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martedì 23 dicembre 2014

Il raccoglimento

L'inverno che comincia e la festa del Natale invitano a stare in raccoglimento.
Il senso del raccoglimento è stare con sé stessi, nel silenzio, raccogliere le forze spirituali che a volte disperdiamo a causa del mentale, ma anche ri-accogliersi, ri-accogliere qualcosa di noi che si è allontanato e rischia di venire dimenticato.


Christmas candle - Foto dell'autrice
Il raccoglimento è una parentesi, una pausa per stare lì ad ascoltarsi. Ad ascoltare l'energia vibrante che alberga in noi farsi più chiara, più palpabile.
Non può esistere pace interiore senza prendersi dei momenti di raccoglimento. Perché la pace viene solo dall'interno.

Il buio delle notti invernali, che calano presto, è l'invito ancestrale a stare accanto al fuoco, alla luce. E il Fuoco, la Luce ce l'abbiamo dentro. Le candele e le luminarie che si accendono nel periodo natalizio non sono che un simbolo.
Quando la notte cala, bisogna stare accanto alla luce, non perderla di vista, non lasciarla spegnere. Per non morire congelati il fuoco va ravvivato spesso.

Il raccoglimento serve proprio a questo: a ravvivare il Fuoco, a non perdere di vista il nostro Faro nella notte.

venerdì 15 novembre 2013

Praticare il raccoglimento

Ci sono momenti nella vita in cui dobbiamo fermarci un attimo.
Magari sentiamo emergere un dolore, un turbamento, oppure siamo indecisi su un passo importante da compiere. 
A volte ci accadono cose che non riusciamo a spiegarci, oppure ci sentiamo stanchi, privi di forze.

Agire contro queste emozioni che emergono non serve, anzi, è peggio. Respingere l'emozione come qualcosa di negativo, di sbagliato, rafforza la nostra resistenza interiore a ciò che è.
Foto dell'autrice

Quando un'emozione fa capolino dentro di noi, stiamo con essa. 
Semplicemente, osserviamola, lasciamola essere.

Prendiamoci del tempo per stare un po' da soli, in silenzioso raccoglimento. 
Specie quando siamo indecisi, quando non vediamo la soluzione a qualcosa che non funziona, o quando ci sentiamo stanchi.
La cosa più sensata da fare è stare lì a raccogliere le forze.

Stiamo nel sentire, cercando di non seguire i pensieri, concentrandoci sulle sensazioni del corpo, sui rumori attorno a noi.
Da soli. Evitando la tentazione di cercare una spalla su cui piangere o qualche amico che ci dia un consiglio.

Il miglior consigliere è già dentro di noi. Basta avere orecchie per sentirlo. Restando in silenzio, in raccoglimento, fino a che la voce del Sé si fa sentire chiaramente.