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venerdì 13 ottobre 2017

Ricapitolando

I Maestri di Saggezza da millenni dicono che quando chiedi ardentemente di svegliarti, il modo in cui questo Risveglio avverrà nella tua vita potrebbe non essere ciò che ti aspettavi, ed essere traumatico e doloroso. Ma nulla viene per nuocere, ovviamente. 
Dobbiamo essere pronti a svegliarci nelle condizioni che si creano. 

A volte, dopo un periodo in decollo, quando tutto pareva funzionare alla grande, quando c'erano segnali positivi di rinascita e nuovi accadimenti miracolosi, ecco che inciampiamo. Di colpo tutto pare andare a rotoli velocemente e ci troviamo stesi a terra. 
La prima cosa che ci chiediamo è come sia potuto succedere. Perché proprio in quel momento?

Chitarra scordata - Foto dell'autrice 
A volte può essere che quel momento positivo vissuto poco prima fosse stato carico di esaltazione - quindi di un'emozione negativa perché proveniente dall'ego, cui deve necessariamente seguire un Down (è una Legge) - oppure quel periodo rosa era una chiara indicazione di dove andare, di quale percorso seguire ma, avendo ancora qualche blocco in proposito, ecco che l'infinita saggezza universale ha creato le condizioni per farci capire che c'era ancora qualcosa fuori posto, qualche meccanismo inceppante. 

Allora la caduta è una vera benedizione, un Aiuto all'ottava alta. Perché solo cadendo possiamo trovare in noi le forze necessarie per risalire. Solo con la faccia nella polvere possiamo vedere le cose da un'altra prospettiva, più matura, più obiettiva e lucida. 

Ricapitolare è un Dono iniziatico ed evolutivo preziosissimo. 
Invece di imprecare, dovremmo ringraziare. Perché vuol dire che siamo pronti per fare un salto di ottava.

martedì 3 novembre 2015

Il problema è già la soluzione

Ogni volta che ci si presenta un problema, di qualsiasi tipo, la prima cosa che emerge è la lamentela, a volte un lieve vittimismo, un certo senso di ingiustizia. Il meccanismo tipico è chiedersi come mai si è presentato quel problema, che magari per noi è l'ennesimo di una lunga lista.

Ma, se cambiamo prospettiva, e iniziamo a Vedere davvero la Realtà invece del film horror creato dai nostri filtri, ecco che emerge una nuova consapevolezza. 
Se ripensiamo alla Legge dello Specchio, ecco che quel problema o la persona che noi crediamo l'abbia creato diventano Maestri.
Ci rendiamo conto che loro sono lì perché noi inconsciamente li abbiamo richiamati nella nostra vita, e proprio perché eravamo pronti a risolvere ciò che ci impediva di evolvere. 

Queste persone o situazioni sono aiuti e sfide nello stesso tempo, perché sta a noi decidere se vederli come ostacoli insormontabili oppure, con gli occhi di chi Vede, perché è in stato di Veglia (cioè non più completamente immerso nel sonno della Coscienza), come la mano di Dio che attraverso di loro si manifesta.


Problema - Foto dell'autrice (Museo del Cinema di Torino)
La gente crede ancora che i problemi siano non solo cose negative che non dovrebbero mai manifestarsi oppure che qualcuno altro al posto nostro dovrebbe risolvere, ma si lamenta che Dio sta lì a guardare e ci lascia sguazzare nei nostri casini.

Invece, per chi ha occhi per Vedere, il Divino ci manda l'aiuto che ci serve ma nel modo evolutivo che meritiamo, non secondo i nostri canoni da terrestri dormienti!

Quindi, non bisogna mai dimenticare che ogni persona, problema oppure ostacolo che ci si presenta davanti e pare rallentarci, o bloccarci del tutto, contiene in sé già il seme della soluzione.

Perché osservandoci possiamo capire cosa quell'ostacolo fa scattare in noi, quale reazione/dolore/difesa. In base a ciò che in noi scatena ecco che lì sta la soluzione. Si può finalmente comprendere che lavorando sulla reazione negativa, la si tramuta in azione consapevole.
E il problema è risolto.
La prova del nove? Se non si ripresenta più per anni vuol dire che avete sciolto il nodo.


mercoledì 21 ottobre 2015

Amicizie alchemiche

Le amicizie nate sulla Via a volte si rivelano stupefacenti. Esiste una strana alchimia per cui capita che due anime si incontrano e decidono di camminare fianco a fianco per un po' aiutandosi a vicenda ad evolvere, anche se a voce non viene stretto nessun patto. E' qualcosa di tacito. 

Spesso capita che una ha un problema e si rivolge all'altra, sapendo di poter avere da lei il consiglio o la tecnica giusta da applicare. Poco dopo, accade il contrario. Quella che tempo prima dava consigli si trova nella situazione di dover chiedere aiuto. Così l'altra si mette nei panni della consigliera saggia.

Amicizia - Foto dell'autrice
Non sono ruoli finti, recitati. Sono momenti dell'esistenza, naturali, in cui si ha il consiglio giusto al momento giusto, ma nessuna delle due anime incarnate ha una posizione gerarchica superiore all'altra, né crede di averla. 

Fa tutto parte del cammino evolutivo, ci si incontra per aiutarsi a vicenda, ognuno con la propria conoscenza acquisita e un bel po' di saggezza innata.
Basta avere l'umiltà per mettersi al Servizio dell'altro quando abbiamo qualcosa da dare.

sabato 5 gennaio 2013

Sul radicamento

Capita a volte che alcune anime, incarnandosi, non scendano in modo totale nella materia.
Sono anime prettamente spirituali che faticano a mettere radici, a concretizzare nella vita, a sentirsi a casa in questo mondo umano.

Persone dal fisico sottile, direi elfico, e grandi occhi aperti sul mondo pieni di stupore. Persone un po' schive, che quasi rifuggono la materia.
Detestano la violenza, rifiutano di nutrirsi di animali, sono attratti irresistibilmente dalla mistica. 
Perché quello è il loro mondo: lo spirito.

Ma quando vieni al mondo, il compito della tua anima è sperimentare la materia in tutto e per tutto. 
Il corpo è strumento di conoscenza terrena. 
Foto dell'autrice

Per radicarsi e concretizzare le idee, i talenti, le passioni, un corpo deve passare per lo sport, la danza, il ritmo, il lavoro manuale, l'attenzione sui movimenti, i compiti terreni.

E, orrore, mangiare carne!

Se ami tutte le creature e sai cosa succede nei macelli, dover mangiare carne per radicarti può essere un compito che richiede una buona dose di coraggio e determinazione.
Il sapore del sangue della bistecca in bocca ha il sapore della morte, della violenza. Eppure la vita ti sta chiedendo di accettarlo come veicolo di incarnazione completa del tuo spirito nella materia.

E io che pensavo che meditare bastasse a trovare il proprio posto nel mondo!

Quando ti manca la terra, è come se ti mancasse il libretto di istruzioni di vita. 
E così scopri che rifugiarsi nello spirito, nella meditazione, non sempre è indicato se il tuo compito terreno è esattamente il contrario!


E' proprio vero, come ho scritto pochi giorni fa, che spesso l'Universo ti porta Aiuto in modi inaspettati.
Ma vanno sempre accettati, affidandosi a chi, evidentemente, ne sa più di noi su cosa è meglio. 
Già è magnifico vedere che l'Aiuto richiesto è arrivato al momento giusto.

E quindi, largo ai tamburi, largo alle danze africane, ai lavori manuali e... alla bistecca al sangue... Se è questo il mezzo per arrivare a ottenere i risultati sperati dopo anni di fatica e passione e abnegazione per il nostro lavoro.

Facciamo rumore, battiamo forte sul tamburo per dire alla terra che esistiamo, che siamo qui per essere un tutt'uno con lei, pestiamo i piedi per risvegliare le potenti energie della vita.
Vita!








mercoledì 2 gennaio 2013

Quando chiedi Aiuto

Capita di essere in situazioni che ci paiono estreme, vicoli ciechi da cui non crediamo di poter uscire, momenti un cui temiamo di morire... 
Sono quei momenti che ci fanno chiedere Aiuto.
Magari non sappiamo nemmeno noi a chi stiamo davvero chiedendo aiuto, ma ci buttiamo in ginocchio disperati e imploriamo Aiutami!


Foto dell'autrice
La Legge dice che l'aiuto arriva sempre e comunque. Poiché è proprio una Legge universale. E l'Universo risponde.

Il fatto è che siamo piccoli umani inebetiti dagli schemi mentali e dalla paura. Ci aggrappiamo alle nostre aspettative e se l'aiuto che chiediamo non arriva nella forma e nel modo che credevamo, ecco che pensiamo di non essere stati ascoltati. O peggio, di essere stati fraintesi. 
Ma come può una Divinità fraintendere? 

C'è una bella storiella che narra di un uomo disperato che durante un'alluvione si rifugia sul tetto della propria casa. Prega il suo Dio che lo salvi. 
Arriva un gommone, gli dicono di salire e lui: "No, ho fede che il buon Dio mi salverà..."
L'uomo continua a pregare, e arriva un elicottero.
L'uomo dice: "No, sono sicuro che Dio verrà a salvarmi..."
L'acqua sale, e l'uomo muore. Arrivato al cospetto di Dio si lamenta: "Buon Dio, io ti ho pregato e pregato perché tu arrivassi a salvarmi, e invece tu mi hai lasciato morire. Perché?"
Dio lo guarda sorridendo, scuote la testa.
"Infatti io ti ho inviato un gommone e poi un elicottero, figliolo..."

Salvatore Brizzi dice che l'Aiuto vero non è un antidolorifico. 
Spesso il vero Aiuto si paga, anche a caro prezzo. 
E' il prezzo da pagare per svegliarsi. 
"Per chiedere Aiuto occorre una ben precisa dose di coraggio (...)" dice Brizzi. "La tua richiesta verrà sempre esaudita - poiché questa è una Legge - ma il modo in cui accadrà potrebbe non piacerti affatto."