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lunedì 12 ottobre 2015

Uomini che si credono svegli

Oggi mi soffermo su una considerazione che mi è nata in questi giorni, riguardo all'atteggiamento degli ormai molti uomini che popolano i gruppi di Risveglio, specialmente virtuali.

Chi davvero sviluppa Consapevolezza, Ricordo di Sé e Magnetismo personale non ha bisogno di scrivere continuamente commenti o messaggi privati banali, specie alle amiche dell'altro sesso. I miei amici virtuali su Facebook non me ne vogliano, anzi, li ringrazio per avermi ispirato questo post.

 Il Risvegliato - Foto dell'autrice - MAO Torino
Il punto è che non basta interessarsi a queste tematiche se poi non si applicano in sostanza. Purtroppo l'illusione di essere già svegli solo perché si frequentano gruppi e corsi è una trappola mortale e in tanti ci cascano. E sono tante le donne che si lasciano fuorviare dal semplice fatto che uno metta dei post sulla Consapevolezza o segua il tal maestro/guru/lifecoach, o faccia yoga, meditazione o qualsiasi cosa rimandi alla "spiritualità".

Noto anche che spesso questi uomini che si credono svegli non stanno attenti ai segnali o li ignorano volutamente. Se una tua amica su Fb cui scrivi ogni giorno delle banalità (o saluti che hanno senso solo se detti a voce e non su una piattaforma digitale) non ti risponde per giorni, e questo accade sistematicamente, allora sei sveglio e in considerazione esterna quanto un cane che vede un osso al di là di una porta a vetri e si ostina a leccare il vetro. 

Il punto è che spesso, le donne che fanno un percorso di Risveglio, rimpiangono di non avere un uomo accanto sulla Via come loro. Ma siamo sicure che tutti quelli che si dicono sulla Via lo siano davvero? Mi sto accorgendo che non è detto che una coppia non possa stare bene insieme anche se uno dei due dorme di più e non gliene frega molto di evolvere. Perché il Punto della questione, alla fine, è la capacità di Amare. E se un uomo non sulla Via ci dimostra di saperlo fare, vale più di tutti i sedicenti risvegliati.


lunedì 10 novembre 2014

Che cos'è la Forza e come percepirla

Ricollegandomi al precedente articolo sugli archetipi, e in particolare alla citazione di Obi Wan Kenobi, Maestro Jedi in Guerre Stellari, vorrei spiegare cos'è la famigerata Forza citata dai cavalieri Jedi.

Foto dell'autrice
La Forza è l'energia universale, non solo la forza interiore, ma qualcosa che trascende. Nell'Universo l'energia circola senza sosta e permea ogni cosa, vivente oppure no.

Se ci concentriamo sul nostro respiro, possiamo percepire questa Forza entrare dentro di noi e vibrare. Ma ascoltandoci bene, in profondità e nel silenzio mentale, ecco che ci accorgiamo che questa Forza entra in ogni singola cellula del nostro organismo e poi ne fuoriesce con l'espirazione.
Inspirando ed espirando in modo consapevole, possiamo davvero comprendere che questa Forza ci attraversa, entra ed esce da noi con il respiro, e non solo. Viene assorbita anche dal corpo intero attraverso la pelle. Se siamo attenti si attiva ogni volta che entra, vibrando in noi.


Foto dell'autrice
Quando in Guerre Stellari i Maestri Jedi dicono al proprio discepolo di percepire la Forza gli stanno insegnando a diventare permeabile ad essa, cioè all'energia universale che tutto regge e tutto può. Non c'è nulla di fantascientifico. 
Come per processo osmotico, il guerriero deve arrendersi senza paura al Potere cosmico e permettere alla Forza di attraversarlo, permearlo, fino a diventare un tutt'uno con essa. 

A quel punto, ogni cosa è possibile, poiché si diventa canale del Divino. Tra il Divino e la Forza non c'è nessuna differenza. Non esiste Forza senza Dio né Dio senza Forza. 
E un guerriero spirituale senza Forza e senza Dio non può essere tale.

martedì 21 gennaio 2014

La rabbia costruttiva

Un luogo comune da sfatare è che la rabbia sia fondamentalmente sbagliata, qualcosa da cancellare dalla propria vita.

Prima di tutto occorre dire che nessun sentimento è sbagliato. Fa parte delle emozioni umane. Il problema è come viene provato e usato da noi.

Un altro luogo comune è l'idea che un maestro spirituale non si arrabbi mai. Abbiamo la visione idilliaca di un uomo pio e molto silenzioso che sorride benevolo impartendoci le sue benedizioni.

Un Maestro spirituale, in realtà, può benissimo incazzarsi per un momento e gridare "Porca troia!". Ma tre secondi dopo, quell'emozione è già passata senza lasciare traccia in lui. L'ha lasciata andare.
Questa è la differenza sostanziale tra un risvegliato e un dormiente. 
Il dormiente si porta quella negatività appresso per il resto della giornata, magari per l'intera settimana, condendo l'avvenimento di tutte le lamentele possibili sulla propria vita, con grosse cucchiaiate attinte nel passato.

In realtà, la rabbia può essere un alleato fenomenale. Se la sai usare in modo costruttivo.

Foto dell'autrice
Se stai perdendo di vista un obiettivo o vedi che la tua vita sta andando alla deriva per la tua pigrizia e indolenza, la rabbia al pensiero di buttare la tua vita in discarica per la tua debolezza può essere il motore giusto per ripartire alla grande.
Con la grinta.

La differenza sostanziale tra la rabbia costruttiva e quella distruttiva è che la prima usa il Cuore come carburante nel motore.
La rabbia costruttiva è condizionata dall'amore per sé sessi.
Quella distruttiva per l'odio verso sé stessi e la propria vita.

La scelta tra le due sta a noi. 
Ma la rabbia distruttiva non ha mai creato nulla di buono. 
Perché alla fine tutto torna indietro, e se provi odio ricevi odio.

lunedì 20 gennaio 2014

Diventare ciò su cui lavori. Esserlo.

I Maestri dicono che si è assorbito davvero un concetto quando lo si diventa. 
Non basta rammentarsi di quel particolare aspetto dell'esistenza mentre lo viviamo o mettere in pratica ciò che si è imparato a memoria.

Il vero risvegliato è colui che gli insegnamenti li ha già fatti propri. Non c'è più nessuno sforzo, non è necessario.

D'altro canto, non si può insegnare qualcosa che non abbiamo fatto nostro totalmente, con ogni cellula del corpo.

Un insegnante è colui che sa bene la lezione e te la insegna con nozioni ed esercizi.
Un Maestro è la lezione. Non ti snocciola nozioni, è un esempio.

Foto dell'autrice
Una cosa da sapere, però, è che per quanto tu possa esercitarti a far tuo un insegnamento che senti vero, alla fine l'illuminazione viene da sé. Inutile rincorrerla come un traguardo, affannarsi nell'illusione che dopo andrà tutto a meraviglia. 

Lo sforzo è utile per sviluppare la volontà, ma non è detto che la vera illuminazione, quella totale e definitiva che ti proietta su un piano più alto dell'esistenza, arrivi.

Forse la vera illuminazione arriva a i predestinati, nessuno può saperlo, ci sono tante ipotesi.

Ma finché un concetto o un atteggiamento non sarà diventato davvero nostro nel profondo, qualcosa da cui non puoi più tornare indietro, saremo solo degli allievi.
E come allievi, siamo tenuti ad avere l'umiltà di ammettere che abbiamo ancora un sacco di strada da fare dentro di noi per incarnare il risveglio interiore.
Senza quell'umiltà siamo in un vicolo cieco.

lunedì 9 settembre 2013

La vera illuminazione

Molte persone, erroneamente, pensano che l'Illuminazione sia qualcosa che appartiene al futuro.
Quando saremo più sereni, quando avremo compreso, trovato il Maestro giusto, la tecnica giusta. 
Quando avremo più tempo da dedicare a noi stessi e al lavoro spirituale...
Foto dell'autrice

Eckhart Tolle, ci richiama alla semplice realtà delle cose, ricordandoci che l'Illuminazione è sempre e solo ADESSO.

Non è per forza uno stato permanente in cui ci comportiamo come guru. Spesso la raggiungiamo per brevi istanti.

Quando riusciamo a essere tutt'uno con un tramonto, nel silenzio della sera. 
Quando riusciamo a far tacere i pensieri che ci assillano.
Quando ci sciogliamo nel vedere il sorriso di un bambino o ci incantiamo a osservare un animale che ci fa tenerezza.
Quando sentiamo che non c'è da aver paura, che c'è solo fiducia, e Amore incondizionato.
Quando sentiamo, anche solo per un istante, di essere eterni e illimitati. Chi pratica la meditazione lo avrà sperimentato.

Insomma, tutte le volte che sentiamo il nostro cuore espandersi e siamo nel presente, senza preoccuparci per quello che faremo domani o per le notizie di guerra che vengono dal mondo, quella è Illuminazione.

L'illuminazione non è qualcosa di misterioso, e soprattutto non è nel futuro, spiega Eckhart Tolle. Lo stato di illuminazione non è distante, è qui.



mercoledì 4 settembre 2013

Cosa fa un maestro spirituale?

In occasione del rientro dalle vacanze, mi soffermo su una riflessione. 
Si parla spesso di Maestri spirituali, ma a volte si rischia di averne un'idea distorta, di idealizzarne la figura rischiando di rimanere delusi o di giungere alla conclusione che il vero Grande Maestro non lo abbiamo ancora incontrato.

Marina Borruso offre una spiegazione molto convincente su cosa sia davvero un Maestro.
Un Maestro non attinge alla sua conoscenza empirica, ma a quella universale, eterna, che ogni risvegliato è in grado di sentire, poiché il risveglio lo connette con essa.

In realtà, questa conoscenza è già insita in ognuno di noi, ma se siamo addormentati non possiamo attingervi.
Le parole di tutti i Maestri, di ogni tempo, cultura, filosofia o religione, si assomigliano tutte. Perché provengono da un'unica fonte. 

E questa è anche la ragione per cui ogni volta che ci vengono rivelate delle verità universali provenienti dalla Fonte, noi sappiamo riconoscerle per istinto. Sentiamo in noi espandersi una sensazione di benessere, di ritorno a casa, di dolce fiducia. 
Siamo nel Risveglio.

Foto dell'autrice
Un Maestro, scrive Marina Borruso, è colui che ha tralasciato l'attaccamento a passato e futuro, che vive nel Presente. Non c'è più nessuna resistenza, in lui, a ciò che è. 
La sua vitalità influisce su di noi poiché da lui emana uno stato di quiete.
C'è intorno a questi esseri un campo energetico di consapevolezza che porge Presenza a chiunque gli stia intorno.

Un essere illuminato non è più identificato con la forma ma lo è con l'essenza, con la consapevolezza stessa, quindi con il Tutto, perché ogni cosa è in essenza animata dalla consapevolezza. 


mercoledì 26 giugno 2013

L'apertura del passaggio misterioso

Secondo il taoismo, esiste una apertura del passaggio misterioso, che non sarebbe da ricercarsi nel corpo, e tuttavia non può nemmeno esistere senza di esso.

Il consiglio dei saggi taoisti è di continuare a cercarla 24 ore su 24,  mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane. 

Ma cos'è questa apertura
Rispondono i Saggi: Ciò che parla e tace, vede e sente.

Autoritratto dell'autrice
Gli Antichi, per indicare l'interiorità parlavano di un Centro. 
E' questo Centro l'apertura del passaggio misterioso.
Ma questo Centro non sta a significare il centro del corpo, un punto mediano, un dentro opposto al fuori.
I buddisti dicono che esso si raggiunge quando non si giudica più in base al concetto di bene-male.
I taoisti dicono che è il luogo dove i pensieri non compaiono.

Dice il Maestro Ziyang: Questa apertura non ha confini né margini, né interno né esterno; è la radice dell'energia spirituale, la valle dell'assoluta non resistenza."

lunedì 27 maggio 2013

Il balzo quantico di consapevolezza

Scientificamente, un balzo quantico avviene quando un elettrone - che si muove su orbite fisse intorno al nucleo dell'atomo - salta su un'altra orbita, ma senza coprire la distanza che separa le due orbite.
E' un cambiamento di stato che si verifica all'improvviso, immediatamente, senza passare attraverso le condizioni intermedie.
Foto dell'autrice

A livello di consapevolezza spirituale, l'illuminazione, o comunque una nuova percezione della realtà delle cose, può avvenire nello stesso modo.

Non sempre il cammino verso il risveglio è lungo e tortuoso, e anche se lo è, può sempre arrivare un momento in cui comprendiamo di colpo una realtà così in profondità, che nulla sarà più come prima.

Da un momento all'altro siamo così svegli, verso quella verità fondamentale, che ci chiediamo come abbiamo potuto per anni non capire, non vedere!

Davvero è come togliersi un velo dagli occhi, tutto appare più chiaro. Più semplice. Indubitabile.

Non tutti hanno la capacità di fare un balzo quantico evolutivo e non c'è una ricetta. 
Ognuno di noi ha delle corde ben precise, che se vengono toccate nel modo giusto, al momento giusto, ci portano a fare il balzo in un batter d'occhio.

Per questo è bello che ognuno di noi scelga la via verso il risveglio che più lo attira. 
C'è chi si risveglia sentendo il discorso di un maestro vivente, chi leggendo un libro, chi praticando la meditazione, l'Ho'oponopono, o quant'altro...

Per parafrasare il vecchio detto:
le vie del risveglio sono infinite.

domenica 10 febbraio 2013

Il rumore di un fiore che nasce

Avete mai sentito il rumore di un fiore che nasce?
Foto dell'autrice
A me è successo circa dieci minuti fa. 
Sul mio tavolo ci sono dei bulbi in vaso, e un giacinto bianco a un certo punto ha cominciato a emettere dei lievi scricchiolii a ritmo discontinuo. 
Ho teso l'orecchio, mi sono accostata. Era proprio il fiore.
Forse erano le foglie spesse che si stavano scostando un poco per far emergere il fiore nel suo splendore, o forse i petali che si stavano aprendo alla luce del mattino...

Ma quel fiore faceva rumore.
Il rumore della vita che nasce.

Il fiore è un maestro di vita.
Foto dell'autrice
Quando nasce sa esattamente qual è la sua missione e non ha mai dubbi su cosa diventerà, non teme di non riuscire a diventare quel che è destinato a diventare.
Ha fiducia nel fatto che è venuto al mondo per compiere il suo meraviglioso ruolo di fiore.
Ama la luce cui tende. Tutto in lui è Amore, vibrazione di Vita.
E da seme sa che pian pianino, con un po' di pazienza, a primavera sboccerà in tutto il suo splendore.

E noi, abbiamo ancora dei dubbi su cosa siamo destinati a diventare?

lunedì 17 dicembre 2012

I pesi che ancora ci trasciniamo dietro

In questa fine d'anno è normale fare dei bilanci. E' normale avere dei buoni propositi per l'anno a venire.
Tante volte i buoni propositi, lo sappiamo, vengono disattesi, magari tralasciati da subito. Pigrizia, paura, schemi fissi ci impediscono di cambiare rotto, di rinnovarci come avremmo voluto.
Ma ci sono anche quelle cose che ci bloccano nel profondo, che ci minano da dentro, creando ostacoli sul nostro sentiero. E non importa se ci impegnamo. 

Ogni fine d'anno il bilancio è un po' amaro perché quegli obiettivi così importanti per noi ancora paiono lontani. 
Allora è inevitabile guardarsi dentro. Invece che recriminare, fare le vittime del sistema o dare la colpa agli altri, o alla sfortuna, l'unica cosa sensata da fare è fermarsi a cercare cosa ancora ci zavorra. 
Perché è di una vera e propria zavorra che si tratta.
Magari abbiamo smesso da tempo di sentirci vittime e pensiamo orgogliosi di non avere più nulla che ci trattenga. Eppure la vita ci dice ogni giorno che ancora c'è qualcosa da fare.
Non ne siamo nemmeno consapevoli. Magari non sono pensieri, ma solo blocchi emotivi che si sono fossilizzati nel corpo. 
Pensiamo che basti la consapevolezza mentale per sciogliere i nodi antichi, ma non basta.

Qualsiasi kinesiologo può dire quanto il nostro corpo sia strutturato sui blocchi emotivi, che inevitabilmente ci intralciano il cammino.
Una bella storiella zen narra in modo molto semplice questa metafora della zavorra. 
Ci penso ogni volta che sento di avere dei pensieri ricorrenti verso qualcosa che mi ha disturbato e che ancora alberga nella mia mente, ma è altrettanto valida per simboleggiare i blocchi emotivi.
Foto dell'autrice
Parla di due monaci che incrociano una donna ricca e scontrosa che non vuole scendere dalla portantina per non sporcarsi la veste. 
Nonostante l'antipatia della donna il più vecchio dei due la prende sulle spalle e la aiuta ad attraversare la pozzanghera.
Foto dell'autrice
Dopo ore di cammino il più giovane dei monaci dice al maestro che non comprende come quella donna 
antipatica avesse potuto non ringraziare il vecchio monaco per il favore.
"Però io l'ho posata a terra diverse ora fa, " disse il maestro, "perché, invece, tu te la stai portando dietro ancora adesso?"

Questa storiella è contenuta in un magnifico libro per ragazzi, 
Le piccole Fiabe Zen del grande panda Acquasilente (Mondadori).

giovedì 13 dicembre 2012

Avete realizzato i vostri sogni di bambino? E se no, perché?

Pochi anni fa anch'io come molte persone sono rimasta colpita dal video dell'Ultima lezione del prof. Randy Pausch, malato terminale di cancro, ai suoi studenti. Girava su YouTube, e la sua sforza d'animo, la chiarezza di idee e l'entusiasmo con cui le esponeva, l'autoironia, mi fecero comprendere che quell'uomo era un grande, un Maestro suo malgrado. 
Decisi di comprare il suo libro, e ne trovai una copia in inglese.
Tutto il libro è incentrato sulla capacità di realizzare i  nostri sogni di bambino. Randy Pausch, nonostante la sua breve vita, ci è riuscito. 

All'inizio del libro ringrazia i propri genitori per avergli permesso di sognare.
Cosa ci fa desistere dal continuare a inseguire i nostri sogni? si chiede l'autore. 
Bella domanda. 
E già io mi ritengo una sognatrice ambiziosa e determinata, perché non ho mai smesso di lavorare per realizzare ciò in cui credo. Il fatto che un paio di cose non le abbia ancora ottenute non significa che io debba mollare. 
Dopo vent'anni che ti impegni costantemente in una cosa in cui credi dal profondo e che ti fa felice è ovvio che gettare la spugna sarebbe un'assurda resa.

Randy Pausch scrive:
"I muri di mattoni sono lì per una ragione. Ci danno la possibilità di capire quanto davvero vogliamo una cosa." (La traduzione è mia)
Tra aneddoti spassosi in cui il professore mostra con nonchalance quanto sia stupido attaccarsi alle cose materiali e preoccuparsi per i piccoli problemi quotidiani, proprio lui che sta morendo, il libro offre alcuni spunti per lavorare su ciò che davvero vogliamo. Come una specie di promemoria. 
Ad esempio, ci chiede: State impiegando il vostro tempo sulle cose giuste? E ci ricorda che La fortuna è quando la preparazione incontra l'opportunità. 
Tutte cose che mi sono segnata, ovvio!

Ogni volta che le mie aspettative vengono deluse e sta per scattare il cattivo umore, la voglia di mollare, ecco che il libro mi sussurra all'orecchio: Never give up! Non mollare mai!
E se questo può sembrare un modo per esercitare resistenza a ciò che non si può ottenere o cambiare, e quindi uno spreco inutile di energia, ecco che il libro si conclude con una frase illuminante:
Non è una questione di come realizzare i sogni. E' una questione di come come condurre la propria vita. Se voi conducete la vostra vita nel modo giusto, il karma si prenderà cura di se stesso. I sogni verranno a voi."

In questa fine d'anno, che bilancio faremo? Cosa ancora resta da fare per realizzare ciò per cui siamo qui in questa vita?