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giovedì 20 ottobre 2016

Diventare il Centro

Quando finalmente riusciamo a venire in contatto profondo con l'origine dei nostri disagi - ad esempio come è successo a me attraverso una breve seduta di ipnosi regressiva - ecco che di colpo ci rendiamo conto che le emozioni che prima restavano ad agitarsi sotto la superficie e a volte creavano tensione sono svanite.
Il beneficio di questo è che si trova una calma interiore impensabile fino a poco prima. Una profonda fiducia in sé stessi, nella vita, la mancanza di paure sottili di fondo che prima invece giacevano in qualche angolo del nostro inconscio.

Se prima non riuscivamo a far tacere la sottile impazienza, la vaga ansia di fondo, l'impulso parlare tanto, a gesticolare, a mettersi al centro dell'attenzione, a fare battute per tenere a bada la paura di non piacere o risultare noiosi, ecco che come d'incanto tutto questo non ha più alcuna importanza.

Nettare - Foto dell'autrice 
Di colpo si realizza davvero di Essere. Il fare è solo un moto del cuore, non dipende da paure o reazioni emotive, o da idee mentali su cosa dovremmo diventare.

Ecco che dopo tanto lavoro su di sé, avendo trovato la chiave per aprire il forziere dell'Essenza, si comprende nel profondo di essere diventati il proprio Centro di Gravità.

Le maschere sono cadute, la personalità ha fatto un passo indietro e l'Essenza è tornata padrona del proprio Regno. A quel punto le parole e i gesti servono sempre meno, perché si diventa una vibrazione, il Sé dimora nel proprio sguardo e questo è sufficiente a comunicare, nella gran parte della vita quotidiana. 
Tutto il resto è maschera.

mercoledì 17 giugno 2015

Non scendere a compromessi con sé stessi

Le nostre relazioni a volte hanno fondamenta poco solide, come palazzi costruiti sulla sabbia, perché per vari motivi non c'è chiarezza dall'inizio. Pare che agli esseri umani l'essere chiari dall'inizio di un qualsiasi rapporto, anche di amicizia o di lavoro, sia terribilmente difficile. Forse c'è la paura di rendersi ridicoli, ma la mancanza di chiarezza va a minare pian piano la fiducia reciproca, o comunque porta sempre più ombre dove invece potrebbe esserci sempre il sole. 


Notte - Foto dell'autrice
Quando si avverte il disagio profondo verso una situazione non limpida - almeno ai nostri occhi - spesso è lo stesso nostro corpo che ci avverte del sentimento represso. Ci sentiamo nervosi e di cattivo umore, o ci irrigidiamo e ci viene mal di schiena o al collo, o abbiamo bruciori di stomaco, e così via, a seconda di come il nostro inconscio elabora la situazione.  

Chi è sulla Via del Risveglio sa che la cosa cui non potrà mai rinunciare è l'essere fedele a sé stesso, al proprio sentire.
Arriva un momento, lungo il tortuoso cammino, in cui non si è più disposti a scendere a compromessi, che siano per buonismo, per paura di ferire l'altro o per altre ragioni emotive/sentimentali.
Fingere che vada tutto bene non è roba da guerrieri. L'intuito in essi è molto sviluppato e l'ombra della non chiarezza diventa un peso inutile che non si vuole più portare.

Non esiste paura di far arrabbiare l'altro né di restare senza l'amico/compagno che possa essere peggio dello scendere a compromessi pur di avere qualcuno vicino che ci vuole bene. 

Se l'altro reagisce male, è perché qualcosa di vero risuona in lui, abbiamo toccato un nervo scoperto e in realtà lo stiamo aiutando a vedere qual è il vero succo della questione, il problema da risolvere. La reazione, lo sappiamo, è una molla emotiva che tradisce un qualcosa di irrisolto, o anche una maschera, e chi si
Ombra sull'erba - Foto dell'autrice
arrabbia sta inconsciamente protestando per essere stato smascherato.

Non esiste davvero offesa per chi non è schiavo del proprio orgoglio. E l'orgoglio è una delle tante maschere dell'Ego ferito, che strepita gonfiando il petto, alzando il mento, perché non sa vedere che quello che sta accadendo è una liberazione.
Uno dei due ha avuto la capacità di diradare le nubi dense di non chiarezza che facevano ombra, e portavano freddo.

Non scendere a compromessi con sé stessi - perché l'altro è solo uno specchio - è un atto di coraggio e centratura. Stai agendo con il cuore, che ti sta dicendo che quella situazione è un vicolo cieco e tu sei fatto per i pascoli sconfinati.

mercoledì 21 gennaio 2015

Farsi scudo con le parole

Immagino sia capitato a tutti di voler dire una semplice cosa a qualcuno e poi ci si ritrova venti minuti dopo a continuare a chiacchierare senza averne l'intenzione o la voglia.

Sotto quella che sembra solo un'attrazione verso un determinato argomento o il piacere di parlare con quella persona, si nasconde una specie di scudo. E' più facile nascondersi dietro le parole, anche con argomenti che riteniamo profondi, piuttosto che vivere l'imbarazzo di essere e osservare un altro Essere godendo semplicemente della sua presenza, della sua essenza.


Autoritratto dell'autrice
Cosa ci spinge a parlare anche quando non ne abbiamo voglia?
La paura del vuoto, del silenzio. E perché li temiamo? Perché in quegli spazi non si può mentire né indossare maschere.
Il silenzio e lo sguardo di un'altra persona ci mettono a nudo.
E noi che facciamo? 
Ci rivestiamo in fretta di parole, quasi fossimo stati colti nudi, e ci nascondiamo dietro un muro di contenuti non necessari, di giustificazioni, agghindati di ego che si mette in mostra e si pavoneggia nella dialettica. 

Per essere davvero intensi, veri, nudi, ci vuole coraggio e una forte determinazione a lasciare l'ego a bocca asciutta. Con un po' di sforzo e di buona volontà cominciamo per prima cosa a renderci conto di questi meccanismi, li osserviamo accadere. Non sempre all'inizio si riesce a interromperli subito smettendo di parlare.
Ma con un po' di esercizio dovremmo essere in grado di decidere davvero in presenza se parlare o no e che cosa comunicare, senza lasciarci trascinare in un vortice di frasi che si concatenano e che ci portano lontano da noi, dalla nostra essenza, dalla nostra nudità. Dalla verità.