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mercoledì 22 ottobre 2014

Perché Avatar è un film da vedere

Chi ha visto il film Avatar e l'ha giudicato l'ennesima favola ecologista in salsa fantascientifica non ne ha colto aspetti più profondi, che hanno a che fare con lo spirito guerriero.

Rielaborazione foto dell'autrice
In primo luogo, il protagonista - paralitico a causa di una ferita in battaglia - imparando a muoversi nel corpo alieno a lui assegnato, e quindi anche in grado di muovere le gambe, non fa altro che rinunciare pian piano al proprio corpo di dolore (per usare un concetto caro a Eckhart Tolle), costruendosi un corpo da guerriero. Questo è ciò che fa ogni guerriero di luce, non solo metaforicamente. Imparando a gestire il proprio corpo fisico (compreso di emotivo e mentale), una nuova energia di consapevolezza lo invade da dentro e il corpo cambia davvero, non solo la postura, ma le cellule stesse. 

Altra tematica importante, ed evidente per qualsiasi spettatore, è la nuova consapevolezza che spinge il protagonista a disertare l'esercito, perché non può eseguire ordini che sono contrari alle proprie convinzioni. La differenza abissale tra un soldato e un guerriero è che il primo esegue tutti gli ordini senza fiatare, anche se possono essere contrari ai suoi valori, il secondo invece mette il proprio Cuore al servizio di valori per lui imprescindibili.

Rielaborazione foto dell'autrice
Un altro aspetto da notare è la prova iniziatica che porta il protagonista a domare e poi cavalcare una creatura volante simile a un dinosauro, impresa giudicata impossibile dagli umanoidi nativi del pianeta. Cavalcare il drago (o la tigre) è la metafora che più riesce a dare l'idea della gestione dei tre corpi, il duro lavoro iniziale dell'aspirante risvegliato, grazie alla Volontà incrollabile.

Infine, un aspetto bellissimo del film è il collegamento tra tutte le creature native del pianeta a livello empatico, per cui ogni cosa è interdipendente e comunicante come tramite sinapsi. L'armonia del Tutto che ogni cosa pervade è così poetica nel film da essere struggente, e lo spettatore accorto può scorgere in questo sentimento come un vago ricordo di ciò che è stato anche sul nostro pianeta e che è andato man mano perduto. 

Consiglio a tutti di vederlo (o rivederlo) alla luce di queste riflessioni.


domenica 24 marzo 2013

E se volessimo un funerale alternativo?

La mia riflessione di oggi nasce da una domanda: chi è pagano o di confessioni non riconosciute come può farsi fare un funerale secondo i suoi principi?
Se non è ateo e non vuole un funerale laico, ma nemmeno si riconosce nelle principali religioni, come organizzarsi un funerale pagano o wicca o sciamanico?

Sciamana siberiana
Come vorremmo che fosse? Invocazioni all'aria aperta, un bel fuoco sacro acceso, canti, balli, tamburi, un banchetto? Tutto questo insieme? Sarebbe fantastico.
Ma chi dovrebbe celebrarlo? Un druido, una sacerdotessa wicca, uno sciamano riconosciuto o tutti gli amici insieme?
E la preghiera? Quale vorremmo?

Pregare, bruciare incenso e candele sono delle costanti nei rituali di tutte le religioni.
Si dice che l'anima ha bisogno di essere accompagnata con preghiere e candele nella sua dipartita o si rischia di diventare anime vaganti. 
Anime cha hanno perso la strada verso la Luce, l'Uno, il Tutto, o il Paradiso che dir si voglia.
Per ricongiungersi alla Fonte dobbiamo essere accompagnati da preghiere, non importa di quale confessione.
Questo è fondamentale.
Qualcuno dice addirittura per 40 giorni dopo la morte fisica.

Tamburo sciamanico
In questo mondo standardizzato è difficile sottrarsi alle tradizioni, quasi inevitabile.
Lasciamolo scritto da qualche parte, parliamone a familiari e amici. Contattiamo sacerdoti di confessioni che ci appagano di più e chiediamo consiglio.

Bisognerebbe creare una rete di associazioni per sostenere queste ultime volontà.

giovedì 14 marzo 2013

Piccole meditazioni sull'Uno

Questo è il mio libro appena pubblicato.
Si intitola Piccole meditazioni sull'Uno.
Un piccolo libro fotografico corredato di perle di saggezza senza tempo per meditare sulla nostra sostanziale unità con il Tutto, con l'Uno.
Foto dell'autrice
Si può anche usare come libro delle risposte aprendolo a caso. 
Magari formulando una domanda prima.

Nella colonna destra del blog si può trovare il widget (icona) di riferimento.
Il libro è acquistabile solo online.