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martedì 21 maggio 2013

OHM NAMAH SHIVAYA

Come racconta Salvatore Brizzi in una delle sue belle lezioni, l'umanità, alla ricerca della divinità, nel corso della storia è giunta a varie tappe del cammino spirituale.
Prima pensava che Dio fosse in tutte le cose (animismo), poi che ci fossero varie divinità (politeismo), poi che Dio fosse uno solo, ma separato da noi (monoteismo), infine, oggi cominciamo a pensare che Dio sia dentro di noi, perché in ognuno di noi esiste una scintilla divina.


Foto dell'autrice
Ma alla fine del cammino si potrà comprendere che in realtà, noi siamo Dio. 
Ma siccome il nostro Ego è ancora troppo sviluppato, sentirsi Dio senza aver raggiunto l'illuminazione potrebbe essere pericoloso.
Potrebbe dar luogo a personalità ipertrofiche e dispotiche.

Nel nostro piccolo, potremmo cominciare a sentire il divino in noi, fino a fonderci con esso, recitando un semplice mantra:

OHM MANAH SHIVAYA
(Io onoro la divinità che risiede in me).

Per riuscire a comprendere fino in fondo, a livello inconscio, quanto davvero noi soli siamo creatori della nostra realtà, del potenziale illimitato - perché divino che conteniamo in noi - e per abbattere quel senso opprimente e illusorio di separazione che ci fa credere che il divino sia fuori da noi, e che il potere del mondo non sia nelle nostre mani, questo mantra recitato diverse volte al giorno può fare la differenza.
Può aprirci le porte alle nostre infinite possibilità di creazione.
Può sciogliere quelle ultime resistenze che ci tengono lontani dalla nostra realizzazione personale.
Siamo anime che sono venute qui per svegliarsi e trovare la felicità in terra.

venerdì 19 aprile 2013

L'armonia della creazione

Moltissime religioni e filosofie antiche sostengono che la creazione nasce da un suono o vibrazione.

Nell'Antico Testamento è scritto In principio fu il Verbo - anche traducibile con suono.

Nei Veda e nell'induismo che ne è derivato, il divino, desideroso di manifestare il proprio pensiero di tutte le cose, emette un suono, una vibrazione che ha la natura di un grido.
Questo grido creativo non è altro che il Big Bang.

Light inside of us - Foto dell'autrice
Secondo il Libro cinese dei Riti, curato da Confucio: La musica produce l'unione. (...) La musica proviene dall'interno; i riti agiscono dall'esterno. Provenendo dall'interno, la musica produce la serenità di mente.

Uno studioso confuciano del II secolo a.c. scrive che l'armonia tra cielo e terra e uomo deriva da un accordo sulla stessa nota che produce vibrazioni all'unisono.
Nell'Universo non esiste caso, non esiste spontaneità; tutto è influenza e armonia, accordo che risponde ad accordo.

Tutti ormai sappiamo che nella mistica indiana il suono universale della creazione è detto OHM. 
Per i pitagorici, la nota fondamentale è il LA. 
La cosa curiosa è che un tempo si riteneva che il LA avesse 432 vibrazioni (oggi circa 440), e 432 è un numero che ricorre in diversi testi, dalla Bibbia ai Veda indiani, dai miti sumeri all'Edda di Snorri in Islanda. 
Simphony of the night - Foto dell'autrice
Esso è associato a presunti cicli terrestri, che corrisponderebbero al rinnovamento della terra.

Sarebbe interessante riuscire a capire fino in fondo perché proprio il LA sia ritenuto il suono della creazione. 
Ma che la materia si formi da una vibrazione, e che tutto sia energia - quindi vibrazione - è ormai assodato dalla scienza moderna.
Ancora una volta siamo costretti a inchinarci alla saggezza dei nostri avi, che molto avevano capito delle cose del mondo. 

sabato 2 febbraio 2013

L'OHM, suono della creazione

Il suono OHM, che viene scritto anche AUM, è considerato il suono della creazione per eccellenza.
Il Principio creatore, il Verbo da cui tutto ciò che esiste scaturisce.

Foto dell'autrice
C'è chi dice che la O rappresenti il cerchio della perfezione e la M il Principio femminile da cui tutto scaturisce;
c'è chi dice che i tre suoni A-U-M rappresentino i tre stati di coscienza veglia-sogno-sonno profondo.

Il silenzio alla fine della vibrazione dell'OHM porterebbe a un quarto stato di coscienza: la beatitudine in cui l'individuo riconosce il proprio stato naturale come un tutt'uno con il Principio fondamentale.

Quando si pronuncia, l'OHM, la O parte dai primi due Chakra e sale vibrando fino al terzo e poi al quarto, il Chakra del cuore.

I primi tre Chakra sono legati alla concretezza, al radicamento, alla creazione materiale, al nostro potere nel mondo. 

Arrivando alla vibrazione M, l'energia vibra nella gola - il quinto Chakra - e poi sale fino al sesto e settimo, purificando la mente, allargando la coscienza e ponendoci in profonda intimità con tutto ciò che è creato, con l'Universo intero.

Se vi stendete su un prato, in un posto silenzioso, vi rilassate e vi ponete in ascolto, potrete sentire il suono della creazione vibrare intorno e sotto di voi, nella terra, e poi dentro di voi. 
Potrete sentire quasi il Pianeta girare, con la sensazione di un lieve capogiro.

L'OHM ci riconnette con l'energia fondamentale e con le nostre radici. 
L'OHM crea con l'amore e distrugge la disarmonia.
L'OHM è la materia che si crea dal Progetto divino con una semplice, potentissima vibrazione.

Foto dell'autrice
Tutto è vibrazione. 
Pronunciare l'OHM serve a ricordarcelo.
Ma serve anche a ricordarci la nostra origine divina, e allo stesso tempo la nostra fisicità, la concretezza della materia in cui ci incarniamo nel nostro viaggio terreno.

Basta cominciare a pronunciarlo per sentirci riconnettere alla Madre Terra e poi all'Universo intero. Ogni nostra cellula vibrerà sulla stessa onda d'amore e guarigione.
Creando un ponte vibrazionale tra cielo e terra.