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mercoledì 4 febbraio 2015

La falsa accoglienza

Si sente parlare spesso di accoglienza, ma mai della qualità di essa, della sua spontaneità. 
Sia che si tratti di accogliere qualcosa nella nostra vita, oppure altri popoli sul nostro territorio, di sentimenti autentici ce ne sono davvero pochi. 


Carloforte - Foto dell'autrice
Si confonde un gesto che viene dall'anima da quello che viene dalla personalità e teme il giudizio. Se si accoglie qualcuno, ad esempio, per paura di essere giudicati razzisti se non lo facessimo, questa è ipocrisia.
Peggio ancora, quando si assumono costumi altrui per far sentire più a casa propria uno straniero. Questo è un uscire dal proprio centro, non si tratta più di semplice gentilezza spontanea e senza secondi fini, ma paura di non far sentire le persone accettate. 
Ma questa paura viene tradita proprio dallo sforzo di andare incontro all'altro solo per non essere giudicati in modo negativo.

La cosiddetta tolleranza, poi, è tutt'altro che accoglienza. Tollerare implica uno sforzo per sopportare un fastidio.

Stare nell'apertura senza giudizio è un altro pianeta. Anche per accogliere sentimenti nuovi, o difficili, ci vuole semplice apertura
Elefante - Foto dell'autrice
di cuore. Non puoi sforzarti di accogliere. E' come sforzarti di amare. Lo sforzo, in questo caso, implica finzione, resistenza.

Non c'è una formula per imparare ad accogliere, così come per imparare ad amare.

O ci riesci o no, ma in ogni caso è importante prendere atto del fatto che non provare un certo sentimento non significa che siamo incapaci di provarlo. Stando nel sentire e nell'osservazione, pian piano possiamo abbattere quelle resistenze tipiche del senso di separazione per entrare in un nuovo regno: l'amore incondizionato di cui l'accoglienza vera è fatta.

venerdì 28 marzo 2014

Forza e Volontà

Non esiste Forza interiore che non sia supportata dalla Volontà.

I nostri corpi (mentale, fisico, emotivo) devono essere gestiti e ci vuole applicazione, determinazione e perseveranza per imparare a tenerli a bada. 
Senza la Volontà non riusciremmo a portare avanti il nostro intento.

Foto dell'autrice
Un giorno ci esaltiamo e ci impegniamo a tenere a bada i nostri corpi facendo i dovuti esercizi, e il giorno dopo ce ne staremmo al calduccio nel letto a dormicchiare perché fuori piove, decidendo che se piove allora la via del guerriero quel giorno è sospesa e si fa vacanza… 

Meglio non mentire a sé stessi e ammettere che non c'è cosa più difficile dell'esercitare la Volontà.
Quando si fa fatica, quando si ricade nei vecchi schemi di sofferenza, quando ci sentiamo stanchi di aver ottenuto solo piccoli risultati nonostante tutto lo sforzo, è la Volontà che deve tenerci saldi sulle nostre gambe lungo la Via.

Non importa quanto abbiamo già tirato via di vecchi gioghi e catene, non importa se ce ne sono ancora un migliaio da sciogliere, la Forza interiore si sviluppa e si mantiene solo così. Con la Volontà.

Foto dell'autrice
Tradizionalmente, nei Tarocchi la Forza è rappresentata con una fanciulla che con il volto impassibile tiene aperte senza sforzo le fauci di un leone.
Si vuole simboleggiare la Forza d'animo, la centratura, le fermezza.
Ma quanta Volontà ci è voluta per arrivare ad aprire senza sforzo le fauci del leone?
Sembra un paradosso e forse lo è.
Quanto sforzo devo metterci per arrivare al punto di non dovermi più sforzare?
Tanto.
Forse una vita intera.
Ma ne sarà valsa la pena.

lunedì 22 luglio 2013

La differenza tra lotta e sforzo

Come dicono i saggi taoisti, la vita non è una lotta. 
Molte persone pensano che nella vita si debba vincere, che bisogna essere dei duri, che lottare sia non solo necessario ma onorevole.
Niente di più stupido.

Come dice anche Stuard Wilde, se lotti è perché c'è qualcosa di fondamentalmente sbagliato.
Questo non significa, però, che dobbiamo aspettare che tutto ci arrivi come una manna dal cielo.

Al posto della lotta, c'è lo sforzo. Lo sforzo è naturale e imprescindibile. In fondo, quando impariamo a camminare, a parlare, a leggere e scrivere, a nuotare o suonare uno strumento, è fondamentale metterci lo sforzo. Almeno quello iniziale.
E questo lo dice anche Salvatore Brizzi. 
Non puoi cambiare le cose se non fai uno sforzo.

Foto dell'autrice
Ma quando ci rendiamo conto che stiamo lottando per ottenere qualcosa dalla vita, per non perdere qualcosa, o per tenere a galla una relazione che sta affondando, allora dovremmo fermarci un attimo.
A riflettere, a osservarci, e capire dove sta l'emozione, e quale tipo di emozione ci sta muovendo. 
Spesso lottiamo per impazienza,  ma troppe volte la vera natura della nostra personale battaglia è voler dimostrare qualcosa a qualcuno. O convincere qualcuno di qualcosa.ccere qualcuno di qualcosa.

Stop. Attenzione. 
Se vi sentite stanchi, spossati o demotivati di colpo è probabile che  la vostra lotta inutile vi stia logorando. Ma accorgersene in tempo è un grandissimo dono che farete a voi stessi.
Smettete di lottare, di voler primeggiare, di voler convincere, di remare a tutta forza verso i vostri obiettivi.

Fate lo sforzo di cominciare il cammino, ma sempre tenendo conto del flusso della vita.