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venerdì 16 dicembre 2016

Maestri fastidiosi

Quando qualcuno è in cerca o si imbatte in un cosiddetto maestro spirituale - ma anche in un insegnante carismatico - di solito ha delle aspettative, consce o no  non ha importanza. 
Spesso accade che questi personaggi vengano messi su un piedistallo, salvo poi deludere l'aspirante discepolo per cadere nella sua stima rovinosamente.

A volte accade che li si incontri e già al primo approccio risultino deludenti o troppo freddi nei nostri confronti e ci restiamo male. Allora diremo che non è per noi, che ha una vibrazione che non è nelle nostre corde, che non siamo pronti per averlo come maestro.
In realtà, ogni creatura che incontriamo è il nostro Specchio e un maestro - o bravo insegnante - lo è all'ennesima potenza. 
Quando restiamo delusi è la delusione in sé l'insegnamento.

Se ci sentiamo offesi da un atteggiamento del suddetto personaggio, magari dal suo distacco, stiamo vedendo un nostro fastidio. E sappiamo bene che i fastidi che proviamo parlano sempre e solo di noi. Magari l'insegnamento derivante da quel fastidio è: sto guardando la mia paura di essere invisibile, di non essere degno.

Altre volte invece vediamo nel personaggio carismatico una salvezza, una guida. Allora ecco che verrà il giorno in cui sperimenterai che non sei più totalmente d'accordo con il suo modus operandi. Perché ti sta insegnando a camminare da solo. Che non hai davvero bisogno di un guru.

Demone, Memling - particolare - Rielaborazione dell'autrice
Poi ci sono quei guru che piacciono molto alle donne, e tutte a pendere dalle loro labbra con i cuoricini negli occhi come nei cartoni animati. Ebbene, in questo caso è proprio il desiderio, l'attaccamento a una forma di innamoramento di pancia che emerge come insegnamento. 

Più emergono demoni e fastidi più ti stanno facendo lavorare bene, anche se a te pare di no, di sbagliare tutto.
Ho visto gente andare via da conferenze arrabbiata per le provocazioni di un divulgatore che fa della provocazione uno strumento di auto osservazione. Mentre credi che ti stia insultando e te ne vai sbattendo la porta non stai vedendo che l'insegnamento del momento è: sei reattivo ed identificato con le tue idee ed emozioni meccaniche.

La verità nuda e cruda è che si fa un lavoro migliore quando emergono i fastidi e le illusioni, un buon maestro serve a questo. Invece molti pensano che seguire seminari in cui andare in brodo di giuggiole ad ogni cosa spiegata dal guru di turno sia la cosa migliore per crescere in consapevolezza.

L'unico modo per imparare davvero la lezione e andare oltre l'illusione è dire GRAZIE! E, magari, ridere dei propri fastidi.

martedì 12 gennaio 2016

Non siate corso-bulimici!

Con il diffondersi dell'interesse verso il Risveglio della Coscienza si sono moltiplicati corsi, operatori e metodi. Il che è un bene perché questo denota una forte richiesta che, evidentemente, parte da un necessità profonda che si manifesta.
Ed è un bene che ci siano vari metodi perché questi rispondono alle diverse esigenze e ai diversi stati di coscienza. 

Il problema è però che questo bombardamento mediatico sui social di corsi di ogni tipo, inviti ad eventi, nuovi personaggi che promettono rivoluzioni interiori, metodi vecchi e nuovi proposti in varie salse e con differenti nomi, rischia di ossessionarci.
Corso-bulimici - Foto dell'autrice
Si finisce per sentirsi in colpa se non si riesce a seguire tutti i corsi che si vorrebbe, perché ce ne sono molti di allettanti.

A volte capita che chi tiene un corso sia un amico e così ci si sente in dovere morale di non mancare perché se no magari lui si offende. Però se foste onesti con voi stessi sapreste che quel corso nemmeno vi interessa e sarebbe più coerente non frequentarlo anche se lo tiene un amico. E se lui si offende è un problema suo. 

Il consiglio che sento di dare ai miei lettori, è: non siate corso-bulimici! Trovate il vostro metodo, quello che più risuona con le vostre esigenze profonde del momento - basta sapersi ascoltare.
Non correte dietro a mille corsi, consigli, metodi, diete, guru. L'illusione di poter trovare una risposta all'esterno è roba vecchia. 
Non prendete per oro colato tutto ciò che vi arriva. 
Fate solo ciò che vi sembra necessario per conoscervi meglio e stare bene con voi stessi. 
Non è prendendo attestati in varie discipline e svenandovi a livello economico che imparerete a vedere il mondo con il Cuore aperto e la coscienza sveglia. Rischiate solo di fare confusione.

Non siate costantemente alla ricerca della Verità che vi salverà. Perché quella è già dentro di voi. 
State nel sentire, seguite l'istinto. 
Fate una cosa alla volta ma fatela bene, anima e corpo. 
Trovate il vostro metodo ideale e seguitelo finché vi serve.



lunedì 12 ottobre 2015

Uomini che si credono svegli

Oggi mi soffermo su una considerazione che mi è nata in questi giorni, riguardo all'atteggiamento degli ormai molti uomini che popolano i gruppi di Risveglio, specialmente virtuali.

Chi davvero sviluppa Consapevolezza, Ricordo di Sé e Magnetismo personale non ha bisogno di scrivere continuamente commenti o messaggi privati banali, specie alle amiche dell'altro sesso. I miei amici virtuali su Facebook non me ne vogliano, anzi, li ringrazio per avermi ispirato questo post.

 Il Risvegliato - Foto dell'autrice - MAO Torino
Il punto è che non basta interessarsi a queste tematiche se poi non si applicano in sostanza. Purtroppo l'illusione di essere già svegli solo perché si frequentano gruppi e corsi è una trappola mortale e in tanti ci cascano. E sono tante le donne che si lasciano fuorviare dal semplice fatto che uno metta dei post sulla Consapevolezza o segua il tal maestro/guru/lifecoach, o faccia yoga, meditazione o qualsiasi cosa rimandi alla "spiritualità".

Noto anche che spesso questi uomini che si credono svegli non stanno attenti ai segnali o li ignorano volutamente. Se una tua amica su Fb cui scrivi ogni giorno delle banalità (o saluti che hanno senso solo se detti a voce e non su una piattaforma digitale) non ti risponde per giorni, e questo accade sistematicamente, allora sei sveglio e in considerazione esterna quanto un cane che vede un osso al di là di una porta a vetri e si ostina a leccare il vetro. 

Il punto è che spesso, le donne che fanno un percorso di Risveglio, rimpiangono di non avere un uomo accanto sulla Via come loro. Ma siamo sicure che tutti quelli che si dicono sulla Via lo siano davvero? Mi sto accorgendo che non è detto che una coppia non possa stare bene insieme anche se uno dei due dorme di più e non gliene frega molto di evolvere. Perché il Punto della questione, alla fine, è la capacità di Amare. E se un uomo non sulla Via ci dimostra di saperlo fare, vale più di tutti i sedicenti risvegliati.


venerdì 5 settembre 2014

Pensare in grande

Bisogna avere il coraggio di pensare in grande, fare progetti per il bene comune e mettersi al servizio dell'umanità, qualsiasi talento abbiamo, qualsiasi missione sentiamo di avere dentro.

Non basta cercare di migliorare sé stessi. Questo è fondamentale per cominciare, ma poi, una volta ritrovati noi stessi è bene pensare a realizzare qualcosa che sia più della nostra singola vita. 
L'individualismo a un certo punto deve essere messo da parte e dobbiamo agire. Fare.

Abbazia di San Galgano - Foto dell'autrice
Qualsiasi cosa sentiamo di fare per il bene comune dobbiamo farla, sempre che sia allineata con la Fonte e non con l'ego.
Non tutti sono nati per essere leader o inventori o guru, e chi non lo è dovrebbe mettere da parte l'egocentrismo e seguire chi la Causa che sentiamo muoverci  dentro la persegue attivamente come fondatore di un movimento, inventore, Maestro spirituale, e così via. 
Mettersi al servizio col Cuore aperto è l'unico modo di cambiare davvero il mondo.

mercoledì 30 ottobre 2013

Liberarsi dal bisogno di controllo

La mente umana, essendo identificata nella materia, teme il Nulla.
Ha bisogno, complice l'ego, di credere che i nostri gesti possano in qualche modo prevenire eventi che temiamo e ottenere le cose che desideriamo. 

E' il bisogno di controllo.
Il terrore sottile che le cose e le persone ci possano sfuggire, la paura che eventi improvvisi possano metterci in pericolo o annullarci.

Molte persone negano di avere questo problema. Non ne sono consapevoli. Eppure...

Faccio qualche esempio:
se volete a tutti i costi avere risposte alle vostre domande (anche esistenziali), così indagate con le carte, gli oroscopi, i guru, leggete libri per capire a tutti i costi il perché di certe cose;
se fate un sacco di domande riguardo alla soluzione dei vostri problemi agli amici, assillandoli con le vostre preoccupazioni sperando che vi aiutino;
Foto dell'autrice 
se controllate spesso l'orologio o il telefonino;
se siete fidanzati e leggete di nascosto gli sms del vostro partner per indagare le sue attività varie;
se non sopportate che gli altri abbiano idee diverse dalle vostre;
se temete incidenti, disgrazie, e andate in ansia se qualche famigliare è in ritardo...

Beh, cari i miei lettori, se almeno una di queste cose vi appartiene, avete il bisogno di controllo!

Ma la buona notizia è che è perfettamente umano e si può guarire.

Sappiate per prima cosa che il mondo c'era prima e ci sarà anche dopo di voi, quindi rilassatevi. Non è vostro compito far girare il pianeta Terra né tenere vivo il fuoco del Sole.

La seconda cosa da capire, è che ogni volta che temiamo di perdere il controllo di qualcosa e agiamo per riprenderlo, creiamo una barriera tra noi e l'Universo, il Divino.
Perché stiamo implicitamente dicendo che non abbiamo fiducia nel Creato e nella Legge di Attrazione.

Dancing with the Universe - Foto dell'autrice
L'unica cosa da fare è, sempre e comunque, stare nel Qui e Ora, riconnettersi con il Sé, che sa benissimo che ogni cosa è come deve essere.

Il Nulla che tanto temiamo è l'unica cosa reale che c'è. 
Il Divino che tutto crea è il vuoto. 
E al vuoto, al Nulla, torneremo alla fine di questa incarnazione.


Quando smettiamo di esercitare il controllo,  scopriamo che tutto ciò che ci arriva è il meglio. Anche meglio di ciò che speravamo. Perché l'Universo sa cosa è davvero necessario per noi in questa vita.

Quando smettiamo di esercitare il controllo, chiudiamo una porta e ci si spalanca la Vita.

Quindi, relax!




lunedì 9 settembre 2013

La vera illuminazione

Molte persone, erroneamente, pensano che l'Illuminazione sia qualcosa che appartiene al futuro.
Quando saremo più sereni, quando avremo compreso, trovato il Maestro giusto, la tecnica giusta. 
Quando avremo più tempo da dedicare a noi stessi e al lavoro spirituale...
Foto dell'autrice

Eckhart Tolle, ci richiama alla semplice realtà delle cose, ricordandoci che l'Illuminazione è sempre e solo ADESSO.

Non è per forza uno stato permanente in cui ci comportiamo come guru. Spesso la raggiungiamo per brevi istanti.

Quando riusciamo a essere tutt'uno con un tramonto, nel silenzio della sera. 
Quando riusciamo a far tacere i pensieri che ci assillano.
Quando ci sciogliamo nel vedere il sorriso di un bambino o ci incantiamo a osservare un animale che ci fa tenerezza.
Quando sentiamo che non c'è da aver paura, che c'è solo fiducia, e Amore incondizionato.
Quando sentiamo, anche solo per un istante, di essere eterni e illimitati. Chi pratica la meditazione lo avrà sperimentato.

Insomma, tutte le volte che sentiamo il nostro cuore espandersi e siamo nel presente, senza preoccuparci per quello che faremo domani o per le notizie di guerra che vengono dal mondo, quella è Illuminazione.

L'illuminazione non è qualcosa di misterioso, e soprattutto non è nel futuro, spiega Eckhart Tolle. Lo stato di illuminazione non è distante, è qui.



martedì 28 maggio 2013

La consapevolezza secondo De Mello

Anthony De Mello, nel celeberrimo libro Messaggio per un'aquila che si crede un pollo, racconta una storiella riguardo al nostro concetto distorto di crescita spirituale.

Alcune persone hanno come obiettivo fisso il risveglio, la via della consapevolezza, al punto che pensano che non saranno mai felici, mai arrivate, finché non lo otterranno.
Con il solo risultato di creare continua tensione e conflitto interiore, troppe aspettative, sentendosi magari troppo lenti a capire o sbagliati.

Ma De Mello ci ricorda che in realtà la semplice consapevolezza di essere ciò che siamo è già felicità.

E racconta un bellissima storiella.
C'è un discepolo che dice al suo guru di aver deciso di andare lontano per meditare e cercare l'illuminazione.
Ogni sei mesi manda una lettera al guru per fargli sapere dei suoi progressi.
La prima lettera dice: "Ora capisco cosa significa perdere il Sé".
Il guru la straccia.
Dopo altri sei mesi arriva una seconda lettera: "Ora ho raggiunto la sensibilità nei confronti di tutti gli esseri viventi". 
Il guru la strappa.
La terza lettera dice: "Ora conosco il segreto dell'unità e della molteplicità".
Il guru butta via anche questa.
Le lettere continuano ad arrivare per alcuni anni, poi più nulla.
Il guru manda un viaggiatore a scoprire cosa ne è stato del discepolo. 
Un giorno, finalmente, arriva la lettera.
"Cosa importa?", c'è scritto.
Il guru esclama felice:  "Ce l'ha fatta! Finalmente ha capito!"

Foto dell'autrice
Quindi, alla domanda di tutti quelli che vorrebbero svegliarsi, "Sto facendo qualcosa per cambiare me stesso?" Anthony De Mello risponde:
"Ho una sorpresa per voi, davvero un'ottima notizia!
Non dovete fare proprio niente. Più fate, peggio è.
Non dovete far altro che capire".