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giovedì 9 ottobre 2014

Chi più spende più guadagna!

Uno dei fondamenti della Legge dell'Abbondanza, oltre alla gratitudine per ogni cosa - seppur piccola - che abbiamo, consiste nel fare esattamente il contrario di ciò che il senso comune vi direbbe di fare.

Quando si hanno problemi di liquidità, si pensa subito di stringere la cinghia, eliminare le spese considerate superflue, risparmiare magari sul cibo, e ci sia affanna a trovare una soluzione per racimolare qualche spicciolo qui e là. Si pensa di continuo ai soldi che mancano.


Foto dell'autrice
Eppure, la paura legata alla mancanza di denaro e la spinta a risparmiare, denotano una mancanza di fiducia nella vita. La vita è di per sé abbondanza, e se ti concentri sulla paura della povertà, l'energia che attiri sarà di povertà. Attiri ciò che pensi.

I Maestri propongono di fare l'esatto contrario. 
Hai pochi soldi? Se qualcuno bisognoso chiede la carità, invece di pensare che quell'euro che hai in tasca per te è troppo prezioso perché c'è crisi, donalo!
Ti propongono di iscriverti in palestra e hai il conto in rosso o quasi? Ti iscrivi! 
Perché, tra l'altro, l'abbondanza passa per la materia e la capacità che abbiamo di gestirla. Una persona che si considera troppo spirituale per sporcarsi nella materia bruta è facile che incontrerà più difficoltà ad attirare denaro di chi invece nella materia ci sguazza bene!

C'è una festa da organizzare per un amico e bisogna fare una colletta? Non pensare nemmeno lontanamente di ricusare con la scusa che sei senza soldi. Primo, perché non sono quei pochi euro che faranno la differenza; secondo, perché amicizia è dare in modo incondizionato, e se non impari a dare non impari a ricevere; terzo, perché con la scusa che non hai denaro continui a raccontare in giro e a raccontarti da solo che denaro non ce n'è. Il modo migliore per allontanarlo!

So che qualcuno leggendo questo articolo inorridirà, ma il modo
Foto dell'autrice
migliore per vedere se funziona è provare. Piangere miseria non ha mai creato ricchezza!

Nessuno ti chiede di dare in beneficenza un milione di euro che non hai, o di fare shopping forsennato, solo di smettere di pensare: Non me lo posso permettere.

Questa frase è letale, perché stai dicendo intrinsecamente: Io non permetto alla vita di darmi abbondanza, non mi permetto di riceverla.
Meditaci su, e scoprirai che è vero.

So anche che qualcuno continuerà a protestare che le bollette non si pagano da sole per magia se non abbiamo di che pagarle, ma il punto è che più ci concentriamo sul problema, più teniamo la porta sbarrata alle infinite possibilità di ricevere nuove offerte di lavoro, o comunque altri modi per incassare denaro.

Se tu non hai fiducia nella vita, la vita non ha fiducia in te!
Se tu non permetti al denaro di fluire verso di te, chi può farlo al posto tuo?



giovedì 10 aprile 2014

Gli altri sono noi

Una delle illusioni più grandi che viviamo è vedere le persone come totalmente al di fuori di noi, come se non ci fosse tra noi e loro nessun legame.

Eppure, la Legge dello Specchio dice chiaramente che tutto, ma proprio tutto ciò che ruota intorno a noi, cose, persone, eventi, ce lo siamo creati - volenti o nolenti. 
Tutto ciò che proviamo verso qualcosa o qualcuno è per forza qualcosa di nostro, se no non potremmo provarlo.

Foto dell'autrice
Un esercizio semplice ed efficace per capire questo concetto, e smettere di vedere gli altri come fuori di noi, è fare due elenchi:
uno in cui scriviamo le tre ragioni per cui ci piacciono tre persone, e per ognuna le tre caratteristiche che più ammiriamo in loro;
il secondo sarà un elenco delle tre persone che più ci stanno antipatiche e dovremo scrivere per ognuna le tre ragioni per cui le troviamo detestabili.

Ebbene, quelle caratteristiche sono anche nostre. Magari non le vediamo perché non ne siamo coscienti, perché non ci siamo osservati abbastanza. Oppure sono qualità ancora non sviluppate ma che abbiamo dentro di noi in potenziale.

Se ammiro una persona perché ha una luce calda che emana dagli occhi, un misto di bontà, profonda umanità e dolcezza, quella cosa la vedo perché ce l'ho anch'io!
Infatti quando ci innamoriamo di qualcuno, proiettiamo sulla persona amata qualità che crediamo di vedere solo in lui/lei e per questo lo vogliamo accanto. In realtà è uno specchio. Riflette ciò che di noi non riusciamo a vedere.

E qui viene il bello! Perché è vero anche il contrario.
Cioè, se detestiamo una persona perché secondo noi è disonesta, dovremmo chiederci obiettivamente in cosa noi siamo disonesti.
Il che non significa necessariamente che se quella persona è disonesta a livello finanziario lo siamo pure noi, ma in che cosa o con chi siamo o siamo stati disonesti noi nella nostra vita? 

Foto dell'autrice
Anche aver mentito a qualcuno che ci stava a cuore può aver radicato in noi un inconscio senso di colpa che ci ha fatto giudicare noi stessi come disonesti. A quel punto, ogni disonesto che vediamo ci dà fastidio. Perché è il nostro specchio impietoso.

E' importante fare questo esercizio perché ci fa capire una volta per tutte che se tutto è creato da me, il mondo non è là fuori. E se il mondo non è là fuori, allora non ha alcun potere su di me.

Quindi, d'ora in avanti, se non troviamo ciò che stiamo cercando nella vita, è dentro che dobbiamo guardarci per capire perché ancora quella cosa non la abbiamo trovata.
Qualsiasi problema: conflitti, incomunicabilità, senso di disperazione, penuria, crisi, non è MAI dovuta alle condizioni esterne.

martedì 25 febbraio 2014

Bellezza = Unicità

Il nostro concetto di Bellezza è molto distorto dalla nostra cultura imperante dell'apparire, del somigliare tutti a un modello ideale -irraggiungibile, tra l'altro.

Nell'intervista di ieri a Marco Matera sono venuti fuori due concetti fondamentali per rinascere a sé stessi, riscoprirsi, vedersi davvero con occhi nuovi:

la Bellezza come unicità e il darsi Valore.


Foto dell'autrice
Noi siamo incapaci di vedere quanto davvero di bello ci sia in noi perché siamo condizionati fin da piccoli a piacere agli altri, a compiacerli. Genitori, parenti e insegnanti. Crescendo, nell'adolescenza l'appartenenza al gruppo, l'uniformarsi per tentare di fare parte di qualcosa ed essere così qualcuno, diventa un passaggio obbligato. E non è sbagliato. Fa parte della nostra evoluzione.

I problemi nascono quando anche da adulti non riusciamo a staccarci dalla logica del piacere agli altri per costruirci un'identità. Essere accettati dagli altri per accettare sé stessi.
E' una logica autodistruttiva.

L'unica persona cui dobbiamo davvero piacere è a noi stessi.
Ci sarà sempre qualcuno che non ci apprezza, non ci comprende e ci critica. 
Più cerchiamo di piacere agli altri, più tradiamo la nostra identità profonda. Tradiamo la nostra unicità.

Uguaglianza nei diritti e doveri di cittadini non ha nulla a che fare con l'essere ciò che siamo. Cioè unici, irripetibili. 
Una somma di fattori miracolosi ci ha fatti nascere in questa vita.

Invece che concentrarsi su ciò che non ci piace di noi dovremmo invece puntare sui nostri talenti, sui doni che ci sono stati dati, sulle nostre aspirazioni profonde, che sono le nostre potenzialità inespresse.
Anche i difetti lo sono. In un mio articolo di qualche settimana fa si parlava proprio dei cosiddetti difetti come qualcosa che siamo venuti a sviluppare in questa vita. E possiamo farlo attraverso il riconoscere quali sono i nostri talenti e quindi la nostra strada nel mondo per esprimerli. 
Ci sono stati dati per farne buon uso. Non per tenerli ad ammuffire in un cassetto.

Il problema fondamentale delle frustrazioni umane sta nel credere che gli altri abbiano talenti migliori dei nostri. Gli uomini ammirano ed invidiano gli sportivi e si chiedono perché non sono nati per fare il calciatore/giocatore di rugby/basket, ecc. Le donne si chiedono perché non sono nate con il talento per il canto/ballo o abbastanza belle per fare le modelle. (Scusate se generalizzo).
Come se i talenti si riducessero solo a quelli!

Finché non vedono davvero quali sono i loro doni non faranno che sentirsi delle nullità. La crisi di oggi proprio per questo è anche morale e identitaria.

Il darsi Valore, che è il secondo punto, è proprio comprendere e accettare con gioia la nostra personale missione sulla Terra. E metterla al servizio dell'umanità.

E non dite che non avete talenti, è una bestemmia! Nessuno ne nasce privo. Scavate, cercateli e li troverete. Fatene buon uso.
DIVENTATE VOI STESSI.