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venerdì 20 ottobre 2017

Uno stile di vita monastico

Quando si parla di stile di vita monastico si pensa subito all'austerità, ai sacrifici, alla preghiera continua, ma questa è solo una visione stereotipata.
Intanto, non è qualcosa che ci si può davvero imporre per questioni ideologiche, sarebbe una forzatura. E' che un bel giorno accade che ti rendi conto di vivere una vita quasi monastica senza averla scelta a tavolino.

Per chi è al Servizio del Risveglio, spesso lo stato di coscienza lo porta a non sentire più il bisogno impellente, ad esempio, di uscire tutti i sabato sera con gli amici a fare baldoria, ma senza che questo sia un giudizi negativo nei loro confronti. Semplicemente, ci si dimentica che è sabato, perché magari si è immersi nello studio o nella lettura di qualcosa che ci nutre profondamente, o magari stiamo lavorando a progetti, e distaccarcene per far baldoria sembra uno spreco di tempo. 


Serratura - Foto dell'autrice 
Anche riguardo alle relazioni può accadere che vivendo da single non solo ne apprezziamo i benefici - il silenzio, l'essere indipendenti, i propri spazi vissuti in libertà - ma ci rendiamo conto che non avrebbe più senso allacciare relazioni superficiali volte al sesso fine a se stesso, in quanto questa cosa non ci nutre, ci scarica soltanto. Non è un giudizio nei confronti del sesso occasionale, solo, cambiando stato di coscienza, non sentiamo più il bisogno di uno sfogo meccanico. 
E' ovvio che qualora arrivasse un partner ideale il sesso avrebbe una sfumatura completamente diversa, e decisamente appagante. 

Quindi, molte persone vivono uno uno stato di monachesimo laico senza aver fatto alcun voto né di castità né di frugalità. Ma si finisce per vivere così perché in linea con il nostro stato di coscienza. Anche il cibo non è più un riempitivo, né un'attrattiva di gola, ma qualcosa di sacro, e in questa sacralità ha meno spazio il cibo spazzatura, perché naturalmente sentiamo che non ci nutrirebbe a dovere. Rinunciare alle schifezze non è un sacrificio, non ne siamo più attratti. 

Ovviamente anche quando si tratta di osservare pratiche meditative o volte al Risveglio, e la disciplina della sveglia mattutina di buon'ora, diventa tutto una conseguenza naturale, senza sforzo, ci parrebbe strano il contrario. 

Questo stile di vita porta molto più facilmente alla centratura perché non lasciamo che l'esterno ci influenzi con le aspettative sociali degli altri, ad esempio. Non ci lasciamo sballottare dalla vita frenetica volta al consumo veloce. 
Ma è qualcosa, come ho scritto all'inizio, che nasce in modo spontaneo, un fluire in quello stile di vita come naturale conseguenza di ciò che siamo. 


giovedì 23 marzo 2017

Sessualità e asessualità consapevoli

Premetto che non rientro nella schiera di chi reputa l'astinenza sessuale necessaria a prescindere per raggiungere stati di coscienza superiori, né credo alla storia della trascendenza che molti guru raccontano quasi come un vanto.

Ma so bene che a volte ci vuole una pausa dalla sessualità. 
Questo accade quando ad esempio si è appena interrotto un rapporto, perché è importante saper stare con sé stessi senza subito buttarsi nelle braccia del primo arrivato. Bisogna fare spazio, stare nel sentire di ciò che è accaduto, non schiacciare il chiodo con un altro chiodo, come si dice.
Quando si sente che un rapporto è fallito perché non in linea con il proprio sentire profondo (magari causando pure disagi fisici quali candida, cistite, ragadi anali), allora è il momento di evitare per un certo periodo gli scambi sessuali.

Gerbera - Autoritratto dell'autrice
Si dice che è sempre meglio evitare di fare sesso con qualcuno che è a un livello di coscienza più basso del nostro, perché se non siamo perfettamente centrati, ciò ci porta giù, ci fa tornare a un livello di coscienza altrettanto basso, tenendo anche conto del fatto che lo scambio di liquidi corporei resta per sempre dentro di noi, diventando parte di noi. 
Dicono i Maestri che bisognerebbe fare sesso solo con chi vorremmo essere. Cioè con qualcuno che è con noi in profonda sintonia spirituale ed emotiva, o a un livello di coscienza che reputiamo superiore al nostro. 

Bisogna tenere anche conto del fatto che qualsiasi scambio sessuale ha un impatto notevole sui nostri corpi sottili, e se quindi il nostro partner non li ha abbastanza puliti ciò interferisce anche con la pulizia dei nostri, insomma, detto brutalmente, li sporca. Ripulirli, poi, sarà un gran lavoro. Soprattutto se non ci sono l'amore e il senso di unità a fare il lavoro di pulizia. 

E' importante sentire bene l'energia che emana dall'altro, prima di fare un sesso indiscriminato.

Per questo, quando si è raggiunto un certo livello di consapevolezza di sé, non ha più senso cedere a un sesso mosso dal puro istinto animale perché scarica energeticamente lasciando un senso di amarezza e vuoto. Tanti sono passati per questa esperienza.

Quando si decide coscientemente di prendersi una pausa dal sesso, si concentra l'energia come un laser dentro di sé, essa diventa una magia potente nelle proprie mani, un concentrato di energia creativa. Ciò aumenta notevolmente la propria consapevolezza e vibrazione, ripulisce i corpi sottili, rende più pura e diretta la volontà in generale. 

Qualcosa che stride - Autoritratto dell'autrice
Chi invece si vede costretto all'astinenza perché non riesce ad attrarre un partner come vorrebbe, sappia comunque che tutto ciò che accade è sempre per il meglio, per il proprio bene supremo, anche se al momento non riesce a comprenderlo e non lo accetta. 

In qualunque caso, se si resta nell'intento, nella fede, concentrando l'energia con questo esercizio di astinenza momentanea, la propria vibrazione non può che aumentare, ed ecco che si attireranno nel proprio campo d'azione potenziali partner che vibrano a quel livello. Per questo è bene comprendere in modo profondo che non bisogna mai lamentarsi della mancanza, ma stare con ciò che c'è e usarlo a proprio favore.

Se non c'è o non c'è più un partner, si può usare questo periodo di astinenza sessuale per ripulirsi e lavorare per aumentare il livello di consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si vuole davvero da una relazione.
E la vita non potrà che rispondere di conseguenza. 



giovedì 16 marzo 2017

Perché ho scelto l'integrità (in amore)

Ho diverse amiche che ogni volta che mi incontrano per strada, la prima cosa che chiedono, ogni volta, è: Sei ancora single?
Come se questa fosse la condizione peggiore per una donna, come se la cosa più importante per ognuna di noi fosse essere in coppia con qualcuno.
Quando rispondo che sto bene da sola, ovviamente non ci credono.
Ci sono ancora troppe donne che alla solitudine preferiscono relazioni magari soffocanti, in condizioni di gelosia e ricatti, o con partner con cui non hanno più nulla da spartire da anni piuttosto che vivere un periodo da sole con sé stesse. 

Ma se non impari a stare bene da sola con te stessa non ti conoscerai mai davvero. Solo chi sa stare bene da solo può avere rapporti autentici con gli altri, perché non saranno sporcati dal bisogno. Osho docet.

Ho letto di recente un articolo in cui un filosofo condannava la sempre più diffusa abitudine di vivere da soli e non in famiglia. Si condannava l'edonismo e l'incapacità di entrare in intimità. In molti casi può essere questa la causa, ma è anche vero che una volta le coppie erano costrette dalla società moralista a stare insieme anche quando un rapporto armonioso e una convivenza equilibrata non erano più possibili. Si preferiva l'ipocrisia alla libertà. Si stava male in due, con ricadute emotive su eventuali figli, per sempre.

Oggi invece abbiamo la grande opportunità evolutiva di scegliere con chi stare senza convenienza né obblighi morali.


Scarpe rosse & I - Autoritratto dell'autrice 
Non sono così edonista da stare da sola per capriccio. Ho scelto l'integrità.
Tempo fa un amico mi chiese di metterci insieme, ma io non ero innamorata. Mi rispose che si poteva provare a frequentarci un po', fare sesso e poi eventualmente ci saremmo anche potuti innamorare. Trovai questa teoria sconvolgente.

Gli spiegai che non si può, a mio avviso, partire dal sesso per arrivare all'amore. Si può fare solo il contrario.

Ho scelto l'integrità perché non mi accontento di stare con uno simpatico, carino e gentile, o con cui avere affinità intellettuali. O è Amore o nulla.
Non è questione di essere inguaribili romantiche. E' sentire che l'anima non si può abbassare a un rapporto che sia meno dell'amore. 

Quando ami qualcuno lo senti in ogni cellula, lo senti nell'anima. E' una Chiamata. Uno squillo di trombe assordanti nel cuore.
Se questo non succede, e ci sono mille ragioni che non ha senso esplorare a livello intellettuale, allora meglio sole. 

Cominciamo a stare bene con noi stesse, ad amarci incondizionatamente per ciò che siamo. Tutto il resto verrà nei tempi e luoghi giusti, e l'eventuale amore sarà la ricompensa per esserci amate davvero, in modo autentico. 

Il mio abbraccio va a tutte le single incomprese!

venerdì 10 febbraio 2017

L'esclusione è roba vecchia

La tradizione spirituale si fonda su varie discipline, tra cui l'astinenza sessuale in alcune tradizioni, cui si aggiungono l'astinenza da bevande alcoliche e nervine. 
In un mondo popolato di esseri meccanici che hanno bisogno di imparare a dominarsi (anche se spesso diventa un reprimersi) ha senso, quindi si può comprendere perché molte religioni sono così rigide su certi argomenti. 
Le religioni sono nate per controllare la massa di persone inconsapevoli. 
Anche le discipline spirituali non legate alle religioni, pur se non indirizzate alla massa, hanno come scopo quello di insegnare il dominio di sé ai discepoli ancora deboli, quasi privi di volontà.

Ma ha senso l'astinenza quando si è consapevoli? 
Esclusione - Foto dell'autrice
Se ci si conosce e non si è più agiti dai bassi istinti animali, l'astinenza rischia di diventare una esclusione di esperienze che hanno comunque una loro sacralità. 

L'essere consapevole sa distinguere la sacralità di un atto magico come lo hieros gamos, il coito inteso come atto magico, come preghiera, unione spirituale e fisica di due individui alla ricerca della fusione nell'Uno, attraverso l'orgasmo, dal mero soddisfacimento di un desiderio fisiologico.

L'essere consapevole può concedersi un bicchiere di vino perché lo decide lui dal suo Centro di goderne il sapore, le qualità organolettiche, e non lo utilizza come fuga dalla realtà.

L'essere consapevole sa che rinunciare in toto a un'esperienza terrena giudicandola come nociva di per sé è una forma di esclusione.  E l'esclusione come disciplina in sé è roba vecchia.

Lo scopo della consapevolezza applicata alla realtà di ogni giorno è non vedere nulla come separato né come una minaccia alla propria integrità. Perché l'integrità non è una qualità fisica, e non c'è nessun bicchiere di alcolico né sostanza nervina né atto sessuale che possa davvero minacciare qualcosa che Siamo. 

Ogni esperienza terrena è sacra se vissuta con gli occhi amorevoli dell'anima. 

mercoledì 11 novembre 2015

Donne che hanno paura del sesso o del vuoto?

Mi è capitato spesso di sentire uomini lamentarsi delle proprie compagne ritenute colpevoli di non essere molto disponibili a fare sesso di frequente.
L'accusa comune è che esse siano disinteressate al sesso, quasi ne fossero annoiate. Nei casi di coppie di lunga data è abbastanza fisiologico che la passione amorosa possa essere un po' scemata, complice abitudine, figli, ma anche la distrazione degli stessi coniugi che hanno finito per darsi per scontati.

Potere femminile - Foto dell'autrice
Ma a volte accade che le donne paiano rifiutare il sesso anche quando il rapporto è appena cominciato. Com'è spiegabile questo fenomeno? A parte una fetta di donne che non sono abbastanza innamorate da lasciarsi andare alla passione, credo che la risposta sia nel differente modo di intendere la sessualità.

Il sesso oggi è molto banalizzato, vi si accede velocemente senza lunghi corteggiamenti, anzi, spesso chi corteggia una donna scende in dettagli intimi troppo in fretta parlando di sé, delle proprie prestazioni e dimensioni togliendo magia e mistero alla cosa. Insomma, la donna sa già cosa aspettarsi. L'abitudine ormai dilagante è cena + sesso già al primo appuntamento, non dando la possibilità alle due parti di esplorarsi, giocare, creare un'empatia vera, e un crescente desiderio erotico.

Poi, il sesso in sé come prestazione viene vissuta come un'arena in cui esibire doti di destrezza, fantasia e potenza, e se nella coppia si instaura un tipo di sesso così meccanico, la donna che ha una consapevolezza di sé, che in qualche modo è ancora in contatto con il proprio Potere ancestrale di sacerdotessa del sesso come iniziazione e Unione divina, non può più stare al gioco.

Energia sessuale - Foto dell'autrice
Ci sono coscienze che sono ancora totalmente agite dall'energia sessuale e incapaci di incanalarla in qualcosa di costruttivo che va in profondità, che possa creare una comunione energetica con la propria partner.

Una donna consapevole sente il Vuoto che serpeggia sotto la meccanicità di un sesso vissuto come puro appagamento edonistico e nulla più.
E non può stare al gioco per molto, a meno che il partner non sia abbastanza coraggioso da lasciarsi portare per mano verso una profondità sconosciuta, verso un incontro con l'Assoluto, dove l'unione sessuale crea un Uno mistico.

Quindi, siamo davvero sicuri che le donne abbiano paura del sesso o sono solo più sveglie dei loro compagni lamentosi?

venerdì 13 giugno 2014

Presenza orgasmica

Le fantasie sessuali sono spesso incoraggiate dagli stessi sessuologi per stimolare le persone ad affrontare il sesso con maggiore trasporto, per aggiungere un pizzico di piccante a rapporti che rischiano di cadere nella routine.


Foto dell'autrice
Questo è senz'altro vero, ma è altrettanto vero che il rischio, alla lunga, è di non vivere il momento dell'atto sessuale con la giusta Presenza.
Chi ha molta fantasia rischia di rifugiarsi in fantasie erotiche anche nel momento in cui è con il proprio partner, ma tenendole per se stesso è come se facesse sesso virtuale, con un partner immaginario.

Conosco donne che usano questo espediente per evitare di dover davvero guardare un partner con cui non hanno più nulla da spartire, in relazioni morte da tempo.

Nessuno, o quasi, invece incoraggia le coppie a vivere intensamente ogni singola sensazione provata durante la copula, a stare concentrate sul respiro, sull'odore, sulle sensazioni tattili, sul piacere nelle zone erogene.

Si parla sempre più spesso di esercitare la Presenza nella vita quotidiana ma si rischia di dimenticarla durante il sesso, che invece può essere un grande esercizio di consapevolezza del Qui e Ora.

Se si prova ad evitare di vivere film mentali con le nostre fantasie
Foto dell'autrice
erotiche più sfrenate - che paiono stimolarci all'inizio ma ci portano fuori dal corpo - e ci si concentra sulla pura sensazione corporea, tutto cambia: il sesso diventa più profondo, il piacere più intenso e l'orgasmo più soddisfacente.


A quel punto non è più il nostro Io erotico a fare sesso con qualcuno, ma il nostro Sé che lo sperimenta attraverso la nostra macchina biologica. 

martedì 25 giugno 2013

Il sesso è come la vita

Se la vita è sacra, perché l'atto che la crea è considerato peccaminoso?
Questo ci riporta al Peccato Originale.

Foto dell'autrice
In realtà tutto ciò che è stato creato è sacro, ma è come se l'essere umano, andando avanti nel cammino della vita, si sia dimenticato di questo.
La vita è gioia e celebrazione, di conseguenza anche il sesso lo è.

Ma siccome gran parte della popolazione mondiale ha creato religioni che considerano la vita una prova, una tribolazione, una conseguenza karmica, ecco che ci si è convinti che la vera gioia arriverà solo dopo questa vita.

Così abbiamo dimenticato che anche i piaceri della carne fanno parte di questa meravigliosa esperienza terrena e come tali andrebbero goduti. 

L'essere umano ha represso la sua naturale pulsione verso il sesso perché teme la vita. Non la ama.

E così, come non manca di sottolineare anche Neale Donald Walsch, abbiamo caricato il sesso di tutte le sofferenze di cui abbiamo caricato anche la vita.
I nostri atteggiamenti verso la vita rispecchiano ciò che pensiamo dell'eros.
Vergogna, paura, ansia, avidità, ossessione, rabbia, sono i sentimenti che associamo al sesso come alla vita.

Il sesso piace a tutti, è indubbio. Ma la nostra cultura e la religione ci hanno inculcato - anche solo a livello inconscio - che ciò non sia  bene. Se ci piace il sesso, allora siamo dei pervertiti, questo è ciò che ci hanno sempre detto in tutte le salse.

L'essere umano ha sempre desiderato amare ed essere amato. 
Foto dell'autrice
Ma se prima non impariamo ad amare noi stessi e a darci davvero - darci anche fisicamente con la gioia vera, con la consapevolezza di essere vivi, celebrando l'Amore terreno - allora continueremo a vagare nel senso di peccato, di vergogna, di sporcizia, e non riusciremo a togliercelo di dosso.

mercoledì 17 aprile 2013

La compensazione non funziona

Quando comprendi che nulla manca, il mondo intero ti appartiene,  dice un detto orientale.

E allora cosa continua a mancare alle persone, se si riempiono di cibo, di alcool, di shopping, di sesso, di droghe?

Sappiamo benissimo che la compensazione non funziona, eppure le persone ci continuano a cascare.


Foto dell'autrice
Sono tristi e bevono, sono arrabbiate o hanno il cuore a pezzi e mangiano, sono frustrate e fanno shopping sfrenato, si sentono sole e si buttano sul primo che capita pur di non sentire il vuoto.

Ma il vuoto si allarga sempre di più, diventa più profondo. 
Diventa un baratro.

Tutto è già dentro di noi, non dobbiamo smettere di ripetercelo, fino a che non lo capiremo davvero con la pancia e non con la testa.

Se provi dolore, stai nel dolore, se ti senti solo, rimani in solitudine fino a cominciare ad apprezzarla.

Quando riuscirai a stare con i tuoi demoni e a farteli amici, allora non avrai più bisogno di cercare le cose al di fuori di te. 

E sarai davvero libero.