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venerdì 2 dicembre 2016

Quieora management

Un errore comune è credere che se si ha molto tempo libero a disposizione sia più facile restare nel qui e ora, concentrati sul respiro, perché si crede al cliché mindfullness = stare seduti a contemplare o a meditare.
In realtà posso dire per esperienza diretta che a volte la trappola del restare fisicamente immobili rischia di diminuire la nostra attenzione al momento presente, proprio perché la mente divaga quando ci sono ritmi troppo lenti. Crediamo di rilassarci e invece l'attività mentale ci scarica e nemmeno ce ne rendiamo conto.

Quando però la tua vita cambia ritmo, ti ritrovi tante cose da fare, hai un'agenda piena e tempi serrati, allora ecco che se hai già lavorato su di te per un po' puoi sentire che sei più focalizzato sul qui e ora. Ogni giorno, ogni ora c'è qualcosa da fare e la tua mente non può divagare su quello che farai domani o tra un mese. Se prima aspettavi con ansia un evento che sarebbe stato un mese dopo, ora non puoi più permetterti di stare lì a fantasticare sulla cosa.
Talent Garden, Milano - Foto dell'autrice 
L'avere ritmi serrati e più responsabilità ti centra, e se sai stare sul respiro, prendendoti ogni tanto qualche secondo per fare il vuoto mentale, vedi che la qualità delle tue giornate lavorative si innalza.


Hai più energia anche se fai più cose e ti alzi prima al mattino. Perché la mente non divaga, sei nell'azione, al presente. E quando vivi così vedi anche che trovi più facilmente soluzioni perché stai permettendo alle intuizioni di raggiungerti. Pensando meno hai meno filtri. Il canale resta aperto e le cose quasi si mettono a posto da sole. Se prima per ogni intoppo ti pareva di dover scalare una montagna per risolverlo, ora sei nel flusso e non perdendo la calma riesci a trovare più soluzioni e più facilmente di quanto avresti mai immaginato. 

Il qui e ora è uno stato mentale che ti porti dentro, è un modo di essere, e nell'azione, così come nello sport, dà risultati miracolosi.
State nell'adesso, ma nel flusso. 

giovedì 20 ottobre 2016

Diventare il Centro

Quando finalmente riusciamo a venire in contatto profondo con l'origine dei nostri disagi - ad esempio come è successo a me attraverso una breve seduta di ipnosi regressiva - ecco che di colpo ci rendiamo conto che le emozioni che prima restavano ad agitarsi sotto la superficie e a volte creavano tensione sono svanite.
Il beneficio di questo è che si trova una calma interiore impensabile fino a poco prima. Una profonda fiducia in sé stessi, nella vita, la mancanza di paure sottili di fondo che prima invece giacevano in qualche angolo del nostro inconscio.

Se prima non riuscivamo a far tacere la sottile impazienza, la vaga ansia di fondo, l'impulso parlare tanto, a gesticolare, a mettersi al centro dell'attenzione, a fare battute per tenere a bada la paura di non piacere o risultare noiosi, ecco che come d'incanto tutto questo non ha più alcuna importanza.

Nettare - Foto dell'autrice 
Di colpo si realizza davvero di Essere. Il fare è solo un moto del cuore, non dipende da paure o reazioni emotive, o da idee mentali su cosa dovremmo diventare.

Ecco che dopo tanto lavoro su di sé, avendo trovato la chiave per aprire il forziere dell'Essenza, si comprende nel profondo di essere diventati il proprio Centro di Gravità.

Le maschere sono cadute, la personalità ha fatto un passo indietro e l'Essenza è tornata padrona del proprio Regno. A quel punto le parole e i gesti servono sempre meno, perché si diventa una vibrazione, il Sé dimora nel proprio sguardo e questo è sufficiente a comunicare, nella gran parte della vita quotidiana. 
Tutto il resto è maschera.

venerdì 2 gennaio 2015

Sentirsi una roccia

C'è un momento in cui, di colpo, ti rendi conto della tua forza interiore, e la senti così solida e prorompente che sei il primo a stupirti del fatto che a livello esteriore sembri così esile, quasi fragile.

Eppure, quando finalmente ti senti allineato con la Fonte e identificato con la tua anima, quindi con la tua vera essenza, ecco che nulla ti può più davvero intimorire. 
The Rock (Arbatax) - Foto dell'autrice
Senti che dentro di te c'è una forza d'animo e di volontà, una fiducia incrollabile, una gioia di fondo che potrebbero smuovere le montagne. 

Non esiste una tecnica per provare questa sensazione. Fa parte del percorso di Risveglio. Un bel giorno ti accorgi di sentirti essenzialmente invulnerabile, invincibile, perché qualunque traguardo, vittoria o caduta nel mondo materiale è solo illusione. Dentro, la tua vera essenza è immortale, illimitata. E quando riesci davvero a sentirlo, nulla ti fa più paura.

Quando dentro ti senti una roccia, percepisci anche una calma nuova, più stabile. La calma di chi non ha nulla da temere da niente e da nessuno. Se non ti senti più minacciato, allora puoi davvero agire con la calma interiore del guerriero. 
Nulla sarà mai più come prima.

mercoledì 14 maggio 2014

La forza della calma

Come dicono i Saggi, non puoi vedere con chiarezza attraverso l'acqua mossa
Se la superficie è increspata, o si è alzata la sabbia sul fondo intorbidendo l'acqua, l'unica cosa sensata da fare è attendere che l'acqua si calmi e la sabbia si posi nuovamente sul fondo.

Eppure, noi che crediamo di essere razionali, quando succede qualcosa che ci turba che facciamo? Annaspiamo nell'acqua creando solo confusione e poi ci stupiamo di non riuscire a trovare una soluzione giusta per uscire dal problema!
Foto dell'autrice

Quando sentiamo emergere il panico, la preoccupazione, l'ansia, o qualsiasi cosa ci turbi, dobbiamo ricordarci di stare in quel sentire. Attendere che il turbinio di paura, anticipazione, pensieri ossessivi, e quant'altro si plachi come l'acqua di uno stagno.
Osservarlo come osserveremmo uno stormo di anatre prendere il volo dallo stagno, e vedere pian piano l'acqua farsi calma e piatta.

In quella calma, solo in quella calma, possiamo trovare una soluzione, una risposta a una domanda che ci siamo posti, un'alternativa valida.

martedì 4 febbraio 2014

L'abbraccio lungo

In questo mondo frenetico e sempre più superficiale, dove i rapporti sono spesso solo virtuali e le relazioni reali conflittuali, la capacità di abbracciarsi è venuta meno.

E' qualcosa che fa quasi paura, che tira fuori la nostra ritrosia, una forma di timidezza. 
Perché l'abbraccio sincero è qualcosa di intimo, un lasciarsi andare alla tenerezza, un esserci anche con il corpo.

Abbiamo imparato a dissociarci dal corpo crescendo, uscendo dall'infanzia, e le nostre nevrosi hanno creato delle barriere alla tenerezza di un gesto così semplice, così naturale.

Eppure, basta un abbraccio sincero lungo almeno 20 secondi per cambiare la qualità del nostro umore e della nostra giornata.

Autoritratto dell'autrice
E' stato dimostrato scientificamente che un abbraccio di questo tipo rilascia ossitocina, l'ormone della calma, della fiducia. E' l'ormone che viene rilasciato nel rapporto tra madri e figli, nelle coccole.

Stanno nascendo corsi un po' in tutto il mondo per reimparare ad abbracciarsi. 
Idea carina, ma mi chiedo se davvero abbiamo bisogno di un corso per compiere un gesto così naturale. 
Se non viene più spontaneo basta sforzarsi un po', cominciare a farlo con le persone che ci ispirano fiducia e profonda amicizia, con le persone che amiamo.

Sono sicura che con una pratica quotidiana avremmo il beneficio di stare meglio, di aprire il Cuore, e fare un salto di ottava per quanto riguarda le nostre vibrazioni sottili.



giovedì 19 settembre 2013

Fare come l'acqua

Spesso i pesi che ci sentiamo addosso ci portano a illuderci di poterli scaricare un giorno, nel futuro.

Ma sappiamo ormai che, come ripete incessantemente Eckhart Tolle, non esiste altro momento per essere sereni se non l'Adesso. 

Foto dell'autrice
Un bell'esempio è quello dell'acqua. 
Immaginiamo una distesa d'acqua come il mare o un lago, e pensiamo alle onde. Esse si muovono sulla superficie facendo rumore, infrangendosi sulle rocce o sul bagnasciuga.
Ma se ci immergiamo al di sotto della superficie, ecco che tutto cambia.

Nelle profondità dell'acqua tutto è calmo. Non esiste rumore fastidioso né moto ondoso che disturbi la quiete.
Sotto la superficie c'è solo pace.

Ecco, la nostra vita andrebbe vista da questa prospettiva.
Foto dell'autrice
Le preoccupazioni, l'ansia, il brusio mentale non sono altro che superficie. Ma sotto, dentro di noi, c'è la calma che cerchiamo.
Raggiungerla è semplice.

Basta soffermarsi sull'Adesso. Sul nostro respiro. Sulla nostra energia interiore. 
Qui e Ora.
Tutto il resto scompare e ritroviamo la calma.

lunedì 16 settembre 2013

Come affrontare le sfide della vita

Le sfide della vita non sono importanti in sé, ma sono un'importante occasione per imparare a guardarci dentro e trovare la calma.

Foto dell'autrice
Quando di fronte a qualche situazione ci sentiamo ansiosi, preoccupati o nervosi, quello è il momento giusto per seguire il nostro respiro e non la mente, con i suoi pensieri tortuosi che ci proiettano fuori dall'Adesso.

Entrando nel campo energetico interiore, torniamo nel Qui e Ora e l'ansia, la preoccupazione a poco a poco non ci sono più. 

E' la paura che ci porta a reagire, impedendoci di fare la mossa giusta. La paura ci blocca e la vita pare incagliarsi. Le emozioni ci dominano e ci lasciano sfiniti.

Eckhart Tolle insite nel dire che tutte le sfide della vita, di qualunque tipo - sia che si tratti di eventi o di persone - si possono affrontare meglio tornando a dare attenzione al nostro campo energetico interiore. Osservandolo senza giudizio.

Da quella calma ferma, da quella attenzione consapevole potrà arrivare un fare o anche solo un essere che porterà armonia al tutto, spontaneamente. 

Smettendo di perderci in ansia e paure, ritroviamo la giusta risposta alla sfida ricevuta.


lunedì 25 febbraio 2013

Abbassare il volume

Poiché il mondo è uno specchio di ciò che abbiamo dentro, allora possiamo vedere senza sforzo cosa davvero emaniamo.
Se ci lamentiamo del rumore, delle troppe informazioni che ci ossessionano e saturano, dei toni gridati della politica, in realtà stiamo guardando una parte di noi.

A volte il volume alto è un sottofondo di comodo per non stare soli con sé stessi e i propri pensieri.
Foto dell'autrice

Lo stress, la fretta, la vita frenetica è uno specchio della nostra ansia, della nostra incapacità di vivere il momento, di stare nel Qui e Ora. Siamo continuamente proiettati fuori di noi, nel tempo futuro e schiavi del passato. 

Un vecchio proverbio dice Ieri era legno, domani sarà cenere, solo oggi è fuoco che brucia.

Abbassando i toni e il volume delle nostre conversazioni, rallentando il ritmo del parlare, e dicendo meno, diventiamo quel fuoco che brucia pacato e scalda davvero.

Foto dell'autrice
Pensiamo meno e osserviamoci in silenzio. 
Teniamo il corpo rilassato mentre parliamo e agiamo.

Tratteniamoci dal seguire il flusso delle parole, dal farci agganciare dalle conversazioni superflue e soprattutto dalle polemiche. Lasciamo che queste ci scorrano addosso.
Rallentiamo il respiro, respiriamo con la pancia. 

Immaginiamo le nostre parole come onde d'amore che scaturiscono da noi.

Diventiamo la calma che vorremmo essere e che vorremmo nel mondo attorno a noi.