lunedì 19 maggio 2014

Coccole e Presenza

Forse molti non lo hanno mai notato, ma si può esercitare la Presenza nel Qui e Ora anche nelle coccole.

Quando abbracciate qualcuno col Cuore aperto, potete percepire la vostra energia e quella della persona tra le vostre braccia.
Sentite il calore emanato da entrambi i corpi.
Ascoltate il respiro. 
Percepite l'odore della pelle, dei vestiti, dei capelli.
Foto dell'autrice
Avete la possibilità di porre attenzione anche su dove e come mettete le mani, cosa sentite sotto i polpastrelli. La pelle liscia, i peli, la consistenza magari un po' ruvida di una t-shirt.

Tutto questo è esserci. Percepire con tutto il corpo ciò che state facendo, con in più un sentimento di Cuore.
Se ci mettete anche la Consapevolezza di essere Voi, cioè un'anima che sperimenta la materia e i sentimenti attraverso un corpo fisico, potrete commuovervi comprendendo quale miracolo stia accadendo!

Le coccole sono un Portale verso la Presenza e la Consapevolezza del Sé.
Cogliete ogni occasione che vi si presenta per farlo.
Abbracciate di più.
Che sia un partner, un figlio o un parente, un amico o un animale domestico, abbracciatevi di più!
E fatelo in Presenza.

La qualità di quell'abbraccio sarà mille volte maggiore di un normale abbraccio di circostanza.
Sappiate che un abbraccio fatto in presenza con Cuore aperto e tutti i sensi attivi vi resterà per sempre.
Vi nutrirà l'anima nel profondo e resterà sempre con voi.
Tutto ciò che facciamo in Presenza, ogni sentimento provato in questa condizione resterà con noi anche dopo l'abbandono del corpo fisico.
E' l'unico bagaglio che avremo.

giovedì 15 maggio 2014

Azione. Non reazione.

Se fossimo più concentrati sul nostro Sé - cioè sull'anima -osservandoci, invece che sulla nostra mente - identificandoci con la personalità - potremmo decidere delle nostre azioni rimanendo centrati.

Nella vita quotidiana, le nostre sono più che altro reazioni. Pensiamo siano azioni nate da noi per un buon motivo, ma è quello che la mente si racconta da sola per non ammetter di non essere  libera.

Se fossimo davvero liberi, potremmo assistere agli eventi della nostra esistenza senza esserne coinvolti emotivamente, e decidere cosa fare - se agire oppure no - ma anche come agire.  

Foto dell'autrice
Una persona può decidere se intervenire durante uno scippo per mettere in fuga l'aggressore, ma tanto dipende da ciò che prova e da quanto è identificato con l'anima o con la mente.
Se lo fa con rabbia, imprecando contro il ladro, sentendosi paladino del bene, la sua è una reazione.

Se invece decide in base al suo sentire profondo che quella persona che scippa va fermata, senza giudicarla moralmente, allora la sua sarà davvero un'azione. 

Ogni volta che reagiamo a qualcosa o a qualcuno, stiamo dando potere alla nostra mente, quindi a un dittatore, di fare di noi ciò che vuole.
Se sappiamo di essere qualcos'altro, cioè un'anima incarnata, che va al di là di ciò che appariamo, di ciò che pensiamo, delle emozioni che proviamo, allora sapremo anche distinguere le reazioni automatiche di cui i nostri corpi (mentale, emotivo, fisico) sono schiavi.
Se siamo identificati con la nostra anima, la dittatura non ha più alcun potere su di noi.

Ogni volta che sentiamo emergere l'istinto di reagire, osserviamo. Prendiamo tempo. Stiamo in quel sentire. Solo dopo esserci stati potremo capire qual è la cosa giusta da fare. Potremo intraprendere un'azione consapevole.

Sappiate che quando una persona dice, orgogliosa, di essere un tipo istintivo, quindi vero, senza maschere, è uguale a chi le maschere le indossa più apertamente.
Se sei istintivo, è probabile che tu sia schiavo inconsapevole delle tue emozioni e quindi reazioni.

Bisogna saper distinguere tra istinto ed intuito.

mercoledì 14 maggio 2014

La forza della calma

Come dicono i Saggi, non puoi vedere con chiarezza attraverso l'acqua mossa. 
Se la superficie è increspata, o si è alzata la sabbia sul fondo intorbidendo l'acqua, l'unica cosa sensata da fare è attendere che l'acqua si calmi e la sabbia si posi nuovamente sul fondo.

Eppure, noi che crediamo di essere razionali, quando succede qualcosa che ci turba che facciamo? Annaspiamo nell'acqua creando solo confusione e poi ci stupiamo di non riuscire a trovare una soluzione giusta per uscire dal problema!
Foto dell'autrice

Quando sentiamo emergere il panico, la preoccupazione, l'ansia, o qualsiasi cosa ci turbi, dobbiamo ricordarci di stare in quel sentire. Attendere che il turbinio di paura, anticipazione, pensieri ossessivi, e quant'altro si plachi come l'acqua di uno stagno.
Osservarlo come osserveremmo uno stormo di anatre prendere il volo dallo stagno, e vedere pian piano l'acqua farsi calma e piatta.

In quella calma, solo in quella calma, possiamo trovare una soluzione, una risposta a una domanda che ci siamo posti, un'alternativa valida.

martedì 13 maggio 2014

Fare il salto

Quante volte nella nostra vita vorremmo ma non osiamo? Il nostro cervello rettile ci intima di stare fermi, oppure di scappare per non soccombere.

Magari la cosa giusta, la svolta, il lavoro sognato, la persona che fa  per noi, l'evento rivoluzionario stanno dietro l'angolo. Ma noi temiamo di svoltarlo. Come i bambini abbiamo paura che ci sia l'Uomo Nero che ci acchiappi e ci mangi.

Foto dell'autrice
E' normale avere paura davanti ai cambiamenti, il nostro corpo non li ama, e nemmeno la mente. La mente preferisce crogiolarsi nella solita cara minestra riscaldata perché è più confortante. Magari è terribilmente insipida, ma per essa è sempre meglio del nuovo, che chissà quanto potrebbe essere piccante!

Ma per timore di farci male, ci facciamo ancora più male, rimanendo ad annoiarci, stanchi e demotivati, nel nostro solito cantuccio. Che puzza di muffa, ma è pur sempre casa, pensiamo…

La grande opportunità sta nel riconoscere che abbiamo paura e affrontarla. Guardarla negli occhi e poi buttarsi. Come tirare un sospiro e poi svoltare l'angolo dove temiamo ci sia qualcosa di brutto. Per scoprire invece un mondo nuovo, meraviglioso.
E se poi, invece, là dietro non c'è nulla di interessante, avremo la bella sensazione di averci almeno provato. Che è meglio del rimpianto di non averlo fatto. 
Anche questo aiuta l'autostima.

Come dice quel vecchio detto Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.

Foto dell'autrice
Ogni vero guerriero sa che essere coraggiosi non è non avere mai paura, ma fare le cose nonostante la paura. Solo così si può sconfiggere. Passandoci attraverso.

Se invece continuiamo a non svoltare l'angolo non potremmo mai vedere, sperimentare qualcosa di diverso, e quindi anche di meglio. Sarà inutile lamentarsi di quanto sia banale quella strada ormai conosciuta fin troppo bene, se non abbiamo il coraggio di cambiare tragitto.

Fare il salto ad occhi chiusi è importante. Perché chiudendo gli occhi - il nostro maggiore punto di riferimento che si collega alla mente - possiamo affidarci al cuore, alla luce interiore, alla voce che ci sussurra che ci possiamo tranquillamente buttare e la vita ci sosterrà. Fermando la mente, non ci diremo tutte quelle bugie che ci diciamo da soli per non ammettere che ce la stiamo facendo sotto dalla paura. 

Ho paura ma mi butto. Perché ho fiducia. 




venerdì 9 maggio 2014

Osservare e osservare

C'è qualcosa che ti dà sui nervi?
OSSERVA.
C'è qualcuno che ti fa sentire in imbarazzo?
OSSERVA. 
Hai paura di una situazione?
OSSERVA.
Sei preoccupati per i soldi?
OSSERVA.
Ti annoi?
OSSERVA.
Sei nervoso, irritabile, irrequieto?
OSSERVA.
Hai voglia di scappare, di cambiare vita, lavoro, partner?
OSSERVA.
Ti giudichi un imbecille in certe situazioni?
OSSERVA.
Ti vergogni di alcuni tuoi comportamenti/reazioni?
OSSERVA.
Autoritratto dell'autrice
Hai un senso di mancanza?
OSSERVA.
Hai una dipendenza?
OSSERVA.

Direte: Che palle questo articolo!
OSSERVATE.

Perché chi osserva, in realtà non siete voi (corpo fisico/mentale/emotivo, quindi anche personalità).
Chi osserva è il vostro Sé. L'anima. 

L'unico modo per capire perché funziona è sperimentarlo.
E' inutile scrivere un panegirico sull'osservazione - silenziosa e priva di giudizi - perché finché non lo si mette in pratica non si possono vedere i risultati. I quali, ovviamente, possono solo essere personali, diversi in ognuno. 

Ma il grande miracolo è che davvero noi cambiamo, e le persone, gli eventi, il mondo intero cambiano intorno a noi. Perché rispondono alla nostra nuova consapevolezza ed energia. 

Sperimentate l'osservazione.
La vostra vita cambierà.



martedì 6 maggio 2014

La Legge di Attrazione secondo Dante

Chi di noi non ricorda il celeberrimo verso del Canto V della Divina Commedia:

Amor, ch'a nullo amato amar perdona (…)?

Dante ha scritto quel verso con due letture possibili. La prima, più drammatica, è riferita all'amore fuori dal matrimonio, che i due innamorati, Paolo e Francesca, non potrebbero consumare e per cui vengono uccisi; la seconda ha a che fare con la famosa Legge di Attrazione, che evidentemente il Sommo Poeta conosceva bene.

Quello che Dante vuole esprimere è: non esiste che un essere che ama non sia a sua volta riamato. 
Quell'amato sta per amante, nel senso letterale: colui che ama.
Foto dell'autrice
Perché se amore dai, amore ricevi. E' una Legge universale.

Certo, non è detto che la persona oggetto del tuo amore corrisponda per forza, ma se tu sei Amore, l'Amore viene da te.
In qualunque forma. Prima o poi arriva. 
Perché il tuo Amore è una calamita.

Sii tu stesso l'Amore che cerchi.
E l'Amore risponderà.

Impara per prima cosa ad amare te stesso.
Perché se non ti ami, non puoi certo trovare l'amore fuori di te, da parte di qualcuno che sta all'esterno.

Come dentro, così fuori, dice una vecchia massima.
Amore dentro, amore fuori.




lunedì 5 maggio 2014

I giorni "storti"

Nel nostro modo di vivere la vita in base a reazioni, giudizi, fastidi, siamo portati a considerare alcuni giorni belli, altri brutti, in base alle nostre aspettative e alle emozioni del momento.

Se tutto va secondo i nostri piani ci sentiamo felici e pensiamo che la vita ci stia sorridendo perché ce lo siamo meritato, perché abbiamo fatto tutto come andava fatto e siamo stati premiati.

Foto dell'autrice
Ma se un giorno, nonostante il nostro impegno, qualcosa va storto, ecco che ricadiamo nel vittimismo e ci sentiamo perseguitati dalla sfiga.

In realtà, è l'Ego che come un bimbo capriccioso pretende solo giorni in cui splendiamo e veniamo ammirati, lodati, applauditi.

Per l'Anima, invece, c'è più da imparare nei giorni cosiddetti storti.
Perché quando qualcosa va storto abbiamo la possibilità di vedere. Vedere che energia stiamo usando, che pretese abbiamo nei nostri stessi confronti, quali sfide ci terrorizzano, quanto narcisismo stiamo accarezzando. 
Possiamo misurare la nostra aspettativa illusoria, la paura di fallire o di avere successo - che sono speculari - il senso fasullo di identità che ci illude di essere quella cosa che vogliamo dimostrare a tutti di essere, e se falliamo pensiamo di non esistere più. Di perdere la nostra identità.

Foto dell'autrice
Tutto questo è un dono.

I giorni storti sono lo specchio di ciò su cui ancora abbiamo da lavorare. Sono perfetti perché fondamentali per vederci davvero per ciò che siamo. Senza illusioni.

Solo da questa visione realistica di noi stessi possiamo cominciare a capire da dove cominciare a lavorare e perché.

Ad ogni giorno storto che viviamo dovremmo dire GRAZIE!