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giovedì 13 aprile 2017

Strappare il Velo di Maya

Sappiamo di vivere dentro proiezioni, che tutto ciò che ci piace e non ci piace è comunque filtrato da ciò che noi stiamo proiettando all'esterno. Che sia innamoramento o odio, tutto parla di noi, ed è pura illusione.

Velo di Maya #1 - Autoritratto dell'autrice
Ma l'errore che si commette facilmente, quando ci si rende conto di una nostra proiezione - bella o brutta che ci appaia - è quello di volerne uscire, di chiedere a noi stessi di smettere di proiettare fuori di noi quell'illusione in cui siamo caduti.

La consapevolezza e la risoluzione non passano dall'accantonare le cose, solo dall'integrarle.
Stiamo vivendo l'illusione dell'innamoramento, ad esempio?
Bene, stiamoci dentro sentendola tutta. Godiamoci il film sapendo che è solo luce proiettata su uno schermo bianco, che non c'è nulla di vero, non c'è nulla di reale, ma può insegnarci molto di noi dal modo in cui ci facciamo coinvolgere.

E' tutta vita che accade. Stiamo pure nel sentire il frullo del cuore, stiamo pure nel desiderio di un bacio appassionato, ma senza attaccamento all'aspettativa che accada realmente, senza la pretesa di essere ricambiati dello stesso sentimento, seppur passeggero.

La Bellezza sta nel sentire che tutto ciò è manifestazione di noi. 

Se si sta male per un sentimento non ricambiato, basta starci dentro con coraggio, sentendolo tutto, percependo le viscere torcersi, fluendo nelle lacrime, lasciando che il nodo in gola faccia male, che lo struggimento ci laceri dentro. Se si sosta abbastanza a lungo in quel sentire, ecco il miracolo: è solo vita che accade, e pian piano porta via quel dolore proiettato all'esterno per essere guarito. 

Mai giudicarsi per un sentimento doloroso che si sta vivendo. Perché è una spia rossa di qualcosa che vuole essere riparato, ma lo si può fare solo accogliendo il segnale senza giudizio, amando quella parte ferita di noi che chiede amore. 
L'amore che guarisce il nostro dolore può soltanto venire da noi stessi, mai da fuori. Non c'è nessun là fuori!
Velo di Maya #2 - Autoritratto dell'autrice

Amate quell'illusione come parte di un Piano più grande per evolvere, senza illusione non c'è trasmutazione in consapevolezza. Senza piombo non abbiamo oro da trasmutare. 

Il Velo di Maya non va strappato a forza. Si scioglie da solo quando impariamo ad amare tutte le nostre parti ombra. Quando ci accogliamo totalmente e impariamo a vedere la nostra Bellezza intrinseca. 

Quando l'innamoramento per qualcuno lo integriamo fino in fondo, ecco che entriamo nell'Amore. Per noi stessi.

venerdì 23 dicembre 2016

Trascendere l'Osservatore

Nel periodo natalizio si parla tanto di sentimenti d'amore e apertura del cuore, che paiono solo banalità. Ma questo parlare di amore mi porta a una riflessione che nasce dalla mia esperienza personale. Quando si lavora a lungo su di sé osservandosi di continuo, instancabilmente, si finisce per irrigidirsi un po'.
Tutta la nostra attenzione va a ciò che la macchina fa, e anche se cerchiamo di guardarci con distacco, ecco che rischiamo di finire per sviluppare un Io irrigidito che dà importanza solo all'attenzione.

Continuiamo a notare l'addormentamento della macchina, le pulsioni, i fastidi e osservarli ci aiuta a distaccarcene, di sicuro ci identifichiamo di più con l'osservatore, quindi con l'anima.
L'osservazione è anche un paradosso perché per poter diventare Uno con l'anima dobbiamo prima distaccarci dai nostri meccanismi.
Questo è fondamentale e sacrosanto, non si potrebbe passare alla consapevolezza di essere Uno senza prima la fase del distacco, dell'osservazione esterna.

Ma dopo anni e anni così bisogna trascendere o il lavoro su di sé resterà in stallo, in una fase incompleta. Rischi di restare diviso. Tu osservatore da una parte e corpo fisico/emotivo/mentale dall'altra.
Cuore per Amare - Foto dell'autrice
E' qui che entra in gioco l'apertura del cuore. Se nel frattempo, dopo tanto osservare, ancora non ami i tuoi meccanismi e gli specchi esterni che ti crei attraverso le persone che hai intorno, allora significa che non hai sviluppato davvero occhi per Vedere e Cuore per Amare.

Quando invece, finalmente, riesci ad amare, donarti, stare nella gioia, commuoverti vedendo la Bellezza anche di chi fino a poco tempo prima ti infastidiva, allora comprendi che non ha più importanza stare attentissimo al gesto, al respiro, ricordarti di te mentre passi sotto una porta o sei seduto sul wc. Non ha più importanza se magari parlando ti infiammi e dimentichi di stare sul respiro e attento alle pause.

Prima passavi più tempo ad osservarti in un cantuccio e pensavi solo a te stesso, alla tua evoluzione personale. Aprendo il cuore cominci a chiederti cosa puoi fare per gli altri. 
Perché se sei nell'Amore, se senti il tuo cuore espandersi e hai voglia solo di donarti, di abbracciare il prossimo, di essere d'aiuto, allora sei diventato già Essenza.

Allora davvero diventi Uno, perché sei Uno con il tuo cuore, Uno con la tua anima. E solo diventando Uno con la tua anima puoi fare un vero lavoro al Servizio delle coscienze. 

venerdì 14 ottobre 2016

La sig.na Rottermeyer, ovvero l'Io giudicante

Quando intraprendi un percorso di Risveglio della Coscienza, per prima cosa impari ad osservarti. Ti osservi pensare, agire, parlare, osservi le emozioni, il dolore - anche fisico - osservi i meccanismi ricorrenti, i pensieri limitanti, il senso di dualità che ti fa sentire separato... 
Ma ben presto scopri che quell'Osservatore che stai sviluppando, se non è supportato dal cuore, se non è svincolato dal dialogo mentale che non fa che giudicarti, si trasforma in un subdolo Io giudicante.

Zavorra - Foto dell'autrice
All'inizio non è facile vedere quanto l'Osservatore non sia ancora distaccato, e quindi quanto sia ancora schiavo del giudizio che l'inconscio ha su noi stessi. 
Magari andiamo avanti anni a sentire questo Osservatore distorto dirci che non abbiamo mantenuto la centratura in una situazione difficile a livello emotivo, che abbiamo dimenticato di essere presenti varie volte in un giorno, che abbiamo dimenticato noi stessi parlando con qualcuno, che siamo ricaduti nei meccanismi dell'attaccamento a persone, emozioni o pensieri.

Quando un giorno ci rendiamo conto di questo, dobbiamo immediatamente fare un passo indietro e stare all'erta. Abbiamo beccato l'Io giudicante per ciò che è: un'istitutrice svizzera severa e intransigente come quella del famoso cartone animato Heidi, che pretende da noi la perfezione e non manca mai di sottolinearci con un sottile gusto sadico quanto siamo ancora imperfetti.

Swans - Foto dell'autrice
Solo quando facciamo questo passo indietro e riusciamo a vedere la spirale senza uscita in cui ci siamo cacciati possiamo agire nel modo più saggio: trasformare quell'Osservatore giudicante in un Osservatore neutrale.
A quel punto succede che dalla neutralità emerge un sentimento di cuore che ci fa comprendere, finalmente, che la nostra supposta imperfezione è proprio la nostra forza, perché è tutto piombo pronto per essere trasmutato in Oro!

Non c'è nulla di sbagliato nelle nostre ricadute, nella nostra incapacità di mantenere la Presenza costante. Fa parte del gioco della vita e del nostro unico e irripetibile percorso.
Quando comprendi questo nel profondo, ecco che il cuore si spalanca e smetti una volta per tutte di sentire la signorina Rottermeyer sbraitarti dentro. 
Vedi solo la tua Bellezza e perfezione intrinseca. 

giovedì 21 luglio 2016

Non permettete agli ostacoli

Capitano a tutti momenti in cui succede qualcosa che pare  ostacolare i nostri piani, in cui di colpo il morale dalle stelle cade a terra - per via della solita Legge di Compensazione. Ma un guerriero, un creativo, un vero artista si vede da come agisce nonostante l'ostacolo.

Non illudetevi che chi ha successo non abbia mai incontrato ostacoli, anzi, è probabile che essendo determinato e pieno di Fuoco del talento ne abbia incontrati molti più di voi - o più difficili da aggirare - ma è proprio questo che fa di certe persone dei grandi.


Soluzioni creative - Foto dell'autrice
L'intuizione migliore la si ha quando si  è davanti a un muro. O ci sbatti la testa contro fino a rompertela o trovi una soluzione intuitiva che trascende il problema. Così quel problema diventa un grimaldello che fa saltare le conclusioni conosciute per giungere nel regno dello sconosciuto, mossi dall'immaginazione. 

Igor Sibaldi spiega che l'immaginazione è quella cosa che ti permette di esplorare la realtà con sensi nuovi, fare un viaggio nell'ignoto, alla scoperta di verità fino ad allora celate. Immaginazione è andare oltre il conosciuto, nulla a che vedere con il sognare ad occhi aperti.

Nel mio libro Manuale rock per guerrieri danzanti cito il caso esemplare del chitarrista dei Black Sabbath, Tony Iommi, che da giovane operaio in fabbrica, in una Birmingham industriale, si taglia la punta di due dita della mano, rischiando di buttare via il proprio sogno di fare il musicista di professione. 
Invece lui non si dà per vinto e, anzi, ha un'intuizione: si infila due ditali di plastica fusa per riuscire a suonare lo stesso e quel suono nuovo sulle corde della chitarra diventa il primo esempio di sound heavy metal, anche se all'epoca si chiamava ancora hard rock. 

Un altro al posto suo si sarebbe disperato e avrebbe maledetto la vita per la sua disgrazia. Invece Tony Iommi ha dimostrato a sé stesso e al mondo di essere un guerriero creativo. Ha fatto della sua menomazione un trampolino di lancio, sentendo la bellezza di quel
Never give up!- Foto dell'autrice
suono mai sentito prima, diventando una pietra miliare per gli amanti del rock e un esempio immortale. 


A volte la vita pare essere crudele, ma se si sospende il giudizio e si va oltre, guardando le cose dall'alto, si scopre che nulla viene mai per nuocere, ma per spingerci oltre i nostri stessi limiti autoimposti.


mercoledì 8 giugno 2016

Compassione verso i terrestri

Ieri stavo leggendo la seconda parte del libro di Draco Daatson, Il regno del fuoco, di www.salvatorebrizzi.com e finalmente sono riuscita a provare un profondo moto di compassione per i terrestri.
In che senso?, vi chiederete, e tu non sei terrestre?

Senza entrare in dettagli tecnico-esoterici (vi rimando alla lettura di entrambi i volumi), ho compreso finalmente, con il Cuore, che esistono creature umane che non sono destinate a evolversi a livello di coscienza e a rivoluzionare la propria vita svegliandosi dal sonno perché i loro ruolo nella Creazione è essere totalmente meccanici. 
Sono schiavi e programmati per questo. Ma ciò non mi fa sentire né migliore né superiore a livello morale o spirituale. 

E' proprio questo il punto. Fino a poco tempo fa, nonostante sapessi che ci sono persone che non sono pronte per svegliarsi né sentono il bisogno di uscire dall'illusione della Matrix per essere libere, a volte parlando con loro non potevo nascondere un moto di rabbia, fastidio, intolleranza verso la loro incapacità di vedere al di là del proprio naso.

Schiavitù nella Matrix - Foto dell'autrice
Sapevo bene che esistono persone che sono davvero convinte che l'anima non esista né uno spirito divino che tutto pervade (chiamatelo pure Dio); sapevo bene che molti scambiano il nostro sentire la presenza dell'anima e del Divino dentro di noi come mero bisogno di conforto spirituale, ma pensavo fossero solo molto cerebrali e troppo immersi nel loro sogno e spaventati per lasciarsi andare a una nuova visione della realtà, senza pregiudizi o condizionamenti.

Ma da ieri ho compreso che ci sono creature che proprio non sono state programmate per evolversi fino ad identificarsi con l'anima.  E quindi è inutile irritarsi per la loro pochezza. Sarebbe come irritarsi perché un gatto ferito si lamenta e non ne vuole sapere di stare presente nel suo dolore. E' un gatto, e mai potrà raggiungere la consapevolezza del momento presente, né stare nel suo sentire potrà farlo evolvere a livello di coscienza.

So che qualcuno inorridirà e considererà questo post una specie di dichiarazione razzista che divide gli umani in schiavi terricoli e umani "elfici" destinati a svegliarsi per creare un mondo migliore, ma è sostanzialmente così. 

Come ho scritto sopra non si tratta di sentirsi superiori ma proprio aprire il Cuore a qualcosa di struggente come una creatura che si dibatte nel fango delle proprie emozioni di pancia e che non potrà mai capire la nostra missione rigeneratrice.

Anche il fango e i terricoli hanno una loro Bellezza intrinseca. Mi viene voglia di abbracciarli tutti e dire loro: ora vi capisco.

venerdì 27 maggio 2016

No-logica

Ci sono momenti in cui la logica va del tutto abbandonata. La logica è quella che mette veti e paletti, che ama costruire ostacoli dove non ci sono per sentirsi utile. La logica è quella che divide le cose in compartimenti stagni e preferisce conservarle in scatole e scatoline etichettate, orgogliosa della propria efficienza e organizzazione.

Ma ci sono momenti magici nella vita in cui l'irrazionale, l'inaspettato, il seme divino compare come dal nulla e la nostra forza e saggezza sta proprio nel lasciare che magia sia, senza intervenire. Né respingendo la Bellezza del momento armati di logica ma nemmeno facendo pressioni perché quella magia si incanali in ciò che vorremmo.

Poppies on a wall - Foto dell'autrice
Perché quel vorremmo è tutta mente e illusione. La vita sa meglio della nostra personalità cosa ci stiamo creando. L'Arte del Mago sta proprio nel non cercare troppo di capire o di veicolare in un certo senso quella magia che si manifesta a lui. 

Il Mago più grande è colui che invita la magia alla danza, al gioco, la assapora, ne gode con gratitudine ma la lascia essere e agire con fiducia. Si lascia trasportare come foglia al vento ma restando ben conscio di essere partecipe e non trascinato senza potere.

Il manifesto di questi momenti sublimi di vita dovrebbe chiamarsi NO-LOGICA  e spalancare le porte al vero sentire di cuore, all'abbraccio della vibrazione del toroide che da esso emana senza interventi. Il cuore, tanto, sa. Sa e basta, non necessita d'altro.

Allora tu e la vita davvero divenite una cosa sola, una danza, e una potenza creatrice di proporzioni cosmiche.

giovedì 18 febbraio 2016

Negozi con l'anima

Girando per Torino ho notato con piacere che stanno aprendo molti piccoli negozi un po' vecchio stampo, intendo quelli con arredi rétro, di recupero, in cui i gestori ci mettono davvero l'anima, credendo al loro Sogno di portare umanità e passione nel vendere cose fuori dalla grande distribuzione.
Fruttivendolo, Monterosso - Foto dell'autrice

Tisanerie che mostrano le erbe sfuse in vasi di ceramica all'antica, verdurieri biologici che mettono la merce in esposizione dentro a  cavagne (in piemontese: panieri in vimini), piccoli atelier di pittura e design che espongono lavori assemblando oggetti di recupero, librerie indipendenti in cui sedersi a leggere bevendo un caffè... in tutti questi negozi si possono notare il ritmo lento, rilassato, spesso la mancanza di una cassa elettronica in vista, lo scricchiolio del pavimento in legno, l'odore dei vecchi mobili incerati che mantengono il sapore di altri tempi. 

E' una forma di Resistenza (all'ottava alta) alla meccanicità e impersonalità della grande distribuzione, in cui i prodotti sono solo cose esposte sotto le luci al neon, in un susseguirsi di colori ipnotici e con un numero sempre più esiguo di cassiere, sostituite dalle casse automatiche. Insomma, i supermercati di oggi sono quanto di più alienante ci sia.

E allora ecco che emergono i Sognatori, i coraggiosi, i Ribelli a cuore aperto che invece di temere la concorrenza delle
Tisaneria, Torino - Foto dell'autrice
multinazionali e il fallimento decidono di aprire un negozio con l'anima, per condividere il proprio Sogno di una società che riscopre il valore di una chiacchierata, della lentezza del godersi il momento in un ambiente pieno di calore umano, della Bellezza di vedere i legumi esposti dentro dei boccioni in vetro e la frutta su un carretto di legno stinto dal tempo, dentro grandi cavagne come in un quadro del '700.


Non so a voi, ma a me questi negozi commuovono. Mi auguro che sempre più Sognatori siano disposti a non farsi uccidere i sogni dalla paura dei pesci grandi che mangiano i pesci piccoli.
I negozi con l'anima sono così belli che se si è un po' sensibili alla Bellezza si sentirà sempre meno il bisogno di rifornirsi negli asettici supermercati alienanti. 
Lunga vita alle piccole botteghe!

giovedì 21 gennaio 2016

CI SIAMO ROTTI IL CAZZO

Sì, avete letto bene il titolo. Oggi esordisco con una parolaccia, ma la scrivo senza rabbia. 
E' che io e altri come me che hanno consacrato la propria esistenza al Risveglio della Coscienza, siamo un po' stufi di continuare a vedere post sui social in cui si parla di Unità col Divino, Legge dello Specchio, lasciar andare la rabbia, di pace interiore, ma in sostanza si resta lì davanti allo schermo del computer o del cellulare a usare gran belle parole, citazioni stupende, a organizzare eventi yoga, ecc. 

E poi? Cosa fate davvero, in concreto, per cambiare le cose che ancora non funzionano nel mondo? E' vero che tutto è un nostro specchio, ma non avete mai pensato che, proprio perché abbiamo scelto di incarnarci nella materia, c'è anche bisogno di scendere in campo a sporcarsi le mani? Di prendersi delle responsabilità e agire di persona?


Gabbia medievale - Foto dell'autrice
E' comodo, dalle piume del nostro divano, dal calduccio di casetta nostra, pontificare sul guerriero spirituale, l'autodisciplina, la Volontà.
Siamo in un'epoca molto oscura, più di quanto si possa forse immaginare, perché non ci sono più dittatori con un volto, un palazzo, che possiamo sempre rovesciare e ghigliottinare come nei secoli passati.
Ora i dittatori si sono fatti furbi, sono attori strepitosi, che fingono di darti un sacco di libertà, di espressione (i social, la tv), di movimento, economica (le carte di credito), di istruzione, ecc. 
Le dittature moderne sono sottili, molto raffinate, perché chi ne è a capo conosce bene l'essere umano e il suo sonno meccanico, e farà di tutto per mantenerlo in tale stato, con ogni mezzo, anche quelli apparentemente più improbabili.

E' vero che tempo fa ho scritto un post in cui dicevo che il complottismo, soprattutto se vissuto con ansia e rabbia, lascia il tempo che trova, anzi, rafforza lo stato di paura e stress che ci rende ancora più vulnerabili. Infatti bisogna usare un'energia diversa: l'impeto guerriero.

Voglio farvi capire che non è solo divulgando informazioni e inviti ai corsi di Risveglio che la gente si sveglierà davvero. Queste sono solo pillole di caffeina in un mondo di gente in sonno comatoso.

E quindi?, vi chiederete. Quindi c'è bisogno di gesti forti, di rottura, scomodi, che diano una scrollata alla gente che dorme. Tanto solo chi è pronto per iniziare a svegliarsi recepirà il messaggio, quindi non esaltatevi troppo. 
Non sto facendo riferimento alla violenza, lo puntualizzo perché di questi tempi, dopo il caso eclatante di Erri De Luca, gli scrittori rischiano processi penali per il semplice fatto di aver espresso un dissenso che viene subito scambiato per incitazione alla violenza fisica. 

Sto invitando i miei lettori a fare qualcosa di più che condividere
Ribelle - Foto dell'autrice
bei post su Facebook e Twitter. Li sto invitando a essere ribelli coraggiosi che un giorno si alzano e decidono di fare dei gesti poetici, teatrali, di Bellezza, eroici, per lasciare un segno nelle coscienze e contribuire a far sì che la gente cominci a farsi delle domande sulla propria esistenza, sul senso delle cose, sui valori che stiamo perdendo, sulla nostra essenza.


Uscite di casa, andate nelle strade e nelle piazze, e date in vostro contributo per alzare il velo di Maia che obnubila la gente meccanica.
Siate eroici e poetici.
Siate i RIBELLI DEL NUOVO EONE.
Avete la mia benedizione.

martedì 28 aprile 2015

Focalizzarsi sul lavoro alchemico

Non accettarsi, vedersi brutti, con difetti è comune a tutti. Durante l'adolescenza, e spesso anche dopo, quelli che consideriamo difetti o mancanze ci bloccano, abbiamo paura del giudizio, ci si sente inadeguati rispetto ai canoni estetici imperanti e crediamo che il mondo ci giudichi come noi ci vediamo.
Correggere i cosiddetti difetti agendo quindi dall'esterno è solo un palliativo, perché il non sentirsi adeguati è la spia di qualcosa di noi che non abbiamo accettato, che non abbiamo imparato ad amare.

Posso testimoniare, essendo stata una ragazzina piena di complessi, che solo il lavoro su di sé, l'alchimia trasformativa delle emozioni, può portare risultati. Un giorno ci guardiamo allo specchio e ci stupiamo di esserci visti brutti, e quel difetto che noi vedevamo come gigante, che ci ossessionava, che avremmo voluto cambiare a tutti i costi non lo vediamo più. Oppure lo vediamo per quello che è: una parte di noi. E noi siamo Bellezza.
Siamo Bellezza - Autoritratto dell'autrice


Da adolescente detestavo il mio naso sporgente e pensavo che da grande lo avrei fatto ridurre chirurgicamente. Un bel giorno mi sono resa conto che il mio naso era semplicemente il mio naso e per me non era e non è più brutto, qualcosa da cambiare.

Ma la cosa più magica è che da quando ho imparato ad accettarmi, e ho smesso di sentirmi inadeguata, ansiosa e insicura com'ero da ragazza, a poco a poco la mia pelle devastata da un acne che dava grattacapi anche ai dermatologi perché non c'era modo di curarlo, anche molti anni dopo la fine dell'adolescenza, è migliorata ed esso è cominciato a regredire. Ricordo che ne ero così ossessionata che non mi facevo vedere senza cipria da nessuno. Ho provato un sacco di medicine tradizionali e rimedi naturali eppure erano solo palliativi.
Ma continuando sul lavoro alchemico riguardo alle emozioni, concentrandomi solo su quello, ecco che guarendo le ferite interne anche le lesioni esterne (la mia corazza, ciò che mi allontanava dagli altri) sono scomparse. Non ho più avuto bisogno di nessun medicamento. Perché l'unico efficace è il lavoro su di sé.
Ora mi stupisco persino di non pensare più alla mia pelle, essendone io stata ossessionata per anni.

A prova del fatto che l'acne è un muro che noi innalziamo nei confronti del mondo esterno perché ci sentiamo immeritevoli, imparando a toccare e lasciarmi toccare dalle persone senza provare disagio, anzi, imparando persino ad abbracciarle con piacere, la mia pelle è guarita del tutto.

Ora le poche cicatrici rimaste sono la testimonianza che per essere liberi dalla sofferenza dobbiamo passarci attraverso.
Per me sono come le cicatrici di un guerriero. Mi ricordano ogni giorno che solo amandoci possiamo guarire.


sabato 14 marzo 2015

Sensazioni di Presenza

Ogni volta che mi sforzo di stare in presenza in un luogo in cui ci sono delle persone attorno a me, ho la sensazione di una maggiore profondità di campo, come uno zoom, che si allarga a ventaglio e una maggiore chiarezza visiva, come se tutto ciò che vedo avesse di colpo una limpidezza cristallina. E c'è un maggiore senso di leggerezza che si espande da dentro a fuori.

Quando sto in presenza leggendo un libro o guidando, oltre al ricordo di me che avviene, anche in questo caso ho la sensazione di una maggiore profondità di campo, come se tra le mie braccia e gli occhi che le vedono lo spazio si allargasse. Sento addirittura le braccia più lunghe del solito. Inoltre, nonostante il ricordo di me, c'è una specie di straniamento nel vedere le braccia che appartengono al mio corpo ma non sono veramente io. Quello è l'involucro che mi contiene.

Presenza - Foto dell'autrice 
Anni fa mi è capitato di entrare in uno stato di Presenza - senza averlo cercato - mentre guidavo, e ricordo bene di aver sentito questo senso di straniamento misto a leggerezza, chiarezza mentale e grande Bellezza. Di colpo ho visto le mie mani sul volante e ho considerato il mio corpo bellissimo - ma non in senso estetico - era qualcosa di più profondo. Era la sua Bellezza intrinseca, che emanava grazia e femminilità come mai prima lo avevo sentito.

Quando vivi queste sensazioni, allora è naturale ricercare sempre più spesso lo stato di Presenza, perché quella leggerezza e chiarezza mentale sono lo stato naturale del tuo essere, in quei momenti tu sei la Consapevolezza stessa.

Mi piacerebbe che i miei lettori commentassero questa mia testimonianza per sapere se anche a voi è successo di vivere la Presenza in questo modo, con queste sensazioni oppure con altre che io non ho provato. Grazie.

giovedì 15 gennaio 2015

La leggerezza

Riprendendo l'ultimo articolo sul vero successo, una delle caratteristiche di questo successo è il sentirsi più leggeri. E' davvero la netta sensazione di aver lasciato andare una zavorra. 
Finalmente non c'è nulla che ci porti a ripiombare nella pesantezza, nel buio più profondo. Ci possono essere momenti un po' più difficili del solito, qualche lieve fastidio, ma tutto è momentaneo e passa subito. Senza lasciare traccia.

Questa è la misura per comprendere quanto buon lavoro abbiamo fatto. Il risultato è evidente: le nuvole passano senza lasciare residui. Non c'è più il mormorio rancoroso nella testa.
Cielo rosa invernale - Foto dell'autrice
Ogni respiro profondo è una porta che si chiude su ciò che abbiamo appena provato per farci vivere nell'adesso. Il respiro dilata lo spazio di silenzio interiore e il senso di leggerezza cresce.
E non ci abbandona mai. 

La leggerezza ci porta a ridere di tutto, noi stessi per primi, a non dare ascolto alle critiche di chi non comprende.
La leggerezza è l'occhio spalancato sulla Bellezza. 
E' la meraviglia del bambino che vede tutto per la prima volta. 
Il senso di critica verso ciò che non ci piace a poco a poco svanisce. Tutto ha una sua bellezza intrinseca.

Leggerezza è sentirsi vivi e grati e sorridere a ogni giorno che comincia. 
Leggerezza è fiducia incondizionata nella vita. 
E' la Gioia dell'esistere. 

venerdì 17 ottobre 2014

Nel silenzio dell'alba

Oggi mi voglio soffermare su un piccolo satori  provato nel silenzio che precede l'alba. 
Mi sveglio alle 6.15, faccio gli esercizi della sveglia del guerriero (vedi articolo di martedì 30 settembre), apro la finestra e fuori è ancora buio. Fa fresco, l'autunno avanza e la notte appena passata ha lasciato un residuo frizzante e umido nell'aria. 
Ascolto per qualche attimo il silenzio, il fruscio di qualche auto lontana, un cane abbaia in lontananza, un gallo nel pollaio del vicino si sta destando.


Percepisco allora un intenso spazio di presenza e attesa insieme, come complementari. Uno spazio di silenzio che si dilata per alcuni secondi dentro e fuori di me. 
Foto dell'autrice
E' la sensazione splendida del nuovo inizio giornaliero, dove tutto può accadere, ogni cosa è possibile. 

Benedico questo momento, ringrazio la vita che si espande lentamente in quei minuti in cui il sole ancora non è sorto, quasi si stesse stiracchiando.
Una volta detestavo alzarmi col buio, mi metteva tristezza. Ora invece ho imparato a vedere Bellezza anche nell'oscurità che precede l'aurora. E a ringraziarla.

lunedì 13 ottobre 2014

Preghiera della gratitudine

La differenza sostanziale tra il guerriero e la persona inconsapevole sta anche nel modo di pregare e ringraziare.

L'inconsapevole prega per paura, per disperazione, per ottenere di più, e ringrazia solo per le cose che giudica belle, per le occasioni in cui si è sentito felice e spensierato. 
O peggio, non ringrazia nemmeno perché pensa che non ci sia poi molto di cui essere grati, preda di una rabbia sorda nei confronti del mondo e del Divino. 

C'è persino chi accusa il Divino di non esistere solo perché non gli dà quello che vorrebbe. 
E' come accusare il proprio padre biologico di non essere suo genitore solo perché non asseconda i capricci del figlio!

Il guerriero, invece, sa bene che ogni sfida della vita è una benedizione.
Dovrebbe essere questa la sua preghiera:

Ti ringrazio per ogni sfida, 
Foto dell'autrice
ti ringrazio per ogni ostacolo,
ti ringrazio per la caduta e la spinta a rialzarmi,
ti ringrazio per la Bellezza,
ti ringrazio per mostrarmi l'Amore, anche dove non lo vedo.
Ti ringrazio per la pienezza e l'abbondanza,
anche quando non riesco a sentirle.
Ti ringrazio per la paura che mi costringe a trovare il coraggio.
Ti ringrazio per ogni lezione.
Ti ringrazio per il buio e per la luce,
ti ringrazio per la Vita.

lunedì 22 settembre 2014

Artisti in Ottava

Foto dell'autrice
Chi ha seguito corsi di Risveglio e conosce la Legge dell'Ottava, sa che ogni cosa può essere fatta e ogni sentimento può essere provato all'ottava bassa alta.
Mi soffermo oggi sul lavoro dell'artista.

Un artista all'ottava bassa è mosso dal proprio Ego e dalla paura di non essere nessuno, dal timore di non venir considerato, di essere uno qualunque, di venire dimenticato alla propria morte. E' spinto a fare arte dal desiderio di emergere, di essere notato in quanto originale. 
Ciò non significa che non abbia in sé il Fuoco Sacro del Talento, che è un dono divino, ma la paura ha il sopravvento. 
Molte rockstar e divi del cinema, per esempio, si identificano a tal punto nel proprio ruolo che vivono nel terrore di deludere i fan, perché finiscono per credere di essere ciò che i mass media dicono di loro. 
Per esempio, se uno è considerato un sex symbol, vivrà nel terrore di perdere questo fascino invecchiando, ed ecco che la star che cade in questa trappola finisce invischiata in un gorgo di droghe, alcol, psicofarmaci, depressione, cure di disintossicazione, suicidio. 
La forma, in queste persone, ha preso il sopravvento sul dono che è stato loro dato. Hanno dimenticato di essere strumento, non il fine!

L'artista all'ottava alta sente, invece, di essere un canale attraverso il quale l'ispirazione giunge dall'alto e il suo talento, che può passare dalle mani, dal corpo intero, dalla voce, ecc., è lo strumento attraverso il quale il divino gioca con la forma e la materia. 
La creatività e l'arte non sono del tutto umane, non potrebbero esistere senza l'ispirazione divina che giunge nella materia per plasmarla in Bellezza.

L'artista all'ottava alta, quindi, smette di temere il non riconoscimento e l'oblio, trascende il capriccio dell'Ego che chiede
Foto dell'autrice
di essere ammirato e vuole sempre di più, comprende appieno l'impermanenza della gloria terrena e fa con entusiasmo ciò che sente di dover fare senza pensare al dopo, a un ritorno di fama, o economico. 

L'artista all'ottava alta si mette al servizio dell'umanità con il suo talento, perché tenerselo solo per sé non avrebbe senso. Viviamo nell'Era della Condivisione e i talenti sono nel mondo per essere condivisi.

Ciò non significa che l'artista deve farlo gratis!  
E' il modo con cui lo si fa che cambia. Se uno lavora gratis per impressionare qualcuno della sua bontà e disponibilità, sta agendo all'ottava bassa.
Se uno invece si fa pagare quanto merita ma condivide la sua arte con il Cuore aperto, la differenza di ottava è abissale. 
Ciò che viene fatto con amore ha successo perché non c'è aspettativa, ma soprattutto la vibrazione con cui l'opera viene creata ha un Potere che non passa inosservato.




sabato 20 settembre 2014

Una Condivisione Verticale

Da una settimana si sta svolgendo Crisopea Porte Aperte, cioè l'opportunità per le persone interessate di entrare nel centro gravitazionale per il Risveglio della Coscienza che è stato inaugurato sabato 13 settembre a Torino.
Poter vedere presentazioni gratuite di futuri corsi e seminari e incontrare Maestri spirituali dal vero, fare domande, conoscere altri esseri sul proprio stesso cammino, questa è la ragione dell'apertura a tutti.

Ma la cosa che più apre il Cuore è sperimentare la condivisione pura, in silenzio, delle varie performance, in cui Maestri, allievi, pubblico eterogeneo stanno gli uni accanto agli altri e godono dello spettacolo con quell'umiltà verticale che ti arriva quando sei allineato con la Fonte.
Tutti seduti nel momento presente a Cuore aperto a godere della Bellezza.
E' un momento sacro. Perfetto.
Dall'energia che ne scaturisce può nascere qualcosa di davvero potente. Una rivoluzione della coscienza su scala globale che non ha bisogno di slogan gridati, solo di Cuore aperto, Presenza e umiltà.

Universal Womb - Foto dell'autrice 
Mi è successa una cosa meravigliosa, in questi giorni: non avevo più bisogno di esprimere a parole l'ammirazione per i Maestri, ogni frase è diventata superflua, ho sperimentato una volta di più cosa significa identificarsi di colpo e spontaneamente con la non-forma. L'unica cosa davvero importante era essere presente lì. Mettersi al servizio e seguire l'esempio dei Maestri. E' tutto molto semplice.
Questa si chiama espansione della Coscienza, un momento magico. Una Porta che si apre.

A tutti quelli che hanno partecipato e ancora parteciperanno a questo magnifico evento va tutta la mia gratitudine.
GRAZIE A TUTTI! 

giovedì 11 settembre 2014

Lo strano senso dell'inutile

Talvolta, guardando un prato per lungo tempo incolto venire scavato per costruirci un immobile o cementificato per far posto a un parcheggio, mi fermo a riflettere sulla strana idea che gli umani hanno dell'utilità di un pezzo di terra.
Foto dell'autrice


Pare che ai nostri contemporanei l'idea di lasciare un campo inutilizzato, non sfruttato paia una pecca. L'umano moderno è incapace di concepire che la terra possa essere lasciata lì a sé stessa, per rigenerarsi, ma anche soltanto per esistere in quanto campo in cui brulicano differenti forme di vita.

Si guarda al campo incolto come a un qualcosa di inutile, di incompleto, a un vuoto da colmare senza capire che non c'è nessun vuoto che chiede di essere riempito.


Foto dell'autrice
La folle mania dell'utilità a tutti i costi tipica dell'umana mentalità non fa che produrre mostri. Non si riesce a guardare al mondo senza pensare a qualche scopo utilitaristico. Nonostante questo ancora la gente si stupisce ogni volta che la pioggia battente sul cemento - che non la assorbe - si trasforma in alluvione o che il sole a picco aumenta a dismisura il calore delle città trasformandole in un immenso forno a cielo aperto. 
Si parla di cambiamenti climatici su vasta scala e non si riesce a comprendere che nel nostro microcosmo ogni piccolo cantuccio d'erba che potrebbe assorbire la pioggia e rinfrescare le estati, e che invece viene annientato, può fare la differenza.

Ogni piccolo spiazzo d'erbacce o terreno incolto, dimenticato, che continua a esistere è un miracolo e una benedizione.
Lasciamo la terra inselvatichita essere ciò che è. Benediciamo la Bellezza di un campo che resta fine a sé stesso. 
Perché dovrebbe avere uno scopo altro dall'essere ciò che è?




giovedì 24 luglio 2014

Sul pettegolezzo

In un mondo sempre più dominato dai mass media, il pettegolezzo - o gossip - è diventata una moda per intrattenere e divertire. 
Sembra qualcosa di innocente, qualcuno può addurre motivazioni di semplice scambio di informazioni tra amici e conoscenti. Ma non è così.
Foto dell'autrice

In realtà, il pettegolezzo si alimenta di negatività. Lo scambio di informazioni, per rimanere tale, deve restare neutrale, senza giudizi di nessun tipo. Nel gossip invece la critica, la presa in giro, l'immaginazione negativa sono i pilastri portanti.

Secondo la Legge di Attrazione, tutto ciò che inviamo all'esterno in qualche modo ritorna, e con la stessa energia. Quindi, se sparliamo o sfottiamo qualcuno, di sicuro quelle due pratiche ci verranno rese con la stessa moneta.

Inoltre, il giudizio, in generale, crea una certa chiusura del Cuore, in quanto non ci permette di vedere la Bellezza di qualsiasi persona o situazione al di là dell'apparenza e della nostra visione personale.
Il giudizio crea un blocco energetico che ci chiude alle possibilità infinite intorno a noi. 
Il giudizio è una porta che si chiude.
Foto dell'autrice


Ora che è tempo di relax in spiaggia, tra le file di sdraio fioriranno come al solito riviste di gossip quale unico triste intrattenimento di tante donne - e non solo. 
Invece di alzare gli occhi alla Bellezza circostante, si preferisce rovistare curiose e ossessive nelle vite altrui, andare a cercare lo scandalo - o presunto tale.
A cosa vi serve?

Buttate via quelle inutili pubblicazioni. 
Alzate gli occhi verso il bello del creato, usate l'immaginazione positiva, fate cose costruttive e non giudicate.
Vivete, invece di ficcarvi nelle vite altrui.
Aprite il cuore alla Bellezza. 

mercoledì 9 luglio 2014

Con gli occhi di un bambino

Molto spesso ci si chiede come fare a mantenere l'attenzione e la Presenza sulle azioni che compiamo. Anche se ci mettiamo l'impegno è facile distrarsi e penso che la pratica costante e la buona volontà siano i migliori metodi per avere risultati nel tempo.

Ho trovato che se cerchiamo di vedere le cose a traverso gli occhi del bambino che sperimenta tutto diventa più facile. E' un gioco utile. Il bambino che prende in mano una forchetta e per la prima volta riesce a raccogliere il cibo nel piatto la vedrà come un'impresa eroica, sarà affascinato dalle sue stesse mani, dalle dita piegate sullo strumento, ci metterà impegno perché il braccio e la spalla siano coordinati al punto giusto da far arrivare il cibo alla bocca senza spiaccicarlo sulla guancia.

Foto dell'autrice
Ovviamente, da adulti non ci facciamo più caso perché è un gesto così quotidiano da sembrarci banale. Eppure, la Presenza sta nell'essere in ogni muscolo, in ogni gesto. Sta nel porre attenzione alla masticazione e al sapore del cibo. Nel gustarlo davvero.
Se cominciassimo a comportarci come se ogni gesto fosse compiuto per la prima volta, riscopriremmo la meraviglia e lo stupore per la Bellezza. Un'anima che si incarna in un corpo ed è cosciente tutto il tempo di quanto tutto questo sia un miracolo è un'anima consapevole di essere anima.

Ogni compito quotidiano, dal lavarsi, al pulire casa, al guidare, lo deleghiamo al nostro corpo fisico perché non ci interessa più sperimentare quello stupore. Eppure, è proprio quello che tiene vigile la mente sul corpo e non permette ad essa di divagare togliendoci energia, e facendoci arrivare a sera sfiniti.

Perché non continuare a provare meraviglia per questo bellissimo mezzo fisico che ci è stato dato in prestito per portare in giro nel mondo la nostra anima immortale? Perché non tornare a vedere la vita attraverso occhi da bambino?


giovedì 3 luglio 2014

Se non sai di avere un'anima

Una cosa di cui non ha mai dubitato fin da bambina, nemmeno nei periodi più bui del turbamento adolescenziale, è di avere un'anima.

Può sembrare ovvio, ma ho scoperto che non lo è. Recentemente mi è capitato, nel corso di conversazioni con amici e conoscenti, che non è poi così scontato che tutti gli esseri umani sentano di averne una.
Adulti intelligenti, magari pure piuttosto colti, riconducono i propri talenti, le aspirazioni, i moti di commozione davanti alla Bellezza un mero frutto delle proprie cellule.
Come su un essere vivente potesse davvero essere solo un ammasso di cellule che cammina, parla e pensa senza contenere un legante che fa la differenza tra la vita e la morte.

Per legante intendo ciò che con la morte fisica smette di essere nel corpo, per cui lo stesso corpo fisico comincia a decomporsi.
Cosa fa battere il cuore già nell'utero materno? Gli scettici dicono che sono gli impulsi elettrici del cervello. Bene, è verissimo. Ma da dove nascono quegli impulsi che noi chiamiamo per estensione vita?

Autoritratto dell'autrice
Se non sai di avere un'anima sei completamente perso in questo mondo. Perché non hai punti di riferimento, non hai un centro. Non hai una casa
Nessuna casa materiale né altra cosa sulla Terra può a farti sentire a casa e da lì vengono tutti i turbamenti della vita.
La disperazione del non sapere cosa siamo e perché siamo stati gettati nel mondo.
In realtà lo abbiamo scelto ma non lo ricordiamo.

Se non sai di avere un'anima su cosa fai affidamento?
Per forza che gli esseri umani sono terrorizzati dalla morte e fanno di tutto per campare cent'anni, vivono con l'ansia di non essere riconosciuti dal resto del mondo, di non essere importanti. Per questo ucciderebbero per un secondo di celebrità.
Se non sai di avere un'anima temi la morte perché per te rappresenta la fine di tutto.

I pessimisti vedono nella vita un susseguirsi di azioni per mera sopravvivenza fisica di una corpo destinato allo sfacelo, in un mondo senza senso e senza giustizia.
Chi ha fede, vede la Bellezza. Perché sa di avere un'anima e di non essere solo un essere vivente a scadenza limitata.

Autoritratto dell'autrice
Credo che esista, nelle persone di fede, una vaga memoria di ciò che c'è dall'altra parte. Prima e dopo la vita sulla Terra. 
Quella che gli atei chiamano illusione dell'aldilà nel vano tentativo di avere conforto spirituale in un mondo senza Dio, in realtà è una vera e propria certezza di aver vissuto anche prima di emettere il primo vagito in questa vita.
L'immortalità della nostra anima la senti o non la senti.
Dipende da quanto ancora devi vivere nella materia prima di ricordare che non sei solo materia.

Nel frattempo, sarebbe bello se chi non si è mai posto la domanda se ha o no un'anima cominciasse a cercarla dentro di sé.
Ricontattandola. 

Quando senti di avere un'anima, sai di essere al sicuro. Hai un posto dove andare. Qualsiasi cosa succeda, hai il tuo Centro.

lunedì 26 maggio 2014

"Gli altri" sono Anime!

Vi è mai capitato di essere in un luogo affollato e rendervi conto di colpo che quelle che avete intorno non sono persone, ma Anime?

A me sta succedendo sempre più spesso di vedere la Bellezza di questa manifestazione terrena di anime che sono venute a fare un lavoro incarnandosi.
Si sono scelte il corpo adatto, il luogo, il tempo e la famiglia adatte per compiere la loro personale missione.

Autoritratto dell'autrice
Noi crediamo di non avere scelto nulla, di essere frutto del caso, ma non è così.

Quando impari a vedere che gli altri sono involucri che contengono un'essenza divina che vuole fare esperienza nella materia, allora non puoi più vedere il brutto, lo sfigato, il grasso, il polemico, l'antipatico, e così via.

Vedi solo che sono anime che stanno cercando di gestire i tre corpi (fisico, mentale ed emotivo) come possono, in base alla loro esperienza e all'età animica, al lavoro che devono fare per ricordarsi di Sé. Sono spesso anime incastrate in corpi inconsapevoli.

Ma va bene così, non dobbiamo avere la pretesa di aiutare le persone a svegliarsi, perché non è detto che siano pronte.
Il solo vedere ciò, però, ti commuove. Ti vengono le lacrime agli occhi e vorresti abbracciarli tutti e gridare loro: "Quanto siete belli!"
Autoritratto dell'autrice 

Quindi, quando siete di fronte a chicchessia, ricordatevi che dentro quel corpo, dietro quell'agire, il parlare, il gesticolare, oltre quei pensieri ed emozioni c'è un'Anima.
Siete due Anime che entrano in contatto.

In mezzo alla folla, siete circondati da Anime!
Non è bellissimo?