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lunedì 16 ottobre 2017

Oltre i palpiti del cuore

Quando si è innamorati, pieni di desideri, aspettative, fantasie romantiche o erotiche, la cosa migliore che possa capitare è che tutto ciò che vorremmo accadesse non succeda. 
La nostra parte bambina vorrebbe ogni capriccio soddisfatto per il solo fatto di desiderarlo, e i bambini, si sa, non sono bravi ad attendere che le cose accadano naturalmente. 

Ma se ciò a cui aspiri, oltre l'innamoramento momentaneo, è l'amore, un sentimento vero e profondo, allora che i tuoi desideri portati dalle pulsioni delle proiezioni tipiche dell'innamoramento non vengano soddisfatti.  Proverai frustrazione, delusione, amarezza, a volte senso di vuoto e percezione di solitudine. Tutte cose illusorie. Ma necessarie per essere trascese. 
Giardino interiore - Foto dell'autrice 

Soltanto quando l'innamoramento finisce puoi comprendere davvero se l'oggetto del tuo desiderio è vero amore o no. Se non ti interessa più non lo era. Punto.

Se invece permane un senso di pace di cuore verso questa creatura, una completa accettazione della sua libertà, al di là dell'aspettativa di poter un giorno camminare assieme come coppia, ecco che allora abbiamo superato la prova. E' amore.

In un post precedente avevo scritto che l'innamoramento non va demonizzato perché è comunque un modo per aprirsi all'altro e ad avvicinarsi. Ma anche sappiamo quanto sia effimero. Sappiamo che non nutre il cuore, nutre solo le illusioni e va trattato con le pinze.

Allora è davvero una benedizione quando le tue aspettative vengono frustrate, perché lì c'è il seme della pace, dell'interezza. Rinsavisci, torni a te stesso purificato. 
E' una finestra sul tuo cuore, puoi vedere a che punto sei nella tua capacità di amare in modo incondizionato.

venerdì 9 giugno 2017

Sull'innamoramento

I  Maestri da sempre ci mettono in guardia dal credere all'innamoramento essendo esso mera illusione, frutto di nostre proiezioni, per quanto belle. Esso è destinato a finire, per sua natura è impermanente.
Il rischio è sempre la sofferenza, l'attaccamento e la delusione. L'innamoramento non ci permetto di vedere l'altro per ciò che è davvero e accettarlo per quello che è.

Cuore di pezza - Foto dell'autrice
Tutto vero. Ma. Senza l'iniziale innamoramento non ci sarebbe la spinta ad avvicinarsi, a conoscere meglio l'altro, ad aprirsi e abbassare le difese, ad accettare la propria fragilità emotiva del momento, a vedere la Bellezza. Non ci sarebbe la spinta verso il desiderio di fusione che è comunque un'aspirazione umana.

Certo, la nostra aspirazione verso la fusione in realtà è verso l'Assoluto, ma come umani limitati ci accontentiamo di trovarne un pezzetto nel partner.

Quello che è importante è non limitarsi allo stato di innamoramento scambiandolo per Vero Amore! E' lì che ci freghiamo da soli!
Ci vuole consapevolezza.
Bisogna ricordarsi ogni volta che ci sentiamo innamorati che tutto ciò passerà, che è un'illusione funzionale al nostro cammino evolutivo e sta a noi guardarci dentro, vedere cosa rappresenta e poi andare oltre.

Ogni innamoramento non è brutto e cattivo ma è una benedizione perché ci parla sempre e solo di noi, del nostro potenziale inespresso, della nostra capacità intrinseca di amare. Solo che noi la riversiamo all'esterno, incapaci di amare per prima cosa noi stessi.

Quando l'innamoramento svanisce ecco che ci troviamo a un bivio. Possiamo comprendere se vale la pena continuare la relazione, se ci sono base solide per portarla avanti, oppure no. 
Lo si può fare dal proprio Centro senza scadere nell'accusa verso l'altro di averci delusi (cosa ridicola, essendo la nostra aspettativa illusoria, mera proiezione inconscia). 
Senza vittime né carnefici. Ecco allora che l'innamoramento smette di avere conseguenze devastanti.
Se ci sono basi solide per continuare, invece, ecco che si entra nell'Amore di coppia. A patto che restino la tenerezza, la complicità, il desiderio di stare fisicamente vicini senza interdipendenza. 

AVI - Foto dell'autrice 
Ho visto coppie amarsi ancora dopo trent'anni insieme, lo si vedeva dalla loro luce negli occhi, da come si guardavano, anche se magari non stavano seduti accanto uno all'altro. Lo si vedeva dal rispetto che si portavano a vicenda, senza gelosia né stupide recriminazioni.

Ho avuto la fortuna di avere due genitori che, sposati entrambi in seconde nozze, si sono amati e rispettati in modo esemplare. Mio padre ha parlato con gli occhi e la voce carichi di amore per mia madre fino all'ultimo giorno della sua vita.
Sarò sempre grata alla Vita per questo meraviglioso esempio, oltre l'innamoramento, dentro l'Amore vero.



giovedì 23 marzo 2017

Sessualità e asessualità consapevoli

Premetto che non rientro nella schiera di chi reputa l'astinenza sessuale necessaria a prescindere per raggiungere stati di coscienza superiori, né credo alla storia della trascendenza che molti guru raccontano quasi come un vanto.

Ma so bene che a volte ci vuole una pausa dalla sessualità. 
Questo accade quando ad esempio si è appena interrotto un rapporto, perché è importante saper stare con sé stessi senza subito buttarsi nelle braccia del primo arrivato. Bisogna fare spazio, stare nel sentire di ciò che è accaduto, non schiacciare il chiodo con un altro chiodo, come si dice.
Quando si sente che un rapporto è fallito perché non in linea con il proprio sentire profondo (magari causando pure disagi fisici quali candida, cistite, ragadi anali), allora è il momento di evitare per un certo periodo gli scambi sessuali.

Gerbera - Autoritratto dell'autrice
Si dice che è sempre meglio evitare di fare sesso con qualcuno che è a un livello di coscienza più basso del nostro, perché se non siamo perfettamente centrati, ciò ci porta giù, ci fa tornare a un livello di coscienza altrettanto basso, tenendo anche conto del fatto che lo scambio di liquidi corporei resta per sempre dentro di noi, diventando parte di noi. 
Dicono i Maestri che bisognerebbe fare sesso solo con chi vorremmo essere. Cioè con qualcuno che è con noi in profonda sintonia spirituale ed emotiva, o a un livello di coscienza che reputiamo superiore al nostro. 

Bisogna tenere anche conto del fatto che qualsiasi scambio sessuale ha un impatto notevole sui nostri corpi sottili, e se quindi il nostro partner non li ha abbastanza puliti ciò interferisce anche con la pulizia dei nostri, insomma, detto brutalmente, li sporca. Ripulirli, poi, sarà un gran lavoro. Soprattutto se non ci sono l'amore e il senso di unità a fare il lavoro di pulizia. 

E' importante sentire bene l'energia che emana dall'altro, prima di fare un sesso indiscriminato.

Per questo, quando si è raggiunto un certo livello di consapevolezza di sé, non ha più senso cedere a un sesso mosso dal puro istinto animale perché scarica energeticamente lasciando un senso di amarezza e vuoto. Tanti sono passati per questa esperienza.

Quando si decide coscientemente di prendersi una pausa dal sesso, si concentra l'energia come un laser dentro di sé, essa diventa una magia potente nelle proprie mani, un concentrato di energia creativa. Ciò aumenta notevolmente la propria consapevolezza e vibrazione, ripulisce i corpi sottili, rende più pura e diretta la volontà in generale. 

Qualcosa che stride - Autoritratto dell'autrice
Chi invece si vede costretto all'astinenza perché non riesce ad attrarre un partner come vorrebbe, sappia comunque che tutto ciò che accade è sempre per il meglio, per il proprio bene supremo, anche se al momento non riesce a comprenderlo e non lo accetta. 

In qualunque caso, se si resta nell'intento, nella fede, concentrando l'energia con questo esercizio di astinenza momentanea, la propria vibrazione non può che aumentare, ed ecco che si attireranno nel proprio campo d'azione potenziali partner che vibrano a quel livello. Per questo è bene comprendere in modo profondo che non bisogna mai lamentarsi della mancanza, ma stare con ciò che c'è e usarlo a proprio favore.

Se non c'è o non c'è più un partner, si può usare questo periodo di astinenza sessuale per ripulirsi e lavorare per aumentare il livello di consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si vuole davvero da una relazione.
E la vita non potrà che rispondere di conseguenza. 



lunedì 20 marzo 2017

Donne in evoluzione e partner ideali

Sento tantissime donne che da anni fanno un percorso di consapevolezza lamentarsi di non aver ancora trovato un partner abbastanza evoluto, che possa capirle e sostenerle nel percorso. 

Comprendo profondamente l'esigenza. 
E' vero che non sempre un uomo che ha fatto percorsi di consapevolezza o che tiene corsi in materia si rivela essere ideale anche nella coppia, così come è vero che anche un uomo che non ha mai fatto nessun percorso può  essere un compagno tenero e stare accanto a una donna in evoluzione, nonostante l'ovvia difficoltà di comprendere nel profondo cosa significa guardarsi dentro.
Ma capisco che avere accanto un compagno che abbia gli stessi obiettivi di vita, e diventare una coppia verticale, al Servizio, sia il sogno di molte.

E allora perché, queste mi chiedono, non riescono a trovarlo?
Intanto non è sempre detto che una donna su questo percorso sia destinata ad avere un rapporto di coppia verticale, per ragioni magari anche di origine karmica, non ci è dato sapere.
Mattino - Foto dell'autrice
Ma soprattutto sono convinta che spesso noi donne siamo così fortemente in evoluzione da cambiare in modo vorticoso di giorno in giorno, e un mese equivale a un anno o più di trasformazione profonda. Per cui è improbabile, finché non raggiungiamo una certa stabilità interiore, riuscire a crearci una storia con qualcuno che riesca a stare dietro a questa crescita esponenziale così veloce.

Infine, a parte le paure inconsce di non essere all'altezza o non meritare un partner evoluto che possono fare resistenza, c'è anche da tenere conto che spesso le donne in evoluzione idealizzano gli insegnanti/maestri che incontrano ai corsi, e si convincono di aver bisogno di stare accanto a un uomo che faccia loro da da maestro, che le aiuti ad evolvere. 
Ma questa è un'illusione pericolosa: significa essere rimaste inconsciamente intrappolate in un ruolo subordinato tipico della vecchia società patriarcale, in cui l'uomo insegna alla donna come vivere, stando in un ruolo simile a quello paterno.

Non c'è nessun uomo che possa svegliarci o insegnarci a vivere meglio, ad essere più consapevoli! 
Il partner non deve essere ricercato o idealizzato in base a un bisogno, quindi partendo da una supposta mancanza.

Nella vera coppia verticale esiste solo la piena consapevolezza di sé e il bastarsi da soli. Solo quando siamo perfettamente in grado di vivere con noi stessi in armonia interiore profonda possiamo crearci fuori una relazione verticale in cui due individui pienamente consapevoli e completi decidono coscientemente di camminare assieme - e non necessariamente per sempre - per il bene comune, per ampliare l'amore che già provano dentro di sé all'esterno, moltiplicandolo. 


La coppia verticale non si può desiderare se non ci sei dentro. O la
Coppia - Foto dell'autrice
crei quando arriva il partner che corrisponde al tuo livello di coscienza espansa, oppure stai con quello che c'è.


Alle donne in evoluzione non posso far altro che ripetere: Cominciate ad amarvi per davvero, in modo incondizionato, cominciate ad accettare totalmente la vostra solitudine come un dono - anche se non la capite. Ma sappiate che è sempre per un bene più grande.

L'uomo ideale - e non è detto che sia ciò che a livello conscio diciamo di volere - verrà nei tempi e nei modi opportuni.  
Continuate a ripulirvi dentro e abbiate Fede.

giovedì 16 marzo 2017

Perché ho scelto l'integrità (in amore)

Ho diverse amiche che ogni volta che mi incontrano per strada, la prima cosa che chiedono, ogni volta, è: Sei ancora single?
Come se questa fosse la condizione peggiore per una donna, come se la cosa più importante per ognuna di noi fosse essere in coppia con qualcuno.
Quando rispondo che sto bene da sola, ovviamente non ci credono.
Ci sono ancora troppe donne che alla solitudine preferiscono relazioni magari soffocanti, in condizioni di gelosia e ricatti, o con partner con cui non hanno più nulla da spartire da anni piuttosto che vivere un periodo da sole con sé stesse. 

Ma se non impari a stare bene da sola con te stessa non ti conoscerai mai davvero. Solo chi sa stare bene da solo può avere rapporti autentici con gli altri, perché non saranno sporcati dal bisogno. Osho docet.

Ho letto di recente un articolo in cui un filosofo condannava la sempre più diffusa abitudine di vivere da soli e non in famiglia. Si condannava l'edonismo e l'incapacità di entrare in intimità. In molti casi può essere questa la causa, ma è anche vero che una volta le coppie erano costrette dalla società moralista a stare insieme anche quando un rapporto armonioso e una convivenza equilibrata non erano più possibili. Si preferiva l'ipocrisia alla libertà. Si stava male in due, con ricadute emotive su eventuali figli, per sempre.

Oggi invece abbiamo la grande opportunità evolutiva di scegliere con chi stare senza convenienza né obblighi morali.


Scarpe rosse & I - Autoritratto dell'autrice 
Non sono così edonista da stare da sola per capriccio. Ho scelto l'integrità.
Tempo fa un amico mi chiese di metterci insieme, ma io non ero innamorata. Mi rispose che si poteva provare a frequentarci un po', fare sesso e poi eventualmente ci saremmo anche potuti innamorare. Trovai questa teoria sconvolgente.

Gli spiegai che non si può, a mio avviso, partire dal sesso per arrivare all'amore. Si può fare solo il contrario.

Ho scelto l'integrità perché non mi accontento di stare con uno simpatico, carino e gentile, o con cui avere affinità intellettuali. O è Amore o nulla.
Non è questione di essere inguaribili romantiche. E' sentire che l'anima non si può abbassare a un rapporto che sia meno dell'amore. 

Quando ami qualcuno lo senti in ogni cellula, lo senti nell'anima. E' una Chiamata. Uno squillo di trombe assordanti nel cuore.
Se questo non succede, e ci sono mille ragioni che non ha senso esplorare a livello intellettuale, allora meglio sole. 

Cominciamo a stare bene con noi stesse, ad amarci incondizionatamente per ciò che siamo. Tutto il resto verrà nei tempi e luoghi giusti, e l'eventuale amore sarà la ricompensa per esserci amate davvero, in modo autentico. 

Il mio abbraccio va a tutte le single incomprese!

giovedì 28 luglio 2016

Sorella Morte


La nostra vita è costellata di piccole morti simboliche: il cambio dei denti da latte da bambini, passare da un livello di scuola ad uno superiore, ogni volta che ci lasciamo con un partner, che cambiamo casa o lavoro, che smettiamo di fumare, ogni taglio di capelli, ogni volta che buttiamo vecchi vestiti per far spazio a nuovi. 
Anche fare un salto evolutivo grazie a una nuova consapevolezza rappresenta una piccola morte necessaria.
Andare a vivere da soli lasciando la propria famiglia d'origine è un'altra morte necessaria. Il bambino dipendente deve fare spazio all'adulto indipendente, contando sulle proprie forze.

Dal mio libro Manuale rock per guerrieri danzanti
Nell'esperienza di coppia, come ricorda Clarissa Pinkola Estés, c'è sempre lo spettro della morte in agguato a terrorizzarci, a fare capolino dietro lo splendore dell'innamoramento.
Intendo che non è solo la paura della fine del rapporto, ma anche dell'eventuale delusione, dell'eventuale abitudine che tutto appiattisce.
Ma per accettare l'amore totalmente dobbiamo accettare la vita totalmente, e per farlo non si può evitare la morte in quanto complementare alla vita. Non esiste vita senza morte né morte senza vita, e l'innamorato deve tenerne conto. 
Amare è farlo nonostante quello spettro, è guardare nelle orbite del teschio (...). 
Non si può scappare dal coinvolgimento pensando di ingannare Sorella Morte.

Teschio (cimitero di Pisa) - Foto dell'autrice 
Inoltre, la stessa Pinkola Estés spiega che a livello archetipo, nell'inconscio collettivo, le ossa sono simbolo dell'anima. Così come esse restano dopo la dissoluzione dei tessuti molli, l'anima resta dopo la dissoluzione del corpo fisico. 
Senza ossa saremmo sacchi di carne, senza anima saremmo automi.
Secondo una leggenda messicana da lei narrata nel celeberrimo libro Donne che corrono coi lupi, cantare sulle ossa raccolte nel deserto significa ricomporre i frammenti dell'anima fino al ritorno alla propria integrità.

La tendenza di alcune rockstar, specie nell'ambito dell'heavy metal, a comparire in foto e sul palco con teschi in mano o truccati da morti, al di là del desiderio di scioccare o far provare ribrezzo, cela in realtà il coraggio di guardare la propria paura della morte in faccia per farci amicizia. Se non si affrontano le proprie paure arrivando a riderne, non si sarà mai veramente liberi di vivere senza paura.
Truccatevi da scheletro e guardatevi allo specchio. Che cosa provate? Lì c'è un'importante lezione per voi.

giovedì 26 novembre 2015

Sul bisogno fisico

In questi giorni stanno partendo i miei percorsi personalizzati riguardo ai conflitti di coppia e alla sofferenza da abbandono. 
Noto che molte persone che si rivolgono a me per affrontare queste problematiche in base al Nuovo Paradigma (l'esterno è l'interno) lamentano soprattutto la mancanza fisica del partner, nel caso di una rottura nel rapporto. 
La cosa che lascia gelati è l'assenza di coccole, di calore fisico e umano. Senza, ci si sente persi, abbattuti, privi di forze. Almeno all'inizio.

Questa sensazione ha tre origini. 
Una più superficiale è l'attaccamento. Ci si era assuefatti alla presenza di una persona accanto, quel calore umano ci illudeva di riempire i nostri vuoti emotivi e/o esistenziali. 
La seconda è prettamente fisica: tutti i mammiferi hanno bisogno di cure, di intessere rapporti, di calore umano.
La terza ragione è invece animica. Siamo comunque esseri di luce che sperimentano la materia, siamo fatti per stare con gli altri, che sono il nostro Specchio, e senza di loro non possiamo avere una percezione di noi stessi - per quanto illusoria, essendo basata sulla dualità. Guardandoci in quello Specchio, per quanto a volte impietoso, evolviamo. 

Sentire questo vuoto e soffrirne è normale, è umano. Il problema è restarne invischiati.
Stryx - Foto dell'autrice
Il guerriero di luce sa che quel dolore è dato dalla macchina biologica che soffre di un attaccamento, e non cede alla tentazione di tornare con quel partner, di corrergli dietro, implorarlo di restare, solo perché il corpo soffre di un vuoto improvviso.

Quel dolore ci è maestro perché ci fa notare che se da una parte c'è ancora del lavoro da fare su di sé per superare l'attaccamento e la paura della solitudine, dall'altra non dobbiamo nemmeno chiuderci a riccio e mettere una corazza emotiva nel timore di soffrire ancora.
Il Cuore ci sta solo dicendo che, ben consci dei drammi della macchina biologica, siamo anche terribilmente, meravigliosamente umani, e fare gli asceti a tutti i costi non ci aiuterà ad aprirlo all'Amore, alla Vita.

Il Cuore ci dice che, al di là di ogni attaccamento, esiste l'amore che è anche fisico, siamo qui per questo.
Siamo qui per sentire anche i palpiti del cuore, il tocco sublime di una carezza, di un abbraccio. E se non lo sperimentiamo ora, sul piano fisico, con consapevolezza, perdiamo la nostra occasione di viverlo pienamente. 

Ma mai e poi mai rincorrere un partner per sentire di nuovo quel tocco, quel calore!
Meglio soli, sofferenti, ma a testa alta. Elemosinare un rapporto per il bisogno fisico significa perdere il proprio Potere.
Coppia Specchio - Foto dell'autrice



Se volete intraprendere un percorso personalizzato per affrontare in prima persona questa e altre problematiche, scrivetemi a: genavarigana@libero.it






venerdì 13 novembre 2015

YIN vs YANG

L'immagine del Tao ci rimanda all'archetipo dell'equilibrio cosmico, lo yin femminile si bilancia allo yang maschile divenendo un tutt'uno, poiché senza una delle due parti sarebbe in disarmonia.
Ma gli elementi vanno maneggiati con cura, ogni individuo può avere un'energia più o meno potente e incarnare un elemento in maniera molto più netta rispetto all'altro, anche se ognuno di noi li contiene entrambi.

Per fare un esempio concreto, non è detto che un uomo con forte energia yang si accompagni bene ad una donna con una predominanza di yin, anche se in teoria potrebbero bilanciarsi a vicenda.
Nella realtà dei fatti è possibile toccare con mano che due forti elementi opposti non si attraggono, anzi, è più facile che finiscano per respingersi, anche se magari all'inizio possono essere affascinati dall'elemento che meno contengono in sé.

Diavolo e acquasanta - Foto dell'autrice
Succede anche con i segni zodiacali: un uomo con tanti elementi di terra nel tema natale difficilmente potrà restare a lungo accanto a una donna con tanti pianeti in segni d'aria, perché la troppa concretezza dell'uno non riuscirà ad entrare in sintonia con gli slanci creativi e idealistici dell'altra.

Come spesso viene ribadito dai saggi, nessuno può compensare qualcun altro. Siamo sempre degli individui completi che al massimo si possono accompagnare con creature che abbiano un'energia simile alla nostra. Mai cadere nella trappola del desiderio di compensazione. Perché è un'illusione pericolosa.

Chi è yin, per quanto in sé contenga anche energia yang maschile, potrebbe avere difficoltà a stare con qualcuno che incarna quasi esclusivamente energia yang, perché rischia di bruciarsi al calore di una fiamma troppo potente per la sua natura fredda e umida tipica femminile. Dal canto suo, chi è yang non dovrebbe cadere nella trappola dell'accusare l'altra parte della coppia di essere troppo fredda, perché così facendo non tiene conto della differenza sostanziale della natura opposta. 

mercoledì 11 novembre 2015

Donne che hanno paura del sesso o del vuoto?

Mi è capitato spesso di sentire uomini lamentarsi delle proprie compagne ritenute colpevoli di non essere molto disponibili a fare sesso di frequente.
L'accusa comune è che esse siano disinteressate al sesso, quasi ne fossero annoiate. Nei casi di coppie di lunga data è abbastanza fisiologico che la passione amorosa possa essere un po' scemata, complice abitudine, figli, ma anche la distrazione degli stessi coniugi che hanno finito per darsi per scontati.

Potere femminile - Foto dell'autrice
Ma a volte accade che le donne paiano rifiutare il sesso anche quando il rapporto è appena cominciato. Com'è spiegabile questo fenomeno? A parte una fetta di donne che non sono abbastanza innamorate da lasciarsi andare alla passione, credo che la risposta sia nel differente modo di intendere la sessualità.

Il sesso oggi è molto banalizzato, vi si accede velocemente senza lunghi corteggiamenti, anzi, spesso chi corteggia una donna scende in dettagli intimi troppo in fretta parlando di sé, delle proprie prestazioni e dimensioni togliendo magia e mistero alla cosa. Insomma, la donna sa già cosa aspettarsi. L'abitudine ormai dilagante è cena + sesso già al primo appuntamento, non dando la possibilità alle due parti di esplorarsi, giocare, creare un'empatia vera, e un crescente desiderio erotico.

Poi, il sesso in sé come prestazione viene vissuta come un'arena in cui esibire doti di destrezza, fantasia e potenza, e se nella coppia si instaura un tipo di sesso così meccanico, la donna che ha una consapevolezza di sé, che in qualche modo è ancora in contatto con il proprio Potere ancestrale di sacerdotessa del sesso come iniziazione e Unione divina, non può più stare al gioco.

Energia sessuale - Foto dell'autrice
Ci sono coscienze che sono ancora totalmente agite dall'energia sessuale e incapaci di incanalarla in qualcosa di costruttivo che va in profondità, che possa creare una comunione energetica con la propria partner.

Una donna consapevole sente il Vuoto che serpeggia sotto la meccanicità di un sesso vissuto come puro appagamento edonistico e nulla più.
E non può stare al gioco per molto, a meno che il partner non sia abbastanza coraggioso da lasciarsi portare per mano verso una profondità sconosciuta, verso un incontro con l'Assoluto, dove l'unione sessuale crea un Uno mistico.

Quindi, siamo davvero sicuri che le donne abbiano paura del sesso o sono solo più sveglie dei loro compagni lamentosi?

venerdì 6 novembre 2015

Questione di vibrazioni

I Maestri dicono che al giorno d'oggi la Terra sta aumentando di vibrazione, con conseguenti disarmonie gravi in quegli ambienti in cui la Consapevolezza collettiva è ancora molto addormentata (leggi: Paesi in guerra; tensioni sociali; crisi economica; aumento esponenziale del femminicidio, eccetera).

Ma l'altra faccia della medaglia è che nelle coscienze un po' più evolute accade un velocizzarsi degli eventi. 
Ad esempio, ho notato che i conflitti interiori e di lavoro o di coppia, così come quelli genitori-figli, hanno una durata sempre più breve. Spesso sono molto forti e vanno in profondità a toccare corde molto dolorose, ma proprio perché chi le vive ha una consapevolezza superiore alla media, ecco che avendo gli strumenti per affrontare la situazione problematica, questa viene sciolta rapidamente.

Vibrazioni - Foto dell'autrice
Conflitti di coppia o problematiche legate alla propria professione che in coscienze totalmente addormentate durerebbero anni di lotte e recriminazioni, rancore e vittimismo, ecco che invece in poco tempo vengono accolti come Legge dello Specchio e vissuti come insegnamento.

Quando ciò accade, emergono di colpo una serenità di fondo e un'integrità che vengono direttamente dall'Anima e che ci portano ad essere vigili, obiettivi, lucidi e trasparenti. A quel punto non si può far altro che essere franchi, dire la verità emergente dall'insegnamento di fondo che quella situazione ci sta mostrando.

Come nella famosa frase del Vangelo, la Verità vi renderà liberi.
Ed ecco che quella situazione di conflitto ha le ore contate e presto le vibrazioni della Consapevolezza universale spazzeranno via ogni rimasuglio di negatività perché stiamo agendo in armonia con il Cosmo, e non in base a schemi di pensiero che fanno solo resistenza a ciò che è.

venerdì 4 luglio 2014

La coppia nuova

Come dicono i Maestri contemporanei, non è più tempo di coppie vecchio stampo, di persone che stanno insieme per abitudine, per paura della solitudine, per convezione o interesse, per sostenersi a vicenda.

La coppia fatta di due elementi che non sanno stare in piedi da soli ma si appoggiano l'un l'altro è destinata a crollare, prima o poi, rovinosamente. L'esempio più comune è quello degli anziani insieme da cinquant'anni, che quando muore uno dei due l'altro lo segue a ruota, incapace di stare senza il proprio partner.
Nella letteratura e nel cinema questa cosa viene considerata romantica, in realtà è solo drammatica, senza nessun romanticismo. E' indice della dipendenza più totale da una persona esterna.

Per parafrasare Kahlil Gibran, la coppia dovrebbe essere come le colonne dei templi: non troppo vicine ma nemmeno troppo distanziate, o l'intera struttura crollerebbe. Devono stare allineate e alla giusta distanza.

Una coppia fatta di mezzo e mezzo - cioè di chi si sente incompleto - non fa uno, ma rimane mezzo e mezzo. 
La coppia fatta di uno e uno fa uno. E' un paradosso.
Nel senso che chi sa stare bene con se stesso anche da solo, chi non dipende dall'altro, può sentirsi parte di un'unità ma senza dipendenza.
E' un'unità per scelta e NON per bisogno.


Foto dell'autrice
Ma non è solo una questione di indipendenza e rispetto degli spazi reciproci.
La coppia del futuro deve avere aspirazioni e obiettivi in comune che non siano solo gusti musicali e hobbies in comune. Non è più sufficiente.

Per chi crede profondamente nella necessità di un cambiamento radicale nel mondo, attraverso la Consapevolezza e il Risveglio collettivo della coscienza, non può più accontentarsi di avere alcune cose in comune con il proprio partner.
Bisogna avere un obiettivo in grande e insieme perseguirlo, mano nella mano. Lavorare insieme per esso, dare ognuno il proprio contributo attivo.

Ma non bisogna cadere nell'errore di forzare qualcuno che non vi crede a perseguirlo solo perché ci crediamo noi.
Non è facile trovare qualcuno che voglia avanzare con noi verso un mondo nuovo, ma credo che più restiamo fissi sul nostro centro gravitazionale interiore e più probabilità avremo di crearlo nella nostra realtà.

Però, non ci è dato sapere fino in fondo i piani dell'Universo. Magari a qualcuno di noi sta il compito di perseguire il proprio obiettivo da solo.