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venerdì 21 ottobre 2016

Restati aperti!

C'è la frase di un saggio che dice: La tua strada ha un cuore?
Se sì, allora prendila senza farti troppo domande, né farti bloccare da dubbi o preconcetti. Il cuore sa.
A volte ci capita di sentire profondamente - come una chiamata interna dal cuore stesso - che un qualcosa dobbiamo farlo, e senza pensieri troppo razionali ci buttiamo, affidandoci a quel sentire.

La razionalità, con le sue paure, i suoi schemi, mette dei paletti e rallenta i miracoli che riusciamo creare semplicemente lasciandoci trasportare dalla chiamata del cuore.

Restate aperti - Foto dell'autrice
Per questo è importante restare aperti e affidarsi. Se una strada è per te, la vita troverà il modo per far accadere ciò che ti serve per evolvere e raggiungere il tuo scopo. 

Questo per me è un anno particolarmente magico e sincronico. Mi è capitato di buttarmi a pesce come mai prima verso strade che non conoscevo e che in quel momento mi hanno entusiasmata dal profondo. E queste strade stanno convergendo, tutto ciò che mi è accaduto in questi ultimi nove mesi è collegato a un percorso che si sta delineando e che lo scorso anno non avrei nemmeno immaginato. 

Quando a inizio anno ho sentito parlare di un certo percorso evolutivo che non avevo mai davvero sperimentato di persona, ho sentito che quella strada mi stava chiamando, e seguendola senza pensarci razionalmente mi sono creata eventi sincronici quasi incredibili, e tutti puntavano nella stessa direzione.
Perché quando sei allineato con un percorso evolutivo, ecco che la vita risponde mandandoti tutti gli aiuti possibili per realizzarlo, perché tu possa dare il tuo contributo in quel campo.  


venerdì 18 settembre 2015

Trascendere l'altro

Capita a tutti di distogliere lo sguardo quando qualcuno di passaggio ci guarda negli occhi. Quel contatto fuggevole quasi spaventa.
Ma un esercizio necessario per stabilire il contatto con l'altro (che è sempre il nostro specchio) è guardarsi negli occhi per un tempo indeterminato, senza distogliere lo sguardo, senza ridacchiare o quant'altro ci distolga dal sentire il momento e Vedere l'altro.

Vederlo davvero.

Se si riesce a rilassarsi e a fissare lo sguardo su un occhio (è più facile che cercare di guardare entrambi), ecco che nonostante la tentazione di sbattere gli occhi che bruciano e la deglutizione che non si riesce ad interrompere, si comincia a vedere l'alone di luce emanato dall'anima che incarna il corpo di fronte a noi.
Non è più una persona, è un'anima lucente che si manifesta dinanzi a noi nella sua essenza. Man mano che lo si guarda, il volto perde consistenza diventando quasi incorporeo.
Occhi dell'Anima - Foto dell'autrice

Lo sguardo che ci guarda non è della persona, ma è la Consapevolezza stessa che ci osserva.
E se si resta a lungo in quel sentire e Vedere - cioè vedere con gli occhi dell'anima - ecco che noi stessi siamo Consapevolezza, disidentificandoci dal noi che crediamo di essere.
Diventiamo la Consapevolezza universale che si osserva nella propria essenza.

Dovremmo ricordarcene ogni volta che guardiamo qualcuno, sia si tratti di qualcuno di passaggio che un nostro caro. 
Quanto crediamo davvero di sapere dei nostri cari? Quanto li diamo per scontati? Li abbiamo mai Visti davvero? Ci siamo mai lasciati osservare davvero?

Grazie a Daniela Castellani che nel suo Cerchio di Donne (ma l'ultimo fatto era misto) al Centro Crisopea di Torino, propone questo bellissimo - e necessariamente difficile - esercizio.
Per farlo ci vuole coraggio, onestà con se stessi e trasparenza.
Ringrazio anche tutte le persone che si sono messe in gioco in queste intense serate.


venerdì 3 luglio 2015

Distinguere tra bisogno e sentire

Quando si cerca di agire in base all'intuito spesso si rischia di scambiare il bisogno istintivo che nasce da paure e ferite per ciò che non è. 
Bisogna conoscersi e essersi osservati abbastanza a lungo per comprendere quando è il Sé interiore a sussurrarci dal profondo che cosa fare, quale decisione prendere, se fidarci di qualcuno oppure no. 
La mente razionale trova sempre scuse, giustificazioni, si lascia condurre da emozioni, da promesse, aspettative che blandiscono il fanciullo insicuro dentro di noi.
Ma il Sé sa. 
Non si può spiegare a parole la sensazione di chiarezza e la spinta ad agire sicuri che provengono dall'intuito.
Sé Superiore - Foto dell'autrice
L'intuito sa cosa è vero e cosa è illusorio.
Discriminare facendo supposizioni, banalizzare in categorie, è allontanarsi da quel certo sesto senso che abbiamo tutti, più o meno sviluppato.

L'intuito è come farsi condurre da un odore, da un profumo. Se senti l'aroma di pizza che si spande nell'aria e lo segui, di certo non ti troverai da un benzinaio! 
La mente razionale, invece, sente il profumo della pizza e ti dice che probabilmente stai sognando, perché non vede nessuna pizzeria nel raggio di tre metri.
Ecco, dobbiamo lasciare all'intuito agire come gli odori. Lasciarci condurre fiduciosi verso ciò di cui davvero abbiamo bisogno. Il perché ne abbiamo bisogno è una domanda razionale e non ci deve interessare. 

venerdì 10 aprile 2015

Ascoltare il sesto senso

Quante volte ascoltiamo più la mente che ci dice cosa dovremmo o non dovremmo fare di quella certa sensazione che ci dice che invece? Quasi sempre. 
L'essere umano per sua natura, specie quello contemporaneo, si fida di più dei suoi pensieri e convinzioni, degli schemi autoimposti come fossero i mattoni su cui si fonda il proprio senso di sicurezza che del proprio sentire.
L'intuito non è incasellabile, schedabile, analizzabile al microscopio. E così, l'homo sapiens roboticus preferisce ascoltare ciò che dice la logica, ancora meglio ciò che è scritto in agenda.

Sesto senso (gatto) - Foto dell'autrice
Eppure, posso testimoniare che tutte le volte che ho sentito delle sensazioni inequivocabili davanti a una persona, nello specifico che non vibrava con me (non che fosse negativa) e poi ho ascoltato la mente che mi diceva di non credere alla prima impressione, di non fare la difficile, eccetera, beh, alla fine ho dovuto ricredermi perché l'esperienza mi ha dimostrato che l'intuito è tutto.

Mi è capitato di essere quasi telepatica. Con una persona per cui avevo un forte sentimento è successo più volte che passando davanti a un negozio o camminando per la strada sentivo che quella persone era lì, e subito dopo la incontravo.

Ultimamente mi è capitato di strappare un paio di jeans e pensare che però non avevo tempo da perdere in shopping perché quel giorno mi ero ripromessa di lavorare a una cosa impegnativa a casa.
Eppure, di colpo ho sentito che dovevo assolutamente andare al mercato, anche se nel tempo ho perso l'abitudine di andarci a comprare - di solito la verdura e la frutta.
Ho deciso di ascoltare il mio sentire e solo dopo ho capito perché: quel giorno c'era un banco che aveva jeans di ottima fattura a prezzi stracciati perché in stock. E, indovinate un po'? Ho trovato un paio di jeans della mia taglia (l'unico pezzo sul banco di quella misura!) a un prezzo incredibile.

Questo è seguire il sesto senso. Se qualcosa ti dice che devi fare una cosa, urgentemente, anche se avevi programmato di fare altro, FALLA!

venerdì 27 marzo 2015

Sulla bestemmia

Nella mia personale visione, i grandi bestemmiatori, quelli che provano un certo piacere a bestemmiare - magari anche in modo creativo e molto colorito - hanno un tremendo bisogno di Dio.
Di solito, questi personaggi si dicono atei o agnostici e razionalmente spiegano il proprio atteggiamento come una reazione all'insensatezza che loro percepiscono nell'esistenza.

Ma un vero ateo non ha bisogno di bestemmiare in un Dio in cui non crede. E' come essere in una stanza da soli, far cadere un bicchiere che va in frantumi e incolpare un amico immaginario. Se non esiste che senso ha insultarlo?

Dualità - Foto dell'autrice
Evidentemente - e ribadisco che questo è un mio personale sentire - più si prova gusto a bestemmiare più si vorrebbe credere, ma la razionalità, le ferite, la rabbia esistenziale non lo permettono. 
Tante volte ho sentito ripetere le solite frasi sul fatto che Dio sarebbe troppo ingiusto a non intervenire nelle tragedie umane, e quindi è evidente che non può esistere davvero, se no non lo permetterebbe. 

Questo è non avere occhi per vedere che ogni tragedia è parte di un'evoluzione lenta e con così tanti alti e bassi che per comprenderla bisogna poter usare solo gli occhi non giudicanti dell'Amore, del perdono e capire che noi siamo piccoli frammenti della stessa Coscienza divina che ha bisogno di perdersi per poi ritrovarsi, di provare il senso di separazione per tornare all'Uno, ma questo non può succedere in pochi anni o secoli. Ci vogliono millenni, forse Eoni.

Quindi, il bestemmiatore più accanito è colui che più sta chiamando Dio dal suo abisso personale, e lo fa con la sola energia che conosce. Ma chiamare Dio con disperazione non fa che crearne altra. Diventa un circolo vizioso. 
L'unico modo per interromperlo è arrendersi all'evidenza che non possiamo capire, ma possiamo imparare ad accettare il fatto stesso di essere incapaci di capire.
In questo stato si entra direttamente nella Fede.
Bestiario - Foto dell'autrice
Ok, non capisco ma accetto. 
Il compito più difficile è far tacere la mente razionale che fa resistenza e che si ostina a voler classificare e analizzare. Ma quando riusciamo a far tacere la mente, ecco che la verità arriva al cuore. E' un sentire

Quel sentire non può essere spiegato a un ateo convinto. O lo senti o non lo senti. Questo non ha nulla a che fare con il bisogno di conforto spirituale. Finché non attivi il sentire di cuore non potrai mai davvero capire cosa significa sentire la presenza del Divino dentro di te.

venerdì 20 febbraio 2015

Niente da inseguire

Ogni volta che desideriamo qualcosa, per esempio ottenere un nuovo lavoro, un partner o aumentare la disponibilità economica, ecco che scatta l'illusione automatica del cercare fuori. Pare ovvio pensare che sono lì da qualche parte e che vanno individuati, conquistati.

Ma i Maestri da millenni ci ricordano che nulla è là fuori, quindi, l'unica cosa saggia da fare è lavorare all'interno per permettere a ciò che desideriamo di accadere anche fuori, creandolo nel mondo materiale. Ciò non significa stare lì ad aspettare che qualcosa accada, semplicemente pensandolo. 

Frecce! - Foto dell'autrice
Dobbiamo entrare profondamente nel nostro sentire per individuare ciò che di noi crea all'esterno. Sentire il nostro desiderio come già realizzato perché - ammesso che sia davvero qualcosa per noi, e non un superficiale desiderio che nasce dall'ego - come spiega Gregg Braden, nel mondo dei quanti l'informazione non compie un viaggio per arrivare a destinazione: arriva senza essersi spostata nello spazio dal punto A al punto B. Vuol dire che è la coscienza universale a portare le informazioni, come se fossero già lì. In effetti, lo sono sempre state! Ma per la mente umana, che è duale, ciò è inconcepibile.

Eppure, tutto già esiste in potenziale perché tutto E' già. 
Non c'è nulla da inseguire perché tutto esiste già dentro. Sono solo i nostri blocchi a non permettere di realizzarlo.
Smettiamo di correre dietro alle cose sentendole là fuori, guardiamo dentro e lì troveremo tutte le risposte alle nostre domande e, di conseguenza, le soluzioni ai problemi. 

lunedì 16 febbraio 2015

Sentire la musica con tutto il corpo

Uno dei modi per sperimentare la Presenza è sentire la musica con tutto il corpo. Invece di concentrarci solo sul senso dell'udito, deve diventare un'esperienza multisensoriale. 
Flauto traverso - Foto dell'autrice
Oltre alle emozioni di pancia che possono emergere, se ci immergiamo totalmente nelle note e nel ritmo di ciò che stiamo ascoltando, possiamo sentire ogni nostra cellula vibrare con quella musica. Il ritmo batte dentro di noi, non all'esterno.
Possiamo lasciarci invadere dalla musica e farci condurre dove vuole lei, come in una danza, in cui seguiamo il ballerino che ci prende per mano.

Le sensazioni che si attivano sono personali, ma la sensazione che stiamo vivendo davvero la musica, Qui e Ora, è palpabile.
Siamo troppo abituati ad ascoltare distrattamente, ma in realtà ogni cosa che facciamo la possiamo vivere intensamente come esperienza di Presenza, aprendoci totalmente. 
E' ascoltare a un'ottava superiore. E' diventare quella musica, vibrare con essa. E' entrare totalmente in risonanza.
Alla fine dell'ascolto avremo fatto un viaggio dentro noi stessi.
Sarà una ricchezza in più che avremo acquisito.

lunedì 22 dicembre 2014

Fidarsi del proprio sentire

Siete così abituati ad albergare nella mente, giudicando in base a giudizi mentali e schemi, che avete dimenticato che l'ultima cosa che conta quando avete davanti una scelta da fare è usare il mentale.  
Il mentale è molto bravo a fare elenchi con la spunta:
questa cosa o questa persona mi piace perché ---
Ma la mente non vi dice cosa piace davvero a voi, cosa risuona con il vostro essere più profondo ed autentico. La mente vi dice cosa piace a lei.


La Luna - Foto dell'autrice
Se restate nel sentire, mentre siete davanti ad una persona o in una situazione, capirete se la risposta è SI' o NO.
A volte capita il contrario di quanto normalmente viene detto, cioè che la mente dice SI' perché si innamora di un'idea, ma il corpo (non quello emotivo ma quello in contatto con l'anima) dice NO.

In questo specifico caso non è più la paura ad essere l'avversario da affrontare, ma l'idea illusoria e magari romantica di qualcosa che vorreste ma che però, per qualche ragione sconosciuta, non è del tutto in sintonia con il vostro vibrare.

Chi è abituato a stare nel proprio sentire riesce a percepire l'energia e il sole interiore di una persona. A volte, nonostante tutte le buone premesse - tutte mentali - si può sentire che l'energia emanata da una persona (in cui vibra anche il corpo emotivo e mentale) non  convince. Questo non significa necessariamente che sia negativa o  pesante. 
Qualcosa a livello vibratorio non coincide. 
Se però siete sedotti dall'idea di come la cosa dovrebbe andare a finire, dicendo SI' anche se il sentire dice NO, vi state andando a complicare la vita. Vi troverete nei guai, creando sofferenza a voi stessi e a chi è coinvolto.


Foto dell'autrice
A volte vi trovate a sentirvi spiazzati, perché riconoscete che il sentire è in conflitto con il desiderio. Spesso, di colpo vi sentite investiti di dubbi che vi pesano addosso come macigni.
L'unica cosa saggia da fare è sedersi appena possibile in un luogo appartato o in un posto che sentite vostro, e stare dentro il dubbio. Se vi provoca anche un senso di disagio fisico respirate dentro quel disagio, restando nel Qui e Ora senza pensare al problema in sé.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve. Ancora e ancora. Non date retta alle aspettative altrui né alla fretta. Lasciate che il sentire vero, autentico, emerga per dire se è SI' o NO.

Fidatevi di voi stessi. Del vostro sentire profondo.

giovedì 10 luglio 2014

Sentire l'amore

Se solo gli esseri umani si prendessero qualche secondo, diverse volte al giorno, per sentire l'amore…
Ogni senso di abbandono, di tristezza, di inutilità, di ansia, ogni conflitto interiore ed esteriore scomparirebbero.

Probabilmente non servirebbe altro. Prendersi qualche secondo, chiudendo gli occhi, per sentire che l'amore è dentro e fuori di noi, che è dappertutto, che l'intero Universo ne è imbevuto. La vita è amore.
Foto dell'autrice

L'amore è quel frullo di gioia, di benessere che arriva quando chiudiamo gli occhi e stiamo in ascolto, quella serenità silenziosa che ci appaga.
Magari per qualcuno è più facile percepirlo sotto un albero, in campagna, o nel silenzio dei monti, o in riva al mare. Qualcuno abbracciando chi ama, o accarezzando un animale. Qualcuna altro in un luogo sacro, nella penombra di una chiesa.

Ma quel benessere che proviamo c'è sempre. Possiamo imparare a recuperarlo ogni volta che ne sentiamo il bisogno.
Possiamo tornare al senso di amore per non uscire da noi stessi, per non farci agganciare dall'angoscia, dall'ansia, da tutto ciò che ci distoglie dalla fonte di gioia che è la Vita, quella vera.

E' una cosa così semplice, quasi banale, sentire l'amore.
Dovrebbe diventare un esercizio quotidiano.
Quando senti l'amore vibrare dentro di te, sai di essere al sicuro. Sai che la Pace, quella vera, esiste. Ed è dentro di te.

martedì 12 novembre 2013

Sentire con tutto il corpo

Un esercizio fondamentale per sperimentare l'Adesso e mettere a tacere il chiacchiericcio mentale pieno di preconcetti e giudizi che ci limitano, è imparare a sentire con tutto il corpo.

Accontentarci di vedere con gli occhi e sentire con le orecchie (ammesso che siamo abbastanza attenti per farlo davvero) non è abbastanza per sperimentare la consapevolezza pura.

Foto dell'autrice
La consapevolezza passa per tutto il corpo fisico ma anche per quello interiore.

Provate a sentire una situazione. Lasciate che vi accada dentro e fuori, che scivoli attraverso di voi. Sentitela anche da dentro.

Apritevi, e fate in modo che ogni cellula del vostro corpo sappia cosa sta accadendo in quel momento.
Ci vorrà forse della pratica, qualche un piccolo sforzo, ma presto i risultati arrivano. Basta non fissarsi sul riuscirci o meno. E ci riuscirete.

Provate prima mentre leggete un libro che vi piace, che vi emoziona. Provate a leggerlo con tutta la vostra attenzione: mentale (comprensione del testo), fisica (le pagine tra le vostre dita, i muscoli del vostro corpo, il respiro), interiore (le emozioni che passano, l'energia che circola).
Avrete finalmente sperimentato la pura consapevolezza.

A un tratto, vi accorgerete con stupore che siete il libro ma siete anche voi stessi. Siete una cosa sola, c'è fusione.

A questo punto, provate a farlo durante una passeggiata nella natura. Diventate un tutt'uno con il profumo dell'erba e della terra, con il gracchiare delle gazze, con il sibilo del vento, ma siate anche respiro, energia, emozione, corpo in movimento. 

Foto dell'autrice
Se farete spesso questo esercizio in solitudine, presto sarete pronti per farlo anche tra la gente, in compagnia degli amici, fino a che un giorno vi meraviglierete nello scoprire che non solo vi viene spontaneo vivere le situazioni così, nell'Adesso, ma che le vostre maschere sono scomparse. 

Saranno scomparsi anche quel lieve senso di disagio che a tutti prende quando ci atteggiamo, come reazione automatica verso gli altri, ma di cui la maggior parte della gente resta inconsapevole; la frenesia di dire la propria opinione sempre e comunque, il mettersi in mostra o in competizione entrando nei discorsi, o il cedere alla lamentela collettiva; e vedrete che nessuna emozione negativa né botta di entusiasmo superficiale vi potrà coinvolgere.

Resterete nel sentire. Sarete liberi. Liberi davvero. Perché la consapevolezza pura è completa libertà dell'Essere.