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mercoledì 4 gennaio 2017

Piccoli atti magici per la carriera

L'ho scritto diverse volte e lo ribadisco: il lavoro lo si crea da dentro, è solo una conseguenza della nostra vibrazione, della  somma di pensieri accumulati, spesso inconsci.
Quello che molti non hanno ancora compreso nel profondo è che se desideri fare un certo mestiere devi far sì che l'universo si allinei con il tuo intento. 
A volte, però, per vincere delle resistenze inconsce, non bastano il solo intento e il gesto di mettersi alla ricerca del modo di realizzare quel desiderio.

Gli atti magici sono strumenti molto potenti, basta non aggrapparsi ad essi come unico mezzo. Se ad esempio vuoi diventare una donna manager, invece di attendere di aver già cominciato a lavorare per prendere un'agenda e un tailleur adeguato, comprali adesso! Comprati l'agenda più bella, la penna migliore, il vestito più figo! Comincia a pensare come una donna manager, cammina e telefona come una donna manager.

Detto così può sembrare vuoto coaching motivazionale basato sull'autoconvinzione della personalità, ma in realtà è molto di più.
Donna manager - Foto dell'autrice 
L'universo si allinea con il tuo intento. 
"Le risorse e il denaro si allineano e prendono le dimensioni del tuo sogno" scriveva Stefano D'Anna nel libro La Scuola degli Dèi.

Se hai il sogno di lavorare come manager d'azienda, e continuo con questo esempio, di certo non potrai creartelo davvero nella realtà se vai in giro a lamentarti della mancanza di soldi e opportunità di lavoro, a sentirti depressa trascinando i piedi e con le spalle curve, fermandoti davanti alle vetrine pensando che quei tailleur sono troppo belli o costosi per te, o che non sei abbastanza magra per starci bene dentro, oppure che non è il tuo genere di vestito.  

Rompi gli schemi di pensiero. Non ti piacciono i tailleur? Puoi sempre indossare una bella giacca sui jeans e con i tacchi alti, oppure puoi comprare un tailleur neutro e ravvivarlo con collane appariscenti o con stivali, oppure anfibi. 

Rompi gli schemi del non è per me, non mi ci vedo veramente, non sono adatta, non me lo merito, non sono abbastanza.

Hai un Sogno? Buttati! Vivilo da oggi in avanti, diventa il tuo Sogno! Coraggio, abbi fede!
Solo diventando ciò che vuoi essere l'universo creerà per te l'occasione giusta. Ama il lavoro che vuoi incarnare nella materia e questo lavoro arriverà, perché l'universo risponde soprattutto all'Amore. E' una Legge!

giovedì 27 ottobre 2016

Quanto valore ti dai?

La riflessione di oggi nasce da una considerazione nata da uno scambio di vedute con una carissima amica, sorella d'anima.
Parlando del frequentare corsi e seminari nell'ambito delle terapie olistiche e della crescita personale, stavo dicendo che invece di lamentarsi del costo considerato a volte eccessivo richiesto per la quota di partecipazione, dovremmo ammirare e prendere ad esempio chi tiene questi incontri perché sa darsi valore, sa quanto ciò che porta ai partecipanti ha un valore in realtà inestimabile, e quindi fa bene a farsi pagare ciò che ritiene giusto.

Lei era d'accordo con me ma è andata oltre.
Ha considerato il fatto che chi decide di partecipare spendendo una cifra che ritiene comunque alta si sta dando a sua volta valore, sapendo di meritare ciò che riceve.
Valore - Foto dell'autrice 
Il prezzo da pagare è un'energia, è il riconoscimento del fatto che se vogliamo davvero crescere e sentiamo profondamente che quel corso o percorso è per noi, allora dobbiamo essere disposti a prendere il meglio, qualsiasi sia il costo economico.

Soprattutto se si tratta di un corso formativo, che ci darà delle abilitazioni, dire che costa troppo e fare magari solo uno stralcio di questo raccontandoci che tanto lo abbiamo già compreso e non ci serve altro - perché non siamo disposti a spendere di più - è restare senza una struttura. 
E' abbozzare un'abilità restando in superficie perché, oltre a non darci modo di uscirne davvero preparati, inconsciamente ci stiamo dicendo che non valiamo abbastanza per completare quella formazione.

Questo restare abbozzati non ci permette di esprimere al meglio le qualità che dovremmo nel momento in cui saremo noi a tenere corsi e seminari. Non solo non saremo davvero preparati, ma saremo ancora condizionati dal valore che diamo al denaro, e se abbiamo un problema legato al sentirci poveri, non in grado di sostenere i costi della specializzazione, ciò si ripercuoterà sul valore che gli altri ci daranno.
Sarà quindi facile incappare in vari tipi di mancanza. 

L'ho ringraziata di cuore per la sua visione ampliata. Avere un'amica che ti amplia un orizzonte è un dono raro e preziosissimo.

E voi, che valore siete disposti a darvi davvero?

martedì 12 luglio 2016

Sul pagare il Servizio

Una costante del mondo cosiddetto spirituale-olistico è la polemica sul far pagare o meno i propri servizi. C'è chi dice che se si è al Servizio non si può far pagare una prestazione che non è quantificabile in denaro. Intento nobile, ma sotto c'è sempre un giudizio negativo nei confronti dei soldi in sé.
Io aggiungo anche che qualsiasi servizio va pagato perché dietro c'è un lavoro o una preparazione. Provate ad andare da un contadino e dirgli che le sue rape le volete gratis!


Denaro - Foto dell'autrice
Ma quello che sfugge ai più, è che dietro lo scambio servizio-per-denaro c'è una Legge. Il dare-per-avere. Non è una bassa convenzione terrestre se tu mi dai quello io ti do questo. 








Mia nonna era chiaroveggente, cartomante e aveva il dono della taumaturgia, ovvero guariva le persone da blocchi muscolari solo imponendo loro le mani sulla parte dolorante.
Non ha mai voluto lucrare sui suoi doni, infatti faceva la parrucchiera per vivere, ma accettava pagamenti anche solo simbolici alle sue prestazioni perché diceva che il Servizio va sempre pagato. 
Quando io le chiedevo di farmi i Tarocchi, lei mi diceva che alla fine della lettura dovevo prendere una monetina da 10 lire e buttarla in un tombino. Così la prestazione sarebbe stata considerata come pagata.


Moneta - Foto dell'autrice
Ma perché dovevo buttarla in un tombino e non darla a lei? Perché a livello simbolico con quel gesto si riconosce che il Dono non è proprio di chi è al Servizio, ma viene dall'alto e quindi dare il denaro alla terra anziché alla cartomante è comunque una forma di pagamento. E poi ero sua nipote! 

Quindi, chi si mette al Servizio sappia che non ricevere nulla in cambio non porta equilibrio tra il dare e l'avere. Se proprio non si vuole chiedere denaro dovrà comunque esserci uno scambio, ad esempio un dono o un favore. Come detto sopra è una Legge universale.

lunedì 20 ottobre 2014

Respirare la ricchezza

Qualche giorno fa sono entrata in una gioielleria per una commissione, e appena varcata la soglia ho sentito in maniera inequivocabile una forte energia emanare dal negozio stesso. 
Era un'energia pulita e potente, non era vibrante come quella che si sente nei luoghi sacri, ma potrei definirla più ferma, quasi solida.
Era l'energia della ricchezza.



Foto dell'autrice
Sono rimasta qualche secondo a respirarla con tutta me stessa, stupita di non averla mai notata prima. L'ho proprio respirata a pieni polmoni, permettendole di venire assorbita da ogni mia cellula perché ho intuito immediatamente che era la cosa giusta da fare in quel momento.

La cosa che più mi è rimasta impressa, è proprio il fatto che fosse un'energia pulita. Mentre la maggior parte dell'umanità associa il denaro e la ricchezza a qualcosa di losco, di negativo. 

Quel giorno ho compreso che dovremmo ogni tanto immergerci in questa energia di abbondanza, senza giudizi negativi o moraleggianti nei confronti della ricchezza di per sé.
Dovremmo fermarci e lasciarci invadere da essa con gratitudine, comprendendo nel profondo che se esiste, se entra anche solo indirettamente nel nostro campo di esperienza, è perché fa per noi.

Se qualcosa non fa per noi, sta lontana anni luce dal nostro campo energetico. Quindi, se passiamo davanti a una banca o a una gioielleria, invece di investire quei luoghi di rabbia, senso di 
Foto dell'autrice
impotenza o invidia, approfittiamone per respirare un po' di quell'energia!


Per permettere all'abbondanza di venire da noi, di attirarla, dobbiamo vibrare allo stesso livello. Allora cominciamo a caricarci come magneti respirando un po' di ricchezza con gratitudine. 
Dicendo GRAZIE per quell'energia potente come se fosse già nostra, l'Universo deve rispondere per forza.
E' una Legge!

giovedì 9 ottobre 2014

Chi più spende più guadagna!

Uno dei fondamenti della Legge dell'Abbondanza, oltre alla gratitudine per ogni cosa - seppur piccola - che abbiamo, consiste nel fare esattamente il contrario di ciò che il senso comune vi direbbe di fare.

Quando si hanno problemi di liquidità, si pensa subito di stringere la cinghia, eliminare le spese considerate superflue, risparmiare magari sul cibo, e ci sia affanna a trovare una soluzione per racimolare qualche spicciolo qui e là. Si pensa di continuo ai soldi che mancano.


Foto dell'autrice
Eppure, la paura legata alla mancanza di denaro e la spinta a risparmiare, denotano una mancanza di fiducia nella vita. La vita è di per sé abbondanza, e se ti concentri sulla paura della povertà, l'energia che attiri sarà di povertà. Attiri ciò che pensi.

I Maestri propongono di fare l'esatto contrario. 
Hai pochi soldi? Se qualcuno bisognoso chiede la carità, invece di pensare che quell'euro che hai in tasca per te è troppo prezioso perché c'è crisi, donalo!
Ti propongono di iscriverti in palestra e hai il conto in rosso o quasi? Ti iscrivi! 
Perché, tra l'altro, l'abbondanza passa per la materia e la capacità che abbiamo di gestirla. Una persona che si considera troppo spirituale per sporcarsi nella materia bruta è facile che incontrerà più difficoltà ad attirare denaro di chi invece nella materia ci sguazza bene!

C'è una festa da organizzare per un amico e bisogna fare una colletta? Non pensare nemmeno lontanamente di ricusare con la scusa che sei senza soldi. Primo, perché non sono quei pochi euro che faranno la differenza; secondo, perché amicizia è dare in modo incondizionato, e se non impari a dare non impari a ricevere; terzo, perché con la scusa che non hai denaro continui a raccontare in giro e a raccontarti da solo che denaro non ce n'è. Il modo migliore per allontanarlo!

So che qualcuno leggendo questo articolo inorridirà, ma il modo
Foto dell'autrice
migliore per vedere se funziona è provare. Piangere miseria non ha mai creato ricchezza!

Nessuno ti chiede di dare in beneficenza un milione di euro che non hai, o di fare shopping forsennato, solo di smettere di pensare: Non me lo posso permettere.

Questa frase è letale, perché stai dicendo intrinsecamente: Io non permetto alla vita di darmi abbondanza, non mi permetto di riceverla.
Meditaci su, e scoprirai che è vero.

So anche che qualcuno continuerà a protestare che le bollette non si pagano da sole per magia se non abbiamo di che pagarle, ma il punto è che più ci concentriamo sul problema, più teniamo la porta sbarrata alle infinite possibilità di ricevere nuove offerte di lavoro, o comunque altri modi per incassare denaro.

Se tu non hai fiducia nella vita, la vita non ha fiducia in te!
Se tu non permetti al denaro di fluire verso di te, chi può farlo al posto tuo?



mercoledì 16 luglio 2014

Sicuri del proprio valore

Quando si è sicuri del proprio valore non si hanno problemi ad affermare i propri principi, ma soprattutto, lo si vede dal rapporto con il denaro.

Una persona che non sa di valere, troverà difficile se non impossibile chiedere, per esempio, corrispettivi in denaro per delle prestazioni. Troverà difficile far valere i propri diritti, quando ad esempio si ritrova in mano il resto mal contato, e non avrà la forza di farlo notare al negoziante che ha commesso l'errore.

Se senti di non meritarlo, non puoi avere un rapporto sereno col denaro.
Foto dell'autrice

Prima di dare colpa alla crisi economica, dovremmo - come sempre - guardarci dentro e scoprire quale scusa si nasconde sotto di essa. Siamo davvero convinti di essere al verde per colpa della crisi o saremmo stati così anche in pieno boom economico?

Non c'è tanto da indagare. Ci si sente poveri perché si è convinti di non valere, di non avere potere nel mondo. 
Recuperando il senso del proprio valore e del proprio potere personale - e di conseguenza nel mondo - anche le nostre finanze sono destinate a crescere naturalmente.

Quindi, invece di lamentarti della crisi e della disoccupazione, riscopri il tuo valore intrinseco. Tutto il resto verrà da sé.

lunedì 17 febbraio 2014

Uno su mille

E' cosa nota che in ogni generazione, finiti gli anni della giovinezza in cui si fanno grandi progetti, in cui si è idealisti e sognatori, a conti fatti la maggioranza abbandoni ogni slancio di cambiamento.

Passano vent'anni, e si scopre che solo una percentuale minima, direi irrisoria, è riuscita a realizzare i propri sogni, o comunque si può dire davvero soddisfatta della propria vita.

Foto dell'autrice
Da ragazzi si disprezzavano gli atteggiamenti degli adulti che si erano adattati, accontentati, di tirare avanti a testa bassa in attività insoddisfacenti, frustranti, solo per la paura di non portare a casa il pane.

E poi, cosa succede? Perché anche i figli, alla fine, dimenticano la propria Leggenda Personale per una vita di schiavitù, di asservimento al Sistema, pensando che sia l'unica via possibile?

Penso che oggi, con la crisi economica che ha messo un po' tutti in discussione sui propri ruoli, sulle proprie priorità e su ciò che è superfluo, ci sia la grande opportunità per tutti di alzare la testa e affidarsi al proprio istinto, al proprio cuore e seguire il talento.

Non è più tempo di schiavi, ma di missionari dello spirito, cioè di chi si ascolta e sente la chiamata a essere ciò che è, invece di adattarsi per paura di morire di fame.

E' il pessimismo che frega tutti.
Foto dell'autrice

Ma se impariamo ad affidarci, totalmente, la vita è costretta a sostenerci perché risponde ai nostri reali bisogni. 
Se siamo qui è per uno scopo. 
E non è certo solo lavorare duro a testa bassa senza farsi domande, pagare le tasse e riprodursi. 

Non è più tempo per gli schiavi.
Siamo tutti chiamati a essere portatori di talenti e ad esprimerli, a incarnarli. Il denaro per vivere verrà da sé, come conseguenza inevitabile.

venerdì 22 novembre 2013

Come capire le vostre resistenze in un minuto

Spesso, nell'ambito del risveglio spirituale si parla di resistenze.
Che cosa sono?
Convinzioni limitanti che ci siamo imposti inconsciamente, paure, ricordi che riaffiorano portando un'emozione che ci blocca o ci fa reagire in modo automatico e sempre uguale alle cose, le piccole e grandi negatività che a volte ci colgono.
Anche il dolore emozionale è una forma di resistenza.

Ma resistenza a cosa?
Al presente, alla realtà delle cose, alla vita.

Spesso la gente si chiede, Ok, ho capito cosa sono ma io come faccio a sapere quali resistenze ho nella mia vita?

Semplice.
Fate un veloce bilancio, anche solo con il pensiero, di tutto ciò che avete realizzato e ciò che invece non avete realizzato.
Che progetti avevate da ragazzi? Quali sogni?
Foto dell'autrice
Si sono realizzati? Se no, se vi siete persi i vostri sogni per strada, o se ancora state lottando per realizzarvi in quella cosa che tanto amate fare, allora quello è un ottimo indicatore delle vostre resistenze inconsce.

Come state dal punto di vista finanziario? Galleggiate a stento nel terrore di annegare nei debiti o siete ben solidi nel vostro patrimonio? Riuscite a far soldi facilmente o è sempre una dura fatica racimolarli per arrivare alla fine del mese?
Cosa davvero pensate del denaro?

E, ah, l'amore!
Come va? Siete sempre in coppia ma insoddisfatti o litigiosi, o siete a vostro agio in una relazione d'amore che funziona bene?
Siete single da una vita e vorreste compagno/una compagna?
Siete convinti che nessuno al mondo faccia al caso vostro? Pensate di non meritare amore? Di non essere abbastanza attraenti? Temete l'abbandono, il tradimento, la mancanza di libertà? Avete paura di perdere il controllo e di soffrire? Credete che il Grande Amore non esista, che sia un'illusione infantile?

Foto dell'autrice
Non c'è bisogno di una chiaroveggente con la palla di cristallo per dirvi cosa non funziona nella vostra vita.
Basta essere sinceri con sé stessi e aprire gli occhi.

Se non li aprite, state sicuri che la vostra vita sarà sempre uguale, se non peggio. Con le vostre resistenze create il vostro destino. 

Sappiate che il 95% circa delle nostre credenze sono inconsce, ed è con quelle che creiamo la nostra realtà.
Ma se ne vediamo i risultati, allora sappiamo anche che possiamo lavorare su noi stessi per cambiarle.

Allora, coraggio, aprite gli occhi e fate un bilancio.

giovedì 7 novembre 2013

La crisi come opportunità

In un articolo del 20 maggio scorso, ho affrontato la questione della crisi come stato mentale, proiezione di un senso di vuoto e sfiducia collettivo. Il 19 giugno, invece, ho scritto delle ragioni inconsce che ci portano a perdere il lavoro.

Oggi vorrei fare una piccola riflessione sulla grande opportunità che questa crisi ci può dare.
Una volta, chi aveva una passione un po' fuori dal comune, magari artistica, tipo diventare un pittore o una ballerina, veniva consigliato da famiglia e amici a scegliere un impiego sicuro, il classico posto fisso. "Così ti sistemi", era la classica frase.
Insomma, la passione o velleità che fosse poteva la massimo diventare un hobby e nulla più.
Foto dell'autrice

Oggi sappiamo tutti che il posto fisso è diventato un miraggio a causa delle politiche economiche e del lavoro contemporanee.
Sempre più persone sono costrette ad accettare lavori precari, e spesso le donne che si sono licenziate dal loro impiego per la maternità faticano a tornare sul mercato. 

MA...

La grande opportunità della crisi consiste nel poter, finalmente, fare davvero ciò che abbiamo sempre sognato!
Poiché non abbiamo più nulla da perdere.

Sei disoccupato, le aziende assumono sempre meno, e magari il lavoro che hai sempre fatto per campare ti faceva pure schifo?
Perfetto!
Magari potresti rispolverare la chitarra con cui da ragazzo sognavi di diventare una rockstar e trovarti un lavoro come musicista nei pub. Adori cucinare e sei bravissima a fare torte? Puoi sempre cominciare a venderle nei bar. Sai cucire bene, avresti voluto fare la stilista? Che ne dici di provare a confezionare graziosi cappottini per cani con stoffe di recupero?

A volte le risposte sono lì dietro l'angolo ma non sappiamo vederle.

E' il momento di creare un mondo nuovo partendo da ciò che
Foto dell'autrice
davvero amiamo fare. Usare i nostri talenti. 

E' finito il mondo vecchio in cui devi sgobbare come un mulo e vivere come un automa per sopravvivere e rinunciare al tuo dono più grande: il talento.

Onoriamo ciò che ci è stato dato dal Divino.
Diventiamo noi stessi la nostra Leggenda Personale.

Se fai le cose con amore, senza l'angoscia per la paura di non farcela con il denaro, affidandoti al tuo dono, i soldi saranno una naturale conseguenza. 

Arriveranno, abbi fede.

Anche questa cosa l'avevo già scritta in un vecchio articolo:
FA' CIO' CHE AMI.

lunedì 20 maggio 2013

La crisi economica è uno stato mentale

La crisi globale che interessa soprattuto l'economia, viene vista da tutti come qualcosa che avviene fuori da noi, lontano dal nostro controllo, per cui ci sentiamo impotenti, vittime.

Ma se nulla accade fuori, se il mondo è una nostra proiezione inconscia, allora lo è anche questa crisi. 
Tutto è sempre solo uno specchio della nostra interiorità.

Questa crisi è una crisi psicologica, mentale e spirituale, e alla fine anche culturale. 
Foto dell'autrice 
Questa perdita di senso che angoscia le persone nei paesi industrializzati, è il riconoscimento dell'assurdità della crescita a tutti i costi, del nostro stile di vita improntato alla rincorsa estenuante di beni di consumo superficiali, di acquisizione di status symbol che ci facciano accettare dagli altri.

Ma chi sono gli altri?
Non accettiamo noi stessi, tutto qui, e continuiamo a cercare il benessere e la felicità al di fuori, nelle cose materiali.
Di qui la crisi identitaria di una buona fetta di pianeta. 

I nostri valori si sono persi insieme al senso di sacralità, alla spiritualità.
La crisi è lo specchio di un vuoto interiore collettivo.

La mancanza di soldi è solo la manifestazione mentale di ciò che non funziona più. 
Il denaro è abbondanza, ma l'abbondanza viene dall'amore e dalla fiducia.
Se amore e fiducia vengono a mancare, ecco che scatta quel senso di mancanza, di perdita che innesca la crisi economica.

Foto dell'autrice
Più che occuparsi delle ipotesi di complotto, dovremmo individuare il nemico dentro di noi.

Cosa ci fa credere di non meritare più abbondanza?
Cosa ci fa credere che i doni dell'Universo siano limitati?

Il denaro fisico è solo carta. Di per sé non vale nulla.
Ma noi lo investiamo di tutta la nostra energia. 
Ma che tipo di energia è?
Di paura della perdita, paura della povertà, paura della fame. Vergogna, o desiderio di possesso.

Caricandolo di questa energia, non possiamo certo aspettarci ricchezza per tutti!

Esther e Jerry Hicks, autori del libro Chiedi e ti sarà dato (TEA), scrivono:
Invece di guadagnare ricchezza, provate a permettere ricchezza.
Vorremmo che eliminaste il termine "guadagnare" dal vostro vocabolario e dalla vostra mente, e ci piacerebbe che lo sostituiste con "permettere".

Solo permettendo alla nostra interiorità di essere in pace e senza paure, solo vibrando sulla fiducia nell'abbondanza, si può uscire dalla crisi.
Permettendo al denaro di venire a noi, il quale Non è qualcosa per cui dovete battervi o lottare, scrivono gli Hicks, siete tutti essere meritevoli, e meritate quindi il benessere.



lunedì 13 maggio 2013

L'Assegno Magico

Nel libro The Magic (Mondadori), Rhonda Byrne propone l'esercizio dell'Assegno Magico.

Si fotocopia il modello di assegno che compare a  pag.164, si compila con la cifra che vorremmo ottenere per qualche scopo che ci sta a cuore, o perché semplicemente ne abbiamo bisogno. 
Si appone la data. 
Non si firma perché è già firmato dall'Universo, e la banca è quella Universale della Gratitudine.
Foto dell'autrice

Perché dobbiamo capire che la ricchezza dell'Universo è illimitata, e ciò che abbiamo è ciò che siamo riusciti ad attirare. 
Tutto dipende da noi. 
Se abbiamo fede, e ci affidiamo all'Universo, la somma arriverà a noi in qualche modo.
Concentrandoci sulla cifra, non sul come giungerà a noi.

Quindi, una volta deciso quello che vogliamo, e compilato l'Assegno Magico, ringraziamo preventivamente per ciò che ci sarà dato, perché è lì ad attenderci.


Foto dell'autrice
Tenendolo in mano, immaginiamo di ricevere ciò che vorremmo avere con quel denaro. Quella cifra può anche essere uno stipendio per il lavoro che vorremmo.
Sentiamo la gratitudine riempirci il cuore per il dono ricevuto.

Rhonda Byrne consiglia di portarlo sempre con sé oppure di tenerlo bene in vista in casa, e durante la giornata, di  tenerlo in mano almeno un paio di volte ripetendo l'esercizio della gratitudine preventiva.

Come diceva Socrate, Chi non è contento di ciò che ha, non sarà contento di ciò che avrà.