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martedì 8 aprile 2014

Mantenere il lato femminile

Tra i due sessi, quello naturalmente più sfaccettato è sempre stato il sesso femminile, per molte ragioni storiche e sociali.
Da sempre la donna ha cresciuto la prole, si è occupata dei malati, spesso anche dei morti, ha lavorato nei campi o nell'allevamento del bestiame, ha difeso i propri figli nel pericolo.

Insomma, per farla breve il nostro simbolo potrebbe essere il cucchiaio e la spada!

Diana - Dipinto di anonimo fiorentino
Nella società contemporanea, il sentirsi in dovere delle donne di farsi valere nei campi lavorativi di solito maschili - per ragioni comunque condivisibili - ci ha portate a dimenticare un po' della nostra energia femminile di accoglienza, di pazienza, di antica saggezza tramandata di madre in figlia, per scimmiottare l'uomo nel suo mondo competitivo e arrivista.

Invece di inglobare tutte le nostre caratteristiche, abbiamo messo da parte quelle più spiccatamente femminili perché considerate - erroneamente - indice di debolezza (come il pianto) o inutili (la compassione e… l'abilità in cucina!).

Arcieri dell'antica Grecia
Quando si parla di Guerriere di Luce bisogna stare attente a non incarnare solo il lato combattivo, coraggioso, il gusto per la sfida, ma continuare a tenere aperto il Cuore nell'accoglienza, nella compassione.

Insomma, freccia incoccata e amore per l'avversario. 
Indipendenza sì, ma con l'apertura dell'accoglienza.
Determinazione, ma anche profonda empatia per il prossimo.

martedì 25 marzo 2014

Lettura verticale dell'avversario

Anni fa, leggendo Misery di Stephen King, a un certo punto della lettura, verso la fine, sono rimasta colpita da un particolare.

Nel libro uno scrittore osannato da una fan squilibrata viene da questa salvato da un incidente e poi segregato e seviziato poiché aveva osato - secondo la mente malata della donna - far morire la protagonista dei suoi romanzi. Misery, appunto.

L'autore riesce egregiamente a raccontare gli squilibri mentali della donna, la sua sofferenza psichica, le sue contraddizioni, le ossessioni. Il protagonista la osserva, la tiene d'occhio, cercando di comprendere i suoi meccanismi mentali distorti, sempre all'erta, impara a prevedere i suoi stati d'animo e le sue mosse, in una gara a chi è più furbo dell'altro.

Come ho accennato all'inizio, a un tratto succede un piccolo miracolo: il protagonista la vede. Vede la profonda sofferenza della follia nella donna, e ne ha compassione.


Aggiungi didascalia
Questo gli permette di agire in maniera lucida, fino alla fine - anche se con ricadute di odio nei suoi confronti; ma d'altronde, non ha mai seguito corsi di Risveglio!

Questo è ciò che fa un vero guerriero di luce. Vede l'altro, non come nemico ma come avversario, perché riesce a sentire i suoi stati d'animo, riesce a comprendere cosa pensa, si mette quasi nei suoi panni. 
Ma questo non gli impedisce di lottare per la sua libertà, anzi, gli dà più forza.
Ha la forza della consapevolezza dalla propria parte. Ha la determinazione lucida a restare vivo. 
La paura, il panico, la disperazione non possono avere il sopravvento.

Anche se il protagonista non arriva ad amare il proprio nemico come insegna Cristo nei Vangeli, lo vede.
Vede la fragilità della sua carceriera, la sua umanità. Non è un drago invincibile.
E' semplicemente una persona sofferente di turbe psichiche gravi, quasi una bambina capricciosa, in certi momenti.

Alla fine non è l'odio a far vincere il protagonista sull'avversario.
E' la capacità di vederlo in maniera lucida, di leggerlo.
E di mantenere la calma.
Questa è quella che si chiama lettura verticale di un evento, e Stephen King ci riesce piuttosto bene.
Cioè trascendere la dualità dell'Io contro Te.