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sabato 16 dicembre 2017

La meditazione ti spoglia

Uno degli effetti collaterali della meditazione, quando diviene una pratica quotidiana costante - due volte al giorno almeno - è che ti spogli del superfluo.

Non solo hai meno bisogno di comprare e circondarti di cose materiali, ma di colpo hai meno voglia di parole, sia di pronunciarle che di sentirle, non hai più necessità di fare lunghe conversazioni con gli amici, nemmeno al telefono. Non hai più la pulsione ad accendere radio, tv, internet. 
Tutte quelle parole, quel surplus di immagini, opinioni, video, parole scritte nei post cominciano a non interessarti più di tanto, non ricerchi il contatto costante col telefono.

Meditation time - Foto dell'autrice 
Ti viene voglia di comunicare solo l'essenziale, di colpo ti rendi conto che non hai nemmeno più interesse a condividere post sciocchi tra le amiche su Whatsapp, superfluo anche quello.

La pratica della meditazione ti ripulisce la mente e le emozioni dal brusio di fondo - che a molti dà dipendenza. Basti pensare a quanta gente non può fare a meno di avere la tv accesa anche se fa altro o riceve ospiti. Se glielo fai notare ti rispondono che tiene loro compagnia. Questo significa solo una cosa: hanno paura del silenzio. 
Perché nel silenzio c'è la nostra essenza. Non tutti sono pronti per incontrarla.

Con la pratica meditativa costante, non importa per quante ore al giorno, le cose superflue ti scivolano addosso. 

sabato 23 agosto 2014

La semplicità

A forza di lavorare incessantemente su te stesso, un giorno scopri che non hai più quel bisogno impellente di riempirti la vita e la casa di cose, di oggettini carini che ti illudevi potessero rendere il tuo ambiente più allegro, più romantico, più fresco
A un tratto non ne senti più la necessità perché comprendi che essi sono solo forma, orpelli inutili che in nessun modo possono riempire dei vuoti o cambiare i tuoi stati d'animo - illusioni su cui si basa il marketing.
Foto dell'autrice

La vera abbondanza è uno stato d'animo. Ma non ha nulla a che vedere con la quantità di prodotti inutili, spesso di poca qualità, di cui circondiamo.

Quando cominci a sentire dentro di te la vera Pienezza, lo spirito senza forma che si nutre da sé, allora non hai più l'illusione di vuoti da riempire. Compendi che la semplicità del vivere, la frugalità,  non sono privazioni.
Togliere il superfluo è energia che circola.

venerdì 25 ottobre 2013

Nulla manca davvero

Un famoso detto orientale recita: Se nulla manca davvero, il mondo intero ti appartiene.

La nostra sensazione di incompletezza è un'illusione. Ormai dovremmo saperlo. 
L'ego ha fame di cose e persone perché crede di dover riempire dei vuoti.
Così ci fa credere che saremo felici e soddisfatti quando avremo raggiunto il tal obiettivo o comprato quella cosa che tanto ci piace, o il giorno in cui troveremo l'anima gemella.

Foto dell'autrice
In realtà, siccome il divino può essere definito il Nulla, in quanto c'era prima che ogni cosa venisse creata, e al Nulla torniamo quando siamo in profondo contatto con il Sé (quando meditando riusciamo a fermare la mente con il suo brusio), allora di cosa davvero avremmo bisogno?

Di Nulla! 

A ben vedere, la pace interiore si raggiunge con un processo di sottrazione.
Meno brusio, meno pensieri, meno uscita al di fuori di noi, meno desideri superflui.  

E' un po' come scrivere un buon romanzo, gli scrittori lo sanno bene. Scrivere bene non è riempire un testo di parole, ma togliere il superfluo. Lo scrittore più eccelso è colui che sa raccontare una storia anche dai silenzi tra le parole. Dal non detto, da ciò che viene taciuto dal narratore e dai personaggi, eppure il lettore lo sente. Capisce ogni cosa anche se non gli viene mostrata.

Insomma, per giungere all'essenza, in ogni senso, l'unica cosa sensata da fare è sottrarre ciò che essenziale non è.