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lunedì 10 marzo 2014

Quando si rompono tante cose finisce un ciclo

A tutti capitano dei periodi in cui pare che le cose si siano messe d'accordo per rompersi una dietro l'altra nell'arco di pochi giorni.
Comunemente la gente dà la colpa alla sfiga.


Foto dell'autrice
Mi è capitato nel periodo sotto Natale che mi si siano rotte diverse cose, piccoli oggetti non di valore economico ma affettivo, oppure di utilità pratica. All'inizio credevo fosse a causa della mia mancanza di attenzione nel maneggiarli ma poi, anche ponendo la massima cura, le cose si rompevano all'improvviso. 

Ne ho dedotto, seguendo l'intuito, che se molte cose si rompono in uno stesso periodo è perché sta finendo un ciclo. 
Tutto ciò che maneggiamo si impregna della nostra energia, e quando ne sono saturi, specie di energia di rabbia, di stanchezza, di  dolore, si spezzano. In fondo, meglio che siano gli oggetti a rompersi piuttosto che un organo del nostro corpo!

Imparando a leggere la vita tramite segnali e simboli, qualcosa che si rompe è un alleggerirsi del nostro bagaglio emotivo, un invito a rinnovarsi. Se ti si rompe una tazza che fai? Ne compri una nuova. 
Nuove energie che entrano a spazzare via quelle vecchie e stantie.
Invece di arrabbiarci, dovremmo accogliere questi momenti come un dono e aprire le porte a un nuovo ciclo.

Inoltre, fare attenzione alla nostra reazione quando qualcosa cui teniamo si rompe, ci permette di osservare i nostri attaccamenti.
Si rompe un vaso della prozia e ci stiamo male. 
La prozia non è in quel vaso. Il suo ricordo non sarà certo cancellato dalla nostra memoria attraverso la rottura di un vaso di cristallo! Eppure, abbiamo bisogno di fissare le cose in concreto.
Foto dell'autrice
Foto, oggetti, vestiti. Temiamo di lasciarli andare. Temiamo l'effimero.

Ma la vita è effimera. 
Attaccarsi agli oggetti ha a che fare con la paura di morire, di non lasciare un segno, di non avere vissuto.
Ma è un'illusione.

Più siamo disposti a lasciare andare le cose, più lo saremo anche con emozioni e sentimenti, perché sono collegati.
Meno bagaglio emotivo, più leggerezza.