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sabato 14 marzo 2015

Sensazioni di Presenza

Ogni volta che mi sforzo di stare in presenza in un luogo in cui ci sono delle persone attorno a me, ho la sensazione di una maggiore profondità di campo, come uno zoom, che si allarga a ventaglio e una maggiore chiarezza visiva, come se tutto ciò che vedo avesse di colpo una limpidezza cristallina. E c'è un maggiore senso di leggerezza che si espande da dentro a fuori.

Quando sto in presenza leggendo un libro o guidando, oltre al ricordo di me che avviene, anche in questo caso ho la sensazione di una maggiore profondità di campo, come se tra le mie braccia e gli occhi che le vedono lo spazio si allargasse. Sento addirittura le braccia più lunghe del solito. Inoltre, nonostante il ricordo di me, c'è una specie di straniamento nel vedere le braccia che appartengono al mio corpo ma non sono veramente io. Quello è l'involucro che mi contiene.

Presenza - Foto dell'autrice 
Anni fa mi è capitato di entrare in uno stato di Presenza - senza averlo cercato - mentre guidavo, e ricordo bene di aver sentito questo senso di straniamento misto a leggerezza, chiarezza mentale e grande Bellezza. Di colpo ho visto le mie mani sul volante e ho considerato il mio corpo bellissimo - ma non in senso estetico - era qualcosa di più profondo. Era la sua Bellezza intrinseca, che emanava grazia e femminilità come mai prima lo avevo sentito.

Quando vivi queste sensazioni, allora è naturale ricercare sempre più spesso lo stato di Presenza, perché quella leggerezza e chiarezza mentale sono lo stato naturale del tuo essere, in quei momenti tu sei la Consapevolezza stessa.

Mi piacerebbe che i miei lettori commentassero questa mia testimonianza per sapere se anche a voi è successo di vivere la Presenza in questo modo, con queste sensazioni oppure con altre che io non ho provato. Grazie.

giovedì 4 settembre 2014

Quel senso di spazio

Recentemente sto sperimentando su di me ciò che Eckhart Tolle chiama creare spazio, quella sensazione di vuoto e sollievo che si prova quando si interrompe il flusso dei pensieri ininterrotti che ci trascinano con loro.
In effetti, si ha la sensazione di un'espansione, di qualcosa che si apre, si allarga, una chiarezza e freschezza nuova. Come una boccata di ossigeno.

Foto dell'autrice
Quando più volte al giorno riesci a soffermarti sul tuo respiro, senza pensare ad altro, solo ponendo attenzione al respiro nel petto e nella pancia, mentre stai facendo le solite cose quotidiane - infatti non è necessario interrompersi e sedersi a meditare a occhi chiusi - ecco che si sperimenta la Quiete. 
E' il silenzio della mente e la manifestazione della Presenza.
Non ci sono pensieri, solo attenzione concentrata sul corpo che respira. E siccome il corpo può vivere solo nell'adesso, ecco che in quel momento siamo davvero Qui e Ora.  

Man mano, portando attenzione sul respiro tutte le volte che ti ricordi - possibilmente più volte al giorno - la tua mente e il corpo emotivo diventano più tranquilli. E ogni volta che senti l'irrequietezza, il nervosismo, la lamentela emergere dentro di te, sai che ti basta tornare al respiro per aprire uno spazio in cui anche la mente può respirare, invece che essere oppressa dal pensiero compulsivo.

Questo è il fare spazio di cui necessitiamo davvero. Un'espansione della coscienza e, di conseguenza, del Cuore. 

martedì 2 settembre 2014

Il coraggio delle proprie azioni

Uno dei fondamenti del Risveglio spirituale è comprendere che siamo responsabili al 100 % di ciò che creiamo, più o meno inconsciamente.
Ma spesso, nonostante questo, le persone faticano a prendersi la responsabilità persino delle proprie azioni. Quindi, scatta automatica la tendenza a dare la colpa all'esterno di ciò che ha scatenato una determinata reazione e quindi un'azione conseguente. 

Ogni scatto di violenza verbale, aggressione fisica, rissa, non è mai scatenata da qualcuno fuori. E' sempre e solo la conseguenza di una nostra reazione determinata dall'ego che crede di essere noi e che quindi si sente in qualche modo minacciato, insultato, provocato, ecc.
Ma nessuno può davvero insultarci, minacciarci o provocarci se non glielo permettiamo. Se ci sentiamo feriti, è tutta roba nostra. Una nostra interpretazione, una nostra completa identificazione.


Foto dell'autrice
Comunque, avere delle reazioni non è sbagliato. E' umano. E' tipico di umani dormienti. Ed è anche tipico del corpo fisico, quindi della materia avere delle reazioni. 
Intanto che impariamo il lavoro di osservazione delle nostre reazioni e identificazioni per scioglierle alla luce della consapevolezza, dobbiamo imparare anche a prenderci la responsabilità delle nostre azioni. Senza cedere all'impulso automatico di trovare una scusa all'esterno.

L'ho menato perché mi ha insultato; l'ho mandato a stendere perché mi ha provocato; mi ha fatto piangere; mi ha spezzato il cuore e io mi sono vendicato, ecc., sono solo scuse. Illusioni di scaricare fuori una nostra completa responsabilità.
Sarebbe bello - e soprattutto molto più sano e sensato - se in un futuro prossimo tutti fossero in grado di vedere ciò con chiarezza e cuore aperto e potessero, invece, dire: Sì, l'ho menato perché in quel momento ero sopraffatto da una reazione meccanica dei miei corpi ed ero in piena inconsapevolezza, (ecc.).

Bisogna avere sempre il coraggio delle proprie azioni, soprattutto quelle che non ci piacciono. Riconoscere la propria disfunzione apertamente crea spazio, cioè uno spazio di consapevolezza in noi tra i vari  momenti di totale inconsapevolezza. E' un abbandonare un inutile fardello, per vedere il bellissimo vuoto della verità, un vuoto che alleggerisce.
Sarebbe un enorme passo avanti verso il Risveglio della Coscienza vero e proprio!

giovedì 21 novembre 2013

La camminata spaziale

Sappiamo tutti che camminare fa bene, non solo al fisico, ma rinvigorisce anche lo spirito.
Frank Kinslow propone di applicare le tecniche del silenzio interiore alla camminata con un semplice suggerimento.
Foto dell'autrice

Invece di guardare gli oggetti e il paesaggio intorno a voi, ponete  l'attenzione sullo spazio tra gli oggetti. 
Lo spazio è ovunque, ma noi non lo notiamo mai.

Quando cominciamo a notarlo, la mente rallenta, il corpo si rilassa, il cuore si espande.
Questo perché, nonostante lo spazio non sia vuoto (contiene ossigeno, onde radio, particelle d'acqua, polline e molto altro) alla nostra mente esso appare come tale.
E l'anima sente il richiamo verso la casa madre, il Nulla da cui ogni cosa è creata.

Tutto ciò è armonia delle sfere come scrive Kinslow. La nostra camminata è in sintonia con l'universo intero. Stiamo creando una sinfonia.

L'unico piccolo sforzo che occorre, nella camminata spaziale, è non identificare lo spazio come faremmo con gli oggetti che gli stanno  intorno. Osservando questo spazio con la mente serena e silenziosa sentiremo affiorare una beatitudine, un amore profondo che nasce dal cuore.

Foto dell'autrice
E' per questo motivo che la camminata spaziale permette di praticare meglio il silenzio della mente. Perché quello spazio che osservi tra le cose rappresenta anche i momenti di silenzio in cui riesci a far tacere il chiacchiericcio dei pensieri.

Un altro piccolo gradino verso la consapevolezza.