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venerdì 22 dicembre 2017

La strada giusta

A volte qualcuno mi chiede: Come faccio a sapere se la mia decisione è quella giusta, se sono sulla strada giusta?

Uno degli effetti collaterali dell'allineamento con la propria Missione di vita, e con la propria Anima, è la manifestazione nella realtà di segnali chiari sul percorso che stiamo percorrendo. 
Decidi una cosa dal tuo Sé, ti senti allineata tra ideazione e messa in pratica, hai la motivazione giusta... ed ecco che cominci a incappare nelle persone giuste al momento giusto.

Ecco il Monviso - Foto dell'autrice
Ti chiamano come relatore a un convegno e proprio lì, tra gli altri relatori, ecco quello che ti può aiutare a realizzare in modo tecnico la tua idea, poi esci dal teatro e prendi un passaggio da uno degli spettatori e scopri che lui ha le conoscenze di marketing nel settore che fa proprio al caso tuo... 
Ogni giorno o quasi spuntano fuori nuove conoscenze allineate con il tuo intento, anche se tu non hai mai chiesto questo tipo di networking. 

A volte può essere una frase, magari letta su un poster in metropolitana, o su Facebook o Instagram, o detta di sfuggita da un passante.

Sono segni inequivocabili e ignorarli sarebbe sciocco. 
L'Universo risponde sempre, ma sta a noi riconoscere i segnali giusti. Anche nel caso contrario, ovviamente, cioè quando la Vita risponde: NO, non fa per te.
Se hai un intento e la vita risponde SI, allora sei sulla strada giusta. 
La tua. 


giovedì 22 giugno 2017

L'autodisciplina mattutina

Da un po' di tempo ho deciso di alzarmi tutte le mattine alle 6.15 - sabato e domeniche comprese, non importa a che ora vado a letto - per mettere in pratica un'autodisciplina. Per stare con me stessa, nel silenzio interiore, nel respiro. Non una semplice pratica di meditazione, ma stare - sostare - in uno stato di coscienza più elevato. A tu per tu con il Sé.

Alle anime ribelli come me non è mai piaciuto sentirsi imporre le cose, non avrei mai accettato che qualcuno mi obbligasse a fare questa scelta. Infatti, per anni l'autodisciplina per me è stata molto difficile, specie l'alzarsi al mattino presto.

Ma nel percorso di Risveglio della Coscienza, specie nella Via del Guerriero di Pace, essere disciplinati è fondamentale per assoggettare i corpi che fanno i capricci e diventare noi, Anima, il condottiero. 
Vivere l'intento in modo integro, qualsiasi cosa i nostri corpi vogliano fare, ci porta a concentrare la nostra energia come un laser, a usare il Fuoco in modo consapevole e attivo.

Sostare nell'Essere - Autoritratto dell'autrice
Non è importante che ci siano subito risultati. Non ha senso preoccuparsi se un giorno i pensieri continuano ad abitare la nostra mente facendo rumore, né scoraggiassi se a volte non riusciamo ad entrare in uno stato di coscienza superiore, tipo un profondo senso di beatitudine. Non è nell'inseguire i risultati il senso di questo stile di vita - perché di questo si tratta. Farlo per farlo, invece, porta la mente al presente perché non c'è aspettativa né l'illusione di un'illuminazione futura.

L'intento è il pilastro dell'autodisciplina, non una forma di rigidità. Significa portare un Fuoco direzionato, nella tua vita, che ti permette di centrarti moltissimo. 
Chi ha autodisciplina ha maggiori capacità di resilienza, e minore tendenza allo scoraggiarsi facilmente. Non permette ai corpi di riprendere il potere sulle emozioni e sulle decisioni. 

E lasciando andare l'aspettativa o la paura di non raggiungere stati di coscienza elevati, paradossalmente, a un tratto essi accadono. Senza sforzo. Magari per poco, ma accadono. 

I benefici arrivano come effetto collaterale. Uno dei più banali, comunque, è quello di poter godere della mattina presto e avere l'intera giornata davanti, puoi fare più cose a ritmo più lento. Puoi godere del silenzio in strada quando tutti dormono. Perdi la frenesia del fare tutto di corsa perché senti di avere poco tempo. 
Smette di esistere quel conflitto interno tra la parte che vorrebbe avere più tempo e quella che vorrebbe passare più ore a letto, finendo per farti sentire quel certo senso di colpa. 

L'autodisciplina, per essere efficace, deve essere davvero sentita da noi stessi come necessaria, come passo evolutivo successivo. A un tratto diventa l'unica strada che abbia un senso percorrere. Per questo quando suona la sveglia ogni mattina non ti viene nemmeno in mente di dire: Cheppalle!!! Ma sei grato del giorno che nasce, perché anche tu, in fondo, stai rinascendo.
E la pratica meditativa diventa, in fondo, un ringraziamento per esserci



giovedì 16 marzo 2017

Perché ho scelto l'integrità (in amore)

Ho diverse amiche che ogni volta che mi incontrano per strada, la prima cosa che chiedono, ogni volta, è: Sei ancora single?
Come se questa fosse la condizione peggiore per una donna, come se la cosa più importante per ognuna di noi fosse essere in coppia con qualcuno.
Quando rispondo che sto bene da sola, ovviamente non ci credono.
Ci sono ancora troppe donne che alla solitudine preferiscono relazioni magari soffocanti, in condizioni di gelosia e ricatti, o con partner con cui non hanno più nulla da spartire da anni piuttosto che vivere un periodo da sole con sé stesse. 

Ma se non impari a stare bene da sola con te stessa non ti conoscerai mai davvero. Solo chi sa stare bene da solo può avere rapporti autentici con gli altri, perché non saranno sporcati dal bisogno. Osho docet.

Ho letto di recente un articolo in cui un filosofo condannava la sempre più diffusa abitudine di vivere da soli e non in famiglia. Si condannava l'edonismo e l'incapacità di entrare in intimità. In molti casi può essere questa la causa, ma è anche vero che una volta le coppie erano costrette dalla società moralista a stare insieme anche quando un rapporto armonioso e una convivenza equilibrata non erano più possibili. Si preferiva l'ipocrisia alla libertà. Si stava male in due, con ricadute emotive su eventuali figli, per sempre.

Oggi invece abbiamo la grande opportunità evolutiva di scegliere con chi stare senza convenienza né obblighi morali.


Scarpe rosse & I - Autoritratto dell'autrice 
Non sono così edonista da stare da sola per capriccio. Ho scelto l'integrità.
Tempo fa un amico mi chiese di metterci insieme, ma io non ero innamorata. Mi rispose che si poteva provare a frequentarci un po', fare sesso e poi eventualmente ci saremmo anche potuti innamorare. Trovai questa teoria sconvolgente.

Gli spiegai che non si può, a mio avviso, partire dal sesso per arrivare all'amore. Si può fare solo il contrario.

Ho scelto l'integrità perché non mi accontento di stare con uno simpatico, carino e gentile, o con cui avere affinità intellettuali. O è Amore o nulla.
Non è questione di essere inguaribili romantiche. E' sentire che l'anima non si può abbassare a un rapporto che sia meno dell'amore. 

Quando ami qualcuno lo senti in ogni cellula, lo senti nell'anima. E' una Chiamata. Uno squillo di trombe assordanti nel cuore.
Se questo non succede, e ci sono mille ragioni che non ha senso esplorare a livello intellettuale, allora meglio sole. 

Cominciamo a stare bene con noi stesse, ad amarci incondizionatamente per ciò che siamo. Tutto il resto verrà nei tempi e luoghi giusti, e l'eventuale amore sarà la ricompensa per esserci amate davvero, in modo autentico. 

Il mio abbraccio va a tutte le single incomprese!

martedì 14 marzo 2017

Mettersi a nudo con sé stessi

Anni passati a seguire corsi di consapevolezza e tecniche varie, leggere libri in materia, fare esercizi, meditazione, mantra, eccetera, eppure molti di noi ancora faticano a mettersi davvero a nudo con sé stessi. 
Quando emergono nodi ancora non sciolti, così grossi che non li si può più ignorare, ci rendiamo conto che nonostante la buona volontà, l'intento di lasciar andare zavorre antiche, una parte di noi è rimasta in ombra, ben nascosta, incapace di mettersi sotto il riflettore.

Questa parte di noi è così nuda, si sente così disarmata e fragile che teme la luce della consapevolezza più di ogni altra cosa. Non è libera dal giudizio di sé.  
A nudo - Autoritratto dell'autrice
Mettersi a nudo con sé stessi fa male perché dobbiamo fare i conti con ciò in cui ci identifichiamo. 
Mettersi a nudo è vedere le proprie miserie per ciò che sono, senza interpretazioni, giustificazioni, scuse. 
Significa guardarsi in maniera imparziale, come davanti a uno specchio in cui vengono sottolineate tutte le rughe che negavamo di avere, i difetti che più ci infastidivano e minimizzavamo. 

Ci vuole coraggio, ma nel coraggio è nascosta la parola magica: Cuore. Una volta che ci siamo visti davvero, spogliati delle scuse e delle illusioni, nella nostra inerme nudità più profonda, ecco che subentra l'Amore. Ci guardiamo con gli occhi dell'Amore che tutto guarisce. 

La ricompensa per l'essersi messi a nudo con sé stessi in modo spietato e lucido, è sempre l'Amore. Per il fatto di esserci e basta. Per essere ciò che siamo in tutte le sfumature. Per celebrare l'esperienza di un'anima nella materia, sempre un miracolo commovente.

mercoledì 2 novembre 2016

Accettare il mistero della morte

In questo giorno in cui si ricordano i cari estinti sorge una riflessione. Tante volte perdendo qualcuno di caro cui eravamo molto legati abbiamo fatto resistenza considerando la sua dipartita sbagliata. Qualcosa che non dovrebbe succedere. Magari ci siamo arrabbiati con l'Altissimo o ci siamo soffermati troppo a lungo a pensare cosa potevamo fare prima per evitare quella morte che non riusciamo ad accettare. 

A volte capita che un personaggio evoluto che si è messo al Servizio del mondo per aiutare l'umanità a evolvere ci lascia all'improvviso, ed ecco che sorgono domande istintive: Perché proprio lui che era al Servizio e poteva essere d'esempio? Perché proprio ora che c'era ancora bisogno di qualcuno come lui? Perché così giovane? Chissà cosa poteva ancora darci della propria essenza se non se ne fosse andato dall'oggi al domani.


Cimitero monumentale di Alessandria - Foto dell'autrice
Queste sono domande della personalità che teme la morte, teme tutto ciò che non pare avere un senso, che si attacca al bisogno di una certa figura e soprattutto ragiona nella dualità, nella polarità tipica della materia che conosce morte opposta a vita, mondo terrestre opposto a mondo sottile, corpo opposto a spirito.

La saggezza sta nel smettere di farsi domande senza risposta logica e accettare che non possiamo sapere cosa spinge un'anima a fare un salto improvviso dal mondo materiale a quello dello spirito, o aldilà. Può essere una ragione karmica o evolutiva che solo quell'anima può sapere. 
E non è detto che quell'anima non continui ad aiutare l'umanità a evolvere ma su altri piani per noi invisibili.

Con questo non intendo giudicare come sbagliato il soffrire per questa sensazione di mancanza di senso. E' qualcosa invece da accogliere come nostra parte umana, fragile, insicura, incapace di affidarsi all'intelligenza cosmica.
Si può restare in raccoglimento per sentire il dolore per queste domande spontanee che ci ossessionano. Anzi, si deve starci dentro per permettere loro di sciogliersi alla luce della nostra osservazione amorevole.

Però poi lasciamo andare, affidiamoci alla vita. L'insegnamento che una persona ci ha lasciato resta nel nostro cuore, il senso di quell'esistenza non va mai perduto.

martedì 25 ottobre 2016

Il ricordo passa dal cuore

Tempo fa, curiosando tra i vecchi libri letti da ragazza che restano a casa di mia madre, ho scoperto con perplessità che molti di quelli che sapevo di aver letto nel periodo tra il liceo e l'Università e che avevo apprezzato - e persino sottolineato - non li ricordavo più nel modo più assoluto. Sbirciavo tra le pagine e non ricordavo nulla né della trama né dei personaggi. 
Mi chiedevo come fosse possibile non aver trattenuto nulla di romanzi che avevo apprezzato al punto di sottolinearli.

Poco tempo fa, grazie a un'intuizione improvvisa, ho compreso che ciò che davvero ci nutre l'anima resta scolpito a fuoco in essa e non si può dimenticare. Magari non saranno frasi letterali ad essere  ricordate, ma l'essenza sì.
Perché ricordare deriva dal latino cor, cordis: cuore. Quindi: ricondurre al cuore.


Bouquet - Foto dell'autrice
Troppo spesso a livello intellettuale siamo influenzati dalla cultura dominante e da ciò che chi ammiriamo ci consiglia o dice di amare, cosicché perdiamo di vista ciò che il cuore vorrebbe assorbire, ciò di cui preferirebbe nutrirsi.
Nutrendo solo la mente con speculazioni intellettuali, ecco che il cuore resta a digiuno, ragione per cui a un certo punto ci rendiamo conto di non aver trattenuto in noi l'essenza di tanti libri letti. Abbiamo letto ciò che in realtà per noi era vuoto di cuore, ottenendo un vuoto.

giovedì 28 luglio 2016

Sorella Morte


La nostra vita è costellata di piccole morti simboliche: il cambio dei denti da latte da bambini, passare da un livello di scuola ad uno superiore, ogni volta che ci lasciamo con un partner, che cambiamo casa o lavoro, che smettiamo di fumare, ogni taglio di capelli, ogni volta che buttiamo vecchi vestiti per far spazio a nuovi. 
Anche fare un salto evolutivo grazie a una nuova consapevolezza rappresenta una piccola morte necessaria.
Andare a vivere da soli lasciando la propria famiglia d'origine è un'altra morte necessaria. Il bambino dipendente deve fare spazio all'adulto indipendente, contando sulle proprie forze.

Dal mio libro Manuale rock per guerrieri danzanti
Nell'esperienza di coppia, come ricorda Clarissa Pinkola Estés, c'è sempre lo spettro della morte in agguato a terrorizzarci, a fare capolino dietro lo splendore dell'innamoramento.
Intendo che non è solo la paura della fine del rapporto, ma anche dell'eventuale delusione, dell'eventuale abitudine che tutto appiattisce.
Ma per accettare l'amore totalmente dobbiamo accettare la vita totalmente, e per farlo non si può evitare la morte in quanto complementare alla vita. Non esiste vita senza morte né morte senza vita, e l'innamorato deve tenerne conto. 
Amare è farlo nonostante quello spettro, è guardare nelle orbite del teschio (...). 
Non si può scappare dal coinvolgimento pensando di ingannare Sorella Morte.

Teschio (cimitero di Pisa) - Foto dell'autrice 
Inoltre, la stessa Pinkola Estés spiega che a livello archetipo, nell'inconscio collettivo, le ossa sono simbolo dell'anima. Così come esse restano dopo la dissoluzione dei tessuti molli, l'anima resta dopo la dissoluzione del corpo fisico. 
Senza ossa saremmo sacchi di carne, senza anima saremmo automi.
Secondo una leggenda messicana da lei narrata nel celeberrimo libro Donne che corrono coi lupi, cantare sulle ossa raccolte nel deserto significa ricomporre i frammenti dell'anima fino al ritorno alla propria integrità.

La tendenza di alcune rockstar, specie nell'ambito dell'heavy metal, a comparire in foto e sul palco con teschi in mano o truccati da morti, al di là del desiderio di scioccare o far provare ribrezzo, cela in realtà il coraggio di guardare la propria paura della morte in faccia per farci amicizia. Se non si affrontano le proprie paure arrivando a riderne, non si sarà mai veramente liberi di vivere senza paura.
Truccatevi da scheletro e guardatevi allo specchio. Che cosa provate? Lì c'è un'importante lezione per voi.

giovedì 9 giugno 2016

La Discesa

Nel post di oggi mi collego ad una riflessione scritta l'altro giorno su Facebook riguardo alla tendenza di molti vegani/vegetariani a credere di essere più spirituali, giusti e compassionevoli rispetto a chi non lo è. In quel post si faceva più che altro riferimento al fatto che ora vada di moda postare in maniera isterica articoli e foto di maltrattamenti sugli animali, specie nei mattatoi e negli allevamenti, per provocare orrore e senso di colpa, ma questo è uno specchio dei sensi di colpa che evidentemente hanno gli stessi che li diffondono.

Invece oggi mi soffermo su un'altra riflessione che mi nasce dall'aver appena letto un articolo in cui un operatore olistico scriveva che gli esseri umani devono al più presto, oltre al lavoro su sé, smettere di mangiare carne e latticini in quanto sporcano le nostre vibrazioni, abbassandole.

Questo è vero solo in parte. In quell'articolo si perde di vista un punto fondamentale: che non tutte le anime sono venute sulla Terra per innalzarsi, altre hanno come compito quello di scendere nella materia perché già evolute, ma proprio per questo rifiutano la discesa totale.

Anni fa una kinesiologa, sciogliendomi dei blocchi cristallizzati nel corpo mi ha detto: Tu sei troppo spirituale. E' come se incarnandoti in questa vita una parte di te abbia rifiutato l'esperienza della materia, perché ha ancora nostalgia di casa. Ecco perché non riesci a concretizzare i tuoi progetti, hai le idee e poi non sai come farle diventar realtà, sei sempre senza una lira.
Come compito mi diede, tra le altre cose, anche quello di mangiare un po' di carne ogni tanto, anche se la digerisco poco. 

Carne all'albese - Foto dell'autrice
Quindi, non tutti hanno bisogno di innalzarsi e purificarsi i Chakra alti, specie se quelli bassi non funzionano e non si è radicati nella materia!
Essere spirituali significa proprio vivere in equilibrio fra alto e basso, tra terra e cielo, tra idee e materia, tra Dio Padre e Dea Madre.

Per prima cosa dobbiamo capire cosa siamo venuti a fare su questo Pianeta, e imparare ad ascoltarci. A quel punto possiamo seguire l'intuito e decidere se mangiare carne o no. 
Restate nel non giudizio. Agite nel sentire e non in base alla morale terrestre del senso di colpa e dell'ingiustizia.

mercoledì 8 giugno 2016

Compassione verso i terrestri

Ieri stavo leggendo la seconda parte del libro di Draco Daatson, Il regno del fuoco, di www.salvatorebrizzi.com e finalmente sono riuscita a provare un profondo moto di compassione per i terrestri.
In che senso?, vi chiederete, e tu non sei terrestre?

Senza entrare in dettagli tecnico-esoterici (vi rimando alla lettura di entrambi i volumi), ho compreso finalmente, con il Cuore, che esistono creature umane che non sono destinate a evolversi a livello di coscienza e a rivoluzionare la propria vita svegliandosi dal sonno perché i loro ruolo nella Creazione è essere totalmente meccanici. 
Sono schiavi e programmati per questo. Ma ciò non mi fa sentire né migliore né superiore a livello morale o spirituale. 

E' proprio questo il punto. Fino a poco tempo fa, nonostante sapessi che ci sono persone che non sono pronte per svegliarsi né sentono il bisogno di uscire dall'illusione della Matrix per essere libere, a volte parlando con loro non potevo nascondere un moto di rabbia, fastidio, intolleranza verso la loro incapacità di vedere al di là del proprio naso.

Schiavitù nella Matrix - Foto dell'autrice
Sapevo bene che esistono persone che sono davvero convinte che l'anima non esista né uno spirito divino che tutto pervade (chiamatelo pure Dio); sapevo bene che molti scambiano il nostro sentire la presenza dell'anima e del Divino dentro di noi come mero bisogno di conforto spirituale, ma pensavo fossero solo molto cerebrali e troppo immersi nel loro sogno e spaventati per lasciarsi andare a una nuova visione della realtà, senza pregiudizi o condizionamenti.

Ma da ieri ho compreso che ci sono creature che proprio non sono state programmate per evolversi fino ad identificarsi con l'anima.  E quindi è inutile irritarsi per la loro pochezza. Sarebbe come irritarsi perché un gatto ferito si lamenta e non ne vuole sapere di stare presente nel suo dolore. E' un gatto, e mai potrà raggiungere la consapevolezza del momento presente, né stare nel suo sentire potrà farlo evolvere a livello di coscienza.

So che qualcuno inorridirà e considererà questo post una specie di dichiarazione razzista che divide gli umani in schiavi terricoli e umani "elfici" destinati a svegliarsi per creare un mondo migliore, ma è sostanzialmente così. 

Come ho scritto sopra non si tratta di sentirsi superiori ma proprio aprire il Cuore a qualcosa di struggente come una creatura che si dibatte nel fango delle proprie emozioni di pancia e che non potrà mai capire la nostra missione rigeneratrice.

Anche il fango e i terricoli hanno una loro Bellezza intrinseca. Mi viene voglia di abbracciarli tutti e dire loro: ora vi capisco.

venerdì 29 aprile 2016

Stare in agguato

Si sa che la nostra mente usa ogni mezzo per ingannarci e tenerci nel sonno, e al guerriero di pace non resta che imparare a riconoscere le trappole.

La pigrizia ci fa credere di essere stanchi, ci fa procrastinare compiti quasi all'infinito e noi perdiamo tempo ed energia a fare cose inutili a livello evolutivo, e si finisce per perdere sé stessi tra sonnellini e social network, tv e spuntini appaganti solo per il corpo e la personalità. Si perdono occasioni speciali perché obnubilati da una mente pigra e paure immotivate. 
In agguato - Autoritratto dell'autrice
E la vita va avanti senza di noi. Cioè senza la nostra Consapevolezza attiva, tagliata fuori dalla mente ingannatrice che preferisce continuare a ronfare al riparo da minacce alla sua sovranità.

Cadere nelle trappole della mente è così facile che bisogna stare sempre all'erta, proprio come un guerriero. Presenza, accorgimento e volontà sono i tre ingredienti indispensabili per non farsi di nuovo ghermire dagli inganni sonniferi. 
Bisogna imparare a cogliere i segnali, stando sempre in agguato, e solo se ci si è osservati abbastanza a lungo possiamo intercettarli e prendere provvedimenti.

Il Lavoro su di sé è proprio imparare a conoscersi abbastanza da sapere bene quali punti deboli dobbiamo coprire con lo scudo dell'attenzione. Il nostro punto debole allora potrà diventare il nostro alleato, perché sapremo esattamente cosa fare quando la mente sta escogitando un dardo per farci ricadere nel sonno profondo. 

Se conosci le tue stesse trappole alla fine non ci caschi più. Ma se lo fai allora sei connivente, stai collaborando con il tuo avversario, quindi non vuoi veramente svegliarti fino in fondo.
Sappi comunque che ogni momento di Presenza e ricordo di sé non va perduto se dopo un po' ricaschi nelle solite trappole soporifere. Restano impressi nell'anima e si accumulano per sempre, ma questa non è una buona scusa per dormire il resto del tempo!

martedì 12 aprile 2016

Quando lasci andare

Ci sono momenti in cui per qualche ragione siamo più disposti a lasciar andare la presa su pensieri, emozioni, persone e ricordi. E' come se scattasse qualcosa, grazie alla consapevolezza acquisita, che ci permette di mollare l'attaccamento a ciò che fino a poco prima non riuscivamo proprio a lasciar andare via da noi.
Un bel giorno siamo disposti a lasciare che sia, e sentiamo dentro a noi come un click, come un interruttore che ci apre alla vita e permette che ciò che non ci serve più se ne vada per la sua strada, quale essa sia.

Certe volte è molto doloroso, ma se siamo disposti a non cadere nella trappola del giusto o sbagliato, giudicando secondo un metro miope ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere, ecco che permettiamo alla vita di fare pulizia, di arieggiare i nostri antri polverosi e di fare un passo avanti verso la nostra libertà interiore.

Nuvole in blu e rosa - Foto dell'autrice
Di colpo sentiamo come una ventata di aria fresca emanare da dentro di noi per espandersi all'esterno ed ecco che percepiamo nettamente l'universo prendere strade nuove e venirci incontro. 
La struttura invisibile delle cose si mette in moto per asservire al nostro intento, come se aprissimo una serratura nascosta, ed ecco che si spalanca il Portale dei cambiamenti degli eventi perché stiamo accedendo a linee di vita nuove, più allineate con la nostra anima, e quindi più in accordo con il Piano del Venerabile Reggitore del nostro Sistema Solare.

In quei momenti non solo sentiamo davvero che esiste un mondo quantico in continuo movimento e che dai nostri pensieri dipende, ma anche quando il lasciar andare parte da un accadimento per noi doloroso, in fondo sentiamo un alleggerimento terapeutico. 
Ecco che abbiamo saputo mollare inutili fardelli e siamo diventati oltre che più liberi anche un poco più saggi.

giovedì 24 marzo 2016

Verso un mondo di cyborg disumanizzanti?

Recentemente ho letto articoli agghiaccianti in cui si parlava con entusiasmo delle ultime frontiere dei cyborg. Si vedevano robot dalle fattezze umane in grado di mostrare espressioni del viso e conversare. La cosa che mi ha colpito di più è che ciò veniva fatto passare come una conquista positiva della tecnologia. Le ragioni addotte erano che saranno utili per l'educazione e la cura delle persone. Testuali parole.

Ovvero: un giorno i nostri nipoti a scuola avranno dei robot al posto degli insegnanti, verranno educati (ma come si fa a chiamarla educazione?) da oggetti senz'anima, senza interazioni emotive né empatia. Per quanto riguarda la cura, si intende infermieri, badanti per anziani e disabili, OSS, babysitter, magari pure dogsitter. Tutti robot! 

Robot - Foto dell'autrice
Questo significa creare un mondo disumanizzato in cui la base della cultura (educazione e cura) non è più creata da individui dotati di anima, cuore, un'energia da essi emanata. Un mondo di schiavi allontanati dalla propria natura animica ed emotiva. 

Già viviamo in un mondo meccanico in cui la maggior parte degli esseri umani nemmeno crede nell'esistenza della propria anima, vive in un mondo virtuale creato dai propri pensieri illusori e crede a tutto ciò che i mass media propinano. Questo sarebbe l'ennesimo passo verso un mondo molto simile a quello dominato dalle macchine che si vede nel film Matrix. Rischiamo di far diventare quella ipotesi realtà quotidiana. 

Dunque, cercate di svegliarvi con ogni mezzo, oppure finirete nel tritacarne disumanizzante, ridotti sempre più a macchine di carne in un mondo dominato da altre macchine fatte di circuiti e ferro.

Intanto, se vedete un cyborg in giro sparategli!


giovedì 18 febbraio 2016

Negozi con l'anima

Girando per Torino ho notato con piacere che stanno aprendo molti piccoli negozi un po' vecchio stampo, intendo quelli con arredi rétro, di recupero, in cui i gestori ci mettono davvero l'anima, credendo al loro Sogno di portare umanità e passione nel vendere cose fuori dalla grande distribuzione.
Fruttivendolo, Monterosso - Foto dell'autrice

Tisanerie che mostrano le erbe sfuse in vasi di ceramica all'antica, verdurieri biologici che mettono la merce in esposizione dentro a  cavagne (in piemontese: panieri in vimini), piccoli atelier di pittura e design che espongono lavori assemblando oggetti di recupero, librerie indipendenti in cui sedersi a leggere bevendo un caffè... in tutti questi negozi si possono notare il ritmo lento, rilassato, spesso la mancanza di una cassa elettronica in vista, lo scricchiolio del pavimento in legno, l'odore dei vecchi mobili incerati che mantengono il sapore di altri tempi. 

E' una forma di Resistenza (all'ottava alta) alla meccanicità e impersonalità della grande distribuzione, in cui i prodotti sono solo cose esposte sotto le luci al neon, in un susseguirsi di colori ipnotici e con un numero sempre più esiguo di cassiere, sostituite dalle casse automatiche. Insomma, i supermercati di oggi sono quanto di più alienante ci sia.

E allora ecco che emergono i Sognatori, i coraggiosi, i Ribelli a cuore aperto che invece di temere la concorrenza delle
Tisaneria, Torino - Foto dell'autrice
multinazionali e il fallimento decidono di aprire un negozio con l'anima, per condividere il proprio Sogno di una società che riscopre il valore di una chiacchierata, della lentezza del godersi il momento in un ambiente pieno di calore umano, della Bellezza di vedere i legumi esposti dentro dei boccioni in vetro e la frutta su un carretto di legno stinto dal tempo, dentro grandi cavagne come in un quadro del '700.


Non so a voi, ma a me questi negozi commuovono. Mi auguro che sempre più Sognatori siano disposti a non farsi uccidere i sogni dalla paura dei pesci grandi che mangiano i pesci piccoli.
I negozi con l'anima sono così belli che se si è un po' sensibili alla Bellezza si sentirà sempre meno il bisogno di rifornirsi negli asettici supermercati alienanti. 
Lunga vita alle piccole botteghe!

mercoledì 30 dicembre 2015

Guerrieri abbattuti, rialzatevi!

Il percorso di ogni guerriero, si sa, è irto di trappole e ostacoli. Che siano prove karmiche o semplici inciampi, in cui si ripiomba nella personalità e nell'identificazione con la macchina sofferente che ci contiene, il guerriero sa d'istinto quando è il momento di prendersi una pausa e cercare di ristabilire equilibrio dentro di sé per ricontattare la propria anima, imparare ad accettare che ci sono momenti difficili in cui i suoi desideri ed obiettivi vengono frustrati. 
Anche questo tempra il guerriero, che osserva la propria mente agitarsi nella negatività. Osservandola, torna prepotente la certezza che è nato per qualcosa di più grande che stare lì a deprimersi e lamentarsi.

In ogni battaglia di vita - così come in quelle sul campo, con le armi in pugno - si può cadere feriti o solo incespicare e finire in ginocchio, ma il vero guerriero sa sempre come rialzarsi, anche quando sente che il carico di difficoltà lo ha reso un po' più lento a riprendersi. Perché rialzarsi è l'unica cosa che abbia un senso, una spinta a tornare in sé e fare il proprio dovere, che sia in battaglia o nel mondo.

E' sempre difficile accettare che una situazione vada diversamente da come la si era immaginata e chiamata nella realtà, ma la non accettazione non fa che chiudere le porte al cambiamento.
Guerriero celta - Foto dell'autrice
Ogni evento ha un inizio e una fine, e l'accettazione di ciò che è, per quanto dolorosa, scioglie nodi come nessun'altra cosa.
La testardaggine della personalità continua a insistere che vuole una cosa, perché non accetta la situazione in cui questa cosa non c'è, considerandola sbagliata, negativa. 

E' proprio questa la chiave del miracolo. 
Non significa arrendersi, al contrario. Si apre una porta.
Lasciando andare le preoccupazioni per ciò che ancora non ha ottenuto, nonostante gli sforzi, e facendosi strumento del Divino, sa che la sola sua intenzione di Servire il Piano divino farà da catalizzatore per realizzare il suo contributo. Che a volte può anche essere diverso da ciò che immaginava o voleva ardentemente.

Il guerriero abbattuto, con un tremendo sforzo di volontà, si rialza, si scrolla il fango e il sangue secco di dosso, si concentra sul respiro, sull'istante presente, sentendo che esiste una Forza che lo collega ad ogni cosa nell'Universo, sta in ascolto, sente che ogni sua cellula è piena di Amore, sente il richiamo della Vita ad andare avanti, riprendere le armi e continuare sul suo sentiero perché nulla ancora è perduto e finché avrà fiato in corpo sarà pronto a dare il proprio contributo. 
Se non lo facesse tradirebbe se stesso, e di conseguenza lo stesso senso della propria esistenza.

venerdì 6 novembre 2015

Questione di vibrazioni

I Maestri dicono che al giorno d'oggi la Terra sta aumentando di vibrazione, con conseguenti disarmonie gravi in quegli ambienti in cui la Consapevolezza collettiva è ancora molto addormentata (leggi: Paesi in guerra; tensioni sociali; crisi economica; aumento esponenziale del femminicidio, eccetera).

Ma l'altra faccia della medaglia è che nelle coscienze un po' più evolute accade un velocizzarsi degli eventi. 
Ad esempio, ho notato che i conflitti interiori e di lavoro o di coppia, così come quelli genitori-figli, hanno una durata sempre più breve. Spesso sono molto forti e vanno in profondità a toccare corde molto dolorose, ma proprio perché chi le vive ha una consapevolezza superiore alla media, ecco che avendo gli strumenti per affrontare la situazione problematica, questa viene sciolta rapidamente.

Vibrazioni - Foto dell'autrice
Conflitti di coppia o problematiche legate alla propria professione che in coscienze totalmente addormentate durerebbero anni di lotte e recriminazioni, rancore e vittimismo, ecco che invece in poco tempo vengono accolti come Legge dello Specchio e vissuti come insegnamento.

Quando ciò accade, emergono di colpo una serenità di fondo e un'integrità che vengono direttamente dall'Anima e che ci portano ad essere vigili, obiettivi, lucidi e trasparenti. A quel punto non si può far altro che essere franchi, dire la verità emergente dall'insegnamento di fondo che quella situazione ci sta mostrando.

Come nella famosa frase del Vangelo, la Verità vi renderà liberi.
Ed ecco che quella situazione di conflitto ha le ore contate e presto le vibrazioni della Consapevolezza universale spazzeranno via ogni rimasuglio di negatività perché stiamo agendo in armonia con il Cosmo, e non in base a schemi di pensiero che fanno solo resistenza a ciò che è.

martedì 22 settembre 2015

Respiri e sospiri nel Qui e Ora

Le coccole, i baci, l'intimità di coppia sono un Portale meraviglioso per entrare in uno stato di intensa Presenza.
Nel silenzio intervallato solo dai respiri (e sospiri), nel calore sprigionato dai corpi a contatto tra loro, nelle sensazioni tattili delle carezze, nell'odore dell'altro, si cela una grandissima opportunità:
vivere il momento stando nel Qui e Ora.

Senza pensieri declinati al futuro che possano generare aspettative o ansia, né al passato, che possano in qualche modo distrarci dall'attimo che si sta vivendo.
Senza domande mentali su chi è la persona che abbiamo tra le braccia - nel caso di una nuova relazione appena cominciata. Domandarci del suo passato significa restare nella forma e ragionare per giudizi e categorie che nulla hanno a che vedere con la Realtà. Queste domande inutili non fanno altro che creare una spaccatura nel fluire del presente.

Sublime - Foto dell'autrice
Vivere questi momenti in Presenza porta a toccare davvero le vette del Sublime. Un istante intenso e senza tempo in cui due esseri si trovano a contatto con i loro corpi terreni. Essi sono anime che per varie ragioni - spesso misteriose - si sono trovate a vibrare all'unisono.

Gioia profonda e Gratitudine per il dono del momento sono le Porte che permettono all'esperienza vissuta di restare eternamente scolpita nell'anima, portandola a fare un salto evolutivo.
L'anima evolve ogni volta che siamo un tutt'uno con il momento Presente. L'anima evolve ogni volta che siamo in uno stato di Amore fine a sé stesso. Ogni volta che stiamo lì in ciò che accade, in totale apertura, senza cedere a preoccupazioni l'anima registra. Per sempre.
E nulla sarà mai più come prima.

venerdì 18 settembre 2015

Trascendere l'altro

Capita a tutti di distogliere lo sguardo quando qualcuno di passaggio ci guarda negli occhi. Quel contatto fuggevole quasi spaventa.
Ma un esercizio necessario per stabilire il contatto con l'altro (che è sempre il nostro specchio) è guardarsi negli occhi per un tempo indeterminato, senza distogliere lo sguardo, senza ridacchiare o quant'altro ci distolga dal sentire il momento e Vedere l'altro.

Vederlo davvero.

Se si riesce a rilassarsi e a fissare lo sguardo su un occhio (è più facile che cercare di guardare entrambi), ecco che nonostante la tentazione di sbattere gli occhi che bruciano e la deglutizione che non si riesce ad interrompere, si comincia a vedere l'alone di luce emanato dall'anima che incarna il corpo di fronte a noi.
Non è più una persona, è un'anima lucente che si manifesta dinanzi a noi nella sua essenza. Man mano che lo si guarda, il volto perde consistenza diventando quasi incorporeo.
Occhi dell'Anima - Foto dell'autrice

Lo sguardo che ci guarda non è della persona, ma è la Consapevolezza stessa che ci osserva.
E se si resta a lungo in quel sentire e Vedere - cioè vedere con gli occhi dell'anima - ecco che noi stessi siamo Consapevolezza, disidentificandoci dal noi che crediamo di essere.
Diventiamo la Consapevolezza universale che si osserva nella propria essenza.

Dovremmo ricordarcene ogni volta che guardiamo qualcuno, sia si tratti di qualcuno di passaggio che un nostro caro. 
Quanto crediamo davvero di sapere dei nostri cari? Quanto li diamo per scontati? Li abbiamo mai Visti davvero? Ci siamo mai lasciati osservare davvero?

Grazie a Daniela Castellani che nel suo Cerchio di Donne (ma l'ultimo fatto era misto) al Centro Crisopea di Torino, propone questo bellissimo - e necessariamente difficile - esercizio.
Per farlo ci vuole coraggio, onestà con se stessi e trasparenza.
Ringrazio anche tutte le persone che si sono messe in gioco in queste intense serate.


mercoledì 22 luglio 2015

Il discernimento

In moltissime fiabe c'è una fanciulla che a un certo punto della storia è costretta dalla strega di turno a lavorare per lei e separare dei semi da un mucchio di sporcizia. Il compito sembra sempre impossibile da compiere, ma ad intervenire in soccorso della fanciulla c'è sempre qualche magia, o fata, o una bambolina che compie l'atto al suo posto.

Grano - Foto dell'autrice
Questo tipo di fiaba è nata per insegnare il discernimento. Le ragazze, in epoca arcaica,  avevano sempre una donna saggia che si occupava di insegnare loro a usare il proprio intuito e il potere femminile per discernere tra ciò che nutre (i semi buoni) da ciò che è nocivo (la sporcizia). Ciò che nutre viene dall'anima, la sporcizia è tutto ciò che ci impedisce di evolvere. 

La forza magica che viene in soccorso alla fanciulla e fa il lavoro al posto suo è l'intuito, ma anche la razionalità costruttiva. 
Invece di disperarsi nel tentativo di compiere un'impresa che pare impossibile in poco tempo, essa si affida a quella parte di sé che si chiede: Cosa è bene per me? Cosa mi nutre di più? Questa cosa la sento nel cuore oppure no? 

Quando abbiamo un forte dubbio, ecco che dobbiamo attuare questo compito: separare i semi buoni dall'immondizia, ciò che è creativo e viene dal sentire di cuore da ciò che viene dalla parte ferita e che vive ancora nella paura, nelle illusioni.

La voce interiore, come sempre, sa meglio di noi come si fa a discernere e quando è il momento opportuno dobbiamo affidarci ad essa e lasciarla fare.

mercoledì 27 maggio 2015

Stare nell'emozione

Nel lavoro su di sé si parla di osservazione delle nostre reazioni ed emozioni, non di reprimerle. Finché non le conosciamo bene non riusciamo a dominarle con il ricordo di sé e la forza di volontà.
Ma a volte capita che un'emozione arrivi anche se siamo presenti e consapevoli che quell'emozione non viene da noi (personalità + corpi fisico, mentale ed emotivo).

Emozioni - Autoritratto dell'autrice
In quei momenti si vive una sorta di straniamento: siamo anima che osserva un corpo che si emoziona e trema o si irrigidisce.
Ma il nostro compito è soprattutto quello di osservare distaccati, perché significa continuare a riconoscere che quel corpo è come un abito indossato che a un tratto ci accorgiamo essere stropicciato. Non siamo noi ad aver bisogno di essere stirati!

La pazienza e la volontà di ricordarci di noi stessi in quanto anima - e quindi imperturbabili - farà il resto. Ci può volere una vita intera, perché non sappiamo quanto profonde siano le ferite che mettono in crisi il corpo, spesso sono così ben nascoste che non ne siamo minimamente consapevoli.

Ma ogni volta che il corpo ha timore o è investito da una forte emozione, l'unica cosa da fare è sforzarsi di ricordare che siamo anime in missione sulla Terra, e che se c'è un'emozione forte quella è anche la Chiave per la guarigione. 
Invece di scappare, ci stiamo dentro fino in fondo.
Standoci dentro, a poco a poco svanisce e noi, Anima, abbiamo conquistato lo scettro del potere!

giovedì 14 maggio 2015

Come dicevano i Blues Brothers...

Ogni volta che ci troviamo dinanzi a una prova di vita o a una sfida con noi stessi, o a qualcosa che non abbiamo mai fatto e ci spaventa, dovremmo ricordarci di non essere anime che stanno portando avanti un compito.
Se ci viene richiesto di fare un qualcosa, evidentemente è perché siamo in grado di farlo, la nostra anima è pronta per quell'esperienza. Non ci vengono date prove che non possiamo superare. A non sentirsi pronto o adeguato è l'insieme dei corpi, cioè fisico (tremarella), emotivo (ansia), mentale (paura di fallire o fare brutta figura).


Forza interiore - Foto dell'autrice
Ogni volta che ci si presenta una nuova sfida, ricordiamoci che siamo anime e che, come dicevano i Blues Brothers nell'omonimo film, Siamo in missione per conto di Dio.
Perché qualsiasi sia il nostro compito terreno, viene comunque da lì.

Identificandoci con l'anima, non possiamo più temere il fallimento. Perché non esiste. E' solo una percezione distorta piena di giudizio su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, su ciò che è bello e ciò che non lo è. E' timore del giudizio altrui. Della derisione.

Ma nessuna anima fallisce sulla Terra. Anche quando una persona non supera al meglio della sue possibilità una prova, è esperienza.
Fa tutto parte del bagaglio.

Quindi, ogni volta che avete paura di affrontare qualcosa di nuovo o per cui vi sentite inadeguati, ricordatevi che siete un'Anima in Missione sulla Terra. Quale missione non importa. 
Anche se il corpo ha le gambe molli, voi lo osservate con amore, ma non siete quel corpo. Siete un'Anima infallibile in un corpo spaventato.

Questa consapevolezza vi dà un grande Forza interiore.