Visualizzazione post con etichetta Resa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Resa. Mostra tutti i post

mercoledì 11 dicembre 2013

Quando la vita si resetta

E' capitato a tutti almeno una volta nella vita di accorgersi di aver fallito i propri obiettivi. Di veder crollare tutte le aspettative dopo aver lavorato sodo per realizzare un sogno.

E poi, capitano quei periodi in cui tutto pare andare storto: si rompe l'auto, arrivano spese improvvise, ci ammaliamo, muore una persona cara, e tutto pare andare di male in peggio.

Ma a volte ho avuto la sensazione che questa ondata di quella che normalmente le persone non sveglie chiamerebbero sfiga, e mancare gli obiettivi che ci eravamo impegnati a raggiungere, sia come un'epurazione che la vita ci porta.

Foto dell'autrice
Nel momento in cui tutto ciò per cui abbiamo lottato duramente collassa nel fallimento, sia a livello esteriore - per esempio lavorativo e sentimentale - sia interiore - quando ci accorgiamo che le tecniche di risveglio che abbiamo a lungo applicato alla nostra vita non hanno funzionato come speravamo - ecco che appare una terza via.

La resa. 

Cioè, smettendo di cercare di cambiare a tutti i costi ciò che a noi non piace nella nostra vita, creando fatica e una forma di resistenza, ecco che si finisce di arrivare proprio al nodo del problema. Non avevamo ancora capito cosa significhi davvero arrendersi. Abbandonarsi a ciò che è.

Fallire su tutti i piani può essere uno dei migliori modi per svegliarsi. E' una tromba di Gerico che suona per far crollare l'illusione che nella lotta verso qualche obiettivo ci sia alla fine una ricompensa. Che saremo più felici quando avremo quella cosa.

Frank Kislow dice una cosa interessante: ci si sveglia non grazie alla lotta per ottenere risultati, ma nonostante la lotta.

Quando ti arrendi alla realtà per ciò che è, trasmuti il dolore in pace. Solo da quella pace può arrivare il vero risveglio.
Perché non c'era nulla di sbagliato, nulla da correggere. Solo da essere vissuto. 

La vita a volte si resetta come un computer per ripartire da zero, con un'energia e una consapevolezza del tutto nuova.

martedì 18 dicembre 2012

Le Prove della vita

Fin da bambini siamo abituati a legge storie in cui un Eroe o un'Eroina devono affrontare delle prove per giungere a uno scopo.
Queste prove non sono altro che una metafora delle prove della vita, e spesso anche di prove iniziatiche ormai scomparse dalla nostra cultura.

Perché esistono le prove? Per chi crede in uno scopo dell'anima, sono lì per forgiarci, per permetterci di evolvere, di prendere consapevolezza.
Per chi crede nella reincarnazione, le prove sono tessute da un disegno precedente alla nostra nascita per finire o sviluppare ciò che non si è potuto compiere nelle vite precedenti.
Penso che le due ipotesi siano collegate.

Una volta compreso che stiamo affrontando una Prova della vita - qualcosa di difficile, per cui soffriamo, lottiamo, cadiamo e ci rialziamo - allora possiamo avere una visione più ampia della nostra esistenza e trovare quel nodo karmico che non riusciamo a sciogliere. 
Già la consapevolezza di quel nodo è un passo avanti, anche se a volte non sappiamo cosa l'ha causato.
Ma se andiamo a ritroso negli anni passati della nostra vita, sicuro che da qualche parte si può vedere il disegno che abbiamo tessuto e quindi la chiave per affrontare la Prova.

Ci sono Prove che durano anni e ti sfiniscono, ma è pur vero che ti temprano, che ne esci più forte, più consapevole del tuo intrinseco Potere, e del tuo valore.
Spesso la Prova ha a che fare con false credenze che ci raccontiamo  dall'infanzia e che ci bloccano, per esempio mancanza di autostima, senso di vuoto e di solitudine, paura dell'abbandono e del rifiuto, difficoltà a concretizzare e a mettere radici o a prendere una decisione importante. Paura del futuro, paura della morte, di non farcela, timore dell'ignoto.

A volte la Prova ci sprona a prendere coraggio e a buttarci, altre volte ci costringe a guardarci in faccia e ad abbandonare l'ego lamentoso e ad arrenderci. 
La resa è la Prova più difficile, per noi che ci illudiamo e vorremmo a tutti i costi esercitare il controllo sulle cose della vita.
E allora la Vita ti dice che c'è un disegno più ampio di cui non sei a conoscenza, e siccome il Divino opera sempre per il bene, devi affidarti e credere che ogni miglioramento sarà per il meglio.
Ma devi arrenderti, affidarti. Lasciar fare. 
Dire: sono nelle Tue mani.
Scalare una montagna a mani nude è più facile. 


Foto dell'autrice
Ma se comprendi che davanti a quella porta che ti pare sempre chiusa, a cui bussi in continuazione senza ricevere risposta, la Vita ti sta già dando la sua lezione, allora sarà più facile sedersi ad aspettare che sia la porta ad aprirsi da sola quando è il momento.
Quando avrai smesso di cercare. 
Perché la risposta alle tue domande, ai tuoi bisogni non è dietro quella porta, ma dentro di te.