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venerdì 9 gennaio 2015

La vita procede per tasselli

Il fatto che la vita si svolga lungo un nastro che porta dal punto A al punto B è, ovviamente, un'illusione. In realtà la vita può esistere solo qui, in questo preciso istante.
Ma la nostra tendenza a pensarci su una strada che conduce verso noi stessi, verso la nostra integrità, è più forte e in fondo non c'è nulla di male a sentirci sul sentiero. 

Nel nostro sforzo di migliorarci, uscendo dalla sofferenza, dagli schemi che ci condizionano, dai meccanismi di pensiero che ci impediscono di espanderci alla vita, passiamo attraverso periodi diversi. 
C'è il periodo in cui siamo più inclini allo studio di certi nostri fenomeni e leggiamo libri, ci osserviamo, stiamo nel sentire. 
In altri momenti sentiamo il bisogno di partecipare ad eventi di gruppo che ci aiutino a fare un salto di qualità, la nostra energia è attratta da un certo tipo di metodo di guarigione che implica una partecipazione di più persone. 


Specchio a quadri - Foto dell'autrice 
In altri momenti sentiamo che il nostro corpo ci chiede di agire, di muoversi, di sperimentare la materia e siamo attratti dagli sport, impariamo che si può bypassare la mente vivendo nel Qui e Ora anche in movimento, sentiamo l'energia crescere, il Fuoco interiore accendersi. Ci scopriamo più vivi che mai.

Magari ci troviamo a vivere periodi in cui la nostra energia è più maschile, più yang, più imperiosa, in altri momenti ecco che emerge l'energia femminile, più yin, più dolce.

Questo succede perché in realtà, nel tentativo di ritrovare l'unità con noi stessi, procediamo per tasselli, a seconda dei bisogni evolutivi dell'anima, e di quanto siamo pronti per affrontare una prova, o qualcosa di nuovo.

Ciò è bellissimo perché ad un certo punto, guardandoci indietro, si comprende che abbiamo messo insieme un bellissimo, coloratissimo e unico puzzle! Noi siamo quel puzzle di tentativi, metodi, momenti di energia diversa. 
Ma il risultato è esserci ritrovati. La strada verso Casa a volte è lunga e tortuosa ma il disegno che ne viene fuori è un capolavoro!

Gioite per il vostro unico e irripetibile puzzle!

venerdì 11 aprile 2014

Sport e Risveglio

Chi pratica sport regolarmente ne conosce i benefici più evidenti e immediati: più energia, fisico più tonico e scattante, umore migliore, meno pigrizia, autostima aumentata, e spesso anche difese immunitarie rese più forti.

Ma ci sono almeno altre tre ragioni importanti che dovrebbero spingerci verso la pratica di almeno uno sport.
Una è di origine animica, l'altra ha a che fare con la Presenza e l'ultima con la Responsabilità.

Foto dell'autrice
Lo sport è una scuola importante per l'anima incarnata, perché così impara a gestire al meglio il corpo fisico che si è scelta per questo viaggio terreno, e di conseguenza la materia. 
A volte sfidando i propri limiti - fisici o mentali che siano - ma in generale l'attenzione che dobbiamo poggiare sul corpo per farlo rendere al meglio è un esercizio soprattutto spirituale. 

Poi viene il lavoro sulla Presenza. In ogni sport è necessaria per tenere l'azione sotto controllo e esserci quando viene il momento per scattare. 
In particolare, è fondamentale negli sport di concentrazione come il tiro con l'arco, la scherma, il salto in lungo o in alto, le arti marziali.
Ma è chiaro che anche durante una partita di pallavolo, se un giocatore è distratto da pensieri che nulla hanno a che vedere con la partita nel Qui e Ora, come fa a essere pronto per prendere la palla quando rimbalza verso di lui?
Come fa un portiere di calcio a parare una palla se sta pensando a problemi personali?

Infine, lo sport - e in particolare quello di squadra - insegna a essere sempre responsabili delle proprie azioni perché un errore nostro può essere fatale alla squadra intera riguardo al risultato.
In squadra, si lavora sulla fiducia e la lealtà reciproca, per il bene comune e non solo individuale.
Se commettiamo un errore, dobbiamo essere pronti a pagarne le conseguenze senza puntare il dito fuori.

E questo ultimo punto serve anche negli sport individuali.
Se un lanciatore del peso lancia male, non può certo accusare il
Foto dell'autrice 
peso di essere responsabile del suo errore, o peggio, accusare il pubblico allo stadio di averlo distratto!

Se faccio un punto basso tirando con l'arco, non è la freccia che è andata dove voleva, di sicuro ho commesso io un errore che l'ha indirizzata lontano dal centro del bersaglio.

Quindi, invece di sbuffare pensando che fare sport è palloso perché viene considerato solo come un modo dinamico per perdere peso, o peggio, un modo troppo poco intellettuale per passare il tempo, cominciate a domandarvi se invece non sia un'occasione meravigliosa per scoprire voi stessi e gestire al meglio la vostra stupenda macchina biologica. 


lunedì 10 febbraio 2014

Tiro con l'arco e Presenza

Il tiro con l'arco, oltre a essere uno sport ancestrale, è un ottimo esercizio per sperimentare la Presenza. 
Inoltre, è una perfetta metafora del tipo di lavoro che porta al raggiungimento degli obiettivi.


Foto dell'autrice
Per prima cosa, occorre dire che il centrare perfettamente il bersaglio è secondario rispetto all'importanza della postura e del rilassamento dell'arciere.

Se non si ha una corretta postura senza tensione nelle braccia e nelle mani, la freccia sarà debole e con ogni probabilità fallirà il bersaglio.
L'arciere, mentre tende l'arco, sente ogni muscolo muoversi, allungarsi, percepisce il proprio respiro, chiude un occhio e diventa un tutt'uno con l'arco stesso, la freccia e il bersaglio.

In quel momento sperimenta la Presenza, la mente è quieta. 

Le dita tendono la corda per alcuni secondi fino a che si lasciano scivolare via da essa e la freccia è scoccata.
Questo scivolare via senza strappo è un'importante metafora del modo giusto per lanciarsi verso un obiettivo.

Se noi forziamo gli eventi, per impazienza o per rabbia, la freccia sarà scoccata malamente e sarà debole, oppure fallirà completamente il centro del bersaglio. Dobbiamo capire quando è il momento giusto di lasciare andare a destinazione la nostra intenzione. Quando siamo rilassati e fiduciosi, e lasciamo scorrere le cose via da noi perché prendano la strada del mondo.

Insomma, è sempre e solo il nostro atteggiamento che ci porta a un qualche risultato. Positivo o negativo, dipende da noi, mai dall'esterno.

Inoltre, una cosa fondamentale che si impara tirando con l'arco, è che non bisogna mai provare a tirare senza la freccia incoccata, cioè lasciando andare la corda dopo averla tirata al massimo.
Questo perché, tecnicamente, la corda produce delle vibrazioni che potrebbero danneggiare i flettenti in modo irreparabile.

Nella vita, a pensarci bene, è la stessa cosa. Non puoi lanciarti verso un obiettivo senza avere capito bene come raggiungerlo. 
La freccia è il come. Se non ne hai la minima idea o sbagli mezzo, puoi fare danno. A te stesso.

Consiglio alle persone che faticano a raggiungere i propri obiettivi o che li falliscono di provare a tirare con l'arco.
Foto dell'autrice
Sperimentandolo di persona, si sente una nuova energia di consapevolezza ed azione invaderci. 
Si sperimenta la determinazione priva di rabbia o impazienza.
Si diventa presenti a sé stessi con la padronanza di uno strumento che prima di tutto incarna un esercizio spirituale.

Si sente emergere qualcosa di selvaggio sepolto dentro di noi. E' un retaggio antico. L'arco è stato il primo strumento complesso di caccia, quindi di sopravvivenza, e non di guerra. Non contiene in sé quella connotazione distruttiva che hanno invece le armi da fuoco.
Ma questa è un'altra storia.

martedì 15 ottobre 2013

Entrare nell'Adesso attraverso lo sport

Chi pratica sport sa che l'attenzione è fondamentale. 
Se devi prendere una palla che rimbalza o che ti viene calciata contro, di certo non puoi permetterti di divagare pensando a quanto avresti voglia di un gelato, o di andare a fare shopping, o di chiederti se i tuoi capelli sono a posto.

Molti la danno per scontata e la chiamano concentrazione, ma non lo è. La concentrazione presuppone uno sforzo della mente, della sfera razionale.

Foto dell'autrice
La presenza è invece un'attenzione profonda con tutti i tuoi sensi e con il corpo intero. E' un'attesa vigile. E' uno stare all'erta come l'animale selvatico che deve sopravvivere in un ambiente minaccioso.

Nella pratica dello sport, segui la palla come se ne andasse della tua stessa vita, ed essa è un tutt'uno con te, con la tua tensione vigile.

Se la osservi bene, la palla pare rallentare nella sua corsa, riesci a seguirla mentre disegna un arco in aria, e tutto il resto intorno sparisce perché non è funzionale a ciò che sta accadendo tra te e la palla.

Anche per i tifosi è più o meno la stessa cosa. Si potrebbe dire che chi sente il bisogno di seguire partite sportive con questa attenzione vigile, in cui tutto il superfluo sparisce, stia inconsapevolmente esercitando il Potere di Adesso.

Foto dell'autrice
Evidentemente, la parte più in contatto con l'essere necessita di staccare dall'attività mentale in qualche modo. 
L'importante è non identificarsi troppo con la squadra o il singolo giocatore, per non tornare alla forma data dalla mente.

Ma anche chi non pratica sport può provare ad andare a correre ponendo tutta l'attenzione al respiro, ai muscoli, al terreno, alle sensazioni prodotte dalla corsa, compresa la fatica. Entrando nel corpo entrate nell'Adesso, perché solo il corpo fisico esiste nel presente.

Insomma, lo sport è un altro portale per sperimentare di persona il Qui e Ora.