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martedì 28 marzo 2017

Quando arriva una mazzata

Ci sono dei momenti in cui ti arriva quella mazzata che ti fa vacillare. Pensavi di aver già risolto un sacco di casini nella tua vita ed ecco che ti arriva la botta inaspettata che rischia di farti cadere a terra con contusioni varie.

Siamo troppo abituati a vederla come un fallimento nel nostro percosso evolutivo, come qualcosa di negativo che non dovrebbe succedere. 

Ma quando hai una visione ampliata della vita e una totale responsabilità di ciò che crei, diventi proattivo e comprendi che nulla viene davvero per nuocere. C'è sempre un potenziale di risoluzione nel problema stesso. Dipende da con che occhi lo vuoi guardare.
Help! - Autoritratto dell'autrice

Vuoi vederlo da vittima o da guerriero che chiede di crescere a livello evolutivo?

La mazzata, più è grossa, maggiore è il potenziale di risoluzione che porta. L'insegnamento è già nell'accadimento. 
Invece che concentrarci sul negativo, respingendo il dono che questo accadimento ci porta, possiamo decidere come agire a partire da ciò che questa botta ci sta dicendo di noi stessi, di ciò che abbiamo creato in base ai nostri pensieri ricorrenti e alle paure più profonde. L'inaspettato, l'evento che arriva di colpo e ti lascia stordito e dolorante, è il frutto di una lunga preparazione, come spiega Stefano D'Anna nel libro La Scuola degli Dei.

La mazzata improvvisa ci permette di ripulire in un solo colpo tutto ciò che fino ad ora abbiamo temuto inconsciamente. L'azione che compiremo per risalire sarà sempre una guarigione, basta accogliere la cosa come un dono. 
E' questo il segreto.

martedì 21 aprile 2015

Cambiare mentalità

Non basta sapere le cose in teoria. Quando segui un percorso di Risveglio e sai, per esempio, che siamo noi a creare la nostra stessa realtà, poi non ha senso dire che sei stato fortunato a trovare un parcheggio libero oppure per caso hai trovato un lavoro cha fa per te, o per sfortuna hai incontrato quella persona che ti ha fatto soffrire, ecc.

Se davvero sai che tutto parte da te, allora dovresti dire che hai creato bene perché ti sei trovato un parcheggio libero nel posto giusto al momento giusto, che ti sei creato nella realtà il tuo lavoro ideale, che hai creato la situazione giusta per crescere incontrando una persona che ti ha fatto scattare la sofferenza per aiutarti a vedere i tuoi attaccamenti/schemi vari. La Legge dello Specchio siamo noi.

Conflitti - Foto dell'autrice
Finché non cambiamo anche il modo di parlare di queste cose, il nostro cambiamento interiore sarà solo in teoria, un potenziale ancora inespresso. Solo quando si smette di dire meccanicamente che una cosa viene dall'esterno solo perché così si dice, sarà più facile entrare in un nuovo paradigma, con mente e corpo.

La prossima volta che ci viene da dire che una persona o una situazione ci ha fatto arrabbiare, fermiamoci un secondo e riformuliamo la frase: Mi sono arrabbiato perché... 
Non dobbiamo avere la pretesa di non arrabbiarci mai più, ma smettere di puntare il dito all'esterno è fondamentale, anche per neutralizzare i conflitti che il più delle volte nascono proprio da dita puntate verso gli altri.

venerdì 20 febbraio 2015

Niente da inseguire

Ogni volta che desideriamo qualcosa, per esempio ottenere un nuovo lavoro, un partner o aumentare la disponibilità economica, ecco che scatta l'illusione automatica del cercare fuori. Pare ovvio pensare che sono lì da qualche parte e che vanno individuati, conquistati.

Ma i Maestri da millenni ci ricordano che nulla è là fuori, quindi, l'unica cosa saggia da fare è lavorare all'interno per permettere a ciò che desideriamo di accadere anche fuori, creandolo nel mondo materiale. Ciò non significa stare lì ad aspettare che qualcosa accada, semplicemente pensandolo. 

Frecce! - Foto dell'autrice
Dobbiamo entrare profondamente nel nostro sentire per individuare ciò che di noi crea all'esterno. Sentire il nostro desiderio come già realizzato perché - ammesso che sia davvero qualcosa per noi, e non un superficiale desiderio che nasce dall'ego - come spiega Gregg Braden, nel mondo dei quanti l'informazione non compie un viaggio per arrivare a destinazione: arriva senza essersi spostata nello spazio dal punto A al punto B. Vuol dire che è la coscienza universale a portare le informazioni, come se fossero già lì. In effetti, lo sono sempre state! Ma per la mente umana, che è duale, ciò è inconcepibile.

Eppure, tutto già esiste in potenziale perché tutto E' già. 
Non c'è nulla da inseguire perché tutto esiste già dentro. Sono solo i nostri blocchi a non permettere di realizzarlo.
Smettiamo di correre dietro alle cose sentendole là fuori, guardiamo dentro e lì troveremo tutte le risposte alle nostre domande e, di conseguenza, le soluzioni ai problemi. 

martedì 25 febbraio 2014

Bellezza = Unicità

Il nostro concetto di Bellezza è molto distorto dalla nostra cultura imperante dell'apparire, del somigliare tutti a un modello ideale -irraggiungibile, tra l'altro.

Nell'intervista di ieri a Marco Matera sono venuti fuori due concetti fondamentali per rinascere a sé stessi, riscoprirsi, vedersi davvero con occhi nuovi:

la Bellezza come unicità e il darsi Valore.


Foto dell'autrice
Noi siamo incapaci di vedere quanto davvero di bello ci sia in noi perché siamo condizionati fin da piccoli a piacere agli altri, a compiacerli. Genitori, parenti e insegnanti. Crescendo, nell'adolescenza l'appartenenza al gruppo, l'uniformarsi per tentare di fare parte di qualcosa ed essere così qualcuno, diventa un passaggio obbligato. E non è sbagliato. Fa parte della nostra evoluzione.

I problemi nascono quando anche da adulti non riusciamo a staccarci dalla logica del piacere agli altri per costruirci un'identità. Essere accettati dagli altri per accettare sé stessi.
E' una logica autodistruttiva.

L'unica persona cui dobbiamo davvero piacere è a noi stessi.
Ci sarà sempre qualcuno che non ci apprezza, non ci comprende e ci critica. 
Più cerchiamo di piacere agli altri, più tradiamo la nostra identità profonda. Tradiamo la nostra unicità.

Uguaglianza nei diritti e doveri di cittadini non ha nulla a che fare con l'essere ciò che siamo. Cioè unici, irripetibili. 
Una somma di fattori miracolosi ci ha fatti nascere in questa vita.

Invece che concentrarsi su ciò che non ci piace di noi dovremmo invece puntare sui nostri talenti, sui doni che ci sono stati dati, sulle nostre aspirazioni profonde, che sono le nostre potenzialità inespresse.
Anche i difetti lo sono. In un mio articolo di qualche settimana fa si parlava proprio dei cosiddetti difetti come qualcosa che siamo venuti a sviluppare in questa vita. E possiamo farlo attraverso il riconoscere quali sono i nostri talenti e quindi la nostra strada nel mondo per esprimerli. 
Ci sono stati dati per farne buon uso. Non per tenerli ad ammuffire in un cassetto.

Il problema fondamentale delle frustrazioni umane sta nel credere che gli altri abbiano talenti migliori dei nostri. Gli uomini ammirano ed invidiano gli sportivi e si chiedono perché non sono nati per fare il calciatore/giocatore di rugby/basket, ecc. Le donne si chiedono perché non sono nate con il talento per il canto/ballo o abbastanza belle per fare le modelle. (Scusate se generalizzo).
Come se i talenti si riducessero solo a quelli!

Finché non vedono davvero quali sono i loro doni non faranno che sentirsi delle nullità. La crisi di oggi proprio per questo è anche morale e identitaria.

Il darsi Valore, che è il secondo punto, è proprio comprendere e accettare con gioia la nostra personale missione sulla Terra. E metterla al servizio dell'umanità.

E non dite che non avete talenti, è una bestemmia! Nessuno ne nasce privo. Scavate, cercateli e li troverete. Fatene buon uso.
DIVENTATE VOI STESSI.


mercoledì 12 febbraio 2014

Il luogo comune Animali vs Uomo

C'è un luogo comune che serpeggia tra gli umani amanti degli animali, una trappola in cui siamo caduti tutti, nessuno escluso.
Pensare che gli animali siano meglio degli uomini.

La prima reazione a questa lettura, lo so già, sarà snocciolare il perché un animale è meglio.

1) L'animale è se stesso
2) Non ti tradirebbe mai, specie i cani
3) Non si lamenta
4) Ti ama incondizionatamente
Foto dell'autrice
5) Non parla a vanvera e non ti manda affanculo come un figlio adolescente
6) Ha bisogni primari e non richieste assurde piene di aspettative come un partner
7) E' un essere indifeso in un mondo pieno di pericoli, specie di umani crudeli con gli animali

Ma se conosciamo la meravigliosa Legge dello Specchio, tutto ciò che amiamo in qualcuno rispecchia una qualità della nostra anima - qualcosa che in potenziale c'è già dentro di noi - se no, non la vedremmo. 
La stessa cosa vale per ciò che detestiamo.

Se detestiamo la falsità, la meschinità, le lamentele, le aspettative, l'egoismo e la mancanza di amore e compassione degli umani verso le creature indifese, anche quella parte è nostra!

Pensiamo che gli umani siano essere abietti perché questo è un giudizio che abbiamo sviluppato. 
Guardiamo il mondo attraverso gli occhi del giudizio e non con gli occhi di Dio.

Tutto esiste per essere sperimentato, osservato, accettato e poi amato.
Se non accetti queste qualità nell'essere umano non vedi che sono aspetti necessari della personalità, perché non può esistere, nella materia, il giorno senza la notte, l'alto senza il basso.


Foto dell'autrice
Gli animali sono creature meravigliose e io li adoro, amo i  miei due cani come fossero figli miei. 
Ma ho compreso che a noi umani è stata data l'opportunità unica a livello animino di sperimentare la vita con un corpo e una mente umana per imparare a vedere.
A farci delle domande, a fare un lavoro su di noi per scoprire che tutto è come deve essere.

Finché non amiamo gli esseri umani non amiamo noi stessi, e se non amiamo noi stessi non capiamo la nostra natura divina.
Ovviamente, anche gli animali sono divini, ma sono gli altri esseri umani lo Specchio più crudo e spietato in cui guardarci. 




venerdì 7 febbraio 2014

Potenziale. Non mancanza!

Ognuno di noi è venuto al mondo con delle qualità, dei talenti. 
I Saggi dicono che siano cose che abbiamo acquisito in vite precedenti, per questo sappiamo farle così bene, naturalmente.

Ma che dire di ciò che definiamo come mancanza o difetti?

Siamo portati a credere di avere dei limiti insuperabili. Siamo convinti che se siamo fatti così quella è la nostra realtà, punto e basta. 
Spesso ci si crogiola nella proprie inettitudini giustificando l'essere fatti così.

Ma se invece non fosse così?
Ci avete mai pensato? Vi siete mai chiesti: I miei difetti a cosa servono?
Probabilmente no. Di solito, ci si lamenta di essi come se fossero la triste condanna inflittaci da una vita ingiusta.

Datemi una leva e vi solleverò il mondo, disse Archimede.

Foto dell'autrice
Per la nostra anima, i cosiddetti difetti, le apparenti mancanze, non sono altro che qualità da sviluppare.

Se non riusciamo a tenerci un lavoro, o a portare le cose a termine, è probabile che dobbiamo sviluppare la perseveranza.
Se non riusciamo a fare a meno di finire per tradire sempre un partner o un amico, allora dovremo sviluppare la lealtà.
Se ci sentiamo scoraggiati davanti alle piccole e grandi difficoltà, se ci sentiamo spesso impotenti o incapaci, ecco che la vita ci sta dicendo che dobbiamo imparare a credere in noi stessi.
Se siamo compulsivi nel mangiare, nel bere, nello shopping, nella seduzione o nel sesso, di sicuro ci difetta l'autocontrollo. E siamo venuti al mondo per svilupparlo.

A quanto dicono i Maestri, anche a livello fisico incarniamo qualità animiche.
Chi ha un corpo morbido e, per le donne, tanto seno, si porta dietro qualità materne di accoglienza, di femminilità archetipa e magari deve sviluppare la combattività, deve imparare a dire di no più spesso.
Al contrario, chi viene al mondo con un fisico asciutto, atletico e, per le donne, il seno piccolo, è perché ha qualità di guerriero, sa essere indipendente e combattivo nelle cose in cui crede, ma magari gli difetta il sapersi dare, l'accoglienza, il cuore aperto ai bisogni delle persone care che ha attorno.

Solo voi potete capire cosa avete in potenziale dentro di voi. Solo osservandovi potete vederlo. E imparare ad usare quello che fino a ieri consideravate una mancanza come una leva per acquisire ciò che ancora non vi appartiene, ma che vi serve per completare la vostra essenza.

Potenziale da sviluppare, non mancanza!