'emozione, questa produce comunque sensazioni, tutte le memorie insieme creano l'atmosfera della nostra vita, che è una vita priva di gioia.

Quindi, entrare nella memoria, vederci da piccoli, poi alle elementari, alle medie, eccetera, con il corpo rilassato.

Foto dell'autrice
Il passato non c'è da nessuna parte.
C'è solo nella nostra memoria.
Esiste solo dentro di noi.
Il passato deve essere creato da noi, non costruito dalle memorie ereditate, acquisite alla nascita.

Se io cambio il mio passato, cambio il mio presente, e quindi anche il futuro.

La seconda tappa consiste nel creare il nostro corpo ideale.
Sempre stando nel rilassamento, ci vediamo fare le cose con il nostro corpo ideale, che non avrà le memorie del nostro corpo.

Saremo così autentici, perché creeremo da zero e non in base alle memorie.

Io mi permetto di aggiungere che anche nella tecnica chiamata Costellazioni Familiari quando si va a sciogliere uno schema familiare ereditato, si rimuove una memoria collettiva dell'intero gruppo familiare.
Tu liberi anche le persone della tua famiglia oltre che te stesso. Nel passato e nel futuro.