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lunedì 22 dicembre 2014

Fidarsi del proprio sentire

Siete così abituati ad albergare nella mente, giudicando in base a giudizi mentali e schemi, che avete dimenticato che l'ultima cosa che conta quando avete davanti una scelta da fare è usare il mentale.  
Il mentale è molto bravo a fare elenchi con la spunta:
questa cosa o questa persona mi piace perché ---
Ma la mente non vi dice cosa piace davvero a voi, cosa risuona con il vostro essere più profondo ed autentico. La mente vi dice cosa piace a lei.


La Luna - Foto dell'autrice
Se restate nel sentire, mentre siete davanti ad una persona o in una situazione, capirete se la risposta è SI' o NO.
A volte capita il contrario di quanto normalmente viene detto, cioè che la mente dice SI' perché si innamora di un'idea, ma il corpo (non quello emotivo ma quello in contatto con l'anima) dice NO.

In questo specifico caso non è più la paura ad essere l'avversario da affrontare, ma l'idea illusoria e magari romantica di qualcosa che vorreste ma che però, per qualche ragione sconosciuta, non è del tutto in sintonia con il vostro vibrare.

Chi è abituato a stare nel proprio sentire riesce a percepire l'energia e il sole interiore di una persona. A volte, nonostante tutte le buone premesse - tutte mentali - si può sentire che l'energia emanata da una persona (in cui vibra anche il corpo emotivo e mentale) non  convince. Questo non significa necessariamente che sia negativa o  pesante. 
Qualcosa a livello vibratorio non coincide. 
Se però siete sedotti dall'idea di come la cosa dovrebbe andare a finire, dicendo SI' anche se il sentire dice NO, vi state andando a complicare la vita. Vi troverete nei guai, creando sofferenza a voi stessi e a chi è coinvolto.


Foto dell'autrice
A volte vi trovate a sentirvi spiazzati, perché riconoscete che il sentire è in conflitto con il desiderio. Spesso, di colpo vi sentite investiti di dubbi che vi pesano addosso come macigni.
L'unica cosa saggia da fare è sedersi appena possibile in un luogo appartato o in un posto che sentite vostro, e stare dentro il dubbio. Se vi provoca anche un senso di disagio fisico respirate dentro quel disagio, restando nel Qui e Ora senza pensare al problema in sé.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve. Ancora e ancora. Non date retta alle aspettative altrui né alla fretta. Lasciate che il sentire vero, autentico, emerga per dire se è SI' o NO.

Fidatevi di voi stessi. Del vostro sentire profondo.

venerdì 30 maggio 2014

Precetto 16 - Vangelo di Tommaso

Gesù disse: "Forse gli uomini pensano che io sia venuto a gettare la pace sul mondo, ma essi ignorano che io sono venuto a gettare conflitti, fuoco, spada, guerra. Poiché cinque saranno in una casa: tre contro due e due contro tre, il padre contro il figlio e il figlio contro il padre, ed essi se ne staranno soli."

Questo precetto tratto dal Vangelo apocrifo di Tommaso, nella sua versione copta, pare contraddire ciò che noi abbiamo sempre pensato di Cristo, come portatore di pace.

In realtà, a leggere il testo in senso verticale, diviene chiaro che ciò di cui si sta parlando è il paradosso fondamentale per il Risveglio.
Cioè: non si può conoscere qualcosa se prima non viviamo il suo contrario. Quindi, come capire cos'è la pace se prima non veniamo assaliti dal conflitto? Come possiamo sapere cos'è l'Uno se prima non sperimentiamo la separazione?


Foto dell'autrice
L'umanità sperimenta la materia proprio attraverso il conflitto. Senza l'esperienza della materia le anime non riconoscerebbero se stesse come entità spirituali.

Il commentatore del Vangelo di Tommaso, Richard Valantasis, inoltre scrive che per sviluppare individualità occorre il conflitto tra spirituale e profano, tra ignoranza e conoscenza e tra esterno ed interno
Un po' come è necessario il conflitto adolescenziale per passare dall'età infantile a quella adulta.

Il conflitto promuove davvero una nuova comprensione dell'ego, della società e del mondo, poiché si pone come fondamento della creazione di qualcosa di nuovo. Tali conflitti operano come formazione e non possono essere evitati (…).

Infine, è interessante il versetto finale: "Se ne staranno soli."
Questo non vuole essere una condanna, al contrario. Soltanto se impari a stare da solo con te stesso puoi vivere in pace con gli altri,  perché i solitari sono coloro che più si sono sforzati di conoscere sé stessi.

Il conflitto, scrive Valantasis, rafforza i solitari e li unisce in gruppi di individui che possono comunque stare da soli.


lunedì 18 novembre 2013

I Quattro Accordi di Don Miguel

Per ritrovare il nostro potere personale, dobbiamo rompere i vecchi schemi e imparare nuovi codici che ci permettano di vivere in armonia con noi stessi e con il mondo.

Don Miguel Ruiz, nel suo libro I Quattro Accordi (Edizioni Il Punto d'incontro) spiega quali sono e perché.


Foto dell'autrice
Primo Accordo:
Sii impeccabile con la parola

Sappiamo che le parole creano mondi, che ci possono ferire in profondità, se le crediamo vere.
La parola è uno strumento potente che il più delle volte viene usato a sproposito creando conflitti di ogni tipo.

Don Miguel paragona la parola a uno strumento magico, tramite cui possiamo fare incantesimi o subirli, senza esserne consapevoli.
Ma diventando responsabili delle nostre parole possiamo fare la differenza. 
Possiamo smetterla di ferire gli altri, ma soprattutto noi stessi. Ci diciamo un sacco di cose negative, ci critichiamo, ci giudichiamo in continuazione. E finiamo per credere alle nostre stesse bugie. 

Dire la verità è un buon inizio.

Secondo Accordo:
Non prendere nulla in modo personale

Ricorda: se qualcuno ti insulta e ti senti ferito, la stai prendendo sul personale, ma sappi che chi insulta o giudica, lo sta facendo in base al proprio filtro, ed è probabile che inconsciamente stia parlando di se stesso!
Quindi, mettiti l'anima in pace, giudizi e critiche non sono mai davvero indirizzati a te. Ognuno vede le cose a modo suo, e suo soltanto.
Le ferite che senti dolere c'erano già prima, il giudizio le ha solo toccate. Il giudizio, non il giudicante. 

Terzo Accordo:
Non supporre nulla

Le supposizioni sono tra le maggioro cause di fraintendimenti,
Foto dell'autrice
conflitti e illusioni/delusioni.


La nostra tendenza a discriminare le cose fa sì che noi vediamo e sentiamo solo ciò che vogliamo. Preferiamo abbellire la realtà delle cose con le nostre illusioni, filtrandola con i nostri sogni, oppure peggiorandola con le nostre paure, con le angosce.

Ogni volta che accade qualcosa, sia in positivo che in negativo, ecco che cominciamo a ricamarci su, supponendo questo o quello, peggio ancora quando qualcosa non lo capiamo.

Tutte le relazioni, di qualsiasi genere, entrano in crisi e spesso finiscono per via delle supposizioni e del nostro orgoglio che ci impedisce di chiedere direttamente delucidazioni per fugare i nostri dubbi. 
Preferiamo restare nel nostro cantuccio a fare supposizioni, finendo per crearci film mentali di cose inesistenti. 

Viviamo di aspettative, che puntualmente vengono deluse perché non capiamo che ciò che noi diamo per scontato non lo è per gli altri.
E la nostra relazione di amicizia, di amore o di lavoro si crepa o fallisce del tutto. 

Quarto Accordo: 
Fai sempre del tuo meglio

Questo accordo riguarda la messa in atto dei primi tre.

Fate sempre del vostro meglio in ogni cosa che fate, anche quelle che non vi piacciono tanto. 
Se fate le cose solo perché dovete, considerandole quasi una condanna, di certo non darete il meglio di voi.

Amate ciò che fate e fatelo perché lo amate, non per averne qualcosa in cambio, per una ricompensa o tornaconto personale.
Amando ciò che fate la vostra vita sarà la vita migliore che potrete vivere, perché sarà autentica e in linea con ciò che siete venuti a fare sulla Terra.






lunedì 21 ottobre 2013

Non fatevi ingannare: andate oltre!

A tutti noi sarà capitato almeno una volta nella vita di provare ammirazione per una persona.
Di considerarla migliore di noi, per il modo di comportarsi, o per le competenze, l'aspetto fisico, il successo, l'appartenenza sociale, eccetera. 

Cadere nella trappola del sentirsi una schifezza paragonati alla persona che ammiriamo è molto facile. 

Eppure, basterebbe osservarla bene per restituirle la propria umanità e i propri limiti.

Un esercizio molto semplice è notare se la persona in questione ha delle dipendenze o ossessioni.

Se una persona vi fa sentire delle nullità per la sua grande competenza ed efficienza professionale, osservatela. 
Ha una dipendenza dal telefono? Ha una compulsione verso il cibo? Fa spesso ricorso a farmaci o droghe per tenere a bada lo stress?
Foto dell'autrice
Se sì, avete visto la persona per quel che è: perfettamente umana come voi. Con le sue debolezze, con le sue dipendenze.

Se per esempio un'amica molto bella e sempre vestita perfettamente si vanta di essere una fashion victim, di non riuscire a non comprare in modo compulsivo, quello è il suo limite. La sua imperfezione, la sua parte inconsapevole. 
Vorreste davvero essere al suo posto e indebitarvi solo per avere l'ennesimo paio di scarpe costose - magari pure scomodissime - nell'armadio? 

Foto dell'autrice
Questo esercizio non deve portarvi a sentirvi migliori. Sarebbe usare l'Ego in contrapposizione. E la contrapposizione genera conflitti.
Dovete solo imparare a vedere le cose e le persone per ciò che sono. 
Tutto è uno specchio. I limiti degli altri sono i vostri.
Siamo tutti umani.
Nessuno è migliore o peggiore.

E, sorpresa: anche i pregi degli altri sono dentro di voi!
L'efficienza, la sicurezza di sé, l'eleganza, il successo - e via dicendo - che ammirate negli altri sono qualità che avete anche voi.
Le vedete negli altri perché non sapete riconoscerle in voi.

Smettetela di ammirare gli altri sentendovi delle merdacce e tirate fuori ciò che siete davvero!


mercoledì 18 settembre 2013

L'esercizio del lasciar essere

Un esercizio molto liberatorio che consiglio a tutti di fare:

Il lasciar essere.

Mentre sedete in attesa, magari in posta, o state viaggiando sul bus o in treno, invece di affannarvi a fare qualcosa per ingannare il tempo, sedete quieti. 
Foto dell'autrice 
Ascoltate ciò che avete attorno, le voci, i rumori, ma ponete anche attenzione agli odori che vi circondano, e alle sensazioni che vengono da voi. 
Lasciate essere ciò che è, ciò che accade attorno a voi ma anche dentro di voi.

Se qualcuno fa o dice qualcosa che vi irrita, che vi farebbe reagire con un giudizio o con un moto di stizza, lasciate stare. 
Lasciate che ciò che accade accada, e lasciate stare i giudizi. Sforzatevi di osservare stando nella quiete. 

Siate semplici spettatori.

Pian piano, riuscirete a fare questo esercizio anche quando siete in conflitto con qualcuno. Scoprirete che reagire al conflitto non sarà poi così automatico e che riuscirete a lasciar essere quell'energia che si addensa senza trasformarla in lotta.

Questo alleggerirà moltissimo la vostra energia, e di conseguenza la vostra vita.